08/01/15

Niente da negoziare con i fascisti

Dipingi un Maometto glorioso, e muori. Disegna un Maometto divertente, e muori.
Scarabocchia un Maometto ingobile, e muori. Gira un film di merda su Maometto, e muori.
Resisti al terrorismo religioso, e muori. Lecca il culo agli integralisti, e muori,
Prendi un oscurantista per un coglione, e muori. Cerca di discutere con un oscurantista, e muori
Non c'é niente da negoziare con i fascisti. La Libertà di ridere senza alcun ritegno la Legge ce la dà già, la violenza sistematica degli estremisti ce la rinnova.
Grazie, banda di imbecilli.
- Charb,
direttore di Charlie Hebdo


L'ultima vignetta

Il cuore teologico dell'Islam, che si trova nelle Università egiziane, respinge la violenza. Guai a noi se identifichiamo un miliardo e mezzo di persone che professano la religione islamica con gruppi minoritari. Detto questo, respingiamo alcuni commenti che esprimono critiche, a posteriori, sulla linea editoriale di Charlie Hebdo: questo blog che si dichiara fermamente antifascista è per la totale libertà di pensiero e di stampa e non può accettare censure (e autocensure) in nome della religione, della politica, dell'etica e quant'altro. Consapevole dei disastri che i paesi occidentali hanno alimentato e alimentano in Medio Oriente, considera la strage di Parigi un atto vile, barbaro, ingiustificabile. Arrogarsi il diritto di togliere la vita a persone pacifiche, che non hanno mai professato la violenza, colpevoli agli occhi di fanatici di offendere con dei disegni il loro Dio: usare una matita non può essere una condanna, e arrivare a questo è incomprensibile.
Pubblichiamo su questo l'opinione del direttore (direttrice) di Linus, la storica rivista di fumetti e cultura italiana, dove Wolinski, grande disegnatore e una delle vittime di Charlie Hebdo, aveva collaborato in passato, e quella di Will Self, autore satirico inglese. E infine, il disegno che abbiamo scelto, tra i tanti, per Interzone, quello che più ci rappresenta: è il nostro messaggio agli assassini dei redattori di Charlie Hebdo e a tutti i fanatici, gli integralisti, i fascisti..

Stefania Rumor:
"Noi avevamo un rapporto quasi fraterno con la redazione di Hara-Kiri negli anni Settanta, e quando una parte dei redattori di Hara-Kiri ha fondato Charlie Hebdo, abbiamo preso la citazione a Charlie Brown come un omaggio. Abbiamo pubblicato per tanti anni i fumetti di Wolinski, lo conoscevo personalmente. La loro era una satira vivace, vera, senza preoccupazioni verso niente e nessuno, ma con un forte lavoro giornalistico alla base. Forse sapevano che poteva succedere qualcosa, ma nessuno poteva immaginare questo. Si pensa che sia un possibile problema di chi fa satira, ma non è così. Un attentato come questo rende tutto più complicato, fortifica il Fronte Nazionale e l'islamofobia. Sono stravolta, e sono molto preoccupata per le conseguenze che potrebbe avere un'azione simile. Loro erano rimasti i duri e puri di sempre, non so che conseguenze possa avere sulle giovani realtà. L'idea che si possa perdere la vita per una vignetta potrebbe far cambiare idea anche al vignettista più coraggioso. Quello che è successo è totalmente incomprensibile per noi."

Will Self:
Quando c'era stato il caso delle vignette danesi, avevo esposto quello che è il mio metodo per sapere se qualcosa è davvero satira. Deriva dalla definizione di "buon giornalismo" data da HL Mencken: la satira dovrebbe tranquillizzare chi soffre e far soffrire chi è tranquillo. Il problema di molta di quella che oggi viene chiamata 'satira' è che,nei casi in cui è rivolta contro l'estremismo religioso, non è chiaro contro chi si scaglia né chi cerca di difendere. Ovviamente dicendo questo non voglio giustificare l'assassinio dei giornalisti di Charlie Hebdo, che è qualcosa di semplicemente terribile. Voglio solo dire che la nostra società è così ossessionata dal diritto alla libertà di parola che non si pone nemmeno il problema di quali responsabilità derivino da tale diritto.