17/07/18

Jewel




Propaganda

Album: A Secret Wish

Data di uscita: 1985


1-2-3-4!!

Eye to eye stand winners and losers
hurt by envy, cut by greed
face to face with their own disillusion
the scars of old romances still on their cheeks
and when blow by blow the passion dies sweet little death
just have been lies the memories of gone by time
would still recall the lie

the first cut won't hurt at all
the second only makes you wonder
the third will have you on your knees
you start bleeding I start screaming

it's too late the decision is made by fate
time to prove what forever should last
whose feelings are so true as to stand the test
whose demands are so strong as to parry all attempts
and when blow by blow the passion dies sweet little death
just have been lies the memories of gone by time
would still recall the lie

the first cut won't hurt at all
the second only makes you wonder
the third will have you on your knees
you start screaming I start bleeding

the first cut
the second cut
the third cut

Ah!

the first cut won't hurt at all
the second only makes you wonder
the third will have you on your knees
you start bleeding, I start screaming
the first cut won't hurt at all
the second only makes you wonder
the third will have you on your knees
you start bleeding, I start screamiiiiaaaaaaaaaaaaa !!!!!!!!!!!!!



 

12/07/18

Tre serie Tv da non perdere




RESIDUE
Mi sono imbattuto in Residue per caso, scorrendo Netflix in cerca di qualcosa di nuovo che valesse la pena per un binge-watching pre estivo. Non ne avevo mai sentito parlare ma mi è sembrato subito intrigante, tanto che sono andato a leggermi la storia della produzione: Residue è stato inizialmente girato come un film, un’uscita lampo nelle sale britanniche, ma viene subito rieditato in uno show televisivo di tre episodi, intesi però come "un pilot esteso" per una stagione a venire di 10 episodi, a seconda di quanto share il pilot avrebbe fatto.

Un thriller britannico soprannaturale / horror / cospirazionista con una protagonista femminile e ci sono troppe cose che amo in questa descrizione per non indagare. Ultimo dell'anno in una Londra "futuristica", Natalia Tena e Iwan Rheon, (Osha e Ramsay Bolton di Games of Throne..) celebrano il Capodanno insieme nel loro appartamento. Giù in città il nightclub Nightshade esplode, e un mese dopo viene eretta una zona di quarantena: sotto il club erano stipate residui di armi batteriologiche, quindi il governo cerca di contenere possibili contaminazioni.

Una storia complessa dall’andamento lento, in un’irriconoscibile Londra, cupa e sull’orlo del baratro. Un grading di colori molto spinto, che dona un look distopico e senza speranza, un senso strisciante di paranoia: scene oscurate dal fumo, luci al neon; inquadratura sbilanciata; linee etiche sfocate; crimine e violenza. Il talentuoso giovane regista televisivo Alex Garcia Lopez, noto per aver diretto alcuni episodi di Misfits e Utopia cita il primo Blade Runner, Kubrick e il suo Eyes Wide Shut, Blow Up di Antonioni, racconti lovecraftiani e copre tutto con una colonna sonora da brivido. Ultime notizie, seconda stagione già approvata da Netflix


TERROR
Prodotta da Ridley Scott, tratta dall’omonimo romanzo di Dan Simmons (uscito in Italia nel 2007 con il titolo La scomparsa dell’Erebus) e liberamente basata su eventi reali, anche se la narrazione è tutto fuorché una ricostruzione veritiera degli eventi. Alla metà del 1800, due navi inglesi intrapresero un ambizioso viaggio nell'Artico per aprire il Passaggio a Nord-Ovest, ma scomparvero tra i ghiacci e non tornarono mai più in patria. Solo in tempi recenti, la Herebus nel 2014 e la Terror nel 2016, sono stati ritrovati i relitti da una spedizione del National Geographic, in posizione verticale a 12 metri di profondità e in buono stato di conservazione: il recupero dei resti di alcuni marinai ha raccontato una storia spaventosa fatta di malattie, disperazione e forse anche cannibalismo. Ma esattamente quello che è successo rimane un mistero e nel suo romanzo del 2007, Dan Simmons ha creato un resoconto romanzato di ciò che accadde agli uomini delle due navi.
Mi sono buttato in questa serie a capofitto, in quella che all'inizio sembra una scommessa eccessiva per un pubblico televisivo.
Dopo i titoli di coda, già nei primi 15 minuti veniamo assaliti da un presagio senso di terrore, tensione claustrofobica, il pervasivo senso di isolamento, una forza misteriosa che suggerisce che un destino ancora più oscuro potrebbe essere in agguato e il vasto paesaggio ghiacciato che circonda l'equipaggio diventa un posto davvero terrificante.
Colpi di scena improvvisi e mai preannunciati, flashback che rimandano agli avvenimenti sulla terra ferma, l’atmosfera ansiogena, con i due equipaggi, guidati da Sir John Franklin (un grande Ciarán Hinds) e dal capitano Francis Crozier (Jared Harris, il cattivissimo di Outlander) stremati da freddo, fame, e malattie in un ambiente ostile, che non sanno mai quale sarà la minaccia e da dove arriverà.
Girato a Budapest, mi sono unito completamente a questi uomini nel loro viaggio e nella loro psiche, in quella tragedia che vede l’uomo spingersi troppo oltre le proprie possibilità e su come le condizioni estreme facciano emergere sia le sue migliori qualità che i suoi peggiori istinti.

“Chi lotta con i mostri deve guardarsi dal non diventare, così facendo, un mostro. E se tu scruterai a lungo in un abisso, anche l’abisso scruterà dentro di te”.
F. Nietzsche
 

UTOPIA
Una potenza visiva impressionante: britannica sagacità grottesca, ma che trasmette un’ansia rara, la capacità di virare verso lo psichedelico, per un tocco vintage senza ricorrere ai soliti effettacci imbarazzanti. Un thriller avvincente e stravagante, con ricatti, politica globale, assassinii, follia, genetica, esperimenti, e il futuro dell'umanità in gioco.Un mistero contemporaneo elegante, intelligente e violento, splendidamente girato e segnato: un gruppo di fanatici di Internet si ritrovano in possesso di un manoscritto, un romanzo di culto chiamato Utopia, graphic novel scritto da uno scienziato impazzito e poi scomparso, che si dice abbia predetto i peggiori disastri del secolo scorso. "The Network", è una misteriosa organizzazione governativa che non si ferma davanti a niente pur di trovarlo e nasconderlo al mondo. Gli intricati filoni della serie che all'inizio sembrano difficili e quasi impossibili da spiegare ci svelano alla fine una soluzione al problema della sovrappopolazione mondiale, seria minaccia per futuro del genere umano. Dialoghi superbi, temi importanti come la lotta dell'uomo per la conoscenza, la natura segreta dei governi che si muovono nell'oscurità in nome di (un presunto) nostro bene superiore, l'amore può anche portare alla luce alcuni dei nostri lati peggiori, fanno di Utopia una delle migliori serie televisive che la tv abbia visto da molto tempo. Da recuperare in ogni modo possibile (inedita in Italia) e assolutamente da guardare, anche se è ormai datata 2013 e non ha entusiasmato il mondo, ma ha raccolto abbastanza spettatori da giustificare una seconda serie.

