ANIMALI: PERCHE' ADOTTARE


Quattro zampe che cambiano la vita

Scegliere di vivere con un gatto o un cane è senza dubbio un grande atto di amore. Facilita i rapporti sociali e ha una funzione decisamente positiva nell’allentare tensioni  stress. Molti studi hanno dimostrato i considerevoli benefici che la compagnia di un animale può apportare al benessere fisico e psicologico di una persona. E anche per i più piccoli è un’esperienza importante poiché li aiuta nello sviluppo, li responsabilizza, fa conoscere loro la dimensione e il valore della diversità e della solidarietà. Allo stesso tempo è anche qualcosa che cambia profondamente la vita nella sua essenza quotidiana, per questo è una scelta che va fatta responsabilmente e con la consapevolezza di prendersi un grande impegno, del tutto analogo ai doveri che un genitore ha nei confronti di un figlio. Questa pratica guida nasce con l’intentodi fornire uno strumento utile per chi sceglie di adottare un amico a quattro zampe, e anche per chi già ci vive.Così assieme faremo un piccolo viaggio, dove scopriremo come comportarsi nel migliore dei modi, in ogni occasione. Conoscere le regole di corretta convivenza e i suoi bisogni etologici è fondamentale per rispettare il nostro amico e integrarlo al meglio nella società.
Buona lettura.

PERCHÉ ADOTTARE
Gli animali sono esseri viventi che ci chiedono solo una cosa: essere amati. Non sono oggetti, né tanto meno merce di scambio. Se vogliamo allargare la nostra famiglia, facciamoci guidare dalle uniche cose che davvero contano: l’amore e il senso di responsabilità. Ecco perché, laddove ci sono oltre 200.00 cani nei canili e quasi 3 milioni di gatti senza famiglia, la scelta dell’adozione è davvero l’unica via perseguibile, sia a livello etico sia a livello morale. Non solo perché daremo una seconda possibilità di vita e felicità a un animale che se la merita, ma anche perché così faremo un atto concreto per combattere il randagismo e contro il traffico illegale di cuccioli dall’est Europa.
Fate un giro nei canili e guardate negli occhi i cani che stanno chiusi nei box. A un certo punto, uno di questi sguardi vi entrerà nel cuore, e saprete che quel cane ha scelto voi. È una magia, e nei canili questa magia succede tutti i giorni. Anche per i gatti non privatevi di questa magia entrando in un negozio: quelli senza famiglia sono numerosissimi.

ADULTO O CUCCIOLO?
Girando nei canili troverete cani di ogni razza e dimensione. Meticci. Cuccioli e cani adulti. Abbiamo detto che sono il cuore e il senso di responsabilità che vi devono guidare, e non una scelta estetica. Sappiamo però che la maggior parte delle persone desiderano adottare un cucciolo. È una scelta ancora più impegnativa, in quanto il cucciolo richiede tutta una serie di attenzioni e cure educative di cui molto spesso un cane o un gatto adulto non necessitano.

ADOTTARE UN CANE O UN GATTO
I cuccioli, inoltre, sono più facilmente adottabili. Se siete davvero guidati dal cuore, prendete in considerazione anche l’adozione di un cane o di un gatto adulto. Frequentemente lo troverete già abbastanza educato e inoltre nutrirà nei vostri confronti una gratitudine unica, dovuta al ricordo dei traumi passati. Per lui non sarete solo un compagno insostituibile, ma un salvatore.

VOGLIO ADOTTARE
Una volta in canile o in gattile, oltre che dal cuore fatevi guidare anche dall’aiuto di uno dei volontari. Vi saprà indicare quale animale fa di più al caso vostro e della vostra famiglia. Alcune persone si fanno trascinare dall’entusiasmo del momento e poi si accorgono di non poterlo gestire e lo trascurano o peggio, lo riportano in canile o in gattile dopo qualche tempo: per l’animale è un ennesimo trauma e un dolore fortissimo. Non infliggeteglielo. Solo quando sarete veramente sicuri, firmate tutte le carte e inizi ate una nuova vita.

BENVENUTI A CASA
La vostra casa sta per diventare anche la casa del vostro amico a quattro zampe. Preparatela con una cuccia confortevole, con le ciotole per il cibo e per l’acqua e con qualche giochino che farà sentire il vostro amico subito benvenuto. Il resto dipende da voi.


