05/05/18

My Best U2 Playlist




42 brani per tre ore di musica. Esclusi gli ultimi album, non proprio brutti, ma.. inutili per chi come me è stato un fan dagli inizi, da quando eravamo "idealisti e arrabbiati, con la voglia di venire alle mani con tutto il mondo". Un concorso per band emergenti a  Limerick, in Irlanda, Paul Mc Guinness che diventa il loro manager, fino ad arrivare ad essere considerata la più grande band di Rock'n'Roll del pianeta. Il concerto a Red Rock, all'Amphitheatre di Morrison, nelle vicinanze di Denver, in Colorado,  trasmesso dalla Rai nell' 84 li fa eplodere anche in Italia. Buon ascolto, allora, convinto che questa playlist risveglierà molti ricordi e servirà magari a farli apprezzare a chi ancora non dovesse conoscerli.







24/04/18

Final Damnation (The Damned Live in London '88)

 Registrato al Town & Country Club di Londra il 13 giugno 1988. Originariamente pubblicato nell'agosto 1989 da Essential, e in seguito è stato ripubblicato in DVD




"See Her Tonite"
"Neat Neat Neat"
"Born to Kill"
"I Fall"
"Fan Club"
"Fish"
"Help!"
"New Rose"
"I Feel Alright"
"I Just Can't Be Happy Today"
"Wait For The Blackout"
"Melody Lee"
"Noise Noise Noise"
"Love Song"
"Smash It Up" (Parts 1 & 2)
"Looking At You"
"The Last Time"

EVIL SPIRITS download


 


23/04/18

World press photo 2018

Goran Tomasevic Mosul
La giuria del World press photo (Wpp) ha annunciato i vincitori della 61ª edizione del più importante premio fotogiornalistico al mondo. I vincitori sono stati premiati ad Amsterdam il 12 aprile.
Quest’anno la giuria è stata presieduta da Magdalena Herrera, responsabile della sezione fotografica della rivista Geo in Francia. I giurati hanno esaminato 73.044 foto, scattate da 4.548 fotografi provenienti da 125 paesi.

Il vincitore della foto dell’anno è Ronaldo Schemidt con un’immagine scattata durante le proteste contro il governo in Venezuela – la foto ha vinto anche il primo premio della categoria spot news.

“È un’immagine classica, ma ha un’energia immediata ed è dinamica. C’è colore, movimento, è molto ben composta, ha forza. Mi ha dato subito molte emozioni”, ha spiegato Herrera.

Gli altri finalisti per la foto dell’anno erano: Patrick Brown, con un’immagine sulla crisi dei profughi rohingya; Adam Ferguson, che ha ritratto alcune ragazze rapite da Boko haram in Nigeria; Toby Melville, che ha fotografato le vittime dell’attentato di Londra; e Ivor Prickett con due foto scattate a Mosul, in Iraq.

Jesco Denzel ha vinto nella categoria contemporary issue, foto singola. L’immagine è stata scattata a Makoko, un antico villaggio di pescatori nella periferia di Lagos, in Nigeria, dove gli abitanti rischiano lo sfratto a causa dei progetti di riqualificazione del governo.

Le immagini vincitrici faranno parte di una mostra itinerante che sarà esposta in 45 paesi. A Roma comincerà il 27 aprile al Palazzo delle esposizioni.
 
 
 
 Nigeria Boko Haram Adam Ferguson

Kenya Ami Vitale

Los Angeles

 Ivor Prickett Mosul

Jesco Denzel  Lagos Nigeria

Kadir van Lohuizen  Noor

Kid Jockeys Sumbawa Indonesia

Neil Aldrige Botswana (in attesa di rilascio)

Oliver Scarff Ashbourne Gb

Patrick Brown Panos Rohingya
 
 
 

21/04/18

Troppo dolore in Israele. Nathalie Portman fa la cosa giusta

Quanto sta accadendo in Israele è troppo doloroso.
 
<<"I recenti avvenimenti in Israele sono stati estremamente dolorosi per lei e non si sente a proprio agio nel partecipare ad alcun evento pubblico in Israele" e che "non può in buona coscienza andare avanti con la cerimonia">>.
 
È questo il motivo che ha portato l'attrice israelo-americano Nathalie Portman a rifiutare il Premio Genesis, detto il "Nobel ebraico" per la pace. A confermare la notizia con il comunicato che riportiamo sopra è stato un portavoce dell'attrice.
Il ministro della cultura israeliano, dal canto suo, avrebbe reagito dicendo che l'attrice "ha ceduto alle pressioni del Bds", movimento a guida palestinese per il boicottaggio di Israele. In una nota il premio ha comunicato di "temere che la decisione di Portman causerà alla nostra iniziativa filantropica una politicizzazione per evitare la quale abbiamo lavorato duramente negli ultimi cinque anni".
Come sempre, non una parola sulle decine di palestinesi assassinati nelle ultime settimane.
Mentre la Jewish Telegraphy Agency, la Fondazione Genesis Prize ha annunciato questo giovedì che stavano cancellando la cerimonia del premio in Israele a giugno, dopo che la beneficiaria del 2018 Natalie Portman ha dichiarato di non prendere parte alla luce degli "eventi recenti".

Nathalie Portman, una delle più famosi attrici di Hollywood, è nata a Gerusalemme il 9 giugno 1981 ed è stata in seguito naturalizzata cittadina americana. Tre anni fa ha scritto, diretto e interpretato A Tale of Love and Darkness, film ispirato allo scrittore israeliano Amos Oz.