 
 
 

09/07/18

"Big" Joe Jackson: The Best

Nell’arco di un anno e di due albums Joe Jackson diventò uno degli inglesi più promettenti delle ultime generazioni. Londinese, sempre innamorato follemente della sua città: Look Sharp e I’m the Manle sue prime produzioni, ebbero un enorme successo.


segui il link
I'm the Man: Joe Jackson, un uomo in vista











04/07/18

Uno strumento mistico, magico: i nostri migliori bassisti

"Il tappeto ritmico", "un groove solido", "quel particolare feeling" sono alcune delle definizioni del ruolo ritmico del basso. Strumento sottovalutato all'interno del gruppo, soprattutto da un certo tipo di pubblico, che spesso non lo distingue neanche dalla chitarra, il bassista è sempre stato il ruolo più laterale e oscuro, nella vivace e sovversiva immagine delle rock band, salvo rare eccezioni. Ma sottovalutati, defilati, eccentrici, stralunati, o semplicemente pazzi, i bassisti rappresentano da sempre il motore della formazione rock. Dal primo assolo di John Entwistle alle impennate funk metal di Les Claypool, il basso è stato il fulcro di un’evoluzione continua e sperimentazione. E con l'avvento di nuove sonorità, il basso è ritornato al centro della scena: reggae e dub devono tutto al suono pulsante del basso. Ora, questa playlist, questa lista come tutte quelle presenti su Interzone non vuole assolutamente classificare il meglio, i bassisti più bravi tecnicamente della storia, ma semplicemente rispecchia i gusti di chi la compila. Lungi quindi da raba da professori, questi sono i bassisti più amati da questo blog.


Carol Kaye
Carol Kaye deve comparire in qualsiasi lista in cui si parla di bassisti. Sarà anche un nome sconosciuto ai più, ma non a chi si occupa professionalmente di musica, ai bassisti provetti che conosceranno le sue eleganti linee di basso come il palmo della mano, o semplicemente a chi ha provato a prendere lo strumento in mano anche solo per strimpellarlo. (nella foto..ndr) . Con Simon e Garfunkel, su I'm Beliver e altro dei Monkees e richiestissima come musicista di studio dell'epoca.

 James Jamerson
Anche se pochi, tra il grande pubblico che compra e ascolta i dischi, ha mai sentito il nome di Jamerson, chiedete a qualsiasi buon bassista delle loro influenze e sicuramente il leggendario James Jamerson sarà vicino alla parte superiore della lista, con il suo lavoro che includeva le linee di basso di classici come 'Is not No Mountain High Enough', 'What's Going On', 'I Heard It Through The Grapevine', Papa Was A Rolling Stone, "Dancing in the Street".. James Jammerson ha creato alcune delle migliori linee di basso dello stile motown , un talento del basso stupefacente. Nella Rock and Roll Hall of Fame, come sideman, dal 2000.

Chris Squire
Veniamo a noi. Con Chris Squire ho personalmente scoperto il basso. Co-fondatore degli Yes, il mio gruppo prog dell'adolescenza, Squire è sempre stata la figura più sottovalutato della leggendaria band prog-rock, ed è impossibile immaginare il sound della band senza il suono e il tono penetrante del basso Rickenbacker di Squire e senza le sue armonie vocali gutturali. Uno dei primi negli anni Settanta ad utilizzare i MOOG Taurus Bass Pedals. Prendete Roundabout, il basso di Chris è il cuore e l'anima della canzone, senza dubbio l'opera più iconica con Heart of the Sunrise": virtuosismo e melodia, perfezione... Auguri a Chris, per la dura battaglia contro la malattia che lo ha colpito.




John Paul Jones
All' ombra di Page, degli impianti mastodontici e anche di Bonham, ma una parte grande dei Zeppelin. Sempre in movimento, un bassista che non ha bisogno di presentazioni. I riff di basso di Jones scatenano la chitarra di Page creando una chimica unica, e nonostante miliardi di tentativi, inimitabile.

Jean-Jacques Burnel
Il Barracuda del basso, come è soprannominato. Un bassista raro, che ha creato un tono, uno stile e una filosofia di vita. Co-fondatore degli Stranglers anche Flea dei Red Hot C. P. si è aggiunto alla lista di grandi musicisti che considerano J.J. il bassista migliore del mondo. Nato nel 1952, ha iniziato la sua carriera come chitarrista classico prima di passare al basso, appena in tempo per la formazione degli Stranglers nel 1974. Da allora è stato una presenza costante nella band, troppo abile musicalmente per sedersi comodamente e seguire l'ondata punk della fine degli anni '70. Lungo la strada JJ hapubblicato anche due album da solista, nel 1979 e nel 1988, uno in collaborazione con Dave Greenfield, nel 1983, ha prodotto un sacco di nuove band e ha acquisito una destrezza temibile come cintura di arti marziali.Un uomo impegnato, a dir poco.Quel tono di basso distorto, unico, gli venne per necessità, ricorda JJ., perchè quando iniziarono, suonava sempre con amplificatori vecchi e malconci. Per anni un bassista Fender, commutato poi su un Shuker..




Dennis Bowell
In assoluto uno dei miei preferiti. Pionere protagonista del dub, e dello sviluppo di questa scena musicale in Inghilterra, un genio musicale completo e multiforme: apprezzato multistrumentista, dubmaster e ingegnere del suono, produttore, il basso è il suo strumento, con cui da anni accompagna in studio e nei live Linton K. Johnson. Nato a Barbados nel 1953,costruì la sua formidabile reputazione come musicista, produttore e tecnico del suono, collaborando con grandi artisti, tra cui U Roy, Steel Pulse e Errol Dunkley e Johnny Clarke. Negli anni 80 Bovell ha prodotto e collaborato con svariati gruppi anche New Wave, come The Slits, Calice, The Thompson Twins e Bananarama. Ha rimixato album per il grande Marvin Gaye, nonché per Wet Wet Wet e The Boomtown Rats. Altri grandi artisti che Bovell ha prodotto e con cui ha collaborato includono Alpha Blondy, Ryuichi Sakamoto, Edwin Collins dei Dexy Midnight Runners, e Pablo Moses. In Italia ha collaborato con i 99 Posse. Fondatore di svariate altre band, General Roots al momento è la band in cui milita. Ascoltare, vi prego, Dub of Ages, 10 brani con il suo basso sempre in primo piano, come il miglior dub insegna.

Gail Ann Dorsey
Lo conosciuta perchè bassista di Bowie, dal 1995, anche se la sua carriera eclettica di bassista, cantante, e top session abbraccia due decenni. Musicalmente figlia della scena di Londra, ha dimostrato le sue capacità attraverso collaborazioni con Boy George, Gang of Four, Donny Osmond, Bryan Ferry, Tears For Fears, The Indigo Girls, Gwen Stefani, Lenny Kravitz e molti altri. Dorsey è a lungo stata considerata come uno dei migliori bassisti e all'interno della scena rock alternativa di Londra. Fantastica nel Outside Tour di Bowie dl '95, con il suo stile che si estende in senso ampio e include rock, funk, e influenze pop. Nata e cresciuta a Philadelphia, una città con la reputazione di partorire bassisti funky. Ricca di soul e R & B, alcune delle sue linee di basso più notevoli sono derivati ​​dalla scala minore pentatonica, grazie soprattutto alla solidità ritmica e il rapporto funky della radice. Firma anche il A Reality Tour: Gail è diventata un pilastro nella band di Bowie, ha un approccio dignitoso per la riproduzione del brano dal vivo, rimanendo fedele alla linea di basso registrato e brilla tremendamente come vocalist, condividendo i compiti con David. Stile impeccabile, la grazia, e il groove. Love...




