31/07/15

Nessuno ha fatto cosi tanto per i propri capelli: Sean Penn Bad Boy

Lo puoi trovare che fa salotto con gli Hell’s Angels e con qualche poliziotto in un club downtown. E riesce sempre a tenere il piede in entrambe le staffe...

Ho rivisto Dead Man Walking in questi giorni: questo film nobilita cinema. Dimostra come un film possa affrontare un problema così grave e controverso, da tutti i punti di vista, e far vivere a noi spettatori una grande esperienza emotiva senza cercare di manipolarci in modo sleale, senza l'uso della propaganda. Detto questo,  è anche tutte le altre cose che un film dovrebbe essere:  sorprendente, ben diretto, ben recitato, tecnicamente eccellente. In questo film ho sperimentato tutte le complessità, le contraddizioni e le dure verità della situazione, le ho "condivise" con Suor Helen.  L'ultima mezz'ora di questo film è ..potentissima e prende allo stomaco: un dramma del tutto inaspettata, un dramma spirituale, che coinvolge l'anima e ci rivela quanto <<l'altro>> cinema possa scadere nella routine convenzionale, nella   rassicurazione che nondovremo  guardare qualcosa di troppo duro, o che sia troppo  profonfo, o farci pensare al di fuori dei confini di ciò che è più comodo. Per anni, nei festival, sui giornali specializzati, la critica ha chiesto a gran voce film che si occupassero di più del lato spirituale della vita, ma dubitiamo che "Dead Man Walking" era quello che davvero  stavano aspettando..
Sean Penn è un altro delle spiritual guidance di Interzone, uno dei più influenti..

Sean Penn Bad Boy..
L’ attore e il regista, il marito e il padre, l’attivista politico e il bersaglio della curiosità dei tabloid.. apprezzato e controverso interprete del cinema americano di questi anni, vincitore del premio Oscar come miglior attore per Mystic River di Clint Eastwood.  Il degno erede di Marlon Brando e James Dean. Un personaggio che non ha mai cercato l’approvazione dello star-system né sprecato un minuto per essere qualcosa di diverso da se stesso. Figlio di un attore finito sulla "lista nera" anticomunista di Hollywood, Sean Penn comincia a farsi notare nella prima meta degli anni Ottanta con film quali Fuori di testa e Il gioco del falco, inizio di una carriera che lo porterà a interpretazioni appassionanti come il mefistofelico avvocato di Carlito ’s Way, il condannato a morte di Dead Man Walking, il chitarrista jazz di Accordi & Disaccordi, Oscar per Milk, fino a The Must be place del nostro Sorrentino e Gangster Squad. Nel frattempo, debutta dietro la macchina da presa, con film intensi e amari come La promessa, Into the Wild.. Ma l’attore californiano è molto altro: l’ex consorte di Madonna, un uomo che ha conosciuto il carcere (e persino..un’evasione), un divo che si è schierato contro la guerra in Iraq, recandosi personalmente a Baghdad. <<E' difficile essere una leggenda, oggi>>, ha detto Anjelica  Huston. <<E penso che Sean meriti di esserlo.>>
Questo un ritratto, l'omaggio a uno dei nostri miti assoluti, nei ricordi, commenti, rivelazioni di parenti, amici e colleghi, interviste tratte da "Sean Penn, un cattivo ragazzo", di R. T. Kelly, S.&K ed.
Buona lettura.


Macchine veloci, chitarre, ragazze: Chuck Berry a Londra

CHUCK BERRY è nel mio cuore ed è ai primissimi posti nella classifica dei padri fondatori del rock and roll , insiemem a Buddy Holly. Chuck forse fu davvero il primo, con il successo di Maybelline, a unire veramente il rock con il roll, l'ideale fusione di macchine veloci, chitarre, ragazze e ritmo: in pratica sintesi di quasi tutto ciò che allora ossessionava le giovani generazioni. Seguirono pietre miliari nella storia del rock (Brown-Eyed Handsome Man, Roll Over Beethoven, anche Too Much Monkey Business, con evidente critica allo stile di vita americano), ma fu solo con la quinta incisione, School Days, un anno e mezzo dopo Maybelline, che Chuck Berry raggiunse il secondo successo, grazie la sua fantastica abilità nel ricreare quadri di vita giovanile. 

La storia di Chuck Berry più sinteticamente e poeticamente possibile  è la storia di << un ragazzo di campagna che arriva al successo >>. I fatti della vita sono in realtà piu prosaici.
Non è stato il solito cantante di blues, ma è stato il  maestro nell’insegnare i fondamenti del rock: tutti eseguivano le sue canzoni; e nel 1964, in Inghilterra, Berry dopo le vicissitudini americane, l'arresto per adescamento di minorenni e tutto quello che doveva attraversare un musicista di colore che arriva al successo in quegli anni negli States, riscopri il successo, con una serie di ristampe e di nuove pubblicazioni. In seguito, la carriera fu un po’ frenata dalla tendenza dei gruppi inglesi che lo adoravano a far diventare l’artista una << leggenda del rock and roll >>, imbalsamandolo nel contempo come << vecchia gloria ». E' stato solo con un gruppo di musicisti d’Oltremanica, nel 1970, che Berry meritò il primo disco d’oro, con una infantile canzoncina di musica leggerissima, My Dingaling. Quel che i gruppi britannici e i <<revivalisti» come i Creedence Clearwater Revival apprezzavano di piu in Berry (lo stile personale dell’incisiva chitarra e la  grandissima poesia primitiva delle composizioni) era quello che in effetti aveva lo aveva limitato negli anni ’50. Se si escludono Maybelline e School Days, Chuck ebbe solo quattro successi: Sweet Little Sixteen, Memphis, Rock and Roll Music e Johnny B. Goode.Chuck Berry può venire considerato la matrice del rock and roll, il creatore della nuova grammatica e la fonte cui le generazioni di musicisti rock a venire si sarebbero rivolte. Furono quei ritratti di vita giovanile americana che fecero sentire Berry vicino ai gruppi inglesi di rock, che conoscevano gli Stati Uniti solo attraverso i dischi e i film, e li convinsero a usare le istantanee dell’artista come base per la loro rivoluzionaria visione dell’America.
Il legame di Chuck Berry con l'inghilterra e Londra in particolare è testimoniato dalle tante esibizioni live: tutta da vededre è quella che tenne al BBC Theatre di Londra nel 1972, accompagnato dai The Rocking Horses. Uno show esilerante, travolgente, in cui Chuck regala tutta la sua carica di rocker puro e dimostra anche di essere un uomo di spettacolo, intrattenendo il pubblico londinese, incredibilmente composto, serio, ordinato, con storie, battute degne di un one-man-show a tutto campo.