Natalie è un accanita sostenitrice dei diritti degli animali, è vegetariana sin dall'infanzia. Nel 2009, dopo aver letto il libro Se niente importa (Eating animals) di Jonathan Safran Foer, è diventata vegana. Non mangia né carne animale, né prodotti derivati e tantomeno veste abiti di cuoio, piume, lana o pelliccia. Supporta anche attività contro la fame nel mondo e la povertà. Tra il 2004 e il 2005 ha viaggiato in Uganda, Guatemala e Ecuador come Ambasciatrice della Speranza per la FINCA International, un'organizzazione che promuove il microcredito per aiutare le aziende possedute da donne nei paesi in via di sviluppo.
Quest'anno (2018) è la protagonista in Annientamento (Annihilation), bel film di fantascienza di Alex Garland, già conosciuto nell'ambiente per  Ex Machina e, in precedenza, per aver scritto The Beach, romanzo di successo da cui venne tratto il film con Leo Di Caprio.
 
 
 
 

19/04/18

Record Store Day 2018, occasioni da non perdere

 
Record Store Day 2018

Accanto alle anteprime dell'industria discografica italiana, quasi trecento i titoli in arrivo sabato 21 aprile, numerose le iniziative dentro e fuori i negozi.

Milano, 11 Aprile 2018 - A Milano l'evento ufficiale del Record Store Day è in Zona Santambrogio in contemporanea con la chiusura della Design Week. Coniugando la creatività artistica italiana con la celebrazione del vinile, I Distratti, Tommaso Toma e Billboard presentano una giornata con dj set (gli ospiti saranno invitati a portare e suonare i loro 45 giri della vita), live, proiezioni di film, un mercatino dell'usato e un'anteprima esclusiva della mostra 'Gioia e Rivoluzione' (dal 3 al 27 maggio allo Spazio Oberdan), dedicata al decennio '68-'78 della discografia italiana e diretta da Roberto Manfredi e Luca Rossi.

Per la prima volta sarà esposto The Wall di Cesare Monti, l'opera omnia delle copertine dei dischi del leggendario fotografo, regista e art director milanese, fra i tanti, di Fabrizio De André, Pino Daniele, Area, PFM e Lucio Battisti, di cui fu amico per diversi anni. Immagini che raccontano quell’irripetibile stagione del rock e, sullo sfondo, le grandi rivoluzioni della politica e dei movimenti sociali che hanno animato il Paese tra la fine del boom economico e gli anni di piombo.

Da Vinile la giornata è incentrata sulla figura di Prince, con rarità discografiche e dj set mentre sonorità psych rock, electro-wave, folk e garage caratterizzano il pomeriggio di Psycho con I Visionari, Maurizio Marsico, Pretty Face, Andrea Labanca, Plateaux e Muturett. Da Backflip protagonista i dj set di Whodamanny insieme a Dada, Phade, Cbwoy e da Vinylbrokers invece Robotalco, Tropicalismi, Dj Guerrero, Fabrizio Fiore, Federico e Alex De Ponti, tutto in streaming su Radio Rocket Milano. Per chi desidera continuare la festa fuori dai negozi si segnalano Club Haus 80's con Dimitri from Paris, in consolle per promuovere il suo album di remix degli Chic e la seconda Blue Vinyl Night al Blue Note Club, per l'occasione trasformato in una moderna ballroom con la musica di Claudio Coccoluto, Nick The Nightfly e i dj's di Radio Monte Carlo.

A Roma nei due negozi di Radiation sarà disponibile il 45 giri picture disc di 'Good Rockin' Tonight' di Lemmy Kilmister & Johnny Ramone, mentre il synth punk dal vivo dei Holiday Inn riscalderà il nuovo punto vendita al Pigneto.
Da Discoteca Laziale sarà di scena il rap italiano di Gemitaiz con il nuovo album 'Davide', alla Vinileria di Latina i clienti si improviseranno dj's sfidandosi sulla consolle del negozio.

Arcana Edizioni da Nordovest Dischi di Frosinone presenta 'La musica, per me. Come funziona la musica? Rispondono 50 artisti italiani' di Luca D’Ambrosio, introdotto da Davide Fischanger, autore di progetti teatrali ed educativi con i suoi 'Gatti Ostinati' e il cantautore Giancarlo Frigieri. Da Rubber Soul a Torino risuona l'acid rock degli Effervescent Elephants, con la ristampa in edizione limitata dell'album Something To Say prodotta da Onde Italiane.

A Bologna da Semm una nuova edizione di Best Art Vinyl Italia, la mostra che celebra il meglio dell'arte, della fotografia e della grafica nella cultura musicale contemporanea Nazionale. Danex a Firenze presenta in anteprima la ristampa targata Archeo di 'Viaggio Tribale' di Toni Esposito con un bonus balearic remix di Luca Effe e poi dj set di Manu, Guido Caselli e Gran Soda. A Lucca da Sky Stone and Songs la festa dura tre giorni, il 20 un ciclo di conferenze sulla storia della musica dal titolo 'Friday I'm In Love' sui King Crimson dal titolo 'Alle Corti di Re Fripp', il 21 un live di Guidi e Carotenuto (Sinfonico Honolulu) e il 22 con il Supertrio.

Radio Capital radio ufficiale del Record Store Day, nella giornata di sabato 21 aprile dedicherà l'intera programmazione all’iniziativa.


IL FILM UFFICIALE del RECORD STORE DAY 2018
"I Padrini agisce come un accompagnamento dinamico e cruciale per American Hardcore, The Decline of Western Civilization e altri film che raccontano l'evoluzione del punk degli anni Ottanta". - Rolling StoneQui amiamo la musica, ovviamente, e siamo anche grandi fan dei film sulla musica e ce ne sono stati alcuni veramente belli. Una cosa di cui siamo entusiasti al momento è The Godfathers of Hardcore, il film ufficiale del Record Day Day 2018.Il cineasta Ian McFarland racconta la storia di Roger Miret e Vinnie Stigma e del loro gruppo, gli Agnostic Front, passato e presente. Chi sono questi esponenti dell' Hardcore di New York  (NYHC) e in che modo una band che ha avuto un ruolo chiave nella creazione e definizione di una scena rimane rilevante e influente quasi trent'anni dopo? Parte del loro tremendo impatto e fascino è dovuta alla stretta e talvolta bizzarra amicizia tra Roger e Vinnie, due individui forti ma molto diversi, le cui personalità iconoclastiche si completano perfettamente l'una con l'altra. Oggi, Roger, 53 e Vinnie, 62, continuano a pubblicare dischi pieni di integrità e autenticità, con oltre 100 spettacoli l'anno, tra cui numerosi festival hardcore ed europei. Rimangono la vera incarnazione dell'hardcore, che rappresenta la resistenza, la perseveranza, la fratellanza, la forza contro l'oppressione e la volontà di andare avanti: gli ostacoli devono essere dannati!.
Per il Record Store Day 2018, un'edizione speciale in vinile della colonna sonora di Aaron Drake, confezionata in una copertina apribile e con un poster, sarà distribuita nei negozi di dischi indie.THE GODFATHERS OF HARDCORE sarà proiettato nei festival punk e nei festival cinematografici di tutti i paesi che aderiscono all'iniziativa. Su thegodfathersofhardcore.com  i dettagli sulle proiezioni aggiuntive e i prossimi eventi nei negozi di dischi.