Mick Karn
Quanto ci manca, Mick. Scomparso prematuramente nel gennaio 2011, è stato nei Japan con David Sylvian, Dali's Car con Peter Murphy dei Bauhaus, ha collaborato con innumerevoli musicisti e artisti e ha pubblicato album da solista. Il basso di Mick è inconfondibile, lo si riconosce dalla prima nota, anche se non ha mai imparato a leggere la musica: Mick suonava sempre ad orecchio. Creatività e virtuosismo erano dati dalla sua filosofia: a lui, sembrava che i bassisti fossero sempre relegati in fondo, nascosti da qualche parte, lui invece era intenzionato a "farsi sentire". Mick aveva preferito non ascoltare e imitare altri musicisti, ma piuttosto avvicinarsi al basso da zero,come fosse un nuovo strumento, sfruttando solo ciò che aveva imparato nelle esperienze precedenti con il violino e il fagotto. La maggior parte dei bassisti New Romantic si sono ispirati a Mick. Una terribile tristezza mi assale..




Tina Weymouth
Sicuramente il basso di Tina Weymouth è stata la forza trainante della band di David Byrne, e non dobbiamo dimenticare il suo lavoro con i Tom Tom Club. Il bass-line in 'Genius Of Love', Found a Job, sono autentiche composizioni: potrei ascoltare solo il basso, escludendo tutti gli altri strumenti, e sarebbe un bel divertimento! Si dice che dietro i Gorillaz ci siano lei e il marito ex testa parlante C. Frantz.




Peter Hook
Un personaggio enorme, l'ex Joy Division e New Order Hooky. Come Tina, ascoltare il suo basso è un esperienza a se stante, tanto che ha caratterizzato il suono delle band in cui ha militato molto più che gli strumenti tradizionali del rock, come la chitarra elettrica. Al contrario di Mick karn, Peter scelse il basso perchè gli avevano detto che era più facile da suonare e perchè gli avrebbe permesso di stare in seconda fila. ma le cose sono poi andate diversamente..



Jah Wobble
Jah Wobble recentemente descritto il basso come una "cosa mistica, magica", che ha il "potere dell'universo". Ha itrodotto, letteralmente inventato il basso nel punk.
Bassista dei Public Image Ltd, il suo stile low-end - una fusione di disco e funk - divenne uno dei principali elementi del suono dei PiL. Come disse Lydon una volta,: "Nessuno ascoltava il basso nella musica rock prima dei Pil ...". Appassionato di reggae e dub, prima che diventasse moda, Jah Wobble iniziò a sperimentare con la musica orientale e globale, esercitando un'influenza determinante nell'accostare dub e musica ambient. Ha collaborato con artisti del calibro di Holger Czukay e Jaki Liebezeit (Can), Bill Laswell, Primal Scream, Massive Attack e Bjork; tra molti altri ... Ha pubblicato sempre dischi altamente suggestivi, che fanno di Wobble uno dei massimi sperimentatori europei.



Aston Barrett
I Wailers non sarebbero stati il gruppo reggae per antonomasia senza il basso di Aston Barrett. Ha segnato il solco di Bob Marley - e il suo delizioso lavoro di basso dub per i Wailers è cruciale per il brillante calore che la musica reggae emana. Bisogna solo ascoltarlo, soprattutto dal vivo.


Bruce Foxton
Superstar nei Jam di P. Weller, dall'inventiva vibrante, le sue linee di basso sono state il fondamento di molte delle canzoni della band, da "Down in the Tube", "Station at Midnight", "The Eton Rifles", "Going Underground" a "Town Called Malice". Dopo i Jam, ha perseguito una breve carriera solista di discreto successo, pubblicando un album, Touch Sensitive nel 1984, e in seguito con gli Stiff Little Fingers.





Klaus Flouride
Geoffrey Lyall, meglio conosciuto come Klaus Flouride è il leggendario bassista dei Dead Kennedys, una band a cui Interzone ha dedicato molto. Klaus è anche produttore e ha lavorato con The Hi-Fives, The Manglers, Ape, The Legendary Stardust Cowboy, suo gruppo attuale, Angst, The Dicks, Whipping Boy, Bad Posture. Nonostante Jello Biafra abbia sempre firmato da solo i brani dei Kennedys, Flouride ha sempre sostenuto invece che il processo di songwriting è stato uno sforzo collaborativo,e che tutti i membri della band hanno dato il loro contributo. Questo ha scatenato una lunga e dolorosa battaglia legale, che si concluse nel 2000 a favore di Klaus, East Bay Ray e DH Piligro. Di questo parleremo in un post a parte. Comunque non un virtuoso, ma suonare il basso a quelle velocità presuppone avere ben altre attitudini..



John Entwistle
Il 27 giugno 2002 scompare forse il più grande bassista di tutti i tempi, di sicuro, il nostro preferito. All'Hard Rock Hotel, 4455 Paradise Road, Las Vegas, in Nevada, scompare John Entwistle, bassista e co-fondatore degli Who, dopo una notte di festeggiamenti, prima dell'inizio di un nuovo tour americano. John aveva problemi di cuore già da tempo.
Talento naturale , spina dorsale di molte delle registrazioni più memorabili degli Who e soprannominato' The Ox perchè a differenza dei suoi colleghi restava praticamente immobile sul palco, osservando - e sostenendo gli stili sconsiderate di Pete Townshed e di Keith Moon e l'approccio up-front di Roger Daltrey. In My Generation il suo incredibile assolo di basso fu il primo
del suo genere su un disco rock.





DEREK FORBES
"FU UN GRANDE ERRORE METTERLO FUORI DALLA BAND.."

Questa l'ammissione e una grande verità di Jim Kerr, vocalist e leader dei Simple Minds, di cui Forbes fu uno dei fondatori e bassista. Proprio il suo sound fu una nota caratteristica della band, andata persa dopo la sua fuoriuscita: prima dell'esibizione al Live Aid (1985) e dell'uscita di Once Upon a Time. Forbes ha affermato di aver scritto il 60% dell'album, rimanendo tuttavia non accreditato. Nonostante questo (e pensando forse che gli sarebbe stato chiesto di rientrare nella band), non intraprese mai nessuna azione legale. Dopo i Simple Minds Forbes continuò a suonare in innumerevoli altre band, tra cui i Propaganda (Germania) e Oblivion Dust (Giappone). Spear of Destiny, 10:51 e con gli Allarm. Ha collaborato e suonato con David Bowie, nell'album di Iggy Pop "Soldier", ed è stato il bassista nei live di Peter Gabriel.

