14/03/17

The Who al Cow Palace di S. Francisco: uno degli eventi più bizzarri negli annali del Rock'n'Roll

Nel 1973 gli Who erano all'apice della loro carriera: erano in classifica in tutto il mondo dopo l'uscita del concept Quadrophenia. Per il tour europeo erano state aggiunte quattro date supplementari a Londra: nelle precedenti esibizioni nella capitale britannica non erano riusciti a soddisfare la grande richiesta di biglietti. Poi partirono a Novembre per gli Stati Uniti. Per la data del 20 novembte 1973 al Cow Palace di S. Francisco  si registrarono otto ore di fila per entrare: i tickets per i 13.500 posti a sedere volarono in quattro ore, tre settimane prima del concerto. I Lynyrd Skynyrd erano stati scelti per l'apertura dello show per tutte le date del tour. Scott Halpin, un ragazzo di 19 anni, grandissimo fan della band, aveva comprato il biglietto da un bagarino.. grazie al quale si trovò al centro di uno degli eventi più bizzarri nella carriera della band e della sua vita.

Nonostante il successo planetario, la band di Pete Townshend era sempre al centro dell'attenzione per le intemperanze soprattutto di Keith Moon e John Entwistle, che regolarmente sfasciavano le stanze degli alberghi in cui erano ospitati, dopo aver sfasciato gli strumenti sul palco durante gli show con il resto del gruppo.

Bisogna sottolineare che gran parte della scaletta suonata durante le prime fasi dello show a S. Francisco era stata degna della fama degli Who: le linee di basso che John Entwistle incrociava con le schitarrate di Pete Townshend davano un'energia maniacale alle canzoni, e anche Keith Moon riusciva a sostenere i brani di Quadrophenia con il suo solito brio. Tutto sembrava progrediva bene, fino a quando la band inizia Won't Get Fooled Again. Keith Moon aveva vomitato prima dell'inizio dello show, forse per lo stress, forse per gli eccessi della sera prima e per riprendersi aveva ingerito dei calmanti. Verso la fine della canzone si accasciò sullo strumento, prontamente portato fuori dai roadie, mentre il resto della band proseguiva a mò di trio. Rientrato, era evidente che non ce l'avrebbe fatta: il suo drumming era lento, sciatto, e alla fine crollò definitivamente. Con Keith ormai diretto in ambulanza verso l'ospedale, Pete cercò di spiegare al pubblico che c'era un problema, e amareggiato concluse dicendo: ".. la 'verità orribile è che senza di lui non siamo un gruppo".

Pete pensava che non era giusto interrompere il concerto, perché a quel punto la band si era ben riscaldata, ma soprattutto per tutti i fan che erano accorsi e che avevano tanto aspettato questa data.

Uno dei roadie andò da Bill Graham, il grande organizzatore di rock show, e gli disse che c'era un ragazzo che poteva dare una mano: aveva osservato tutta la scena, Keith accasciarsi sulla batteria e subito aveva detto a un responsabile della sicurezza che sì, lui poteva sostituirlo e far continuare il concerto. Rivolto al pubblico, Pete chiese se c'era qualcuno tra loro che poteva suonare la batteria.

Scott Halpin, scortato da Graham salì sul palco e si sistemò tra i tamburi. Partirono con un blues, Smoke Stacked Lighting, seguito da Spoonful, un modo per testare le capacità di Scott. Attaccarono poi una versione lunga (9 minuti) di Naked Eye. Lo show si concluse senza problemi, con Pete, Roger, John e Scott abbracciati a salutare il pubblico. Scott Halpin, inaspettatamente, aveva coronato il sogno di una vita, essere membro (temporaneo) degli Who, la sua band preferita! Scott apprezzò molto il post-spettacolo, l'ospitalità che la band gli offrì nel backstage, compresa una giacca commemorativa che gli fu offerta per ringraziarlo dei suoi sforzi, giacca che gli fu prontamente rubata, per poi scivolare di nuovo nel dimenticatoio. Non sapeva che anni dopo il suo nome sarebbe finito inciso negli annali del rock 'n' roll.

Tutto fu catturato da una macchina fotografica, mentre l'intero concerto fu registrato abbastanza rozzamente su una video-camera 2 in bianco e nero. Il filmato, venuto fuori 30 anni dopo faceva parte dell'archivio personale di Bill Graham. La triste nota a conclusione di questa storia, è che Halpin morì nel 2008. La causa, un tumore al cervello. Aveva solo 54 anni.
Sotto il video che immortala Scott che prende posto alla batteria, mentre è possibile guardare il concerto completo su YouTube qui.








11/03/17

XTC, eccentrici disadattati in un nuovo documentario

"Gli XTC venivano da Swindon, e per questo erano considerati una band di provinciali".

E' Andy Partridge, a parlare, dopo tanti anni, ancora amareggiato.

"Sono sempre stato geloso di band come i Talking Heads, che stavano facendo cose simili alle nostre, ma erano di New York, e quindi considerati molto cool nell'ambiente. Ma gli inglesi non sono persone normali. Rispettano e si preoccupano per i poveri, ma se sei un lavavetri che fa 5 milioni di sterline con il proprio lavoro, col proprio sudore, sei feccia!"

Abbiamo già dedicato un post agli XTC, una band di eccentrici disadattati, una delle nostre icone. Arriva in questi giorni un film che li vede immersi in un viaggio che ha attraversato le guerre del punk fino alla ricerca della perfezione nel pop, con una quantità di idee e di invenzione stipate nelle loro canzoni, che è da mozzare il fiato. Ora questo documentario che ne ripercorre la strada intrapresa molto tempo fa.
Una tappa obbligata per chi ama la musica pop nella sua forma più creativa.
Con interviste inedite con Andy Partridge, Colin Moulding, Terry Chambers e Dave Gregory, This is Pop abbandona la tradizionale struttura di racconto lineare per illustrare parole e musica dei membri della band attraverso filmati di archivio, animazioni, e soprattutto le cosiddette "shot sequences.".

Non si sa molto in verità del progetto, ma come si può vedere, il trailer include apparizioni di Stewart Copeland dei Police e dell'attore Harry Shearer. Manca Barry Andrews, e non sappiamo se comparirà nel resto del documentario. Tutte le interviste non sono mai state pubblicate fino ad ora. Nel trailer, Partridge discute la scrittura di alcune delle canzoni più famose, come  "Senses Working Overtime," fino alla "madre di tutti gli attacchi di panico", gli ultimi giorni di tour della band, in un disastroso concerto a Parigi, dove Andy abbandona il palco non riuscendo a concludere neanche la prima canzone (Respectable Street), seguito dopo qualche minuto dagli altri componenti della band. (Il tutto in questo video).
Partridge paragona la sua band a un certo quartetto di Liverpool, spiegando che raramente succede che un gruppo inizia la propria carriera piuttosto bene, cresce negli anni, migliorandosi sempre.

"Insieme a loro, noi siamo l'altra band che ha fatto questo percorso."

I 6 minuti, e 20 secondi del trailer di "This Is Pop" sono stati visibili per un po' su YouTube. Poi il video è stato rimosso e ora è possibile vederlo su C21Media, un portale Media britannico. Potete raggiungerlo da qui: C21Media
 






 

04/03/17

Cardiac Arrest

Papers in the morning
 Bowler hat on head
 Walking to the bus stop
 He's longing for his bed,
 Waiting with his neighbours
 In the rush hour queue
 Got to get the first bus
 So much for him to do.
 He's got to hurry
 Got to get his seat
 Can't miss his place

Don't you worry
 There's no hurry
 It's a lovely day
 Could all be going your way
 Take the doc's advice
 Let up enjoy your life
 Listen to what they say
 It's not a game they play.




He'll never get there at this rate
 He's caught up in a jam.
 There's a meeting this morning
 It's just his luck oh damn!
 His hand dives in his pocket
 For his handkerchief.
 Pearls of sweat on his collar
 His pulse-beat seems so brief.
 Eyes fall on his wristwatch
 The seconds pass real slow
 Gasping for the hot air
 But the chest pain it won't go.
 Tried to ask for help
 But can't seem to speak a word,
 Words are whispered frantically
 But don't seem to be heard.
 What about the wife and kids?
 They all depend on me!