Un evento annuale ormai globale, consolidato e atteso dagli appassionati di musica, collezionisti e proprietari / lavoratori di negozi indipendenti di dischi, di cui l'iniziativa ha contribuito a rinvigorire la vita, con le uscite di versioni limitate speciali di dischi di artisti grandi e meno grandi. 

L'elenco delle pubblicazioni è più grande che mai quest'anno, così ho scelto alcuni dischi che hanno attirato la mia attenzione.
 

1 - Arthur Lee e Love - Coming Through You: The Live Recordings (1970-2004)
Arthur Lee e Love sono indubbiamente una delle inclusioni più regolari nelle mie playlist e il video di 7 & 7 live a Glastonbury è sempre uno dei più cliccati qui su Interzone. Creato dall'archivista David Skye, con la partecipazione di Diane Lee, la vedova di Arthur Lee, questa è la prima volta che viene messa a disposizione una grande collezione di registrazioni live di Arthur Lee & Love. Il vinile rosso è completato da opere d'arte di William Stout, celebre disegnatore visionario di bootleg del rock and roll.
 



2 - Duke Reid All Stars / Roland Alphonso - Judge Sympathy / Never To Be Mine
Una deliziosa stampa "orange" targata Trojan,  in occasione del 50 ° anniversario di quella che è stata la prima pubblicazione del Regno Unito dall'iconica etichetta reggae del 1967. Un must per gli appassionati del reggae del Regno Unito come me, sicuramente diventerà un oggetto da collezione per gli anni a venire.




3 - Various Artists - Rock Steady Box
Un'altra versione 7 "della Trojan per RSD, e che rappresenta un pacchetto sinceramente interessante, dopo alcune uscite sinceramente molto scadenti. Un set di 10 riproduzioni ben presentate di alcuni dei più ricercati singoli rock steady racchiusi con un saggio sull'evoluzione del rock steady , sound storicamente tra ska e reggae.




4 - David Bowie - Welcome To The Blackout
Tre rari dischi di David Bowie saranno pubblicati per il Record Store Day 2018, tra cui un'iconica performance live londinese.
L'album è "Welcome To The Blackout (Live London '78) e sarà  pubblicato come set 3xLP. Il disco contiene registrazioni delle esibizioni del tour 'Isolar II' di Bowie all'Earls Court, attualmente demolito a Londra, il 30 giugno e il 1 luglio 1978.
I fan di Bowie potranno avere anche un singolo da 12 "che presenta il primo lungometraggio di" Let's Dance ", insieme a una versione dal vivo del lato b. Infine, "Bowie Now" - un raro LP solo promozionale pubblicato nel 1977 negli Stati Uniti, con brani tratti da "Heroes" e "Low" .
Informazioni complete possono essere trovate sul sito Web di David Bowie.




5 - Various Artists - Gary Crowley's Punk e New Wave
La carriera musicale di Gary Crowley iniziò alla fine degli anni '70 quando fondò la fanzine new wave "The Modern World" nonostante all'epoca fosse ancora uno scolaro . Intervistando molte delle band più importanti della scena come i The Sex Pistols, The Jam e The Clash, persuase  Joe Strummer a dargli un esclusiva mentre il gruppo provava negli studi londinesi di Chalk Farm. Questa versione della sua compilation 2017 su vinile rosso e blu pesante è un'eccellente opportunità per ascoltare trenta tracce di Punk, New Wave, Post Punk e Mod Revival originariamente pubblicati tra il 1977 e il 1982, inclusi molti che appaiono su vinile per la prima volta dopo 40 anni. Un must.

 

 

 

6 - DJ Pierre Presents / Various Artists - Acid 88 Volume 2
A tre decenni dall'estate dell'88, il pioniere di Acid House DJ Pierre riunisce una dozzina di brani originali come Hardfloor, Thomas P Heckmann, Posthuman, Bloody Mary, Luke Vibert e anche il suo, presentato come doppio LP.

20/03/18

My Best of: Queens of the Stone Age




Che Musica Impressionante!

"Nicotine, valium, vicodin, marijuana, ecstasy and alcohol
Nicotine, valium, vicodin, marijuana, ecstasy and alcohol
Co-co-co-co-co-cocaine
Co-co-co-co-co-cocaine
Co-co-cocaine
No
Co-co-co-co-co-cocaine"

(Feelgood Hit of the Summer 2000)

Ha contribuito a creare l'immagine dei vichinghi del deserto, Josh Homme e i QUEENS OF THE STONE AGE da tempo non sono più una stone rock band, una rock band desertica; oggi sono semplicemente un grande gruppo rock'n'roll, muscoloso, felino, sensuale. Come noi, hanno una visione debole delle regole, incitano all'anarchia, hanno pensieri sulla mortalità e confessioni di angoscia. Musicalmente scivolano tra i generi a loro piacimento, e in tempi in cui con ProTools puoi creare musica perfetta anche se noiosa, senza collisioni, niente sputi, niente sangue, niente di niente, loro suonano tutto dal vivo: ci sono errori, è vero, il suono a volte è sporco, ma così loro provano ad essere.. umani. Alla fine, la loro è la vera essenza del R'n'R. E in Villains sono riusciti a corrompere e a pervertire anche quel tipo abbottonato che è Mark Ronson, produttore del disco, dopo i fasti con gente tipo Stevie Wonder, Lady Gaga, Lily Allen, Adele, Amy Winehouse, Coldplay, Duran Duran...