Suono potente ed originale, unico, che ha influenzato molto tutto il movimento post-punk, fu eletto miglior bassista al mondo nel 1982 in un sondaggio musicale in Australia, e miglior bassista nel Regno Unito nello stesso periodo. Forbes è molto rispettato da colleghi e musicisti, tra cui Adam Clayton, Peter Hook, Nicky Wire, Tony Butler, Pino Palladino, JJ Burnell, Bruce Foxton, John Giblin e Malcolm Foster.
Nel 2009, Forbes è stato eletto "il più grande bassista scozzese di sempre" e la sua vita e il suo lavoro sono oggetto di una biografia in stampa e di un film in preparazione dello scrittore / regista Ethan Dettenmaier.
Forbes si è unito ai Big Country negli ultimi anni della loro carrira., 





 

28/06/18

Concert For The People Of Kampuchea

 Hammersmith Odeon di Londra, Regno Unito  26 / 29 dicembre 1979





Furono il ​​segretario generale dell' O.N.U. dell'epoca, l'ex nazista Kurt Waldheim e Paul McCartney a mettere insieme questi quattro concerti a Londra nel dicembre 1979 per aiutare la popolazione della Kampuchea (ex Cambogia) e  a favore delle vittime di guerra del paese asiatico. Presumibilmente, l'uscita del disco fu poi ritardata a causa della difficoltà di ordinare i nastri, mixarli e quindi negoziare le rinunce sui diritti con le molte etichette discografiche coinvolte, ma questo doppio LP meritava di essere pubblicato. Tra i punti salienti: un lato completo dei Who, aperto dalla straordinaria Baba O'Riley, il grande assolo al sax di Davey Payne su Hit Me with Your Rhythm Stick di Ian Dury; la voce di Chrissie Hynde che accende i Pretenders, su Precious; Robert Plant dei Led Zeppelin sul classico rock Little Sister, supportato dall'efficiente band Rockpile; i Queen, con Freddy Mercury impegnato in una deliziosa call-and-response con la folla su Now I'm Here, più hard che mai. I Clash con il reggae rivoluzionario di Armagideon Time, e gli Specials, che contribuiscono con una super Monkey Man. Elvis Costello & the Attractions brillano con The Imposter. Da riscoprire, senz'altro.

TRACKLIST:

"Little Sister"
"Baba O'Riley"
"Sister Disco"
"Behind Blue Eyes"
"See Me, Feel Me"
"The Wait"
"Precious"
"Tattooed Love Boys"
"The Imposter"
"Crawling from the Wreckage"
"Now I'm Here"
"Amagideon Time"
"Hit Me With Your Rhythm Stick"
"Monkey Man"
"Got to Get You into My Life"
"Every Night"
"Coming Up"
"Lucille"
"Let It Be"
"Rockestra Theme"



 

05/05/18

My Best U2 Playlist




42 brani per tre ore di musica. Esclusi gli ultimi album, non proprio brutti, ma.. inutili per chi come me è stato un fan dagli inizi, da quando eravamo "idealisti e arrabbiati, con la voglia di venire alle mani con tutto il mondo". Un concorso per band emergenti a  Limerick, in Irlanda, Paul Mc Guinness che diventa il loro manager, fino ad arrivare ad essere considerata la più grande band di Rock'n'Roll del pianeta. Il concerto a Red Rock, all'Amphitheatre di Morrison, nelle vicinanze di Denver, in Colorado,  trasmesso dalla Rai nell' 84 li fa eplodere anche in Italia. Buon ascolto, allora, convinto che questa playlist risveglierà molti ricordi e servirà magari a farli apprezzare a chi ancora non dovesse conoscerli.







24/04/18

Final Damnation (The Damned Live in London '88)

 Registrato al Town & Country Club di Londra il 13 giugno 1988. Originariamente pubblicato nell'agosto 1989 da Essential, e in seguito è stato ripubblicato in DVD




"See Her Tonite"
"Neat Neat Neat"
"Born to Kill"
"I Fall"
"Fan Club"
"Fish"
"Help!"
"New Rose"
"I Feel Alright"
"I Just Can't Be Happy Today"
"Wait For The Blackout"
"Melody Lee"
"Noise Noise Noise"
"Love Song"
"Smash It Up" (Parts 1 & 2)
"Looking At You"
"The Last Time"

EVIL SPIRITS download


 


23/04/18

World press photo 2018

Goran Tomasevic Mosul
La giuria del World press photo (Wpp) ha annunciato i vincitori della 61ª edizione del più importante premio fotogiornalistico al mondo. I vincitori sono stati premiati ad Amsterdam il 12 aprile.
Quest’anno la giuria è stata presieduta da Magdalena Herrera, responsabile della sezione fotografica della rivista Geo in Francia. I giurati hanno esaminato 73.044 foto, scattate da 4.548 fotografi provenienti da 125 paesi.

Il vincitore della foto dell’anno è Ronaldo Schemidt con un’immagine scattata durante le proteste contro il governo in Venezuela – la foto ha vinto anche il primo premio della categoria spot news.

“È un’immagine classica, ma ha un’energia immediata ed è dinamica. C’è colore, movimento, è molto ben composta, ha forza. Mi ha dato subito molte emozioni”, ha spiegato Herrera.

Gli altri finalisti per la foto dell’anno erano: Patrick Brown, con un’immagine sulla crisi dei profughi rohingya; Adam Ferguson, che ha ritratto alcune ragazze rapite da Boko haram in Nigeria; Toby Melville, che ha fotografato le vittime dell’attentato di Londra; e Ivor Prickett con due foto scattate a Mosul, in Iraq.

Jesco Denzel ha vinto nella categoria contemporary issue, foto singola. L’immagine è stata scattata a Makoko, un antico villaggio di pescatori nella periferia di Lagos, in Nigeria, dove gli abitanti rischiano lo sfratto a causa dei progetti di riqualificazione del governo.

Le immagini vincitrici faranno parte di una mostra itinerante che sarà esposta in 45 paesi. A Roma comincerà il 27 aprile al Palazzo delle esposizioni.
 
 
 
 Nigeria Boko Haram Adam Ferguson

Kenya Ami Vitale

Los Angeles

 Ivor Prickett Mosul

Jesco Denzel  Lagos Nigeria

Kadir van Lohuizen  Noor

Kid Jockeys Sumbawa Indonesia

Neil Aldrige Botswana (in attesa di rilascio)

Oliver Scarff Ashbourne Gb

Patrick Brown Panos Rohingya
 
 
 

21/04/18

Troppo dolore in Israele. Nathalie Portman fa la cosa giusta

Quanto sta accadendo in Israele è troppo doloroso.
 
<<"I recenti avvenimenti in Israele sono stati estremamente dolorosi per lei e non si sente a proprio agio nel partecipare ad alcun evento pubblico in Israele" e che "non può in buona coscienza andare avanti con la cerimonia">>.
 
È questo il motivo che ha portato l'attrice israelo-americano Nathalie Portman a rifiutare il Premio Genesis, detto il "Nobel ebraico" per la pace. A confermare la notizia con il comunicato che riportiamo sopra è stato un portavoce dell'attrice.
Il ministro della cultura israeliano, dal canto suo, avrebbe reagito dicendo che l'attrice "ha ceduto alle pressioni del Bds", movimento a guida palestinese per il boicottaggio di Israele. In una nota il premio ha comunicato di "temere che la decisione di Portman causerà alla nostra iniziativa filantropica una politicizzazione per evitare la quale abbiamo lavorato duramente negli ultimi cinque anni".
Come sempre, non una parola sulle decine di palestinesi assassinati nelle ultime settimane.
Mentre la Jewish Telegraphy Agency, la Fondazione Genesis Prize ha annunciato questo giovedì che stavano cancellando la cerimonia del premio in Israele a giugno, dopo che la beneficiaria del 2018 Natalie Portman ha dichiarato di non prendere parte alla luce degli "eventi recenti".

Nathalie Portman, una delle più famosi attrici di Hollywood, è nata a Gerusalemme il 9 giugno 1981 ed è stata in seguito naturalizzata cittadina americana. Tre anni fa ha scritto, diretto e interpretato A Tale of Love and Darkness, film ispirato allo scrittore israeliano Amos Oz.