03/03/17

Karoshi, morire per troppo lavoro


"Se siete consapevoli di questo diritto, allora si può dimostrare che non c'è niente di sbagliato nell' assunzione del tempo libero"

Tre mesi prima della dovuta ricongiunzione con la moglie e la figlia nelle Filippine, Joey Tocnang muore per insufficienza cardiaca nel dormitorio della sua azienda. Era il mese d'aprile del 2014.
Le autorità stabilirono che la morte di Tocnang era direttamente collegata alle lunghe ore di lavoro straordinario che la direzione della ditta di costruzioni gli aveva imposto, tra le 78,5 e 122,5 ore al mese. Il suo lavoro consisteva nella lavorazione dell' acciaio e la preparazione di calchi per il metallo fuso. La maggior parte del suo misero stipendio Joey lo inviava alla moglie, Remy, e a Gwyneth, la loro figlia di cinque anni. Il giorno prima di morire, Tocnang aveva detto a un collega che voleva fare shopping il giorno dopo per comprare un regalo per sua figlia. Era una delle 210.000 persone che appartengono al programma di formazione estera del Giappone. Introdotto nel 1993 e ampliato sotto l'attuale primo ministro, Shinzo Abe, il programma è stato a lungo criticato dai sindacati perché consente alle imprese di assumere lavoratori di paesi stranieri a bassa retribuzione e con pochi diritti.
Sono centinaia i decessi correlati al superlavoro - ictus, attacchi di cuore e suicidi - che sono segnalati ogni anno in Giappone, insieme a una serie di gravi problemi di salute - sintomi delle esigenze dei padroni poste ai lavoratori -

Il Libro bianco sulla Karoshi, che è il termine con cui si indica la morte per superlavoro.

Ha rilevato che, nonostante i tentativi di alcune aziende di stabilire un migliore equilibrio tra tempo libero e quello lavorativo, i giapponesi hanno orari di lavoro molto più lunghi rispetto a quelli di altri paesi. Secondo il rapporto, il 22,7% delle aziende intervistate tra dicembre 2015 e gennaio 2016 ha dichiarato che alcuni dei loro dipendenti registrano più di 80 ore di straordinario al mese - che è la soglia ufficiale per cui la prospettiva della morte da lavoro diventa seria. Il rapporto ha aggiunto che circa il 21,3% dei dipendenti giapponesi lavorano 49 o più ore alla settimana in media, ben al di sopra del 16,4% registrato negli Stati Uniti, del 12,5% in Gran Bretagna e del 10,4% in Francia.
Il governo del Giappone ha finalmente lanciato l'allarme, dichiarando che il 20% dell'intera forza lavoro è a rischio di morte da superlavoro, in pratica un lavoratore su cinque è a rischio di Karoshi. Intanto le richieste di risarcimento per Karoshi è salito a un livello record di 1.456 nel corso dell'anno (2016) e secondo i dati del ministero del lavoro, in particolare nei settori in cui vi è carenza di manodopera e l'assistenza sanitaria è scarsa o quasi inesistente. Ma Hiroshi Kawahito, segretario generale del Consiglio Nazionale della Difesa per le vittime di Karoshi, ha detto che la riluttanza del governo a riconoscere le morti Karoshi nasconde il numero effettivo dei decessi, che potrebbe essere 10 volte superiore a quello dichiarato.

"Il governo organizza molti simposi e rende manifesto il ​​problema, ma è solo propaganda", ha detto Kawahito all'inizio di quest'anno. "Il vero problema è la riduzione dell'orario di lavoro, e il governo non fa abbastanza."

I rischi per la salute associati a lunghe ore di lavoro sono stati evidenziati ulteriormente all'inizio di questo mese dopo che Matsuri Takahashi dipendente di 24 anni del gigante della pubblicità Dentsu,  era stato spinto a suicidarsi a causa dello stress causato dal prolungato orario di lavoro.
Una settimane prima della sua morte, Takahashi aveva condiviso il suo crescente senso di disperazione sui social media.

"Voglio morire", aveva scritto in un post. Sono fisicamente e mentalmente in frantumi."

La madre, Yukimi, ha detto che la morte di Matsuri ha dimostrato che le aziende mettono sempre il business al centro dei propri interessi prima che il benessere dei dipendenti.

"Mia figlia raccontava ai suoi amici e colleghi che riusciva a dormire solo 10 ore a settimana e l'unica cosa di cui sentiva il bisogno era quello di dormire ... Perché è dovuta morire?", ha detto alla rete televisiva TBS.
Takahashi, che era entrata alla Dentsu nel mese di aprile, aveva svolto regolarmente più di 100 ore di straordinario al mese, compresi i fine settimana, nella divisione pubblicità su Internet della società. Il ministero della salute ha registrato 93 casi di suicidi o tentativi di suicidio direttamente legati alla pressione di lavoro durante l'anno. Ma l'agenzia di polizia nazionale attesta che il lavoro è stato in parte responsabile dei 2.159 suicidi nel 2015.

Il Giappone ha "i peggiori standard per gli orari di lavoro tra le nazioni avanzate". Una legge del 2014 che prevedeva nuove normative in merito e cercare di contrastare il Karoshi non aveva cambiato la cultura del lavoro giapponese, che si basa prevalentemente sulla devozione all'azienda e sul sacrificio di sé, anche a scapito della salute. Nonostante gli orari assurdi a cui i lavoratori sono sottoposti, un inchiesta ha accertato che alla fine, questo non aumenta la loro produttività.
Mentre negli ultimi anni in Occidente si discute su come lavorare meno e in modo più produttivo, per poter trascorrere più tempo con la famiglia e dedicarsi al tempo libero, in Giappone, non c'è nemmeno un termine per il "work-life balance": "Karoshi", sembra inevitabile nell'estenuante cultura del lavoro nipponica.

Tutto è iniziato negli anni '70, quando i salari erano relativamente bassi e i dipendenti volevano massimizzare i loro guadagni, continuato nel boom degli anni '80, quando il Giappone è diventato la seconda più grande economia del mondo e ancora dopo la bolla scoppiata alla fine dei '90, quando le aziende hanno iniziato la ristrutturazione e i lavoratori, impauriti dalla minaccia dei licenziamenti hanno accettato la diminuzione delle garanzie e dei diritti per garantirsi un futuro. La grande quantità di immigrati, lavoratori irregolari - che lavorano senza tutela sindacale e senza una minima sicurezza sul lavoro - ha ancor più aggravato la situazione dei workers nipponici.

"Il lavoro straordinario è sempre lì. E 'quasi come se fosse parte dell' orario di lavoro regolare", ha detto Koji Morioka, professore emerito alla Kansai University, a capo di un comitato di esperti nominati dal governo per contrastare e combattere il Karoshi . "Nessuno è costretto, ma i lavoratori considerano lo straordinario come obbligatorio."
Oltre ai suicidi e i 189 morti stimati dal Ministero, stime non ufficiali parlano di migliaia di morti. Karoshi è stato a lungo considerato un problema che colpisce soprattutto persone di sesso maschile, ma i sindacati indicano che un numero crescente di donne muoiono per propria mano. La cosa che più colpisce è che molte sono giovani, spesso tra i 20 e i 30 anni. Hiroshi Kawahito, avvocato e segretario generale del Consiglio di Difesa Nazionale per le vittime di Karoshi, che lotta per le famiglie delle vittime aveva in precedenza assistito la famiglia di un giornalista di soli 30 anni morto per un attacco cardiaco.


La madre di Matsuri Takahashi
In realtà non è cosa rara in Giappone morire a 30 anni per attacchi di cuore.

Come abbiamo già detto, Karoshi è un problema che colpisce la società giapponese ormai da diversi decenni, ma è da qualche anno che il governo ha approvato una legge per cercare di fermare quest'autentica strage. L'atto fissa obiettivi specifici, come la riduzione della percentuale di dipendenti che lavorano per più di 60 ore a settimana dall' 10 al 5 per cento entro il 2020; sta anche cercando di convincere i lavoratori a prendere le ferie pagate accumulate negli anni. La maggior parte dei lavoratori giapponesi hanno diritto a 20 giorni di ferie l'anno, ma sono in pochi ad usufruirne, a causa di una cultura del lavoro in cui i giorni di riposo sono considerati come un segno di rallentamento e di mancanza di impegno verso gli obbiettivi aziendali.