IL GATTO
Sebbene considerato un animale più indipendente del cane, anche il gatto richiede particolari cure e attenzioni:
• Mettetegli a disposizione una lettiera, in un luogo appartato e lontano dalle sue ciotole.
• Somministrategli i pasti più volte al giorno e a temperatura ambiente. Tenete sempre a sua disposizione due ciotole: una per l’acqua e l’altra per il cibo.
• Dategli la possibilità di muoversi liberamente per la casa e riservategli delle zone per il gioco e per il riposo.
• Procuratevi un tiragraffi, evitando così che si sfoghi su poltrone o tende.
• Prima di permettergli un eventuale accesso all’esterno, tenetelo in casa il tempo sufficiente perché comprenda che quello è il suo territorio e che lì deve tornare.
• Lasciategli sempre dei giochini a disposizione e dedicategli un po’ di tempo ogni giorno.
• Fate molta attenzione alle piante ornamentali: la stella di natale, il rododendro, la diffenbachia e l’oleandro, ad esempio, sono velenose per il gatto.
• Non utilizzare mai topicidi, lumachicidi o fertilizzanti per le piante: per il gatto possono essere letali.
• Portatelo regolarmente in visita da un veterinario.

Sebbene per il gatto non vi sia alcun obbligo di identificazione, questa è comunque utile e possibile o dotandolo di passaporto europeo rilasciato dai Servizi Veterinari pubblici (anche se non lo si porterà mai all’estero) oppure iscrivendolo all’Anagrafe Nazionale Felina. Il servizio, attivato su base volontaria, ha la finalità di favorire il controllo della demografia felina, contrastare l’abbandono e agevolare il ricongiungimento del gatto con la sua famiglia in caso di smarrimento. L’Anagrafe Nazionale Felina, non sostituisce però gli obblighi e gli adempimenti amministrativi dovuti nei confronti delle autorità competenti, nel caso quindi si decida di viaggiare all’estero con il gatto ci si dovrà comunque rivolgere al Servizio Veterinario pubblico competente per territorio.
Per informazioni sull’ Anagrafe Nazionale Felina:



IL CANE
Prendersi cura ed educare un cane richiede costanza e il rispetto di alcune piccole regole fondamentali che renderanno la vostra convivenza sempre più piacevole e divertente.
• Tenete la cuccia lontano dalla porta: disincentiverà atteggiamenti aggressivi ed eccessivamente territoriali, ed eviterete che il cane abbai ogni volta che un vostro vicino passa.
• Abituate il cane a stare nella sua cuccia e cercate di evitare, almeno per i primi periodi, i piani rialzati: eviterete che il cane sviluppi atteggiamenti dominanti verso il territorio e voi. Anche durante la notte è importante che il cane abbia il suo spazio.
• Dategli da mangiare solo dopo che voi avrete finito e non lasciate il cibo a disposizione tutto il tempo: si mangia solo alle ore prestabilite!
• Abituate gradualmente il cane a stare da solo in casa e non lasciatelo per troppo tempo (massimo 6 ore). Fate attenzione a non lasciare prodotti chimici o farmaci alla sua portata.
• Fategli fare passeggiate quotidiane: sfogherà le sue energie, si relazionerà con il mondo esterno e condividerà con voi esperienze piacevoli.
• Raccogliete sempre le deiezioni quando lo portate a passeggio: è un obbligo e i marciapiedi imbrattati rappresentano una delle maggiori cause di intolleranza verso gli animali.
• Educatelo con dolcezza: premiate con bocconcini prelibati i suoi comportamenti positivi e cercate di distrarre il cane facendolo concentrare su di voi quando vi accorgete che qualcosa lo rende nervoso.
Quando è in giardino cercate di evitare che veda costantemente chi passa: disincentiverete l’abbaio ed eviterete che si innervosisca o entri in ansia.
• Non punitelo ricorrendo a metodi tradizionali - alcuni dei quali sono fuorilegge - come pedate o percosse, foglio di giornale, rumore improvviso. Non solo: la violenza può incentivare l’aggressività. Per il cane la fine del gioco o dargli vostre spalle sono sufficienti a disincentivare un certo atteggiamento.
• Non usate mai collari elettrici o con punte: sono vietati. E non tenetelo a catena.
• Educate il cane a non raccogliere cibo in strada: i bocconi avvelenati sono un rischio reale e possono essere letali.
• Non lasciate mai il cane in auto, ed evitate di legarlo fuori dai negozi se non avete la possibilità di controllarlo costantemente.
• Non sottovalutate certi aspetti comportamentali quali il morso, il ringhio, fenomeni di aggressività verso persone e altri animali, l’eccesso di paura, e rivolgetevi a uno specialista, come un veterinario comportamentalista o a un educatore cinofilo che utilizzi metodi dolci.
• Portatelo regolarmente in visita da un veterinario.