Natalie è un accanita sostenitrice dei diritti degli animali, è vegetariana sin dall'infanzia. Nel 2009, dopo aver letto il libro Se niente importa (Eating animals) di Jonathan Safran Foer, è diventata vegana. Non mangia né carne animale, né prodotti derivati e tantomeno veste abiti di cuoio, piume, lana o pelliccia. Supporta anche attività contro la fame nel mondo e la povertà. Tra il 2004 e il 2005 ha viaggiato in Uganda, Guatemala e Ecuador come Ambasciatrice della Speranza per la FINCA International, un'organizzazione che promuove il microcredito per aiutare le aziende possedute da donne nei paesi in via di sviluppo.
Quest'anno (2018) è la protagonista in Annientamento (Annihilation), bel film di fantascienza di Alex Garland, già conosciuto nell'ambiente per  Ex Machina e, in precedenza, per aver scritto The Beach, romanzo di successo da cui venne tratto il film con Leo Di Caprio.
 
 
 
 

19/04/18

Record Store Day 2018, occasioni da non perdere

 
Record Store Day 2018

Accanto alle anteprime dell'industria discografica italiana, quasi trecento i titoli in arrivo sabato 21 aprile, numerose le iniziative dentro e fuori i negozi.

Milano, 11 Aprile 2018 - A Milano l'evento ufficiale del Record Store Day è in Zona Santambrogio in contemporanea con la chiusura della Design Week. Coniugando la creatività artistica italiana con la celebrazione del vinile, I Distratti, Tommaso Toma e Billboard presentano una giornata con dj set (gli ospiti saranno invitati a portare e suonare i loro 45 giri della vita), live, proiezioni di film, un mercatino dell'usato e un'anteprima esclusiva della mostra 'Gioia e Rivoluzione' (dal 3 al 27 maggio allo Spazio Oberdan), dedicata al decennio '68-'78 della discografia italiana e diretta da Roberto Manfredi e Luca Rossi.

Per la prima volta sarà esposto The Wall di Cesare Monti, l'opera omnia delle copertine dei dischi del leggendario fotografo, regista e art director milanese, fra i tanti, di Fabrizio De André, Pino Daniele, Area, PFM e Lucio Battisti, di cui fu amico per diversi anni. Immagini che raccontano quell’irripetibile stagione del rock e, sullo sfondo, le grandi rivoluzioni della politica e dei movimenti sociali che hanno animato il Paese tra la fine del boom economico e gli anni di piombo.

Da Vinile la giornata è incentrata sulla figura di Prince, con rarità discografiche e dj set mentre sonorità psych rock, electro-wave, folk e garage caratterizzano il pomeriggio di Psycho con I Visionari, Maurizio Marsico, Pretty Face, Andrea Labanca, Plateaux e Muturett. Da Backflip protagonista i dj set di Whodamanny insieme a Dada, Phade, Cbwoy e da Vinylbrokers invece Robotalco, Tropicalismi, Dj Guerrero, Fabrizio Fiore, Federico e Alex De Ponti, tutto in streaming su Radio Rocket Milano. Per chi desidera continuare la festa fuori dai negozi si segnalano Club Haus 80's con Dimitri from Paris, in consolle per promuovere il suo album di remix degli Chic e la seconda Blue Vinyl Night al Blue Note Club, per l'occasione trasformato in una moderna ballroom con la musica di Claudio Coccoluto, Nick The Nightfly e i dj's di Radio Monte Carlo.

A Roma nei due negozi di Radiation sarà disponibile il 45 giri picture disc di 'Good Rockin' Tonight' di Lemmy Kilmister & Johnny Ramone, mentre il synth punk dal vivo dei Holiday Inn riscalderà il nuovo punto vendita al Pigneto.
Da Discoteca Laziale sarà di scena il rap italiano di Gemitaiz con il nuovo album 'Davide', alla Vinileria di Latina i clienti si improviseranno dj's sfidandosi sulla consolle del negozio.

Arcana Edizioni da Nordovest Dischi di Frosinone presenta 'La musica, per me. Come funziona la musica? Rispondono 50 artisti italiani' di Luca D’Ambrosio, introdotto da Davide Fischanger, autore di progetti teatrali ed educativi con i suoi 'Gatti Ostinati' e il cantautore Giancarlo Frigieri. Da Rubber Soul a Torino risuona l'acid rock degli Effervescent Elephants, con la ristampa in edizione limitata dell'album Something To Say prodotta da Onde Italiane.

A Bologna da Semm una nuova edizione di Best Art Vinyl Italia, la mostra che celebra il meglio dell'arte, della fotografia e della grafica nella cultura musicale contemporanea Nazionale. Danex a Firenze presenta in anteprima la ristampa targata Archeo di 'Viaggio Tribale' di Toni Esposito con un bonus balearic remix di Luca Effe e poi dj set di Manu, Guido Caselli e Gran Soda. A Lucca da Sky Stone and Songs la festa dura tre giorni, il 20 un ciclo di conferenze sulla storia della musica dal titolo 'Friday I'm In Love' sui King Crimson dal titolo 'Alle Corti di Re Fripp', il 21 un live di Guidi e Carotenuto (Sinfonico Honolulu) e il 22 con il Supertrio.

Radio Capital radio ufficiale del Record Store Day, nella giornata di sabato 21 aprile dedicherà l'intera programmazione all’iniziativa.


IL FILM UFFICIALE del RECORD STORE DAY 2018
"I Padrini agisce come un accompagnamento dinamico e cruciale per American Hardcore, The Decline of Western Civilization e altri film che raccontano l'evoluzione del punk degli anni Ottanta". - Rolling StoneQui amiamo la musica, ovviamente, e siamo anche grandi fan dei film sulla musica e ce ne sono stati alcuni veramente belli. Una cosa di cui siamo entusiasti al momento è The Godfathers of Hardcore, il film ufficiale del Record Day Day 2018.Il cineasta Ian McFarland racconta la storia di Roger Miret e Vinnie Stigma e del loro gruppo, gli Agnostic Front, passato e presente. Chi sono questi esponenti dell' Hardcore di New York  (NYHC) e in che modo una band che ha avuto un ruolo chiave nella creazione e definizione di una scena rimane rilevante e influente quasi trent'anni dopo? Parte del loro tremendo impatto e fascino è dovuta alla stretta e talvolta bizzarra amicizia tra Roger e Vinnie, due individui forti ma molto diversi, le cui personalità iconoclastiche si completano perfettamente l'una con l'altra. Oggi, Roger, 53 e Vinnie, 62, continuano a pubblicare dischi pieni di integrità e autenticità, con oltre 100 spettacoli l'anno, tra cui numerosi festival hardcore ed europei. Rimangono la vera incarnazione dell'hardcore, che rappresenta la resistenza, la perseveranza, la fratellanza, la forza contro l'oppressione e la volontà di andare avanti: gli ostacoli devono essere dannati!.
Per il Record Store Day 2018, un'edizione speciale in vinile della colonna sonora di Aaron Drake, confezionata in una copertina apribile e con un poster, sarà distribuita nei negozi di dischi indie.THE GODFATHERS OF HARDCORE sarà proiettato nei festival punk e nei festival cinematografici di tutti i paesi che aderiscono all'iniziativa. Su thegodfathersofhardcore.com  i dettagli sulle proiezioni aggiuntive e i prossimi eventi nei negozi di dischi.

Un evento annuale ormai globale, consolidato e atteso dagli appassionati di musica, collezionisti e proprietari / lavoratori di negozi indipendenti di dischi, di cui l'iniziativa ha contribuito a rinvigorire la vita, con le uscite di versioni limitate speciali di dischi di artisti grandi e meno grandi. 