Il karoshi è aggravato dalla relativa debolezza dei sindacati, che si sono preoccupati principalmente dell' aumento dei salari, piuttosto che accorciare l'orario di lavoro, e sconfiggere la pratica giapponese di avere lo stesso lavoro per tutta la vita. La maggior parte degli studenti universitari che vengono assunti in società private e pubbliche dopo la laurea hanno l'aspettativa che saranno lì fino al raggiungimento dell'età pensionabile



  


 

22/02/17

Disco Sucks! La Disco Demolition Night

Nell'estate del 1979 le discoteche si erano impossessate del mondo. Donna Summer, Chic e Gloria Gaynor erano in cima alle classifiche, solo pochi mesi prima, la Febbre del Sabato Sera, colonna sonora dell'omonimo film era stato nominato Album dell'Anno ai Grammy Awards.
Tutte le maggiori stazioni radio avevano eliminato i programmi di musica rock in favore della dance: gli amanti del rock erano furiosi.

Anche Steve Dahl, un disc jockey che fino ad allora aveva il suo show di Rock'n'Roll su Radio WDAI era stato licenziato per far posto alla nuova ondata di disco music. Steve aveva allora 24 anni e riuscì a trovare un posto su un'altra stazione radio di Chicago, la WLUP-FM. Una sera, Steve fece esplodere tutta la sua frustrazione distruggendo in diretta un disco, facendolo saltare in aria con un effetto sonoro. Era il suo modo di dichiarare l'odio che provava verso la disco music e furono centinaia le chiamate alla radio che attestarono l'apprezzamento per quel suo gesto dimostrativo.
Con Mike Veeck, pirotecnico direttore dei Chicago White Sox, la locale squadra di baseball, Steve ideò una delle più grandi promozioni di questo sport: la Disco Demolition Night. 'Disco Sucks!
Steve organizzò i suoi ascoltatori in un "esercito anti-discoteca ... pronti alla distruzione della terribile malattia musicale conosciuta come disco music. Era da tempo che Mike Veeck cercava un rilancio della sua squadra e insieme a una serata anti-discoteca. Fu Jeff Schwartz a fargli il nome di Steve Dahl, e dal loro incontro nacque il grido di battaglia, "Disco Sucks!"
La folle idea di far saltare in aria migliaia di dischi di disco music si svolse il 12 luglio 1979 presso Comiskey Park, sede della squadra di baseball dei Chicago White Sox, che in media poteva contare su 16.000 fan e quella sera se ne aspettavano al massimo 25 mila.

"La gente portò addirittura le scale, quasi come una sommossa." 60 mila persone diedero assedio al piccolo stadio, moltissimi dei quali avevano in mano un disco pronto per essere fracassato.
Dopo che i Sox persero la prima partita, una enorme cassa di legno piena di dischi venne portata all'esterno del campo."Dahl, vestito in tuta militare e casco da combattimento , iniziò a girare per il campo alla guida di una jeep aizzando la folla, DISC SUCKS..DISCO SUCKS!! Poi, con una fragorosa esplosione fecero saltare in aria la cassa con i dischi. L'esplosione lasciò un cratere nel centro del campo. La gente iniziò a scendere dagli spalti e ad invadere il campo.."Si scatenò l'inferno." Solo 20 poliziotti e pochi uomini della sicurezza privata a fronteggiare quella marea umana, con i fan che correvano all'impazzata incendiando dischi, vandalizzando le strutture al grido di DISCO SUCKS! La partita fu sospesa, con il tempo il fumo si diradò, intervenne la polizia antisommossa, si contarono numerosi feriti e 39 arresti. L'evento provocò un ondata di polemiche.

Sulla scia della debacle, alcuni critici musicali e molti artisti dichiararono che era stato un attacco alle minoranze, con la scusa della disco music e della discoteca, si era voluto colpire neri, latinos e gay. Ma Harry Wayne Casey, leader della KC e la Sunshine Band, uno dei gruppi disco cardine e ai vertici delle classifiche in quegli anni, smentì questa ricostruzione:<<"Tutti vogliono sempre legare un colore ad ogni situazione, i rockers si sono sentiti minacciati, hanno avuto la percezione che la loro musica stesse scomparendo, incalzata da questo nuovo tipo di sonorità... Mi ha ricordato di quando è arrivato Elvis Presley e le polemiche che ne scaturirono, poi i Beatles. Ci sono sempre state reazioni alle innovazioni, ai nuovi tipi di musica e al cambiamento sociale che hanno portato..>>
Mike Veeck fu licenziato dai White Sox sette mesi più tardi. Incapace di trovare un altro lavoro in grandi campionati - Veeck crede ancora di essere stato inserito in una lista nera da parte dei club - si trasferì in Florida, dove gli era stato offerto un posto in una squadra di lega minore. Nonostante il ritorno di fiamma, nel corso degli anni, ha una visione ottimistica del Disco Demolition Night.

<<E 'stata la cosa migliore che mi sia mai successa, perché mi ha insegnato alcune cose. Ero un micro-manager in ogni senso della parola e nel momento in cui ho visto quei ragazzi irrompere sul campo mi sono reso conto che certe cose non si possono controllare..>>
In quanto a Steve Dahl, continuò a fare radio. La Disco Demolition" fu oggetto di un suo libro, co-scritto con Dave Hoekstra, in cui negò in modo assoluto l'accusa di razzismo e sostenne che la disco music fosse definitivamente morta. Ma sappiamo che non fu così. A Chicago, continuò a proliferare nell'underground e rinacque diversi anni più tardi: l' House Music esplose, vendicando così la DISCO DEMOLITION NIGHT.
 








04/02/17

Vi sta mentendo: Nigel Farage trollato al Parlamento Europeo

Seb Dance è il nostro Eurodeputato

SEB DANCE è nel  Gruppo dell'Alleanza progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo. Nel  Regno Unito è membro del Labour Party, partito Laburista.
E' nato il 1 dicembre 1981, a Londra.

Fa parte della Commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare
Commissione d'inchiesta sulla misurazione delle emissioni nel settore automobilistico 
Delegazione all'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE
Delegazione all'Assemblea parlamentare euro-latinoamericana
 
"Ero francamente stufo  di messaggi nazionalisti e populisti, proclamati come fossero la soluzione ai problemi della gente. La cosa davvero frustrante nel Parlamento europeo è che non siamo in grado di intervenire e Farage poteva dire tutto durante tre minuti senza interruzioni. Ho dovuto fare qualcosa di molto grezzo e semplice per esprimere quello che pensavo e per sottolineare quello che stava accadendo. "
E' Seb Dance, europarlamentare laburista di Londra che parla, raccontando di quando, seduto dietro al molto poco onorevole Nigel Farage ha tenuto un cartello con la scritta 'Sta mentendo' (con una freccia rivolta verso di lui) per tutti i tre minuti dell'intervento del deputato razzista inglese.

"La politica tradizionale deve contrastare i nazionalisti e populisti," ha detto Dance in una dichiarazione che spiega il motivo della sua azione. "Fingono di lottare per le persone che soffrono, ma il loro programma di odio, divisioni e sospetti crea solo miseria e povertà."
E 'ora di smetterla di usare un linguaggio sfumato: Sono dei bugiardi! Quando i dibattiti sono regolati e limitati dal tempo, è impossibile replicare a quello che dice questa gente, così ho protestato nell'unico modo che conoscevo e a quel punto, ho afferrato un pezzo di carta, ho scritto il messaggio molto semplice e sono andato a sedermi dietro Nigel Farage durante la sua solita tirata ".
Dance ha detto di aver contestato la tesi di Farage, per cui il divieto di entrata negli USA imposto da Donald Trump a cittadini di sette paesi a maggioranza musulmana, sia una questione di sovranità degli Stati Uniti.

"Noi non stiamo mettendo in discussione la sovranità degli Stati Uniti, che invece stanno mettendo in discussione la libertà personale di liberi cittadini", ha detto.

L'eurodeputato ha sentito l'obbligo di agire perché Farage spesso, sembra essere l'unica voce britannica dominante nel Parlamento europeo, dato che è a capo del raggruppamento EFDD ufficialmente riconosciuto, e di cui fa parte anche l'italianissimo Movimento 5 Stelle. Farage ha scatenato un tumulto nel Parlamento europeo quando ha detto che il nuovo presidente degli Stati Uniti stava semplicemente cercando di proteggere il suo paese dai terroristi, sfidando i deputati a invitare Trump a Bruxell, in un "dialogo aperto". In caso contrario, ha definito i deputati europei "fanatici anti-democratici", cosa che ha sempre pensato.