Villains è il settimo album dei Queens, dietro ci sono quattro dischi di Josh Homme con gli Eagles of Death Metal, uno con i Them Crooked Vultures, 10 EPs con le Desert Sessions, una collaborazione con Iggy Pop, vari lavori di produzione e 31 altre collaborazioni di vario grado di serietà.

Lo so, i miei best of di solito sono sempre molto lunghi, ma nessun altro gruppo, heavy rock, nu-metal, stoner o altro suona qualcosa di simile a loro: un muro di suoni dietro una cortina di capelli, ritmi concisi e rigidi (che Ronson, con la sua sensibilità funk, ha trasformato in qualcosa di molto più dinamico e ballabile nell'ultimo disco), donano ai QOTSA un sonico distintivo e unico.
In definitiva, non un vero best, ma una festa Rock che fa i conti con l'età e la mortalità: siamo più vecchi di quanto pensassimo, ma non è ancora tempo per fermarsi.

"I piedi non mi deluderanno ora, devo solo andare avanti.
(feet don't fail me)



ps: la scaletta della playlist aveva un ordine ben preciso che, per motivi a me ignoti, Spotify ha deciso di ignorare. Conto al più presto di mettere in ordine la sequenza dei brani per come l'avevo programmata: lo ritengo un fattore importante.

 

14/03/18

What's not to Love?: Ian McKellen e i Fleshtones, 1987

Il revivalismo degli anni '80 può essere fatto male e può essere fatto bene. Quelli abbastanza grandi da ricordare il decennio sembrano essere nella posizione migliore per ricrearlo, ma il successo di Stranger Things offre un eccellente controesempio. I fratelli Duffer hanno fatto un meraviglioso lavoro di evocazione dell'aspetto e delle sensazioni della metà degli anni '80, costruendo un collage di una dozzina di film dell'epoca, da E.T. a film più oscuri. Tuttavia, quando si parla di musica, il retrò degli anni '80 tende a limitarsi alla diffusione del rap, all'electro, il synthpop di Gary Numan e dei Duran Duran o all'hair metal pacchiano dei Mötley Crüe. Manca però assolutamente il revivalismo significativo degli anni '60, emerso in quel periodo. Garage, surf e psych rock e i suoni jangly dei The Byrds hanno ispirato REM, B52s, Replacements, House of Love e Fleshtones, una band di New York, molto apprezzata anche nell'underground anche nel nostro paese (e di cui parleremo più avanti) band affascinata da Andy Warhol e dalla sua arte soprattutto degli anni '60. Quando Warhol approdò alla TV negli anni '80 con il suo spettacolo di varietà su MTV scelse i Fleshtones come band di supporto per la star del cinema Ian McKellen, un match-up che rappresenta un altro segno distintivo della cultura pop anni '80 - la giustapposizione postmoderna di generi, stili e registri - che vide Warhol pioniere 20 anni prima, portando nella scena artistica kitsch, lattine di zuppa serigrafate, e i Velvet Underground.

"Il lavoro televisivo di Warhol trasformò questo impulso in un circo multimediale caratterizzato da l'alto e il basso, il ricco e il famoso, gli artisti affermati e le stelle nascenti ", afferma Geralyn Huxley, curatore del Museo Warhol. In questo esempio particolarmente calzante, McKellen e Fleshtones portano il Sonetto 20 di Shakespeare, What's not to Love? (Cosa non è da amare?) a un pubblico giovane e alla moda, negli studi di MTV nel 1987. Punti forti del filmato, Ian McKellen, giovane, caldo e già follemente talentuoso e i membri della band che indossano le fantastiche mode New Wave dell'epoca. Per gli studiosi seri del decennio, un documento visivo essenziale.

Sappiamo bene che IAN MCKELLEN è famoso per l'interpretazione di Gandalf nella trilogia de Il Signore degli Anelli di Peter Jackson e nella trilogia di Lo Hobbit, sempre nei panni di Gandalf, e per il ruolo di Magneto in X-Men, ma McKellen è un grande attore di teatro arrivato tardi al cinema. Tra quelli che abbiamo apprezzato di più, Demoni e dei (Gods and Monsters), di Bill Condon (1998) in cui interpreta il famoso regista di film horror degli anni '30 James Whale, passato in Italia quasi inosservato, L'allievo di Bryan Singer (1998) e Mr. Holmes - Il mistero del caso irrisolto (Mr. Holmes), di Bill Condon (2015).
 




Spesso etichettati come revivalist di garage-rock, i Fleshtones amano mixare i suoni di organo Farfisa e fuzz-guitar di quel genere con rockabilly anni '50 e '60, R & B, in un potente mix retrò che il gruppo ama(va) chiamare "Super Rock". " I Fleshtones si uniscono nel 1976 nel Queens con il cantante / tastierista Peter Zaremba, il chitarrista Keith Streng, il bassista Jan Marek Pukulski, e il batterista Bill Milhizer, con l'idea di restituire il rock and roll alla semplicità e alla spontaneità degli anni '50 e dei primi anni ' 60s.
Il gruppo si adattava bene alla scena punk e new wave newyorkese, e il primo singolo, "American Beat", attirò l'attenzione dell'etichetta indipendente Red Star , per passare poi all' I.R.S. L'EP di debutto, Up-Front, viene pubblicato nel 1980, seguito da "Roman Gods" e "Blast Off!"
Nel 1983 il gruppo produce Hexbreaker, continuando a registrare per tutti gli anni '80, mentre viene pubblicato Powerstance nel 1992 e Beautiful Light nel 1994. Mentre la popolarità del gruppo è scesa nella seconda metà degli anni '90, nel 2003 firmano per la potente etichetta indie Yep Roc Records pubblicando Do You Swing, accolto molto bene dalla critica. Un altrettanto solido seguito è stato Beachhead, pubblicato nel 2005.
I Fleshton continuano ancora oggi a registrare ed esibirsi con uno spirito, una passione e un'energia che poche band possono superare.