29/07/15

La disarmante filosofia della non violenza. Malcom X vs Hate Bus

Il telegramma che Malcolm X inviò a George Lincoln Rockwell (Leader del Partito Nazista Americano)

Vero è che non si finisce mai, ma proprio mai di imparare..

Dopo aver lasciato la NOI (Nation of Islam) nel 1964, Malcolm X aveva usato "la strana" alleanza del movimento con il KKK (Ku Klux Klan) come arma contro Elijah Muhammad. L'anno successivo inviò un telegramma a George Lincoln Rockwell:
- 1965
This is to warn you that I am no longer held in check from fighting white supremacists by Elijah Muhammad's separatist Black Muslim movement, and that if your present racist agitation against our people there in Alabama causes physical harm to Reverend King or any other black Americans who are only attempting to enjoy their rights as free human beings, that you and your Ku Klux Klan friends will be met with maximum physical retaliation from those of us who are not hand-cuffed by the disarming philosophy of nonviolence, and who believe in asserting your right of self-defense -- by any means necessary.

«Non sono più ostag­gio dei musul­mani neri sepa­ra­ti­sti gui­dati da Eli­jah Muham­mad che mi impe­diva di com­bat­tere i supre­ma­ti­sti bian­chi. Que­sto tele­gramma è per avver­tirti che se la tua cam­pa­gna raz­zi­sta arre­cherà danni fisici al reve­rendo King o a qual­siasi altro nero desi­de­roso di godere dei pro­pri diritti civili, tu e i tuoi amici del Ku Klux Klan subi­rete la mas­sima ritor­sione fisica da parte di chi tra noi non è trat­te­nuto dalla disar­mante filo­so­fia della non vio­lenza e anzi crede fer­ma­mente nel diritto all’autodifesa — con ogni mezzo neces­sa­rio».

Nel 1967 George Lin­coln Roc­k­well fu assas­si­nato all’esterno di un cen­tro com­mer­ciale di Arling­ton, Vir­gi­nia. Un ex mem­bro del par­tito fu arre­stato e con­dan­nato per omi­ci­dio.

Non è un mistero il rapporto del Nazi Party americano con il NOI, la Nation of Islam di  Eli­jah Muham­mad, che trovò ragioni nei primi anni 1960 per coordinare e discutere le strategie di separazione razziale . Vi furono diverse riunioni delle due organizzazioni e Rockwell scrisse alcuni per gruppo separatista nero.
Lo scopo degli incontri erano anche per garantire terreni agricoli nel sud per il NOI, iniziative mprenditoriali, e la formazione di un patto di non aggressione con i Klan locali.
Nel ’62 parlò ai mem­bri della Nation Of Islam a Chi­cago e fu fischiato, Muham­mad, però, apprez­zerà il discorso. Pas­se­ranno tre anni e si avvi­ci­nerà a Mal­colm X, fuo­riu­scito da un anno dalla Nation. In precedenza nel 1961, Malcolm e il ministro Jeremiah Shabazz avevano segretamente incontrato il KKK di Atlanta, proprio come Marcus Garvey aveva fatto quasi 40 anni prima. Anche se Mal­colm era sempre a disagio per questi rapporti, Rockwell non ebbe problemi a trovare un terreno comune; appena un anno dopo l'assassinio, in un'intervista con Alex Haley, dichiarò che.. "Malcolm X, ha detto le stesse cose che sto dicendo io.."

Inoltre si pre­sen­tò a Washing­ton a un mee­ting della Nation of Islam a bordo del famoso pulmino Volk­swa­gen Trans­por­ter, denominato Hate Bus,  che in seguito divenne il veicolo di rife­ri­mento della con­tro­cul­tura Usa e euro­pea anni Ses­santa, dell’hippysmo mon­diale, del movi­mento paci­fi­sta, dei sur­fer di mezzo mondo. Era lo stesso Roc­k­well a gui­darlo, accom­pa­gnato sempre da squa­dracce di nazi in divisa: era nato a Bloo­ming­ton, Illi­nois, e questo è alla base della sto­rica bat­tuta di John Belu­shi, quando nel film i Blues Bro­thers si imbat­tono in una mani­fe­sta­zione di estrema destra e fanno volare in acqua i nazi­sti. «Io li odio i nazi­sti dell’Illinois», sen­ten­zia fiero Belu­shi.

Al "Freedom Rally" al Uline Arena, lo stadio da 15mila metri quadrati che più in là avrebbe ospitato il primo concerto dei Beatles negli Stati Uniti,  davanti a una folla di 8.000 persone Rockwell e venti "truppe d'assalto" si riunirono per ascoltare Malcolm X e  consegnare un discorso dal titolo "Separazione o la Morte."Rockwell dichiarò che non era d'accordo con il discorso di Malcom X  solo su di un punto : "I musulmani vogliono un pezzo d'America per un loro stato, io preferisco che se ne vadano tutti in Africa". Il che non era del tutto vero. I nazisti e la NOI non erano d'accordo su un'altra questione: se le persone di colore fossero o meno esseri umani. Nel corso dei suoi tre anni da leader dell'ANP, Rockwell aveva spesso apostrofato gli afroamericani come "quei negri con l'anello al naso," "degli animali," e "niente più di scimpanzé."
Secondo lo storico William Schmaltz, dopo il suo discorso, Malcolm X fece un appello a fare una donazione: Rockwell, contribuì con 20 dollari.

Era con­vinto che una sal­da­tura con l’organizzazione religiosa nera — spesso accu­sata di sepa­ra­ti­smo e anti­se­mi­ti­smo — gli sarebbe potuta ser­vire per affer­mare le sue idee. Addi­rit­tura arrivò a defi­nire Eli­jah Muham­mad, al tempo lea­der della Nation, «l’Hitler del popolo nero». Sempre nel  1962, Rockwell scrisse un articolo per il giornale del partito, in cui elogiava  Elijah Muhammad, che .. "ha raccolto milioni di sporchi, immorali, ubriaconi, persone pigre e repulsive e li ha ispirati a tal punto da trasformarli: ora sono puliti, sobri, onesti, impegnati sempre nel duro lavoro, dignitosi e ammirevoli, nonostante il colore della loro pelle..  La segregazione razziale era il punto di contatto, ma era l'antisemitismo che soprattutto accomunava i due gruppi. Se Rockwell aveva portato all'estremo il suo odio per gli ebrei, Muhammad sosteneva una serie di teorie razziste, tra cui anche l'invenzione secondo cui gli ebrei avrebbero finanziato la tratta degli schiavi.