Dance è stato oggetto in seguito di una denuncia, presentata da Bill Etheridge, eurodeputato Ukip . In risposta alla denuncia, Dance ha affermato di essere felice di accettare le conseguenze, qualunque sia la decisione del Parlamento, e del presidente, di qualsiasi parte politica egli sia.
In rete invece, è diventato virale il video della protesta, e si sono scatenati i post sui social: Nigel Farage Trollato da Seb Dance al parlamento europeo!

 



 

27/01/17

"Cinque anatre andavano a sud..

Pubblichiamo questa intervista a Paolo Putti, del M5S. Perché Putti? Perché è stato candidato sindaco cinque anni fa per il M5S a Genova, uno dei primi attivisti e fondatore del movimento a Genova, convinto sostenitore del grillismo proprio nella città del comico, e anima di uno dei primi comitati anti-Gronda, capogruppo in consiglio comunale. Putti esordisce così: "Adesso mi riprendo la libertà di realizzare il programma deciso con i cittadini che ci hanno eletto nel movimento e che, da dentro il M5S invece, non potevamo più portare avanti: noi pensiamo ancora al bene comune, dentro ormai pensano solo al controllo e al marketing". Poi, citando Guccini: "cinque anatre andavano a sud: forse una soltanto vedremo arrivare, ma quel suo volo certo vuole dire che bisognava volare, bisognava volare, bisognava volare". Cinque anatre, come i 5 consiglieri grillini al comune di Genova. L'intervista è tratta da Repubblica del 27 Gennaio, a cura di MICHELA BOMPANI.


Putti, perché esce dal M5S alla vigilia della campagna elettorale? "Perché non ci riconosciamo più nel Movimento che voleva produrre un cambiamento radicale, invece pensa ad altro. Proprio perché abbiamo ancora quattro mesi, e importanti delibere su cui batterci, contro la privatizzazione dell'azienda dei rifiuti ad esempio, era urgente poter agire liberamente, sennò avremmo tradito il mandato dei nostri elettori".

Lei é stato uno dei primi grillini a Genova e in Italia: cosa le ha fatto decidere di lasciare definitivamente il M5S?
"Dopo il guaio in Europa, al Parlamento, non sopportavo più la raffica di comunicati diramati da Roma, dove si dice che si deve riferire a qualcuno, prima di dichiarare qualsiasi cosa. C'è chi invece fa passare Trump e Putin per due statisti senza però rendere conto di quel che dice. Non ci sto".

20/01/17

Trip Hop: un intruglio che diventa il sogno di una nuova utopia sonora

Piaccia o no, il Trip-Hop è un movimento, una corrente, uno stile . Un termine che fu coniato nel giugno del 1994 da Andy Pemberton, in una articolo per Mixmag, e utilizzato per descrivere il cambiamento stilistico dell'etichetta Mo' Wax. Pemberton annunciò il trip-hop come un intruglio di psichedelia fuso nell' hip-hop, e il tentativo di contrastare il predominio musicale americano, rappresentato allora dall'ondata straripante del grunge.

Il DNA di trip-hop è più complesso rispetto alla sua riduzione a sigle. L' hip-hop, che aveva nutrito la fantasia musicale di una nuova generazione per oltre un decennio, si mescola alla cultura rave, che aveva fornito ulteriori possibilità stilistiche con la sua fusione di drum macchine, break, campionamenti e sintetizzatori. Sound system, digging, dub, chill-out room, la globalizzazione e la tecnologia presto hanno anche agito, connettendosi come tante molecole a una nuova idea di ciò che hip-hop poteva essere. Trip-hop è stato la logica evoluzione in un decennio, durante il quale tutti erano tornati da un immenso party per affrontare la realtà che l'hip-hop e la dance venivano cooptati dal mainstream. E' stato il sogno di una nuova utopia sonora, schiacciata dall'assalto implacabile del capitalismo. Proprio come la techno era diventato sinonimo di musica dance, il trip-hop divenne presto una stampella per i giornalisti ed esperti di marketing che volevano indicare l'hip-hop senza i rapper. In particolare, è diventato sinonimo del sound di Bristol, con band come Massive Attack e Portishead. Nel 1998, il New York Times sancì che il primo album dei Massive Attack Blue Lines fosse il punto di inizio del genere. Il sound genuino di una nuova generazione di musicisti che cercavano la libertà di sperimentare. E 'stata (ed è..) la musica per persone che consideravano l'hip hop, ( non il rap old school) troppo pericoloso per le proprie corde. Abbiamo preso a prestito e a spunto dalla classifica stilata da FACT MAGAZINE, dei migliori 50 best Trip-Hop Album, per esprimere la nostra opinione, a volte coincidente, altre ampliata e corretta rispetto al magazine: come si noterà, la nostra è sbilanciata a favore della contaminazione, soprattutto del dub e del Sound System britannico, il Trip Hop essenziale dei Massive Attack, Kruder & Dorfmeister, Smith & Mighty Dub Crooklyn...


Tricky
Maxinquaye
(Island, 1995)
Il numero uno, davvero. Tricky ha dato al suo primo album da solista il nome di sua madre, Maxine Quaye, il che dovrebbe già indicare quanto personale sia questo disco. Dopo aver affinato le sue abilità come membro di Massive Attack (alcune delle sue rime da Blue Lines sono state riprese qui), il suo materiale da solista è alla portata, se non superiore, dei suoi ex collaboratori. Tricky con le sue rime rauche, i suoni contorti e originali di questo album ha sdoganato il termine strano applicato alla musica elettronica, tanto che in quegli anni divenne "di moda". Martina Topley-Bird, sua compagna all'epoca, contribuisce non poco alla realizzazione del progetto.Tricky odiava essere etichettato come trip-hop ( "Questo non è un album scritto a tavolino. Non credo che si possa ascoltare a cena...perché non lo chiamano Tricky-hop?") , non ha avuto con la stampa un buon rapporto da allora, ma non ci può essere alcun argomento che, nel bene o nel male, possa negare che Maxinquaye abbia lasciato un segno indelebile nella musica britannica, elettronica e non. Il tempo non ha offuscato l'impatto di questo disco straordinario. Tricky ci porta attraverso i meandri della sua psiche, come ruminazione filosofiche che però sfociano in attacchi di verità e in brutali auto-esami ( "Bevo finchè non sarò ubriaco e fumo fino a perdere i sensi.. "), e mentre Tricky e Martina slittano intorno alle questioni di identità e di percezione, la musica è tutta un tappeto, con continui cambiamenti di umore. E 'un disco di sussurri, un flusso sonoro di coscienza e questa complessità ripaga a pieno un piccola sensazione di già sentito in alcune canzoni


Massive Attack
Blue Lines
(Island, 1991)
In una recensione del 1998 del New York Times, Blue Lines viene eletto come il modello fondamentale per il trip-hop. E Blue Lines merita quest'attribuzione grazie ad un mix di idee: l'innamoramento dei musicisti inglesi per il sound system; il congedo dalla stagione Summer of Love, del 1989; e il dominio del nascente hip-hop estetico e rapace. Blue Line era tutte queste cose e altro ancora. Nel 2009, Daddy G: "Quello che abbiamo cercato di fare è stato creare musica dance per la mente, piuttosto che per i piedi." Una dichiarazione di intenti per l'intero movimento, se mai ce ne stata una. . Quando Del Najas, Grant "Daddy G" Marshall, e Andrew "Mushroom" Vowles stavano registrando Blu Lines, il sottogenere chiamato trip-hop non era stato ancora inventato. Ma Blu Lines in fondo è un disco di hip-hop, con venature di soul, dub, musica dance e rock psichedelico. Blue Lines è come leggere un vecchio romanzo di William Gibson, che descriveva allora il prossimo futuro, che ora, (soprattutto ascoltando il re-master dell'album) è il presente, con una precisione inquietante. Non meno importante, secondo noi, Mezzanine: i Massive Attack aggiornano e ampliano ulteriormente il sound di band post-punk come PiL , e in qualche modo aggiungono una lamina di violenza e di freddezza al loro sound dub-soul della, mescolando le pesanti linee di basso e le voci dub alle chitarre post-punk e ai sintetizzatori.