Il live che possiamo vedere qui sotto è dello stesso tour che li portò nell'1987 anche a Napoli, (sopra il biglietto d'ingresso che custodisco gelosamente) in un concerto ancora ben impresso nella memoria.

 I Fleshtones all'Ethos Club, Gabicce Mare, Italia, 12 luglio 1987.








12/03/18

David Byrne al Late Show di Stephen Colbert: spettacolare

Consideriamo David Byrne un genio,  Talking Heads è stato uno dei gruppi capisaldi della nostra intera vita musicale, come testimoniano le molte pagine a loro dedicate su questo blog. Byrne è tornato e lo scorso venerdì è stato ospite al Late Show di Stephen Colbert, dove oltre a parlare col conduttore del nuovo album American Utopia, a 14 anni dal precedente disco, si è esibito in una spettacolare versione di Everybody’s Coming to My House, il primo singolo estratto dall'album e disponibile in streaming gratuito sul suo sito davidbyrne.com.,  con lo stesso Colbert che si è unito alla coreografia dei musicisti. Molti dei brani sono stati scritti e prodotti insieme a Brian Eno – Byrne ha anche parlato dell’idea di scrivere un musical sul genero-consigliere di Trump Jared Kushner –

Tre date italiane del tour, la prossima estate, il 19 luglio a Ravenna, il 20 luglio a Perugia per Umbria Jazz e il 21 luglio a Trieste. American Utopia  riporta Byrne verso i Talking Heads della seconda parte della loro carriera, per quanto riguarda i suoni. Per i testi, Byrne ha ragione: 
molti di noi non sono molto soddisfatti del mondo che abbiamo realizzato. Ci guardiamo intorno e ci chiediamo: dobbiamo continuare a vivere in questo modo? Non c’è altra via possibile? Queste canzoni hanno molto a che fare con quello sguardo e con quelle domande.




02/03/18

John Waters al Burgundy Boogaloo Punk Festival

<<Il rock 'n' roll ha una sorta di aura di rivoluzione permanente, senza tempo, di sfida a tutto, inclusa la natura stessa.>>

<<Uccidere tutti ora. Condonare gli omicidi di primo grado. Sostenere la causa del cannibalismo, mangiare merda. Il disgusto è la mia politica. Il disgusto è la mia vita>>


Eclettico, scandaloso, stravagante, osceno, visionario, pazzo, oltraggioso. Ancora: il sultano del sordido, il barone del cattivo gusto, il Papa del trash, quest'ultimo appellativo affibbiatogli dal grande William Burroughs. Così nel corso degli anni è stato definito John Waters, regista nonché sceneggiatore, scrittore, attore e docente statunitense di Baltimora, senza dubbio uno dei massimi esponenti del cinema indipendente americano degli anni Settanta. Ma noi lo preferiamo come il Principe del Punk, sempre magrissimo, i vestiti curati ma dal design flessibile, i baffetti disegnati a matita: classico, mai volgare, completamente inconfondibile. Il suo Pink Flamingos (Fenicotteri Rosa) del 1972, definito dalla critica dell'epoca come uno dei film più abietti, stupidi e repellenti mai realizzati è oggi considerato un capolavoro, e pietra miliare del trash mondiale: il guizzo grossolano, culminato in Divine (alias Hariss Glenn Milstead, travestito, omosessuale, “divina ispiratrice” che con Waters avrà una profonda amicizia durerà tutta la vita..) che mangiava le feci dei cani della vita reale, fu inizialmente vietato in molti paesi, dall'Australia al Canada, dalla Norvegia ad alcuni stati arabi e asiatici. Dagli anni '90 in poi, ha prodotto una notevole quantità di arte contemporanea, ammantata dalla sua solita patina satirica eternamente controversa.

John Waters ha sempre rivendicato il suo spirito punk, nonostante siano passati cinquant' anni dall' avvento del movimento, e da quando era solo un ragazzo tenebroso cresciuto a Baltimora, stretto nella sua giacca di pelle nera, i capelli lunghi e unti che sbattevano precariamente su una sigaretta perennemente accesa tra le labbra e, naturalmente, i baffetti a matita che lo hanno sempre contraddistinto. Waters ha girato due oltraggiose favole punk, mostruose, divertentissime, angoscianti: Female Trouble del 1974 e il bellissimo Desperate Living del 1977, che anche in Italia, grazie a un distributore indipendente (dopo una prima bocciatura ricevuta dalla commissione censura) venne distribuito in sala, seppur con l’assurdo titolo di Punk Story (poi cambiato in Nuovo Punk Story), cercando di coinvolgere quella generazione arrabbiata e rivoltosa che tra il 1977 e il 1981 tendeva al rifiuto delle culture dominanti e mostrava familiarità col “bizarro”. Qualcuno indica proprio Punk Story come la pellicola capostipite del movimento punk.

Nel 2017, a 71 anni, Waters è tornato al Burgundy Boogaloo Festival di Oakland, il festival punk estivo che ha annoverato in questa edizione tra i partecipanti Iggy Pop, X, Buzzcocks, Shannon e Clams e molti altri. Tra i punk Waters si sente a casa e al Boogaloo festival è la sua terza partecipazione.

"Amo questa festa, penso che abbia uno spirito come nessun altro evento del genere. Punk ora è più che mai la sfida all'ordine naturale, e allo stesso tempo è anarchia. Penso che sia una vera e propria tribù".

Waters è ancora impegnato a sconvolgere le cose in un clima culturale che sente confuso ma maturo per la sfida. Waters ha illuminato il festival sul futuro del punk, su quanto i computer stanno cambiando le nostre vite, e sempre con il suo meraviglioso senso dell'umorismo, sulla sopraggiunta era Trump.