Anche se i rapporti tra il Nazi Party americano e il NOI diminuirono nel corso del tempo, la vicenda degli incontri tra le due parti, in tempi in cui le persone di colore venivano picchiate, molestate e assassinate, non solo negli stati del Sud, è un'altra delle più inquietanti nella storia della Nation of Islam, di Malcolm X e in generale della storia degli USA: lo spettro di questa alleanza vive ancora oggi.

Roc­k­well aveva anche a che fare con la musica: aveva fondato una sua scon­cer­tante etichetta disco­gra­fica, la Hate­nanny, il cui nome (hate) faceva il verso alla parola hootenanny  per indi­care gli happening sonori a base di folk. I dischi veni­vano ven­duti via posta e diret­ta­mente alle manifestazioni del par­tito nazi­sta.  




27/07/15

Il mondo? Un posto più triste senza il canto di Elizabeth Fraser

Esce proprio in questo mese di luglio materiale classico dei Cocteau Twins, uno dei tre pilastri principali della musica alternativa britannica, insieme a New Order e gli Smiths, pubblicato dalla mitica 4AD, in formato vinile, dopo la serie di riedizioni dello scorso anno. Il materiale consiste in un paio di EP e una compilation. Originariamente pubblicati a distanza di due settimane nel novembre 1985, i due Ep Tiny Dynamine and Echoes In A Shallow Bay, precursori del loro quarto album, Victorialand, saranno ristampati in un disco "artwork riformattato."

La 4AD pubblicherà anche una nuova versione di The Pink Opaque, una compilation del 1986. La raccolta presenta versioni alternative di alcune canzoni, come 'Millimillenary', in cui appare per la prima volta il poli-strumentista Simon Raymonde.
La musica della band, caratterizzata dagli effetti scintillanti della chitarra di Guthrie, sopra la voce ultraterrena e i testi spesso incomprensibili di Elizabeth Fraser, "la voce di Dio", come Madonna amava definirla, ha costruito vere e proprie "cattedrali soniche" che hanno influenzato quasi tutti i gruppi che si sono cimentati con un sound etereo come quello dei Twins. Dopo le sue collaborazioni soprattutto coi Massive Attack, in Mezzanine e in alcune esibizioni dal vivo della band di Bristol, e il disco solista Moses (2009) Elizabeth Fraser è scomparsa dalle scene musicali, anche se le erano state offerte somme di denaro "oltre i vostri (e i nostri) sogni più selvaggi" per collaborazioni con altri artisti - la proposta più strana era quella con i Linkin Park! - ma tutti i progetti sono stati rifiutati.
Nel 2005 era data per sicura la notizia che sarebbero stati gli headliner del Coachella Festival in California, e che dopo sarebbe seguita una grande tournée. Secondo il bassista Simon Raymonde, venne offerta a tutti i membri della band la somma di £ 1,5 milioni ciascuno per tornare insieme - somma che sarebbe stata sufficiente per garantire la loro sicurezza finanziaria, e sufficiente per garantire il futuro dell'etichetta Bella Union di Raymonde. Ci fu solo un problema. Poche settimane dopo l'annuncio, Elizabeth Fraser annunciò che non avrebbe partecipato.

Lo scioglimento della band fu accellerata dai problemi di dipendenza di Guthrie da alcol e droghe: la rivelazione, da lui stessa fornita sconvolse i fan. Ma era l'infelicità della Fraser, di cui i colleghi non si accorgevano la vera causa. Elizabeth non riusciva più a lavorare con Guthrie - che era stato anche il suo amante fino al 1993, e il padre della sua prima bambina. Ebbe un forte esaurimento nervoso, con conseguenti percorsi di psicoterapia. Ancora oggi è infastidita dalle suggestione di Guthrie, secondo cui aveva bisogno di farmaci per comporre la musica. Ed è ancora furiosa con se stessa per essere rimasta nella band ancora due anni (e un altro album, Milk and Kiss del 1996), dopo che la relazione con Guthrie si era conclusa. Dopo la separazione, ma sempre ancora nei Cocteau Twins, Fraser ebbe un intenso rapporto con Jeff Buckley. Ancora una volta, ne venne fuori un duetto sublime, All Flowers in Time Bend Towards the Sun, che può essere reperito in rete, con grande irritazione di Elizabeth.
<<Perché la gente deve sentire tutto?>> si lamenta. Anche se è meraviglioso lo considera.. <<.. incompiuto, si sente. Non voglio che venga ascoltato.>> «Forse un giorno non la penserò più così..>>

<<I Cocteau Twins erano la mia vita. E quando sei in qualcosa che ami profondamente , è necessario rimuoverla completamente."

Il mondo è un posto più triste senza il canto di Elizabeth Fraser...

Garlands
All Discography




25/07/15

Una giornata infernale e il condizionatore d’aria era rotto. Bukowski: Pulp (Incipit Bruciante)