 

Kruder & Dorfmeister
DJ Kicks: Kruder & Dorfmeister
(! K7, 1996)
Sono stati i pionieri dello slow-beat e i principali protagonisti della scena downbeat di Vienna e sono tra i produttori più caldi dell'universo dance. Nonostante questo, il duo austriaco Kruder & Dorfmeister non ha mai pubblicato un album, ma grandi nomi come Count Basie, Bomb The Bass, Alex Reece o United Future Organization hanno avuto alcune delle loro tracce remixate da questi produttori eccezionali. Grazie a queste produzioni e il loro EP di debutto, G-Stoned, che sono arrivati alla fama. Il loro contributo alla serie DJ Kicks del 1996 ha catturato i solchi smussati dell'chill-out e i grooves della jungle, un approccio che avrebbero perfezionare due anni più tardi con The K & D Sessions. Le loro produzioni su Ninja Tune, SSR e Wall Of Sound sono considerati pietre miliari per quanto riguarda il genere trip-hop, e alla domanda su quali fossero le influenze che hanno caratterizzato i loro remix e loro radici musicali  citano artisti come Miles Davis, Sly Stone, Brian Eno, Serge Gainsbourg o Bill Laswell. La loro miscela mozzafiato di trip-hop, dub, ambient e drum'n'bass li colloca tra i nostri preferiti, in assoluto.
 
 

04/01/17

Ora possiamo davvero seppellire questo 2016..





Forse non ci siamo resi conto come il 2015 sia stato un anno tutto sommato.. tranquillo. Poi il 10 gennaio 2016 la notizia della scomparsa di Bowie ci ha spezzato il cuore. C'è stato Prince ad aprile. Gene Wilder ad agosto.. Ad un certo punto la serie apparente di celebrità morte ha testato duramente la nostra risoluzione a piangere queste icone, singolarmente. Così ho scoperto un utente di Twitter, Christhebarker, che ci ha dato una prospettiva più ampia sulle perdita che abbiamo vissuto nel 2016.

Ha usato l'immagine della copertina di Sgt. Pepper Lonely Hearts Club Band dei Beatles, come base, creando poi un montaggio struggente e minuziosamente dettagliata con più di 40 leggende che abbiamo perso nell'anno appena passato. Posti d'onore sono occupati da Wilder, Lemmy Kilmister (che in realtà è morto alla fine del 2015), Prince, e Bowie. Troviamo poi tanti volti noti, tra cui Leonard Cohen, George Martin, Glenn Frey, Alan Rickman (vestito come il Professor Piton della serie di Harry Potter), e troppi altri. La morte ha continuato a perseguitare tutto il 2016. Il mondo ha versato lacrime per Glenn Frey degli Eagles, Paul Kantner e Signe Toly Anderson, icone dei Jefferson Airplane , Maurice White, fondatore degli Earth, Wind & Fire , Sir George Martin e Garry Marshall, grandi produttori musicali. E ancora Larry Sanders, Anton Yelchin, Keith Emerson e Greg Lake degl'EL&P, Moahmmed Alì, Fidel...

L'ultimo aggiornamento Christhebarker l'ha fatto il 27 dicembre: George Michael, Carrie Fisher, e ancora altri morti recenti degni di nota.
Come se non bastasse, tra le tragedie accadute l'artista inserisce anche la parola "BREXIT", uno dei disastri geopolitici più importanti a verificarsi nel 2016, insieme alla citazione "rendiamo l'America di nuovo grande", di Donald Trump, neopresidente USA. Ci consoliamo con il gagliardetto del Leicester City del "nostro" Ranieri, capace di vincere la premier League contro tutte le grandi d'Inghilterra e tutti i pronostici
Ora possiamo davvero seppellire questo dannato 2016.. 

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03/01/17

Terry Hall, talento e ghigno scontroso, ancora con lo skank irresistibile degli Specials

Terry Hall chiede sempre una sigaretta prima di iniziare un intervista. Non è e non è mai stato un grande chiacchierone, quindi non è imbarazzante il silenzio mentre armeggia con le sue cartine e il tabacco, la sua faccia lunga e un pò lugubre. Terry Hall è stato (ed è) il cantante degli Specials, ska band leggendaria di Coventry, e guida di tutto il movimento 2Tone, casa discografica fondata da Gerry Dammers, pazzo tastierista degli stessi Specials.

Terry lasciò il gruppo dopo che il loro singolo Ghost Town arrivò incredibilmente al numero uno nelle classifiche inglesi e appena cinque mesi dopo tornò nelle charts con i Fun Boy Three: sembrava il preludio di una gloriosa carriera, destinato a diventare uno dei più grandi frontman britannici. Invece..
Non ha mai raggiunto le vette del successo, pur avendo il talento, la voce idiosincratica e un ghigno scontroso che solo lui. Forse perché è "troppo inglese". Forse perché.. è percepito come imbarazzante, lunatico, e pieno di guai. Forse perché non ha mai baciato il culo all'America. Forse è perché in realtà è solo molto timido, e soffre di depressione.
Terry Hall si ammala di depressione, soffrendone pesantemente per anni. Si avvicina a Camden ad un operatore della carità per la salute mentale. Da qui, una difficile risalita.

Parlando degli Specials, afferma che bastava guardare una foto del gruppo per capire la dichiarazione d'intenti politica del gruppo, in tempi in cui il Regno Unito soffriva la forte presenza del Fronte Nazionale: c'erano sette musicisti sul palco, bianchi e neri e anche se non avevano esattamente le stesse convinzioni politiche erano in giro ogni sera a dire: 'Questo è quello a cui tutti noi crediamo '. L'abbandono di Terry fu dovuto agli scontri di personalità all'interno degli Specials, ma anche al fatto che aveva ritenuto che, con Ghost Town, avevano raggiunto quello che si erano proposti di fare.

Terry Hall è stato coinvolto con alcune band incredibili e ha prodotto una gamma diversificata e impressionante di lavori, con una dozzina di canzoni divenute dei classici del pop, e una serie di album superbi.
C'è quel vecchio enigma nel mondo del pop, il perché alcune band riescono a mantenere una carriera sulla base di un singolo nella Top 40; mentre altri, con più talento e fascino, scompaiono dopo una presenza di due-tre anni nelle Top Ten. I Fun Boy Three, la band formata da Terry Hall, Lynval Golding e Neville Staple,  dopo aver lasciato gli Specials, stanchi del caos, dell'abuso di alcol e droga, di anni di tour frenetici e dell'aggressività dei fan skinhead della band, è uno di questi misteri.

Il secondo (e purtroppo ultimo album dei Fun, Waiting, prodotto da David Byrne ex Talking Heads ', è quello mio preferito. Proprio in Waiting Terry parla per la prima volta degli abusi subiti da bambino, nella splendida Well Fancy That!.
 David Byrne: <<"Non ha detto niente a sua madre, non ha detto niente ai suoi amici, ma ha deciso di dirlo a tutti. ">>

con Amy, grande appassionata di Ska
L'approccio di Terry Hall ad un evento così orribile rivela qualcosa dell'essenza dell'uomo. Hall ha sempre fatto le cose a modo suo. Ha scelto il modo migliore per affrontare i propri demoni privati. E ha proseguito il suo percorso, dagli The Specials, ai Fun Boy Three, attraverso The Colourfield, Terry, Blair and Anouchka, quindi con i Vegas (con Dave Stewart). Gli Hour of two lights, è il progetto multirazziale messo su da Terry con Mushtaq, l'ex rapper dei Fun-da-Mental. Il 90% dei musicisti degli Hour non aveva mai visto l'interno di uno studio di registrazione. C'erano un cantante libanese di 12 anni, un rapper algerino cieco, un clarinettista ebreo settantenne e i Romany Rad, una band di zingari polacchi richiedenti asilo a cui avevano incendiato le case in Polonia. Ci sono state apparizioni con Tricky, Gorillaz fino alla sua carriera solista e oggi di nuovo con gli Specials.