Che cosa ti fa sentire a casa negli eventi punk?
John Waters: Quando vedo la gente con il mohawk, (la classica cresta punk ndr) penso che si, forse non è proprio una cosa così nuova. Ma  sono sicuro che i genitori lo odiano ugualmente alla stregua di quelli della mia epoca. Quindi, si tratta di ribellione, di moda, di musica, e anche di rotture di tutte queste cose. E' divertimento con la tradizione della musica, quando i gruppi escono e dispongono di 20 brani tutti lunghi dieci secondi, che suonano esattamente gli stessi accordi, e.. "Grazie mille, ti amo, ora passiamo alla nostra prossima canzone". Trovo che sia delizioso, quasi come una banda di biker. È un arte d'assalto, è un mondo segreto su cui devi regolare il tuo gusto.

Nel campo musicale, Waters fa le sue ricerche: ama i Mummies, gli piacerebbe vedere band che ancora non conosce e trova eccitante notare anche la nostalgia per il punk: è arrivato negli anni '70, annota, ma ci sono oggi ragazzi che a 16 sono punk. Ma non esiste una musica che non gli piace.
Ogni anno il Burger Boogaloo Festival, che si svolge in un piccolo parco giochi comunale, il Mosswood Park e che dura solo due giorni, diventa un carnevale sinfonico per un pubblico selvaggio di emarginati e disadattati e di punk di tutte le età. John Waters è stato il il loro ringmaster, è tornato come maestro di cerimonie per il terzo anno consecutivo. Nelle passate edizioni c'è stato qualche incidente, qualcuno ha bruciato la bandiera americana, un gesto che a Waters è sembrato così datato; nonostante la presidenza Trump quest'anno tutto è filato liscio.

<<L'anarchia in questi giorni è certamente più discussa, e ci sono più pratiche nei college, ma non credo che ce ne siano abbastanza. Quando faccio i miei spettacoli universitari, dico sempre, smettila di studiare! Perché non sei nelle strade?! Sono andato alla marcia delle donne a San Francisco, ed è stata una grande sensazione, ma poi ho pensato, è tutto finito in un giorno? Come mai non succede ogni fine settimana? Voglio dire ogni settimana, ogni giorno! -Trump fa qualcosa di spaventoso, quindi sono solo stupito. >>

<< Il Punk ha sempre un alto senso dell' umorismo, anche se scoraggiante. E io sono così: quando ero giovane, gli yippies usavano l'umorismo come forma di terrorismo e questo è quello che dobbiamo fare oggi. Infiltrarci e mortificare il nemico, prenderlo in giro, e Trump è un bersaglio facile perché reagisce a tutto. Il Punk rock è durato perché ha sempre avuto l' umorismo al suo interno. L'umorismo è la cosa più importante. È così che si cambia la mente delle persone. Non è esclusione. Ho amici che hanno votato per Trump. Non molti, ma ci provo a farli cambiare.>>

<<Bisogna ricordare, che nel punk ci sono stati due fazioni: gli skinheads razzisti e quelli dello ska, e erano molto diversi. Allo stesso modo a Baltimora, la mia città, c'è questo negozio che vende roba di pelle e cuoio, quindi tutti i ragazzi gay vanno lì, e ci vanno anche i veri motociclisti, tipo gli Hell's Angels. Indossano gli stessi vestiti, ma non parlano tra di loro. Ci sono punk rockers che sono tifosi di Trump? Può essere! Ora è tutto così confuso. Ma capisco la militanza. Anche quella della cultura cyber. Voglio dire, ci furono i disordini di Berkeley, e a ricordarli mi sono sentito nostalgico. Perché ho amato la rivolta quando ero giovane e sono stato geloso perché oggi dispongono di tutti questi schermi!. Ora ci sono gli hacker. E quello che dovrebbero fare questi hacker è concentrarsi su tutti i politici di destra, come pubblicare tutto il porno che guardano. È molto comodo per la gente rimanere nelle loro zone di comfort virtuale, su Facebook o in queste comunità disperse di Internet, piuttosto che riunirsi nella vita reale. Anche io sono anche su Internet. Ma non è interessante, non è divertente, è solo che tutte queste persone hanno troppo tempo nelle loro mani. Io non ho tempo, voglio essere difficilmente raggiungibile, non più facilmente. Ma sì, se rimani sempre su Facebook o sul tuo computer per tutto il tempo, non potrai mai cambiare molto. Perché è già cambiato, il grande cambiamento è già avvenuto: il computer e Internet e tutte le cose. Ma adesso, cosa? Bisogna usare le nuove tecnologie per cambiare questa roba. Unire le persone nella vita reale. A Burger Boogaloo non tutti guardano il proprio telefono. Che è raro in questi giorni. Non sto dicendo che non possiedono un telefono, io guardo il mio telefono, ma credo ancora che sia una tribù che crede in certe cose.

Non ho mai avuto all'epoca uno scudo fatto di nastro adesivo e altra roba, quindi l'ho scelto come mio nuovo accessorio di moda. Forse lo porterò a Burger Boogaloo la prossima volta. [Ride] A Burger Boogaloo, le volte passate, era sorprendente, tutti sono assolutamente impazziti, balli scatenati, lancio di oggetti, poi arrivo io, e sono tutti incuriositi, applausi, risate. Così ho pensato che fosse una bella cosa. I punk mi hanno trattato con rispetto . E io ricambio, ho fatto ricerche su tutte le band e tutti sanno che mi piace molto quel mondo. Ma io non farò scuola a 71anni - anche se la fa ancora Iggy!
Lui è la star di tutte le star di Burger Boogaloo. È come se apparisse Dio. La sua esibizione è come la scena miracolosa di La Dolce Vita.>>
 












 

28/02/18

Musica sullo scaffale


Di musica "scritta" abbiamo già parlato, seguire le etichette Libri e Musica e Rock Writers. Spesso si afferma che la scrittura musicale è messa in pericolo da vari fattori, ma crediamo che ci sono dei libri in grado di soddisfare i più accaniti fan, maniaci e cultori di musica. 