Stavo in ufficio, il contratto d’affitto era scaduto e McKelvey voleva ricorrere al tribunale per sfrattarmi. Era una giornata infernale e il condizionatore d’aria era rotto. Sul piano della scrivariia stava camminando lentamente una mosca. Allungai un braccio, abbattei il palmo aperto della mano e la spedii all’altro mondo. Mentre mi pulivo la mano sulla gamba destra dei pantaloni squillo il telefono. Alzai il ricevitore.
“Ah, si,” dissi. “Leggi Céline?” chiese una voce femminile. Era parecchio sexy. Da un po’ di tempo ero solo. Secoli.
“Céline,” risposi, “ehmmm...”
“Voglio Céline,” disse. “Devo averlo.”
Una Voce tanto sexy, mi eccitava, davvero.
“Céline?” ripetei. “Mi dia qualche altra inforrnazione. Mi parli, signora. Continui a parlare...”
“Chiudi la cerniera,” ordinò.
Guardai in basso.
“Come faceva a saperlo?” chiesi.
“Non importa. Voglio Céline.”
“Celine è morto.”
“No. Voglio che tu lo trovi. Lo voglio.”
“Forse potrei trovare le sue ossa.”
“No, scemo, è vivo!”
“E dov’e?” ,
“A Hollywood. Mi hanno detto' che frequenta la libreria di Red Koldowsky.”
“E allora perché non se lo trova da sola?”
“Perché prima di tutto devo sapere se è il vero Celine. Devo esserne sicura, completamente sicura.”
“Ma perché si è rivolta a me? In questa città ci sono almeno cento investigatori privati dritti come me.”
“Ti ha raccomanclato John Barton.”
“Ah, Barton, si. Be’, senta. Ho bisogno di un anticipo. E devo vederla di persona.”
“Sarò li tra pochi minuti,” disse.
Lei abbassò il ricevitore. Io chiusi la cerniera. E aspettai.

Entrò. Sul serio, voglio dire, semplicemente non era leale. Aveva un vestito tanto attillato che quasi spaccava le cuciture. Troppe cioccolate al malto. E le scarpe avevano tacchi tanto alti che sembravano trampoli. Attraversò la stanza ondeggiando come uno storpio ubriaco. Un’abbondanza di carne che dava le vertigini.

Si sieda, signora, la invitai. Lo mise giu e accavallò le gambe molto in alto, quasi quasi mi fece strabuzzare gli occhi.
“Piacere di conoscerla, signora,” dissi.
“Smettila di guardare fisso, per favore. Non c’e niente che tu non abbia gia visto prima.”
“Si sbaglia, signora. Posso sapere come si chiama?”
"Signora Morte".
“Signora Morte? Lavora al circo? Nel cinema?”
"No"
“Dov’e nata?”
“Non ha importanza.”
“Anno di nascita?”
“Non cercare di far lo spiritoso...”
“Volevo solo alcune informazioni preliminari...”
In qualche imodo mi persi, cominciai a guardarle su per le gambe. Mi sono sempre piaciute, le gambe. E stata la prima cosa che ho visto quando sono nato. Ma allora stavo cercando di uscire. Da quel momento in poi ho sempre tentato di andare nell'altra direzione, ma con fortuna piuttosto scarsa. Fece schioccare le dita.
“Ehi, sveglia!”
“Eh?” Alzai lo sguardo.
“Il caso Céline. Ricordi?”
“Si certo.”
Aprii un fermaglio e puntai un’estremita Verso di lei.
“Ho bisogno di un assegno come anticipo"
“Certo,” disse sorridendo. “Qual é la tua tariffa?”
“6 dollari l’ora.”
Estrasse il libretto degli assegni, scribacchiò qualcosa, ne staccò uno e me lo gettò. Cadde sulla scrivania e io lo presi in mano. 240 dollari. Non vedevo tanti soldi da quando avevo azzeccato un’accoppiata a Hollywood Park nel 1988.
“Grazie, signora...”
“ Morte,” continuo lei.
“Si," dissi. “Adesso mi racconti qualcosa di questo cosiddetto Céline. Ha parlato di una libreria?”
“Be’, frequenta la libreria di Red, sta li a scartabellare... chiede di Faulkner, di Carson McCullers, di Charles Manson...”
“Frequenta la libreria, eh? Ehmmn.”
“Si” confermò, “conosci Red. Gli piace cacciare la gente dal negozio. Una persona spende da lui mille dollari poi si ferma un minuto o due e Red gli dice: ‘Perché non vai al diavolo fuori di qui?’ Red è un bravo ragazzo, ma é bizzaro. Comunque continua a cacciar via Céline, lui se ne va da Musso’s e se ne resta li al bar con la faccia triste. Dopo un giorno o due ritorna da Red e la storia si ripete.”
“Céline è morto. Lui ed Hemingway sono morti , a un giorno di distanza l'uno dall’altro. Trentadue anni fa.”
“Di Hemingway lo so. Lui ce l’ho.”
“E sicura che fosse Hemingway?"
“Oh si.”
“E allora perché non è sicura che questo sia il vero Céline?”
“Non lo so. Ho una specie di blocco, in questa faccenda. Non mi é mai successo prima. Forse è troppo tempo che sono sulla breccia. Quindi sono venuta da te. Barton dice che sei bravo.”
“E lei pensa che il vero Celine sia vivo? Lo vuole?”
“Assolutamente, grassone.”
“Belane. Nick Belane.”
“D’accordo, Belane. Voglio esserne certa. Dev’essere il vero Celine, non un incompetente che si spaccia per lui. Ce ne sono troppi, di quelli.”
“Lo sappiamo bene.”
“Be’, datti da fare. Voglio il più grande scrittore francese. Ho aspettato anche troppo.”
Poi si alzò e uscì. In tutta la vita non avevo mai visto un culo simile. Oltre ogni  immaginazione. Oltre tutto quanto. Adesso non mi scocciate. Voglio pensarci su.

Era il giorno dopo.
Avevo annullato l’impegno di tenere un discorso alla Camera di Commercio di Palm Springs.
Pioveva. ll soffitto perdeva. La pioggia lo attraversava e faceva “plic plic plic ploc ploc plic plic plic ploc plic plic ploc ploc ploc plic plic plic...”.



24/07/15

Musica e Tecnologia: L' incredibile US Festival 1982/83'

'US Festival 1982/83'

L'US Festival è il nome di due eventi musicali organizzati nei primi anni ottanta da Steve Wozniak, co-fondatore della Apple Computer. La prima edizione si svolse nel weekend del Labor Day nel 1982 mentre la seconda durante il weekend del Memorial Day nel 1983. Wozniak pagò per la demolizione e la ricostruzione di un nuovo spazio a cielo aperto destinato ad ospitare un palcoscenico d'ultima generazione presso il Glen Helen Regional Park vicino a Devore, San Bernardino, California.