Oggi Terry sembra relativamente felice, dopo essere passato per un divorzio, vive con una nuova compagna a Londra e due figli adolescenti. Ha scoperto che suo nonno era un orologiaio ebreo tedesco. Lo sta ancora cercando, ma ci sono storie diverse. Terry è cresciuto in un ambiente dove davvero non si sapeva  da dove si proveniva. Coventry è stata costruita da e per gli immigrati perché Londra era una città industriale in cerca di manodopera a basso costo. Crediamo che non sia un caso che un gruppo come gli Specials sia venuto fuori proprio da lì. Amiamo Terry Hall perché è uno di quegli artisti che è sempre stato in debito con se stesso, e con nessuno altro..

More Specials.rar

More Specials è il secondo album Specials, uscito nel ottobre 1980. L'album amplia il sound 2 Tone del loro debutto per includere musica lounge, jazz, soul e altre influenze. Partecipano membri delle Go-Go Belinda Carlisle, Charlotte Caffey, e Jane Wiedlin; Rhoda Dakar delle Bodysnatchers; e Lee Thompson, sax dei Madness. Questa versione rimasterizzata consente di ascoltare con chiarezza i nuovi suoni, le trame e le caleidoscopiche ambizioni, per la maggior parte costruiti da Jerry Dammers(l'uomo che ha inventato gli Specials, che ha dato alla band il vantaggio, che ha scritto la maggior parte delle canzoni,  responsabile per aver reso  la band davvero memorabile, e che non è stato incoraggiato a partecipare alla reunion: <<ho fondato gli Specials, e ora sono stato escluso>>,' ha detto Jerry Dammers poche settimane fa). C' era sempre stato attrito tra Dammers e Terry Hall - attrito che continua ancora oggi.

I testi, come nel precedente album, sono intensamente intrisi di politica e sociale. La desolante vita nelle periferie inglesi è ritratta in tutta la sua squallida, soffocante disperazione. La Poor Little Rich Girl fugge a Londra solo per finire nel giro dei film porno. Il volo aereo di International Jet Set è un incubo claustrofobico che termina con i passeggeri che urlano come in un incidente aereo. E l'ironia delle due versioni di Enjoy Yourself è molto scura. E 'certamente una descrizione accurata; la vita in Gran Bretagna non era molto divertente allora, non come la immaginiamo noi ora.
Con soli tre album gli Specials, parlando di razzismo, guerra illegale, di ingiustizia sociale, con l'inno a Nelson Mandela, non solo hanno aperto gli occhi della gente su quello che stava succedendo in Sud Africa, ma hanno effettivamente contibuito per creare un cambiamento a livello politico e personale.

Hall, Dammers e soci hanno dimostrato che la musica può fare la differenza ed è in grado di creare cambiamenti (in meglio) per la società.
Gli Specials (e ogni singolo membro è vitale per ciò che ha dato in questa grande band, indipendentemente da ciò che dice oggi e ancora Jerry Dammers) hanno toccato una generazione e sono importanti per la narrazione post-bellica della cultura popolare britannica e europea, come Rotten, Strummer e co.


 Sotto TERRY HALL con i Fun Boy Three al Rockpalast in Germania, con Mushtaq nel progetto The Hour of two lights e infine l'intera performance dei rinati SPECIALS, senza Gerry Dammers però, al teatro TROXY di Londra il 16 novembre del 2016, un concerto davvero esaltante e intenso. Il set  (ripreso dall'imperdibile sito mod FRED PERRY SUBCULTURE) è stato sold-out, pubblico adorante che si è crogiolato nel vedere gli eroi della propria giovinezza, mentre non meno pesante è stata la presenza delle nuove leve di audience. Gli Specials sembrano ricreare la linea del fronte politico ed emotivo più viscerale che operò durante quel periodo di cambiamenti sociali e di sconvolgimento politico, e un selvaggia, fisica esperienza di ascolto di musica dal vivo che mi sembra sia andata completamente persa dalla generazioni più giovani. Se il fragile suono "glitchy" dei produttori di musica (da camera da letto) moderna rispecchia il nostro attuale stato di isolamento elettronico, il caotico e gioioso suono ska degli Spacials riflette ancora vite vissute guancia a guancia, strofinandosi uno contro l'altra, in un indimenticabile "skank" irresistibile.







SETLIST al TROXY
Ghost Town
Do Nothing
Friday Night, Saturday Morning
Stereotype
Man at C&A
Blank Expression 
Rat Race 
Why?
Redemption Song  (Bob Marley & The Wailers cover) 
Doesn't Make It Alright 
Nite Klub 
(Dawning of a) New Era
Do the Dog  (Rufus Thomas cover)
Gangsters
Concrete Jungle
A Message to You, Rudy  (Dandy Livingstone cover)
Monkey Man  (Toots & The Maytals cover) 
Little Bitch
Too Much Too Young
Enjoy Yourself (It's Later Than You Think)  (Tommy Dorsey & His Orchestra cover) 
rientro:
Guns of Navarone  (The Skatalites cover)
All the Time in the World
You're Wondering Now  (The Skatalites cover)


17/12/16

The Exploding Plastic Inevitable: il genio proto punk dei Velvet Underground

E' stato definito anche come .." un ghigno ingenuo del proletariato", "una rivolta della classe operaia contro i gusti borghesi, le buone maniere e il sistema corrotto del consumismo". Ma anche una pura rappresentazione.. artistica. Non dobbiamo dimenticare che il Punk ha avuto tra i suoi antenati una frangia di artisti di avanguardia. Se Iggy Pop sul palco amava spalmarsi di burro di arachidi Patti Smith, ispirata da Rimbaud, leggeva le sue poesie al CBGB. E prima di Dave Marsh, a cui (narra la leggenda) dobbiamo l'uso della parola Punk per la prima volta (per una recensione del gruppo Question Mark and the Mysterians), prima ancora di Sgt. Pepper e la morte di Jimi Hendrix,

Velvet Underground, protetti di Andy Warhol e pionieri del dark psichedelico spianarono la strada a quello che più tardi fu definito come punk rock. Anche Please Kill Me, la "storia orale non censurata del punk", scritto da Gillian McCain e Legs McNeil si apre con i Velvet e con J. Cale che ricorda di come fu sconvolto dopo che Lou Reed gli fece sentire Heroin: <<Il testo e la musica erano così volgari e devastanti .... Lou aveva queste canzoni in cui aleggiava un elemento hard boiler, come ci fosse un assassinio in corso..>>
Ora in occasione del 40esimo anniversario del punk, tutti, dal sindaco di Londra a Shakespeare sono stati associati al punk, la capitale britannica ne celebra i luoghi, la musica, il look, le influenze, con eventi e concerti, ma forse è stato proprio Lou Reed che ne ha definito il carattere più cinico, crudo
e devastante nella seconda metà degli anni '60.
Le performance di quelle canzoni erano puro spettacolo art-rock, grazie alla Exploding Plastic Inevitabile di Andy Warhol, o EPI.

Wayne Mcguire, critico molto influente in quel periodo, descrisse le esibizioni dell'Exploding tra il 1966 e il 1967, come "un circo elettronico, una totale confusione, con il gruppo avvolto in un oscurità illuminata solo da luci stroboscopiche. Usavano dai tre a cinque proiettori, mostrando spesso spezzoni diversi dello stesso film, e spostandoli in diversi spazi in modo da coprire tutto l'auditorium. Avevano quattro luci stroboscopiche a velocità variabile; tre punti in movimento, con un assortimento di gel colorati; diverse luci a pistola; una palla a specchio appeso al soffitto e un'altra sul pavimento; ben tre altoparlanti che sparavano a tutto volume un cut-up di musica pop, oltre che quella dei Velvet Underground e Nico ...… e così via. Il tutto mentre Gerard Malanga e Ingrid Superstar ballavano freneticamente sulla musica dei Velvet .

Warhol aveva tentato di mettere in scena simili eventi già dal 1963, con una band che ebbe vita breve, The Druids, che comprendeva il compositore avant garde Monte Young. La stampa definì l'esperimento come "la migliore drugs connection di New York". Warhol incontrò poi i Velvet Underground al Café Bizarre, completando il gruppo con un'altra sua protetta, Nico. La band fu ripresa dal regista Jonas Mekas, che voleva i componenti della band vestiti di nero per poter vedere il film al Teatro Cinémathèque . "Ma eravamo tutti vestita di nero, in ogni caso", ricordò Reed.
Come si può vedere nella parte iniziale del film del 1966 di una performance della EPI, ci sono odi proto-punk di Lou Reed, con riferimenti all'eroina e al sadomasochismo, fornendo la colonna sonora ideale per le celebrazioni (moda e bellezza) di Warhol. Ci fu anche una proiezione dell'adattamento di Warhol di A Clockwork Orange del 1962 (Arancia Meccanica di Anthony Burgess) : il contenuto di quel film, insieme agli aspetti trasgressivi dei testi dei Velvet Underground e alla loro musica, contribuì in modo significativo alla caratterizzazione da parte della critica dell' EPI, che furono bollati come 'debosciati' e 'perversi'.