Pete Townshend, Who I am
La storia degli Who arricchita con le sue vicende personali. La versione italiana, edita da Rizzoli, conserva il titolo originale, Who I am: quasi 500 pagine di curiosità e aneddoti, che offrono parecchi spunti di riflessione sul rock, sull’arte, sul rapporto tra una rockstar e il suo pubblico. Lo stile narrativo un po’ freddo, sembra più una narrazione di vicende in stile giornalistico, Pete cronista, anziché il protagonista. Ma assolutamente da leggere.



Talking to Girls About Duran Duran: (One Young Man's Quest for True Love and a Cooler Haircut) Parlare con le ragazze dei Duran Duran, Rob Sheffield.
Un grande fan dei Duran Duran, giornalista Rolling Stone, Rob Sheffield, ha deciso di rendere un tributo alla band preferita, e che più di tutte è sinonimo di anni '80. Il libro è' una sorta di condivisione di storie durante la crescita a Boston e di come abbia imparato tutto sulle ragazze, circondato da donne forti e intelligenti.
<<“Parlare con le ragazze dei Duran Duran”, cosi’ ho trascorso tutta la mia vita! E mi stupisce sempre di quanto sia grande questa band e quanta lealta’ e contemporaneamente, quanta ferocia ha ispirato nei loro ascoltatori. Mi hanno insegnato molto sulla musica: senza di loro non avrei mai sentito parlare di Kraftwerk e Visage, Chic e Roxy Music...>>

27/02/18

Dopo Kathy Acker: una rivoluzionaria che non ha inventato niente ma ha cambiato tanto.


Kathy Acker (1947-1997) nasce a New York e studia all’università di San Diego con Herbert Marcuse. All’inizio degli anni Settanta torna a New York ed entra nell’ambiente artistico newyorkese con la pubblicazione di Politics. (1972). lnfluenzata da William Burroughs, dai poeti delle Black Mountain e dai teorici del decostruzionismo, aderisce presto all’estetica punk nella quale riversa le proprie idee su letteratura ed identità. Pubblica il primo romanzo, Blood and Guts in The High School nel 1978. Trasferitasi a Londra a metà degli anni Ottanta, scrive Empire Of The Senseless, forse il suo capolavoro. ll ritorno negli Stati Uniti la vede scrittrice affermata e riconosciuta esponente dell’avanguardia. Pussy King Of the Pirates (1996) è l’ultimo romanzo pubblicato prima della morte di cancro. Per un’analisi dell’opera e i rapporti dell'autrice con l’opera di Burroughs, e con il post-moderno americano in generale, si può vedere R. Gramantieri, G. Panella, Ipotesi di complotto, Solfanelli, Chieti 2012. 

La sua scrittura ci dice che è possibile dire la verità attraverso milioni di bugie. La sua verità, stando a Chris Kraus, che le ha appena dedicato una biografia, ( After Kathy Acker) è che la scrittura serve a riassestare un equilibrio quando gli equilibri sono sbagliati. Nel suo caso, l’equilibrio era sbagliato quando non le garantiva abbastanza amore e attenzione: noncurante ebrea ricca di famiglia, tacciata di essere una puttana già a quattordici anni, fidanzatina precoce di uomini affermati della scena newyorchese, arcinemica di tutte le ragazze di cui intuiva un talento solo per dedicare loro ricordi e pagine per tutta la vita, Acker voleva essere amata e aveva bisogno degli altri. Il suo modo di creare cesure nei rapporti era per chiedere di più, molto di più.

23/02/18

Tokyo, la metropoli cyberpunk di Tom Blachford

È buio, ma la città è illuminata da una strana luce al neon: fa sembrare che gli edifici pesanti di uno skyline infinito brillino dall'interno - proprio come una scena di Blade Runner, iconico film del 1982 di Ridley Scott. In realtà questa città è Tokyo nel 2017, vista attraverso l'obiettivo del fotografo Tom Blachford, australiano di Melbourne. Blachford, fotografo di architettura, ha trascorso sei notti a illustrare la capitale giapponese dalle 21:00 alle 5 del mattino per la sua nuova serie Nihon Noir, che è stata sponsorizzata dalla società di birra Asahi.

"Ho visitato Tokyo per la prima volta nel 2013 in un viaggio con mio padre e sono rimasto colpito da un'inspiegabile sensazione: essere stato trasportato in qualche modo nel futuro, o in una dimensione parallela", ha dichiarato in una intervista fatta via email a Co.Design.
"Tokyo è senza dubbio uno dei migliori esempi di metropoli cyberpunk della vita reale".
La serie cattura perfettamente questo ethos, in particolare attraverso l'attenzione di Blachford per l'architettura futuristica, come il cilindrico Shizuoka Press and Broadcasting Center o l' audace quartier generale della Fuji TV, che assomiglia molto alle gigantesche impalcature create dell'architetto Kenzo Tange.
Blachford afferma che lui e il suo videografo Andrew Englisch sono affascinati da Blade Runner, in particolare dal lavoro visionario di Syd Mead, designer e disegnatore statunitense, "futurista visuale", noto per le opere create come concept artist in numerosi film di fantascienza prodotti negli anni ottanta e novanta. Tra i titoli celebri, si ricordano Blade Runner, Tron, Aliens - Scontro finale ed il primo film di Star Trek. 

"Nei tempi morti tra le riprese, abbiamo divorato tutto ciò che abbiamo trovato su di lui e siamo diventati ossessionati dalla sua logica e dalle previsioni che sono dietro i suoi progetti per i film, in particolarele sue idee sulla densità urbana, l'aumento della popolazione e su come le città si sarebbero evolute".