Fu un evento che ha avuto un impatto incredibile sul mondo del rock and roll. Nonostante si svolse per due soli anni, gettò le basi per tutti i festival rock a venire, dal Lollapalooza al Outside Lands, fino al Coachella, etc., di cui godiamo ancora oggi. Erano tempi difficili per i grandi raduni: per decenni i festival erano mal visti e evitati dalle città, la paura di scontri e violenze era molta, Altamont era ancora nel ricordo di tanti. Nonostante questo, ..<<La maggior parte delle persone non sa di cosa stiamo parlando...>> dice Barry Fey, uno dei maggiori promoter di concerti americani.
Il Festival nacque da un idea di Wozniak, co-fondatore della Apple, idea che aveva come principio di mettere in risalto e unire musica e tecnologia, e un nuovo modo di pensare. Oltre alla musica, ci furono collegamenti via satellite con l'Unione Sovietica durante i due eventi, che furono arricchiti da molte innovazioni tecnologiche d'avanguardia: fu una delle prime volte che si utilizzarono mega schermi video durante un concerto. 

Il primo Festival nel 1982 vide le esibizioni di gruppi rock classici e new wave come i Police, i Ramones, Talking Heads, e Tom Petty & The Heartbreakers, così come artisti provenienti da altri generi. Si stima che circa 425.000 persone presero parte all'evento di quell'anno.
L'edizione del 1983 del Festival portò le cose ad un livello maggiore, di professionalità e organizzazione. Nella ricordi di molti, il fulcro della manifestazione fu l' Heavy Metal Day, che vide le esibizioni dei Quiet Riot, Motley Crue, Ozzy Osbourne, Judas Priest, Triumph, Scorpions e di Van Halen. Fu proprio Steve che volle assolutamente David Bowie alla manifestazione, nonostante i problemi di organizzazione, di spazio e di budget.

"Io amo David ...e questi sono i miei soldi e il mio festival.. "
Il promoter Barry FeyFey chiamò Bowie, che era in un tour europeo per promuovere 'Let Dance'. Bowie rispose:<< Dovremo interrompere il nostro tour e noleggiare un 747 per portare le nostre attrezzature..>>. David Bowie partecipò con un compenso di un milione e mezzo di dollari, quanto Van Halen, fino ad allora l'artista più pagato e anche più criticato. Quando Frey comunicò le spese, Wozniak si strinse nelle spalle.

I Clash, di cui abbiamo già postato il live a S. Bernardino, organizzarono una conferenza stampa e vomitarono veleno soprattutto contro Van Halen, che era un loro obiettivo particolare, e per esprimere il loro disappunto, minacciando di non suonare.
Alla fine cedettero e, come ricorda Fey, gli organizzatori del festival si presero una piccola vendetta, facendo scorrere sullo schermo del video - durante il loro set. - la cifra che il gruppo ottenne per la loro esibizione: mezzo milione di dollari.
Wozniak perse un sacco di soldi su entrambi i festival. L'US Festival ha vissuto per anni solo nella memoria e anche, in forma tangibile, grazie ad alcuni video e registrazioni provenienti da archivi privati. Ora verrà pubblicato un documentario/concerto su Dvd: "USA Festival 1983: Giorni 1-3", già in digitale su iTunes, sarà pubblicato in DVD il 3 dicembre dalla MVD Entertainment..

"Dissero che non potevamo farlo, che era troppo costoso, troppo ingombrante. Abbiamo dimostrato che si sbagliavano. Era il momento giusto per questo tipo di festival. C'era uno spirito, una spinta all'unità iniziava a diffondersi. Abbiamo cercato di catturare quella spinta. Penso che alla fine ce l'abbiamo fatta.."
Steve Wozniak

Nel video, il set completo al US Festival dei Wall of Voodoo, con l'ultima apparizione di Stan Ridgway con la band e di seguito quello dei Ramones.




 

Queste le incredibili Line-Up dei due eventi/concerti:

Labor Day Weekend, 1982

Venerdì 3 settembre
Gang of Four
The Ramones
The English Beat
Oingo Boingo
The B-52's
Talking Heads
The Police

Sabato 4 settembre
The Joe Sharino Band
Dave Edmunds
Eddie Money
Santana
The Cars
The Kinks
Pat Benatar
Tom Petty & the Heartbreakers
Prima video conferenza tra USA e URSS

Domenica 5 settembre
Breakfast with the Dead (Grateful Dead)
Jerry Jeff Walker
Jimmy Buffett
Jackson Browne
Fleetwood Mac

Memorial Day Weekend, 1983

Sabato 28 maggio (New Wave Day)
Divinyls
INXS
Wall of Voodoo, ultimo concerto di Stan Ridgway con i Wall of Voodoo
Oingo Boingo
The English Beat
A Flock of Seagulls
Stray Cats
Men at Work
The Clash, ultimo concerto di Mick Jones con i The Clash.

Domenica 29 maggio (Heavy Metal Day)
Quiet Riot
Mötley Crüe
Ozzy Osbourne
Judas Priest
Triumph
Scorpions
Van Halen

Lunedì 30 maggio (Rock Day)
Los Lobos (solo sul palco laterale)
Little Steven & The Disciples of Soul
Berlin
Quarterflash
U2
Missing Persons
The Pretenders
Joe Walsh
Stevie Nicks
David Bowie

Sabato 4 giugno (Country Day)
Thrasher Brothers
Ricky Skaggs
Hank Williams, Jr.
Emmylou Harris & The Hot Band
Alabama
Waylon Jennings
Riders in the Sky
Willie Nelson
Gerald Ray Band





23/07/15

Quando il Rock era impegno: Concert for Boat People 1978

NOTTE DI ROCK 'N' ROLL E IMPEGNO A N.Y. - USA.
Quando la guerra del Vietnam finì, ebbe inizio una crisi umanitaria di grandi proporzioni. Iniziò un esodo di rifugiati indocinesi, in fuga su barche traballanti e con nessun posto dove andare. Nel 1978, il flusso raggiunse la cifra di 100.000 rifugiati, molti dei quali morivano nel mare della Cina meridionale: fu la catastrofe dei "boat people", molto simile a quello che oggi viviamo quì in Italia, con migliaia di profughi che nel tentativo di sfuggire alle guerre e alla fame che devastano i loro paesi di provenienza, Siria, Libia, Palestina.. muoiono affogati nel Mediterraneo.

Maggio del 1978, Palladium di New York City. Todd Rundgren, in uno sforzo per sensibilizzare sulla difficile situazione dei boat people e per raccogliere fondi destinati al loro aiuto organizzò un concerto/evento che vide la partecipazione di molti esponenti del rock allora molto in voga.