Il film che vediamo qui è stato girato dal regista Ronald Nameth ad una esibizione EPI al Poor Richards di Chicago.La colonna sonora sovraincisa mescola registrazioni di "I'll be your Mirror" e "European Son", "It was a pleasure" da Chelsea Girl di Nico, e le versioni live di "Heroin" e "Venus in Furs", con John Cale alla voce . In questo particolare evento né Reed né Nico sono protagonisti, ma è Cale al comando. Tuttavia, il film rappresenta la visione sensoriale infernale di Warhol ... l'ambiente della discoteca più unico ed efficace prima dell'era Fillmore, e una registrazione visiva di come il punk nacque nei teatri d'essai e nelle gallerie d'arte, prima di risalire dai locali di quartiere e dai garage. Guardare questo evento è come ballare in un locale strobo: il tempo si ferma, i movimenti sono ritardati, il corpo sembra separarsi dalla mente. Nameth fa con questo cinema quello che i Beatles fecero con la musica: il suo film è denso, compatto, ma in qualche modo fluido e leggero. E 'estremamente pesante, estremamente veloce, ma arioso e poetico, un mandala che ti risucchia nel suo vortice vorticoso, un aurea che pervade di malinconia.
Buona visione






 

14/12/16

Best Cover dei libri di W. Burroughs, da tutto il mondo

UK_Horse_1988
William S. Burroughs ha mostrato a generazioni di lettori che la parola scritta può fornire esperienze che non avrebbero mai immaginato prima. E spesso, la maggior parte di noi lettori siamo arrivati ai libri di Burroughs anche attraverso le copertine che tanti editori in tutto il mondo e da oltre sessant'anni hanno pubblicato, considerandole rappresentazioni sufficientemente interessanti alla audace e sperimentale (e a volte non-rappresentabile) opera letteraria dello scrittore americano.
Tanti sono probabilmente diventati fan di Burroughs leggendo Il Pasto Nudo, il suo romanzo forse più noto , ma altri, me compreso, sono arrivati con il più controverso e molto meno convenzionale  Junkie. La storia di William Lee (ora ancora solo il nome del protagonista, non lo pseudonimo dell'autore usato in seguito) e la sua odissea con le più svariate sostanze stupefacenti alimentata attraverso l'America, il Messico, Marocco, e l'immaginaria Annexia, libro che ha avuto molte e varie rappresentazioni visive, le più improbabili copertine che hanno cercato di trasmettere come il testo fosse strenuamente in lotta contro le restrizioni delle forme tradizionali di scrittura.
Quelli di noi che sono andati in profondità nel lavoro di Burroughs spesso lo hanno fatto perché trascende dal genere. Tuttavia, questo non ha fermato reparti interi di marketing che hanno tentato di catalogarlo in un genere o in un altro. La "trilogia Nova" pubblicata dopo Il Pasto Nudo, è apparsa speso sugli scaffali della fantascienza nelle librerie di tutto il mondo, e non del tutto senza ragione. Eppure, la sensibilità del mondo sci-fi e la mente Burroughs si scontrano in qualche modo, e il risultato di questo scontro è visibile nell'edizione giapponese di Nova Express del del 1978. La copertina di questa edizione è pubblicata sotto, insieme a tante altre di svariate edizioni di tanti paesi: abbiamo scelto quelle che ci sembravano più belle graficamente e innovative.

In ultima analisi però, l'unica immagine che trasmette in modo affidabile il lavoro di William S. Burroughs è l'immagine stessa di Burroughs, che compare sulle copertine di diverse edizioni.
Questo blog deve a Burroughs il titolo, INTERZONE, dove sono riuniti racconti (come Ultimi bagliori del crepuscolo, Il dito..), brani di lettere a Ginsberg e pagine scritte nel tentativo registrare le proprie esperienze a Tangeri (Zona Internazionale).


JUNKIE
L'edizione Ace  del 1953 fu pubblicato in un doppio volume, con una postfazione di Maurice Helbrant,  un agent della Narcotici incluso sul retro.
Nel 1957 una edizione Digit nel Regno Unito fu ritirata poco dopo la pubblicazione, e tutte le copie rimanenti furono mandate al macero.
Nel 1977 estrapolazioni dalla precedente edizione furono tagliate, e il titolo cambiato da Junkie a Junky. Furono aggiunti  nuovi materiali, e un introduzione di Allen Ginsberg.
Nel 2003 una "Definitive Edition" fu ricreata con il testo originale e un nuovo capitolo, insieme a materiale precedentemente perso.
 

Junkie US Ace 1953 front


Junkie UK_Digit 1957 back


Junkie_Spain_1976
Junky_Israel_2001

Junky_Brazil_2005
Junkie UK NEL 1969




Junkie US Ace 1953 back
Junky_Russia_1977


Junky_Japan_2003
Junky_Romania_2005


09/12/16

Chi sono loro? “Totalitarismo fuzzy e ur-fascismo di U. Eco

SEMPRE ATTUALE, Il Fascismo Eterno o come riconoscere i fascismi.
“Totalitarismo fuzzy e ur-fascismo” fu scritto come  articolo da Umberto Eco nel 1995  e solo in seguito fu denominato L'Ur-Fascismo. In esso lo scrittore si chiede chi sono loro, chi sono i fascisti?
Eco era convinto che  dietro un regime e la sua ideologia c’è sempre un modo di pensare e di sentire, una serie di abitudini culturali, una nebulosa di istinti oscuri e di insondabili pulsioni.

Il fascismo fu certamente una dittatura, anche se non compiutamente totalitario, non tanto per la sua mitezza, quanto per la debolezza filosofica della sua ideologia. Al contrario di ciò che si pensa comunemente, il fascismo italiano non aveva una sua filosofia.  Mussolini non aveva nessuna filosofia: aveva solo una retorica. Cominciò come ateo militante, per poi firmare il concordato con la Chiesa e simpatizzare coi vescovi che benedivano i gagliardetti fascisti.

Oggi c’è dunque ancora un altro fantasma che si aggira per l’Europa.


Da "Cinque scritti morali", Bompiani (1997)

1) La prima caratteristica di un Ur-Fascismo e' il culto della tradizione.
Il tradizionalismo e' piu' vecchio del fascismo. Non fu solo tipico del pensiero controrivoluzionario cattolico dopo la Rivoluzione Francese, ma nacque nella tarda eta' ellenistica come una reazione al razionalismo greco classico.
Nel bacino del Mediterraneo, i popoli di religioni diverse (tutte accettate con indulgenza dal Pantheon romano) cominciarono a sognare una rivelazione ricevuta all'alba della storia umana. Questa rivelazione era rimasta a lungo nascosta sotto il velo di lingue ormai dimenticate. Era affidata ai geroglifici egiziani, alle rune dei celti, ai testi sacri, ancora sconosciuti, delle religioni asiatiche. Questa nuova cultura doveva essere sincretistica. "Sincretismo" non e' solo, come indicano i dizionari, la combinazione di forme diverse di credenze o pratiche. Una simile combinazione deve tollerare le contraddizioni. Tutti i messaggi originali contengono un germe di saggezza e quando sembrano dire cose diverse o incompatibili e' solo perche' tutti alludono, allegoricamente, a qualche verita' primitiva. Come conseguenza, non ci puo' essere avanzamento del sapere. La verita' e' stata gia' annunciata una volta per tutte, e noi possiamo solo continuare a interpretare il suo oscuro messaggio. E sufficiente guardare il sillabo di ogni movimento fascista per trovare i principali pensatori tradizionalisti. La gnosi nazista si nutriva di elementi tradizionalisti, sincretistici, occulti.