L'elenco delle pubblicazioni è più grande che mai quest'anno, così ho scelto alcuni dischi che hanno attirato la mia attenzione.
 

1 - Arthur Lee e Love - Coming Through You: The Live Recordings (1970-2004)
Arthur Lee e Love sono indubbiamente una delle inclusioni più regolari nelle mie playlist e il video di 7 & 7 live a Glastonbury è sempre uno dei più cliccati qui su Interzone. Creato dall'archivista David Skye, con la partecipazione di Diane Lee, la vedova di Arthur Lee, questa è la prima volta che viene messa a disposizione una grande collezione di registrazioni live di Arthur Lee & Love. Il vinile rosso è completato da opere d'arte di William Stout, celebre disegnatore visionario di bootleg del rock and roll.
 



2 - Duke Reid All Stars / Roland Alphonso - Judge Sympathy / Never To Be Mine
Una deliziosa stampa "orange" targata Trojan,  in occasione del 50 ° anniversario di quella che è stata la prima pubblicazione del Regno Unito dall'iconica etichetta reggae del 1967. Un must per gli appassionati del reggae del Regno Unito come me, sicuramente diventerà un oggetto da collezione per gli anni a venire.




3 - Various Artists - Rock Steady Box
Un'altra versione 7 "della Trojan per RSD, e che rappresenta un pacchetto sinceramente interessante, dopo alcune uscite sinceramente molto scadenti. Un set di 10 riproduzioni ben presentate di alcuni dei più ricercati singoli rock steady racchiusi con un saggio sull'evoluzione del rock steady , sound storicamente tra ska e reggae.




4 - David Bowie - Welcome To The Blackout
Tre rari dischi di David Bowie saranno pubblicati per il Record Store Day 2018, tra cui un'iconica performance live londinese.
L'album è "Welcome To The Blackout (Live London '78) e sarà  pubblicato come set 3xLP. Il disco contiene registrazioni delle esibizioni del tour 'Isolar II' di Bowie all'Earls Court, attualmente demolito a Londra, il 30 giugno e il 1 luglio 1978.
I fan di Bowie potranno avere anche un singolo da 12 "che presenta il primo lungometraggio di" Let's Dance ", insieme a una versione dal vivo del lato b. Infine, "Bowie Now" - un raro LP solo promozionale pubblicato nel 1977 negli Stati Uniti, con brani tratti da "Heroes" e "Low" .
Informazioni complete possono essere trovate sul sito Web di David Bowie.




5 - Various Artists - Gary Crowley's Punk e New Wave
La carriera musicale di Gary Crowley iniziò alla fine degli anni '70 quando fondò la fanzine new wave "The Modern World" nonostante all'epoca fosse ancora uno scolaro . Intervistando molte delle band più importanti della scena come i The Sex Pistols, The Jam e The Clash, persuase  Joe Strummer a dargli un esclusiva mentre il gruppo provava negli studi londinesi di Chalk Farm. Questa versione della sua compilation 2017 su vinile rosso e blu pesante è un'eccellente opportunità per ascoltare trenta tracce di Punk, New Wave, Post Punk e Mod Revival originariamente pubblicati tra il 1977 e il 1982, inclusi molti che appaiono su vinile per la prima volta dopo 40 anni. Un must.

 

 

 

6 - DJ Pierre Presents / Various Artists - Acid 88 Volume 2
A tre decenni dall'estate dell'88, il pioniere di Acid House DJ Pierre riunisce una dozzina di brani originali come Hardfloor, Thomas P Heckmann, Posthuman, Bloody Mary, Luke Vibert e anche il suo, presentato come doppio LP.

20/03/18

My Best of: Queens of the Stone Age




Che Musica Impressionante!

"Nicotine, valium, vicodin, marijuana, ecstasy and alcohol
Nicotine, valium, vicodin, marijuana, ecstasy and alcohol
Co-co-co-co-co-cocaine
Co-co-co-co-co-cocaine
Co-co-cocaine
No
Co-co-co-co-co-cocaine"

(Feelgood Hit of the Summer 2000)

Ha contribuito a creare l'immagine dei vichinghi del deserto, Josh Homme e i QUEENS OF THE STONE AGE da tempo non sono più una stone rock band, una rock band desertica; oggi sono semplicemente un grande gruppo rock'n'roll, muscoloso, felino, sensuale. Come noi, hanno una visione debole delle regole, incitano all'anarchia, hanno pensieri sulla mortalità e confessioni di angoscia. Musicalmente scivolano tra i generi a loro piacimento, e in tempi in cui con ProTools puoi creare musica perfetta anche se noiosa, senza collisioni, niente sputi, niente sangue, niente di niente, loro suonano tutto dal vivo: ci sono errori, è vero, il suono a volte è sporco, ma così loro provano ad essere.. umani. Alla fine, la loro è la vera essenza del R'n'R. E in Villains sono riusciti a corrompere e a pervertire anche quel tipo abbottonato che è Mark Ronson, produttore del disco, dopo i fasti con gente tipo Stevie Wonder, Lady Gaga, Lily Allen, Adele, Amy Winehouse, Coldplay, Duran Duran...

Villains è il settimo album dei Queens, dietro ci sono quattro dischi di Josh Homme con gli Eagles of Death Metal, uno con i Them Crooked Vultures, 10 EPs con le Desert Sessions, una collaborazione con Iggy Pop, vari lavori di produzione e 31 altre collaborazioni di vario grado di serietà.

Lo so, i miei best of di solito sono sempre molto lunghi, ma nessun altro gruppo, heavy rock, nu-metal, stoner o altro suona qualcosa di simile a loro: un muro di suoni dietro una cortina di capelli, ritmi concisi e rigidi (che Ronson, con la sua sensibilità funk, ha trasformato in qualcosa di molto più dinamico e ballabile nell'ultimo disco), donano ai QOTSA un sonico distintivo e unico.
In definitiva, non un vero best, ma una festa Rock che fa i conti con l'età e la mortalità: siamo più vecchi di quanto pensassimo, ma non è ancora tempo per fermarsi.

"I piedi non mi deluderanno ora, devo solo andare avanti.
(feet don't fail me)



ps: la scaletta della playlist aveva un ordine ben preciso che, per motivi a me ignoti, Spotify ha deciso di ignorare. Conto al più presto di mettere in ordine la sequenza dei brani per come l'avevo programmata: lo ritengo un fattore importante.

 

14/03/18

What's not to Love?: Ian McKellen e i Fleshtones, 1987

Il revivalismo degli anni '80 può essere fatto male e può essere fatto bene. Quelli abbastanza grandi da ricordare il decennio sembrano essere nella posizione migliore per ricrearlo, ma il successo di Stranger Things offre un eccellente controesempio. I fratelli Duffer hanno fatto un meraviglioso lavoro di evocazione dell'aspetto e delle sensazioni della metà degli anni '80, costruendo un collage di una dozzina di film dell'epoca, da E.T. a film più oscuri. Tuttavia, quando si parla di musica, il retrò degli anni '80 tende a limitarsi alla diffusione del rap, all'electro, il synthpop di Gary Numan e dei Duran Duran o all'hair metal pacchiano dei Mötley Crüe. Manca però assolutamente il revivalismo significativo degli anni '60, emerso in quel periodo. Garage, surf e psych rock e i suoni jangly dei The Byrds hanno ispirato REM, B52s, Replacements, House of Love e Fleshtones, una band di New York, molto apprezzata anche nell'underground anche nel nostro paese (e di cui parleremo più avanti) band affascinata da Andy Warhol e dalla sua arte soprattutto degli anni '60. Quando Warhol approdò alla TV negli anni '80 con il suo spettacolo di varietà su MTV scelse i Fleshtones come band di supporto per la star del cinema Ian McKellen, un match-up che rappresenta un altro segno distintivo della cultura pop anni '80 - la giustapposizione postmoderna di generi, stili e registri - che vide Warhol pioniere 20 anni prima, portando nella scena artistica kitsch, lattine di zuppa serigrafate, e i Velvet Underground.