Il programma era davvero straordinario: David Johansen, Blue Oyster Cult, Patti Smith e Todd Rundgren con i suoi Utopia. Due spettacoli di beneficenza pro-refugi indocinesi organizzati da Rundgren stesso, esauriti immediatamente. ll secondo iniziava a mezzanotte e mezzo - il teatro Palladium sul confine settentrionale del Village tuonava nella notte - quello che si dice una vera notte di rock’n’roll.
David Johansen era ed è, nel suo piccolo, una leggenda. Come bambola superstite (New York Dolls) le porte gli erano state aperte, il vecchio e il nuovo pubblico lo accolse con l’affetto che si elargisce a un vecchio amico. Come cantante ancora urlava con quella voce fragile e vulnerabile, come autore le sue canzoni scendono più facilmente verso immagini sempre tese e nervose, ma più romantiche. Come showman pagava un po’ la sua somiglianza a un ciclone jaggeriano - ma chi ne é esente, nel r’n’r? -, e si chiamava spontaneamente addosso una simpatia che era quella riservata a chi da molto tempo la rincorreva e meritava. <<Potete contare su di me!>>, urlava nell’introduzione di “Reach Out, /'ll Be There", e si vedeva come volesse arrivare a rappresentare qualcosa di fidato per il suo pubblico. E quando su Frenchette (invocazione di amore e salvezza) gettava via ogni speranza e miagolava <<Let’sjust DANCE», la folla lo seguiva. Un breve set, molto intenso e divertente, con ancora souvenir delle Dolls in Personality Crisis, e poi come bis una turbolenta versione di Girls, stoneggiante assai. Applausi Quando salirono i BOC, l’atmosfera era già calda. L’ultima volta si erano visti era il loro show, e la spettacolarità degli effetti laser aveva tramortito di brutto. Senza effetti con cui catturare la suggestione, il quintetto si affidò a tutta Ia sua proverbiale compattezza. I Cult, bene o male, sono sempre rimasti un culto. . Davanti alla solida sezione ritmica dei fratelli Bouchard, Eric Bloom tutto-cuoio (con aria di minaccia) cantavano canzoni di extra-terraneita e macabri encounters da dietro gli occhiali specchiati. Buck Dharma, sempre impeccabile in abiti interi, riempiva l’aria di pregevolmente ben costruiti assoli di chitarra, e il dinoccolato Alan Lanier aggiungeva il supporto necessario alla completezza del suono con spazzate di tastiere o di terza chitarra_ <<PeopIe, are you ready to rock and rooolll!», loro abituale presentazione, bastava per catturare I ‘attenzione fin dall’inizio e a non mollarla più fino alla fine. Non un rock pecoreccio e casuale: ma molta complessità nei loro incroci armonici e strumentali, il suono pulito, pur nella sua mastodontica potenza. Pesante ma intelligente, grazie a dio.

A sorpresa, la poetessa. Entrò sulla scena da sola, vestita premaman e andatura ciondolante, i lunghi capelli sugli occhi. Cominciò a mormorare qualcosa, poi il tono si fece più forte, e le parole presero senso. Dietro a lei, il palco si riempì con Lenny Kaye, J.D. Daugherty, l'ex fidanzato Lanier e Dharma. La musica prese forma, il ritmo si fece urgente, incalzante. Esplose g-I-o-r-i-a-GLORIA! Patti vedeva la gente seduta, li incitava ad alzarsi. Non tutti la seguirono. Allora, perfetta padrona di casa, si gettò nelle prime file a ballare. Poi tornò sul palco, fece passerella, sbracciò un addio e scomparve. Folgorante. Non tornerà. E, in un certo senso, l’attesa era per lui. Il wizard/true star arrivava esattamente cosi. La gente lo aspettava, e sapeva che la vera star della serata era lui. Todd lo sapeva meglio di loro - l’aveva messa in piedi lui, la baracca - e quando apparì non lasciò più spazio a ripensamenti. Un paio di calzoni tipo-seconda pelle e una giacchetta aperta sul petto in piena moda spaziale-sobrio, in fondo. Nato a Philadelphia e in tournée perenne da anni, Rundgren a poco a poco si era conquistato lo status di star, e la gente lo adorava: ammirava la sua fantasia, la sua voce metallica e dolce insieme, e conquistata dal suo formato di poi: songs melodiche e facili come linearità, intelligenti e piene di spunti nella loro elaborazione. Al suo fianco il consueto trio degli Utopia piccolo ma compatto nucleo dove si fondevano con magistrale dosatura solido accompagnamento ritmico, tessiture di organo piano e sintetizzatori, e impasti vocali assolutamente impeccabili. Per la serata Told sembrava aver lasciato dietro le quinte i suoi giorni più sperimentali, e snocciolava una dopo l’altra canzoni riconosciute e accolte tutte con grandi applausi e grandi sorrisi. Una delle sue composizioni più recenti, Why Can't We Be Friends, era e rimane un gioiello di arrangiamento, linea melodica e esecuzione. Nelle due parti centrali, solo le due tastiere a rincorrere un ritmo spezzato e un’aria delicata e poetica, una ballerina entrò in scena e nella tenue luce azzurra danzava con una grazia incantevole. ll finale, con apparizione a sorpresa del malefico Rick Derringer (in una lunga versione di Hang On Sloopy, altro fantasma di infanzia che ritornava), era eccitamento e rock’n’roll pieno. L'orologio segnava le quattro e dieci di mattina, e credo che dica tutto.

Serate così, il rock’n’roll ne vede oggi assai poche. A nessuno dei nostri rockers è venuto mai in mente di organizzare eventi e concerti benefits a favore dei molti immigrati che ogni giorno affrontano il mare e la morte per sfuggire a condizioni di vita miserevoli e brutali. Impegno e musica, nel nostro paese, sono ormai solo un lontano ricordo..



22/07/15

Spara, vigliacco! Le ultime parole famose..

1. Brendan Behan
"Hai fatto un errore. Mi hai sposato. "
Il drammaturgo irlandese, sollevato dal suo letto d'ospedale, disse questo, con atteggiamento di grande tolleranza e comprensione a sua moglie , Beatrice; poi morì di malattia epatica acuta all'età di 41 anni.



2. Dylan Thomas
"Ho appena bevuto diciotto whisky tutto d'un fiato. Credo che sia un record ".
Questo disse il poeta gallese nella sua stanza al Chelsea Hotel a Liz Reitell, con la quale aveva una relazione, dopo aver fatto questo record in una gara di bevute alla White Horse Tavern. Morì poco dopo di intossicazione acuta da alcol all'età di 39 anni.