Il fotografo fa riferimento a come i disegni di Mead riflettono ambienti urbani affollati di insegne al neon, ologrammi e pubblicità gigantesche, un'infinita Times Square cyberpunk. 
Blachford si è anche rivolto alla musica del film durante le riprese notturne.
"Durante il lavoro di riprese abbiamo usato la colonna sonora per tenerci ispirati".

Un'immagine della serie è addirittura intitolata "Deckard's Den" in riferimento al protagonista del film. Blachford ha fatto di tutto per ottenere al meglio le foto che voleva. Per catturare l'edificio Nagakin Capsule, ha convinto una squadra di operai delle autostrade per utilizzare le loro attrezzature (tipo un sollevatore per gru) in modo da poter ottenere gli scatti giusti e conferire alle immagini una finitura surreale. Il risultato sono della splendide fotografie ricche di colori e texture, nonostante l'oscurità della notte. C'è un motivo per cui tutte le immagini si concentrano così pienamente sull'architettura, senza la presenza di esseri umani:

"Adoro l'architettura, non solo perché sono ossessionato da come un edificio possa agire come una scultura in sé, ma anche per disfare le nostre idee sui muri, sulla proprietà privata e su cosa significa essere un estraneo", afferma Blachford. 
"Penso che tutto il mio lavoro sia concentrato per creare un palcoscenico privo di umani per permettere alle persone di scrivere le loro storie e i propri drammi dietro le mura e considerare cosa si debba guardare all'esterno del proprio edificio".
Spera di trasformare la serie in una mostra e in un libro il prossimo anno, e tornare in città in modo da poter aggiungere altre immagini alla serie.

"Tokyo per me è il futuro, in molti modi. Cammino con gli occhi spalancati e la bocca aperta, scuotendo la testa per quanto possa essere pazza a volte" ..
 










 

18/02/18

Don Letts: Playlist e intervista

Playlist e interviste che esplorano la sottocultura britannica: Don Letts


 


Nome
Don Letts

Cosa fai?
È come chiedere a Marlon Brando nel film The Wild One: "Contro cosa ti stai ribellando "?

La mia occupazione principale è quella di regista, ma ho anche uno show settimanale su BBC 6 Music insieme a DJ di livello nazionale e internazionale.

Descriveresti meglio il tuo lavoro?
Un misto di piacere e dolore, ma mi piace quello che faccio, quindi immagino di essere un vincitore.

Di dove sei?
Nato a Brixton - cresciuto a Londra - vivo a Kensal Rise. Sono come appare questa città!

Descrivi il tuo stile in tre parole?
The Rebel Dread

Un film che ti piacerebbe avere diretto?
"The Harder They Come", di Perry Henzell, ha aiutato a far conoscere il reggae in tutto il mondo e mi ha ispirato nel diventare un regista.

Puoi passare un'ora con un personaggio storico- chi sarebbe?
Barack Obama - come primo presidente afroamericano la sua importanza per le persone di colore a livello globale è impossibile da sottovalutare.
La canzone correlata deve essere: "Funky President" di James Brown.

Quali musicisti britannici hanno influenzato il tuo approccio alla vita?
Joe Strummer, Linton Kwesi Johnson, Ari Up.
 

La più grande eredità per la sottocultura britannica?
Ovviamente il Punk - perché era una sottocultura completa e non solo "un'elegante" colonna sonora. Era un atteggiamento che ha ispirato scrittori, poeti, artisti grafici, fotografi, stilisti e sì, cineasti! La canzone correlata è tra 'Anarchy in the UK' dei Sex Pistols  e 'Complete Control' dei Clash's

 La prima canzone che hai suonato in ripetizione?
Il primo singolo che ho acquistato è stato 'Penny Lane' b / w 'Strawberry Fields', dei The Beatles - uscito nel 1967 quando avevo solo 11 anni. Sono stato un grande fan dei Beatles da bambino, -letteralmente un 'Apple Scruff'.

Un disco che avresti conservato per sempre?

L'album di Marvin Gaye e il brano "What's Going On" pubblicato nel 1971 - è tanto rilevante ora come lo era quando è stato pubblicato e, proprio come Marvin, voglio ancora sapere "cosa sta succedendo"?

L'album che definisce la tua adolescenza?
"Natty Dread" di Bob Marley, pubblicato nel 1974, è atterrato quando finalmente ero in piedi da solo.

Un testo che più ti ha ispirato?
"Se senti di non avere alcun motivo per vivere- non determinare la mia vita" '

Da "Born For A Purpose" di Dr. Alimantado

Il miglior concerto che hai visto?
Il primo live a cui ho partecipato è stato quello dei Who al The Young Vic di Waterloo nel '71, avevo quindici anni. E' stata l' introduzione a un universo alternativo e da allora ho vissuto lì . Vedere Bob Marley e i Wailers al Lyceum nel 1975 è stato un altro evento cruciale: dopo quello spettacolo sono stato un uomo nuovo. I Sex Pistols dal vivo al The Nashville, anche questo un momento fondamentale, come vedere The Clash suonare diciassette spettacoli (back to back) al Bonds Casino di New York durante l'estate del 1981.

Una canzone che avresti voluto aver scritto?
Flaming Lips- "Do you realise??"

Quattro nuove canzoni che non puoi smettere di suonare adesso?
Dispute - The Frightnrs
Suddenly - Drug Dealer, ft. Weyes Blood
Caution - Damian Marley
Lying has to stop - Soft Hair

FredPerry






15/02/18

Cats Cover, magnifici gatti nelle copertine dei dischi

Noi amiamo i gatti, lo sapete. Internet ama i gatti. Lo sappiamo tutti. E' Alfra Martini, alias Asymvisuals, l'artista digitale che deciso di ritoccare le cover di alcuni album musicali, sostituendo musicisti e oggetti presenti nelle copertine con dei magnifici.. gatti. In alcuni casi il risultato è davvero esilarante. Abbiamo scelte quelle che riteniamo più divertenti, con immagini giocose di felini mai viste prima e che ci renderanno la giornata sicuramente più leggera.
 
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