"Il lavoro televisivo di Warhol trasformò questo impulso in un circo multimediale caratterizzato da l'alto e il basso, il ricco e il famoso, gli artisti affermati e le stelle nascenti ", afferma Geralyn Huxley, curatore del Museo Warhol. In questo esempio particolarmente calzante, McKellen e Fleshtones portano il Sonetto 20 di Shakespeare, What's not to Love? (Cosa non è da amare?) a un pubblico giovane e alla moda, negli studi di MTV nel 1987. Punti forti del filmato, Ian McKellen, giovane, caldo e già follemente talentuoso e i membri della band che indossano le fantastiche mode New Wave dell'epoca. Per gli studiosi seri del decennio, un documento visivo essenziale.

Sappiamo bene che IAN MCKELLEN è famoso per l'interpretazione di Gandalf nella trilogia de Il Signore degli Anelli di Peter Jackson e nella trilogia di Lo Hobbit, sempre nei panni di Gandalf, e per il ruolo di Magneto in X-Men, ma McKellen è un grande attore di teatro arrivato tardi al cinema. Tra quelli che abbiamo apprezzato di più, Demoni e dei (Gods and Monsters), di Bill Condon (1998) in cui interpreta il famoso regista di film horror degli anni '30 James Whale, passato in Italia quasi inosservato, L'allievo di Bryan Singer (1998) e Mr. Holmes - Il mistero del caso irrisolto (Mr. Holmes), di Bill Condon (2015).
 




Spesso etichettati come revivalist di garage-rock, i Fleshtones amano mixare i suoni di organo Farfisa e fuzz-guitar di quel genere con rockabilly anni '50 e '60, R & B, in un potente mix retrò che il gruppo ama(va) chiamare "Super Rock". " I Fleshtones si uniscono nel 1976 nel Queens con il cantante / tastierista Peter Zaremba, il chitarrista Keith Streng, il bassista Jan Marek Pukulski, e il batterista Bill Milhizer, con l'idea di restituire il rock and roll alla semplicità e alla spontaneità degli anni '50 e dei primi anni ' 60s.
Il gruppo si adattava bene alla scena punk e new wave newyorkese, e il primo singolo, "American Beat", attirò l'attenzione dell'etichetta indipendente Red Star , per passare poi all' I.R.S. L'EP di debutto, Up-Front, viene pubblicato nel 1980, seguito da "Roman Gods" e "Blast Off!"
Nel 1983 il gruppo produce Hexbreaker, continuando a registrare per tutti gli anni '80, mentre viene pubblicato Powerstance nel 1992 e Beautiful Light nel 1994. Mentre la popolarità del gruppo è scesa nella seconda metà degli anni '90, nel 2003 firmano per la potente etichetta indie Yep Roc Records pubblicando Do You Swing, accolto molto bene dalla critica. Un altrettanto solido seguito è stato Beachhead, pubblicato nel 2005.
I Fleshton continuano ancora oggi a registrare ed esibirsi con uno spirito, una passione e un'energia che poche band possono superare.

Il live che possiamo vedere qui sotto è dello stesso tour che li portò nell'1987 anche a Napoli, (sopra il biglietto d'ingresso che custodisco gelosamente) in un concerto ancora ben impresso nella memoria.

 I Fleshtones all'Ethos Club, Gabicce Mare, Italia, 12 luglio 1987.








12/03/18

David Byrne al Late Show di Stephen Colbert: spettacolare

Consideriamo David Byrne un genio,  Talking Heads è stato uno dei gruppi capisaldi della nostra intera vita musicale, come testimoniano le molte pagine a loro dedicate su questo blog. Byrne è tornato e lo scorso venerdì è stato ospite al Late Show di Stephen Colbert, dove oltre a parlare col conduttore del nuovo album American Utopia, a 14 anni dal precedente disco, si è esibito in una spettacolare versione di Everybody’s Coming to My House, il primo singolo estratto dall'album e disponibile in streaming gratuito sul suo sito davidbyrne.com.,  con lo stesso Colbert che si è unito alla coreografia dei musicisti. Molti dei brani sono stati scritti e prodotti insieme a Brian Eno – Byrne ha anche parlato dell’idea di scrivere un musical sul genero-consigliere di Trump Jared Kushner –

Tre date italiane del tour, la prossima estate, il 19 luglio a Ravenna, il 20 luglio a Perugia per Umbria Jazz e il 21 luglio a Trieste. American Utopia  riporta Byrne verso i Talking Heads della seconda parte della loro carriera, per quanto riguarda i suoni. Per i testi, Byrne ha ragione: 
molti di noi non sono molto soddisfatti del mondo che abbiamo realizzato. Ci guardiamo intorno e ci chiediamo: dobbiamo continuare a vivere in questo modo? Non c’è altra via possibile? Queste canzoni hanno molto a che fare con quello sguardo e con quelle domande.




02/03/18

John Waters al Burgundy Boogaloo Punk Festival

<<Il rock 'n' roll ha una sorta di aura di rivoluzione permanente, senza tempo, di sfida a tutto, inclusa la natura stessa.>>

<<Uccidere tutti ora. Condonare gli omicidi di primo grado. Sostenere la causa del cannibalismo, mangiare merda. Il disgusto è la mia politica. Il disgusto è la mia vita>>


Eclettico, scandaloso, stravagante, osceno, visionario, pazzo, oltraggioso. Ancora: il sultano del sordido, il barone del cattivo gusto, il Papa del trash, quest'ultimo appellativo affibbiatogli dal grande William Burroughs. Così nel corso degli anni è stato definito John Waters, regista nonché sceneggiatore, scrittore, attore e docente statunitense di Baltimora, senza dubbio uno dei massimi esponenti del cinema indipendente americano degli anni Settanta. Ma noi lo preferiamo come il Principe del Punk, sempre magrissimo, i vestiti curati ma dal design flessibile, i baffetti disegnati a matita: classico, mai volgare, completamente inconfondibile. Il suo Pink Flamingos (Fenicotteri Rosa) del 1972, definito dalla critica dell'epoca come uno dei film più abietti, stupidi e repellenti mai realizzati è oggi considerato un capolavoro, e pietra miliare del trash mondiale: il guizzo grossolano, culminato in Divine (alias Hariss Glenn Milstead, travestito, omosessuale, “divina ispiratrice” che con Waters avrà una profonda amicizia durerà tutta la vita..) che mangiava le feci dei cani della vita reale, fu inizialmente vietato in molti paesi, dall'Australia al Canada, dalla Norvegia ad alcuni stati arabi e asiatici. Dagli anni '90 in poi, ha prodotto una notevole quantità di arte contemporanea, ammantata dalla sua solita patina satirica eternamente controversa.