3. Edith Piaf
"Tutte le dannate stupide cose che si fanno nella vita alla fine si pagano."
La cantante francese, che soffriva di alcune malattie croniche, prese la polmonite a Parigi. Sapeva che stava morendo, e disse questo a sua sorella, al suo capezzale.

4. Lee Harvey Oswald
"Non c'è nessuno che vuole spararmi".
Il sospetto assassino di John Kennedy disse questo al detective James Leavelle, che lo scortava ammanettato mentre veniva portato fuori da una stazione di polizia di Dallas. Qualche istante dopo, Jack Ruby dimostrò che aveva torto.

5. Dutch Schultz
"Madre è la migliore scommessa e non lasciare che Satana ti prenda velocemente ... La zuppa di fagioli franco/canadese. Voglio pagare George ... Oh, mamma, mamma, mamma. "
Colpito alla testa durante una cena nel night club Palace Chop House a Newark, il gangster legato al sindacato ebraicoindugiò per 22 ore, blaterando monologhi esistenzialisti, cose surreali e senza senso..


6. George Armstrong Custer 
"Hurrah, ragazzi, ce li abbiamo! Li finiremo e poi ce ne torniamo a casa, alla nostra nostra stazione. "
Il 25 giugno 1876, a Little Big Horn, Custer era così sicuro di un rapido successo del suo attacco a sorpresa che urlò questo ai suoi uomini prima di caricare all'impazzata l'accampamento Sioux.


7. John B. Sedgwick
"Non potrebbero colpire un elefante a questa distanza ''
Il generale dell'Unione, supervisionando postazioni di artiglieria nei pressi di Spotsylvania, rassicurò i suoi uomini sull'efficacia delle barricate e sulla loro sicurezza. Un cecchino confederato gli dimostrò che metà della sua dichiarazione era sbagliato. Morì così, colpito da un tiratore scelto, da una notevole distanza.


8. Nerone
"Quale artista muore con me!" 
Dopo che l'imperatore romano fu rovesciato, andò a nascondersi nei pressi di Roma. Una sentenza di morte fu approvata in contumacia dal senato romano. Prima che potesse essere eseguita , Nerone si suicidò con il veleno. Queste, secondo Tacito, furono le sue ultime parole.


9. Eva Maria (Evita) Duarte de Peroneva
"Una donna per bene deve andare avanti nel mondo."
La moglie del presidente argentino Juan Peron disse questo alla cameriera prima di cadere in coma. Dopo la sua morte, il suo corpo fu imbalsamato e esposto al pubblico.


10. Ernesto Che Guevara 
"Spara, vigliacco, e stai tranquillo: stai per uccidere un uomo."
Quando il rivoluzionario, argentino di nascita, fu catturato dalle truppe boliviane il 9 ottobre 1967, disse questo a Mario Teran, il soldato a cui era stato ordinato di sparargli.


11. Hunter S. Thompson
Relax. Non farà male
Classe gonza. La frase sarebbe riportata su un biglietto scritto poco prima di essersi sparato. Ma secondo alcuni non si è trattato di un suicidio. Inoltre, secondo la ricostruzione, Thompson è morto mentre era al telefono con la moglie.


La perfetta colonna sonora per una stupida marcia razzista







21/07/15

Socialismo, funk e qualche testa spaccata: Delta 5

Oltre ai Gang of Four, il gruppo di Leeds portavoce dei sottoproletari politicizzati dell'Inghilterra industriale, fautori del neomarxismo applicato al Post-punk, un altro gruppo di Leeds, i Delta 5 portò quel mix di musica e politica sulle piste da ballo alla fine degli 70. Socialisti per loro stessa definizione, agitatori e provocatori, nel 1979 Julz Sale cantante / chitarrista, Ros Allen al basso , e Bethan Peters come secondo bassista , Alan Briggs alla chitarra e Kelvin Knight alla batterista si distinsero come la versione più dura e tagliente delle Slits e Gang of Four messi insieme. Sia i Delta 5 e i Gang furono tra i principale fautori del movimento Rock Against Racism . Delta 5, che annoverava tre donne nel gruppo, ebbero anche un ruolo determinante nella lotta contro la Corrie Bill, una legge contro l'aborto.

Alla fine degli anni '70, gruppi skinhead locali arruolati dal British Movement, una propaggine spudoratamente nazista e ancora più razzista del Fronte Nazionale britannico, attaccavano i concerti delle band "comuniste". Rock Against Communism si facevano chiamare, e una notte Ros Allen dei Delta 5, fu riconosciuta in un pub da otto membri del British Moviment, che l'apostrofarono come "strega comunista". I membri del gruppo furono costretti a uscire dal pub, inseguiti per strada e pestati. Bethan Peters, vocalist e bassista dei Delta raccontò a Greil Marcus, nel 1980, che gli skinhead che facevano il saluto nazista ("Sieg Heil") erano una presenza fissa ai loro concerti, e che più volte spaccò la testa a molti di loro nel corso degli incidenti che provocavano.

I Delta 5 ebbero vita breve, il sodalizio non durò a lungo, solo un album e alcuni singoli prima dello scioglimento nel 1982. La loro fama e reputazione è ai più sconosciuta, per diversi decenni sono stati oscurati, ma nel 2006, l'etichetta Kill Rock Stars ha ripubblicato alcuni primi materiali del gruppo, come Singles & Sessions 1979-1981 , che hanno rinnovato nuovo interesse per questa band sicuramente originale e alternativa. Sotto, il video di “Mind Your Own Business", registrata presso la discoteca Hurrah a New York City, nel 1980.




20/07/15

A Columbia (Usa) non passa il Klan

Un poliziotto di colore aiuta un membro del KKK che si era sentito male!
Dal Venerdì di Casale S. Nicola, a Roma, a Sabato 18 luglio, Columbia, in South Carolina, Stati Uniti. Poche decine di persone, sotte le effige dei fedeli Cavalieri Bianchi del Ku Klux Klan del North Carolina si sono raccolti per protestare contro la recente rimozione della bandiera confederata dagli uffici della pubblica amministrazione, e in particolare dalla Statehouse, il parlamento locale. La decisione era stata presa nelle ultime settimane in seguito all'attentato contro la chiesa di Charleston per mano di un neonazista e all'acceso dibattito sulla simbologia razziale della bandiera secessionista, considerata un'icona della segregazione razziale e dell'intolleranza nei confronti degli afroamericani. In quella che sicuramente non è una coincidenza, sono cresciuti gli attacchi incendiari contro le chiese della comunità nere e le provocazioni, fino alla manifestazione di sabato.