QUANDO SI DECIDE DI VIVERE CON UN CANE È OBBLIGATORIO:
• provvedere all’identificazione e alla registrazione nel secondo mese di vita nell’Anagrafe canina del Servizio Veterinario pubblico competente per territorio, in conformità alle disposizioni adottate dalla Regione Lazio con la legge n. 34 del 1997 e all’Ordinanza del Ministero della Salute concernente misure per l’identificazione e la registrazione della popolazione canina (G. U. n. 198 del 25 agosto 2012) di cui, considerata la scadenza a Febbraio 2013, auspichiamo a breve una legge che ne renda definitivo il contenuto normativo*. L’identificazione consiste nell’inoculazione di un microchip, un piccolo dispositivo elettronico innocuo da iniettarsi sotto la cute nella parte sinistra del collo, che contiene un codice numerico che identifica inequivocabilmente il cane e il suo proprietario. L’iscrizione e l’inserimento del microchip si possono effettuare sia presso il Servizio veterinario pubblico che presso un medico veterinario libero professionista abilitato. Il certificato di iscrizione in anagrafe canina deve accompagnare il cane in tutti i trasferimenti di proprietà. È comunque opportuno munire l’animale anche di una medaglietta di riconoscimento con un numero telefonico da contattare in caso di smarrimento;
• comunicare, al Servizio Veterinario pubblico, entro i tempi stabiliti dalla legge Regionale n. 34 del 1997, ogni variazione di proprietà, cambio di residenza, smarrimento e decesso dell’animale.
In caso di smarrimento è opportuno anche recarsi ai rifugi per animali della zona.

* Aggiornamenti sull’Ordinanza e su altre eventuali nuove normative a tutela di cani e gatti saranno pubblicati sul sito www.lav.it


Iggy, dai ponti della Laurentina, adottato ad Ostia (Rm)
STERILIZZAZIONE
C’è chi ancora nutre dubbi, ma è ormai dimostrato che cani e gatti sterilizzati godono di ottima salute e non ingrassano, se seguono una dieta corretta. Non solo, nelle femmine l’intervento riduce di molto il rischio di tumori mammari, elimina quello del cancro uterino e la possibilità di molte altre gravi patologie a danno degli apparati riproduttori. E non è assolutamente necessario che abbiano avuto almeno un parto: possono vivere tranquillamente senza aver mai dato alla luce cuccioli. La precocità dell’intervento è anzi di fondamentale importanza ai fini della prevenzione di numerose malattie cui le femmine possono andare incontro.

È un intervento sicuro che aumenta considerevolmente l’aspettativa di vita di cani e gatti. È una scelta responsabile anche nei confronti degli sfortunati randagi, perché anche se si riesce a dare una casa a tutti i cuccioli del proprio cane o del gatto (cosa non facile), si toglierà una preziosa possibilità di affidamento a uno dei tanti animali abbandonati. È un intervento che non previene solo le malattie, ma anche il randagismo. È purtroppo ancora oggi pratica diffusa far nascere gattini e poi abbandonarli nelle colonie feline o in altri luoghi dove già sono presenti gatti altrui. Spesso però l’integrazione è difficile e per i nuovi arrivati scacciati dai componenti della colonia si prospettano giorni di paura e smarrimento, situazione che in molti casi li spinge ad allontanarsi dal gruppo per andare così incontro a pericoli, fame e problemi di sopravvivenza.Ancheper i cucciolidi cani abbandonati la vita è fortemente a rischio. È un intervento che ha un costo, ma bisogna tenere presente che viene fatto una volta sola e, rappresentando un’importante prevenzione, è anche un risparmio nei confronti delle spese che andrebbero affrontate nel caso insorgessero patologie cui cani e gatti.