John Waters ha sempre rivendicato il suo spirito punk, nonostante siano passati cinquant' anni dall' avvento del movimento, e da quando era solo un ragazzo tenebroso cresciuto a Baltimora, stretto nella sua giacca di pelle nera, i capelli lunghi e unti che sbattevano precariamente su una sigaretta perennemente accesa tra le labbra e, naturalmente, i baffetti a matita che lo hanno sempre contraddistinto. Waters ha girato due oltraggiose favole punk, mostruose, divertentissime, angoscianti: Female Trouble del 1974 e il bellissimo Desperate Living del 1977, che anche in Italia, grazie a un distributore indipendente (dopo una prima bocciatura ricevuta dalla commissione censura) venne distribuito in sala, seppur con l’assurdo titolo di Punk Story (poi cambiato in Nuovo Punk Story), cercando di coinvolgere quella generazione arrabbiata e rivoltosa che tra il 1977 e il 1981 tendeva al rifiuto delle culture dominanti e mostrava familiarità col “bizarro”. Qualcuno indica proprio Punk Story come la pellicola capostipite del movimento punk.

Nel 2017, a 71 anni, Waters è tornato al Burgundy Boogaloo Festival di Oakland, il festival punk estivo che ha annoverato in questa edizione tra i partecipanti Iggy Pop, X, Buzzcocks, Shannon e Clams e molti altri. Tra i punk Waters si sente a casa e al Boogaloo festival è la sua terza partecipazione.

"Amo questa festa, penso che abbia uno spirito come nessun altro evento del genere. Punk ora è più che mai la sfida all'ordine naturale, e allo stesso tempo è anarchia. Penso che sia una vera e propria tribù".

Waters è ancora impegnato a sconvolgere le cose in un clima culturale che sente confuso ma maturo per la sfida. Waters ha illuminato il festival sul futuro del punk, su quanto i computer stanno cambiando le nostre vite, e sempre con il suo meraviglioso senso dell'umorismo, sulla sopraggiunta era Trump.



Che cosa ti fa sentire a casa negli eventi punk?
John Waters: Quando vedo la gente con il mohawk, (la classica cresta punk ndr) penso che si, forse non è proprio una cosa così nuova. Ma  sono sicuro che i genitori lo odiano ugualmente alla stregua di quelli della mia epoca. Quindi, si tratta di ribellione, di moda, di musica, e anche di rotture di tutte queste cose. E' divertimento con la tradizione della musica, quando i gruppi escono e dispongono di 20 brani tutti lunghi dieci secondi, che suonano esattamente gli stessi accordi, e.. "Grazie mille, ti amo, ora passiamo alla nostra prossima canzone". Trovo che sia delizioso, quasi come una banda di biker. È un arte d'assalto, è un mondo segreto su cui devi regolare il tuo gusto.

Nel campo musicale, Waters fa le sue ricerche: ama i Mummies, gli piacerebbe vedere band che ancora non conosce e trova eccitante notare anche la nostalgia per il punk: è arrivato negli anni '70, annota, ma ci sono oggi ragazzi che a 16 sono punk. Ma non esiste una musica che non gli piace.
Ogni anno il Burger Boogaloo Festival, che si svolge in un piccolo parco giochi comunale, il Mosswood Park e che dura solo due giorni, diventa un carnevale sinfonico per un pubblico selvaggio di emarginati e disadattati e di punk di tutte le età. John Waters è stato il il loro ringmaster, è tornato come maestro di cerimonie per il terzo anno consecutivo. Nelle passate edizioni c'è stato qualche incidente, qualcuno ha bruciato la bandiera americana, un gesto che a Waters è sembrato così datato; nonostante la presidenza Trump quest'anno tutto è filato liscio.

<<L'anarchia in questi giorni è certamente più discussa, e ci sono più pratiche nei college, ma non credo che ce ne siano abbastanza. Quando faccio i miei spettacoli universitari, dico sempre, smettila di studiare! Perché non sei nelle strade?! Sono andato alla marcia delle donne a San Francisco, ed è stata una grande sensazione, ma poi ho pensato, è tutto finito in un giorno? Come mai non succede ogni fine settimana? Voglio dire ogni settimana, ogni giorno! -Trump fa qualcosa di spaventoso, quindi sono solo stupito. >>

<< Il Punk ha sempre un alto senso dell' umorismo, anche se scoraggiante. E io sono così: quando ero giovane, gli yippies usavano l'umorismo come forma di terrorismo e questo è quello che dobbiamo fare oggi. Infiltrarci e mortificare il nemico, prenderlo in giro, e Trump è un bersaglio facile perché reagisce a tutto. Il Punk rock è durato perché ha sempre avuto l' umorismo al suo interno. L'umorismo è la cosa più importante. È così che si cambia la mente delle persone. Non è esclusione. Ho amici che hanno votato per Trump. Non molti, ma ci provo a farli cambiare.>>

<<Bisogna ricordare, che nel punk ci sono stati due fazioni: gli skinheads razzisti e quelli dello ska, e erano molto diversi. Allo stesso modo a Baltimora, la mia città, c'è questo negozio che vende roba di pelle e cuoio, quindi tutti i ragazzi gay vanno lì, e ci vanno anche i veri motociclisti, tipo gli Hell's Angels. Indossano gli stessi vestiti, ma non parlano tra di loro. Ci sono punk rockers che sono tifosi di Trump? Può essere! Ora è tutto così confuso. Ma capisco la militanza. Anche quella della cultura cyber. Voglio dire, ci furono i disordini di Berkeley, e a ricordarli mi sono sentito nostalgico. Perché ho amato la rivolta quando ero giovane e sono stato geloso perché oggi dispongono di tutti questi schermi!. Ora ci sono gli hacker. E quello che dovrebbero fare questi hacker è concentrarsi su tutti i politici di destra, come pubblicare tutto il porno che guardano. È molto comodo per la gente rimanere nelle loro zone di comfort virtuale, su Facebook o in queste comunità disperse di Internet, piuttosto che riunirsi nella vita reale. Anche io sono anche su Internet. Ma non è interessante, non è divertente, è solo che tutte queste persone hanno troppo tempo nelle loro mani. Io non ho tempo, voglio essere difficilmente raggiungibile, non più facilmente. Ma sì, se rimani sempre su Facebook o sul tuo computer per tutto il tempo, non potrai mai cambiare molto. Perché è già cambiato, il grande cambiamento è già avvenuto: il computer e Internet e tutte le cose. Ma adesso, cosa? Bisogna usare le nuove tecnologie per cambiare questa roba. Unire le persone nella vita reale. A Burger Boogaloo non tutti guardano il proprio telefono. Che è raro in questi giorni. Non sto dicendo che non possiedono un telefono, io guardo il mio telefono, ma credo ancora che sia una tribù che crede in certe cose.

Non ho mai avuto all'epoca uno scudo fatto di nastro adesivo e altra roba, quindi l'ho scelto come mio nuovo accessorio di moda. Forse lo porterò a Burger Boogaloo la prossima volta. [Ride] A Burger Boogaloo, le volte passate, era sorprendente, tutti sono assolutamente impazziti, balli scatenati, lancio di oggetti, poi arrivo io, e sono tutti incuriositi, applausi, risate. Così ho pensato che fosse una bella cosa. I punk mi hanno trattato con rispetto . E io ricambio, ho fatto ricerche su tutte le band e tutti sanno che mi piace molto quel mondo. Ma io non farò scuola a 71anni - anche se la fa ancora Iggy!
Lui è la star di tutte le star di Burger Boogaloo. È come se apparisse Dio. La sua esibizione è come la scena miracolosa di La Dolce Vita.>>