La piu' importante fonte teoretica della nuova destra italiana, Julius Evola, mescolava il Graal con i Protocolli dei Savi di Sion, l'alchimia con il Sacro Romano Impero. Il fatto stesso che per mostrare la sua apertura mentale una parte della destra italiana abbia recentemente ampliato il suo sillabo mettendo insieme De Maistre, Guenon e Gramsci e' una prova lampante di sincretismo. Se curiosate tra gli scaffali che nelle librerie americane portano l'indicazione "New Age", troverete persino Sant'Agostino, il quale, per quanto ne sappia, non era fascista. Ma il fatto stesso di mettere insieme Sant'Agostino e Stonehenge, questo e' un sintomo di Ur-Fascismo.

06/12/16

Madness: We are London

Nella lunga estate calda del `76, il Punk esplose sulla scena musicale con rabbia, vomitando veleno e calpestando la reputazione di molte rock star dell'epoca. Ma mentre i Sex Pistols registravano il loro primo demo, tre ragazzi di Camden Town si divertivano a suonare cover dei loro idoli, pezzi di Fats Domino, dei Coasters e altri. Mike Barson, Chris Foreman e Lee Thompson erano vecchi compagni di scuola che avevano trascorso gran parte del loro tempo libero a colorare di graffiti ogni mattone lasciato incustodito e treni merci. Mike aveva abbandonato la Hornsey Art College e suonava il pianoforte per sedare la noia, mentre il fratello Danny era il cantante dei Bazooka Joe. Lee Thompson aveva una dubbia reputazione, ed era inseguito da una serie di comparizioni in tribunale.
 "E' stato un privilegio e una fortuna aver incontrato Chris e Mike, voglio dire prima di incontrarli, andavo in giro con un tizio, Bobby e ci siamo messi in qualche guaio piuttosto serio", spiega Lee, che iniziò ad imbracciare il Sax.
Chrissy Boy Foreman aveva comprato la sua prima chitarra per 20 sterline, ricevute da un rimborso fiscale e si era unito ai ragazzi iniziando a provare nella camera da letto di Mike. Fu all'Aldenham Boys Club che il trio ebbe il primo contatto con i due futuri membri, Graham 'Suggs' McPherson, ingaggiato ai microfoni dopo una audizioni malfamata e una versione di "See You Later Alligator", e Carl 'Chas Smash' Smyth, reclutato prima come bassista ma diventato poi MC e trombettista del gruppo, saltando e ballando sul palco, e causando generalmente il caos. La band aveva adottato il nome degli Invasori.
Daniel 'Woody' Woodgate aveva visto la band al concerto di William Ellis e sapendo che cercavano un batterista, chiese il posto a Mike Barson che lo ingaggiò. Mark 'Bedders' Bedford fu reclutato al basso da Mike Barson nel furgone che il gruppo usava per gli spostamenti.

Mike"Mounsier"Barson: A Northen London c'era un'altra band che si faceva chiamare Invasors, quindi abbiamo dovuto cambiare il nome. Un giorno a una prova, il nostro chitarrista Chris Foreman ha detto: "Che ne dite di..Madness?" Nah. Fa schifo." Invece, tutti pensarono che fosse un nome divertente. Se non avesse parlato, saremmo diventati una band seria!.

Il nome gli era venuto in mente perché gli piaceva il classico del 1963 di Prince Buster, Madness, che la band aveva inserito in scaletta nei loro primi concerti. Col tempo la musica aveva preso una direzione diversa, evoluta in una miscela più sottile di Ska, mescolato con il cosiddetto Nutty Sound, concetto sviluppato da Lee Thompson, una miscela di pop e atteggiamenti da circo che i ragazzi avevano adottato sotto l'influenza di Kilburn & The Highroads, la vecchia band di Ian Dury, (grande amico e sostenitore dei Madness). 
Il Dublin Castle, il pub di Camden che tante volte siamo andati a visitare era la base dei Madness, il posto in cui quasi tutte le sere suonavano con esilaranti esibizioni.

Le cose iniziarono a cambiare quando Lee, Suggs e Carl videro gli Specials di Gerry Dammers suonare dal vivo. Erano come loro, ma turbocompressi. La miscela di Ska Punk degli Specials, che avevano da poco pubblicato "Gangsters", basata soprattutto su un altro singolo di successo di Prince Busters del 1964, "Al Capone",(il lato B conteneva la versione originale di "One Step Beyond") non era poi così distante dal loro sound. Dopo il concerto, Jerry Dammers, che suonava le tastiere e frontman della band, gli parlò della sua nuova etichetta, la 2 Tone, che secondo lui sarebbe diventata la nuova Motown. I Madness incisero The Prince per la nuova label, pensando che fosse l'unica cosa che avrebbero registrato. Il brano uscì il 10 agosto 1979 e arrivò al n° 16 delle chart inglesi e improvvisamente tutti erano entusiasti dei Madness. L'invasione 2 Tone era cominciata.
Anche le grandi etichette iniziarono a rincorrere i Madness.
One Step Beyond fu registrato in 10 giorni per la Stiff Records, e fu un idea di Suggs di inserire la cover di One Step Beyond nel disco. Era uno dei vecchi dischi di Prince Buster che giravano nel jukebox del Pub. Chas Smash, arrivò con l'intro: “Hey you, don’t watch that, watch this. This is the heavy, heavy monster sound …”"
Fu ispirato dagli shouty, gli intro "dei dischi giamaicani come “I am the magnificent”.
La band era composta da tanti musicisti, ed era difficile ottenere una buona fotografia per la copertina dell'album, così fecero la Duck Walk, la camminata dell'anatra, già sperimentata dai Kilburn and the High Road. La loro Duck Walk sulla copertina di One Step Byond è diventata un icona per tutto il movimento " Tone e non solo.

Anche se i Madness vengono spesso identificati con il movimento 2 Tone e lo Ska in generale, sono molto di più. Hanno fatto cantare e ballare milioni di ragazzi in tutto il mondo, il loro seguito è ancora molto forte e sono considerati una band.. leggendaria. Nella loro carriera ci sono stati momenti difficili e altri esilaranti, molti gli scioglimenti e le reunion e i problemi personali dei vari componenti. In definitiva una delle band che più abbiamo amato e che amiamo e una dei migliori set live che il rock ricordi.


At MadStock
Disponibile in un unico pacchetto completo, su Salvo Sound & Vision, Madness at 'Madstock' presenta il film del concerto originale tenutosi nel '92  su DVD e la relativa colonna sonora  su CD con quattro tracce di bonus rari, uno dei quali (Razor blade Alley) mai pubblicata su CD.

Quando un piano per una reunion dei Madness fu approntato sei anni dopo lo scioglimento del gruppo nel 1986, nessuno avrebbe potuto prevedere ciò che sarebbe accaduto o come sarebbe stato accolto. L'evento si tenne nel fine settimana in un parco a nord di Londra, nell'estate del '92, mentre si era  in piena scena Madchester, e con l'esplosione dell'Acid House e del Grunge negli Stati Uniti.
Segnò la prima apparizione pubblica di tutti e sette i "ragazzi" nutty, fu una reunion giubilante: 72.000 fan scatenati si riunirono per due concerti stracolmi al Finsbury Park, scatenando tanto rumore da far registrare una scossa di 4,5 sulla scala Richter. Pose definitivamente i Madness nel canone delle grandi band inglesi.

Il video cattura l'atmosfera di quella incredibile festa d'estate in tutta la sua gloria, dipinge un ritratto vivido di quel fine settimana magico, e nella confezione sono incluse fotografie inedite e note di copertina, oltre che interviste con Chas Smash, Woody, Chrissy Boy e Mike Barson.

Tale fu il successo di 'Madstock', che sarebbe diventato un evento biennale che si tenne ancora  nel 1994, 1996 e nel 1998. Un quinto concerto 'Madstock' fu organizzato nel 2009 per celebrare il 30esimo anniversario della band.

Hey you, don’t watch that, watch this...!!

Madness - At MadStock



Setlist: 
1]One Step Beyond
2]Embarrassment
3]The Prince
4]Driving In My Car
5]The Sun And The Rain
6]My Girl
7]House Of Fun
8]Shut Up
9]Wings Of A Dove
10]Tomorrow's Just Another Day
11]One Better Day
12]Baggy Trousers
13]It Must Be Love
14]Bed And Breakfast Man
15]Our House
16]Madness
17]Swan Lake
18]Nightboat To Cairo