GLI ANIMALI VANNO SOCCORSI
Dal 13 agosto 2010 sono in vigore le nuove disposizioni di Legge che introducono per chiunque l’obbligo di fermarsi e soccorrere un animale ferito. Chi non lo fa è punito con sanzione amministrativa. In assenza di un numero di pronto soccorso specifico e pubblico per animali feriti, chi assiste o è coinvolto in un incidente stradale provocante danni ad animali, che siano di proprietà o meno, deve contattare il Servizio Veterinario pubblico di competenza territoriale al fine di assicurarne un tempestivo intervento di soccorso. I Servizi Veterinari pubblici devono avere reperibilità anche notturna e festiva e sono obbligati a intervenire per il ritiro dell’animale.


Paciocco, abbandonato nella città di Scafati (Sa) e adottato a Roma
L’ABBANDONO 
Si parla sempre dell’abbandono dei cani e spesso ci si dimentica dei gatti. Molti sono portati a credere che un gatto lasciato in strada, in un cortile o in prossimità di una colonia felina sia in grado di gestire bene la sua “libertà”, ma non è così. Il felino abituato a vivere in famiglia è fortemente antropizzato, non si adatterà facilmente alla nuova situazione e andrà incontro a tante difficoltà e a morte per fame, freddo o incidenti stradali. Va inoltre ricordato che anche l’abbandono di un gatto è un reato.
L’abbandono è un’azione umanamente atroce e deplorevole, oltre a essere un reato che in base all’articolo 727 del Codice penale, prima parte, come innovato dalla legge 189/04, è punito con l’arresto fino a un anno o con un’ammenda sino a 10.000 euro. Chi abbandona un animale non solo commette un reato ma potrebbe rendersi responsabile di omicidio colposo. Spesso gli animali disorientati e terrorizzati vagano in strada mettendo a repentaglio la loro vita e quella degli automobilisti, causando numerosissimi incidenti.

COME AIUTARE UN CANE VAGANTE
Fermatevi e avvicinatelo con prudenza e mai in maniera diretta. Controllate se ha una medaglietta o un tatuaggio (per il microchip è necessario avere un lettore). In assenza di medaglietta recante un numero di telefono o di altra informazione per risalire al proprietario è obbligatorio denunciarne il ritrovamento presso una forza di Polizia oppure al Servizio Veterinario pubblico. La denuncia certificherà peraltro la condizione di cane vagante ritrovato, vi solleverà dall’illecito di eventuale appropriazione indebita e servirà a perseguire il responsabile dell’eventuale abbandono.
Il cane vagante sarà consegnato, unitamente al verbale della Pubblica Autorità, alla struttura di accoglienza - pubblica o privata convenzionata - competente per territorio ovvero al canile municipale o al canile convenzionato con il Comune sul cui territorio è stato ritrovato il cane.
Potrà essere la struttura, in assenza di posto o prendendo atto dell’esplicita volontà della persona che l’ha trovato, a predisporre un affidamento provvisorio in attesa che le indagini chiariscano se il ritrovamento sia frutto di un abbandono o uno smarrimento. Chi consegna il cane a una struttura pubblica non accompagnato da regolare denuncia ne diventa automaticamente il nuovo “proprietario” e sarà tenuto a pagare tutte le spese sanitarie e di mantenimento presso la struttura stessa.
Se il cane si trova su una sede stradale o nei pressi e può essere un pericolo per sé e per gli altri, per evitare un possibile incidente automobilistico, chiamate immediatamente la Polizia Stradale presso la Polizia di Stato (tel. 113). Per le strade urbane contattate la Polizia locale presso il centralino del Comune o della Provincia.

COME AIUTARE UN GATTO VAGANTE
L’iter da seguire è analogo a quello del ritrovamento del cane vagante, ma è necessario appurare con la massima attenzione che il gatto sia effettivamente smarrito o abbandonato e non sia membro di una colonia felina o semplicemente a passeggio. Attenzione: a differenza del cane, per il gatto non sussiste l’obbligo di iscrizione all’anagrafe e quindi non deve necessariamente avere un contrassegno di riconoscimento. Solo i gatti che hanno il “Passaporto europeo per animali da compagnia” devono avere obbligatoriamente il microchip.