E' stato concessa l'autorizzazione anche per una manifestazione di un gruppo affiliato al New Black Panther Party, “Black Educators for Justice”, per lo stesso giorno: doveva essere uno sparuto gruppo di neri che volevano protestare contro la manifestazione nazista, ma quando è arrivato il momento per il KKK di dare via al corteo, il gruppo si era ingrossato fino ad arrivare a un migliaio di contro-manifestanti, molti dei quali appartenenti alle Black Panters. Decine di agenti in divisa hanno creato un perimetro per permettere l'ingresso ai "Klansmen" alla cosidetta "zona di libertà di parola", nel tentativo di divedere i due gruppi.

I nazisti, sopraffatti dal numero di contro manifestanti, potevano fondamentalmente solo urlare e inveire, sventolando le loro bandiere: uno skinhead scherniva mimando gesti e grugniti delle scimmie gli afro-americani, il che sarebbe stato in realtà divertente se lo spettacolo non fosse così seriamente patetico. Non appena il KKK ha tentato di muoversi – ovviamente scortato dalla polizia in forze – decine di Black Panther sono quindi entrati in azione scatenando un vera e propria “caccia al suprematista”; hanno inseguito i membri del Klan, alcuni rifugiati in un garage secondo testimoni sono caduti sotto i colpi delle pantere che hanno poi dato alle fiamme i vessilli degli incappucciati mentre la polizia è arrivata in tempo per evitare il peggio. Alla fine, dopo circa un'ora di scontri, il bilancio è di 20 persone ferite, 5 arrestate, diverse bandiere confederate rubate e date alla fiamme, ma soprattutto di numerosi neonazisti dolenti e sanguinanti per la solenne bastonatura ricevuta.

Tornata la calma, i pochi superstiti del Klan sono stati costretti ad allontanarsi dalla piazza sotto un diluvio di insulti, mentre ci sono stati diversi interventi che hanno ribadito la necessità di opporsi con ogni mezzo necessario alle provocazioni di suprematisti e razzisti.
Quì un video amatoriale sugli scontri postato su facebook




La vergogna di Casale e la sinistra fantasma

Con l'aiuto del Presidio Solidale di Via Visso - Nodo Territoriale Tiburtina, cerchiamo di ricostruire la vicenda che ha poi portato agli scontri di Casale San Nicola, venerdì scorso. Sì, perchè la “rivolta” di Casale San Nicola ha, infatti, una genesi molto più ampia e articolata di quanto non sia apparso nel solito circo mediatico che, dolosamente, continua a mettere al centro della narrazione solo la parte utile a fomentare la xenofobia e l'odio razziale. Protagonisti della vicenda le amministrazioni e i soliti “comitati” di quartiere, strumentalizzati da razzisti e fascistoidi vari per soffiare sul fuoco dell’emergenza e dirottare sull'immigrato cariche di rabbia altrimenti pericolose per il potere costituito.

Comitati di quartiere che si sono fatti sentire stamattina sui giornali, accusando i giornalisti e i media in generale di averli fatti passare per razzisti: strano, perchè prima le stesse accuse rivolte agli stessi giornalisti erano perchè questi non si occupavano della loro "vicenda", mentre ora si ritrovano sulle prime pagine dei quotidiani, con tanto di foto e filmati, che li ritraggono insieme ai soliti fasci di Casa Pound scagliare di tutto contro le forze dell'ordine, per impedire a 19, diciannove migranti di alloggiare in un centro di accoglienza nel loro bel quartierino.

"Non siamo razzisti e non abbiamo chiesto aiuto ai fascisti".. urlano.
Certo è che non possono più urlare la retorica fascista/leghista del.. portateli a casa vostra, portateli nei quartieri bene: Casale S.Nicola non è Tor Pignattara, non è il Casilino o un altra delle zone a rischio della città.
Dei camerati, oggi, non c'è traccia, mentre i 19 ragazzi immigrati se ne stanno nel casale, buoni e tranquilli: il più piccolo ha 17 anni, 21 il più grande.
Ma andiamo con ordine. A settembre 2014 sbarcano in Sicilia, tra le migliaia di altri, 60 ragazzi provenienti da Gambia, Senegal, Mali. Dopo pochi giorni di permanenza nei centri locali vengono trasferiti a Roma, insieme a un gruppo di pakistani e bengalesi, in una struttura a via Visso, sulla Tiburtina, dove sarebbero dovuti rimanere temporaneamente fino al colloquio con la Commissione giudicante lo status di rifugiato.

La data di tale colloquio, tuttavia, rimane vaga per lunghi mesi, durante i quali i ragazzi iniziano a vivere attivamente il territorio in cui sono inseriti: chi lavorando, chi iscrivendosi a scuola, chi frequentando gli spazi sociali del quartiere attraverso corsi di italiano e altre attività. Lentamente iniziano a fare comunità, a integrarsi tra loro e con l’esterno, a uscire sempre più dal ghetto che viene costruito intorno alla figura del migrante.

Nel frattempo, a maggio inizia a circolare la voce che verrà aperto un nuovo centro di accoglienza sulla Cassia, all’incrocio tra La Storta e la Braccianese. Sull’onda di quanto già successo a Tor Sapienza subito si attivano gli abitanti del quartiere che, fomentati da Casapound e le solite destre romane, occupano simbolicamente l’ex scuola che dovrebbe ospitare il centro e istituiscono un presidio permanente di protesta.

Pochi giorni fa, le due vicene si sono intrecciate in un disegno che ha ben poco di casuale. Ai ragazzi di via Visso viene comunicato, con sole 48 ore di anticipo, lo spostamento nell’edificio in questione, a decine di chilometri da dove hanno iniziato, tra mille difficoltà, a crearsi un’esistenza minimamente dignitosa. La motivazione ufficiale, peraltro tenuta nascosta fino all’ultimo, è il cambio di cooperative nell’appalto per l’accoglienza dei ragazzi, nell’ambito della riorganizzazione seguita a Mafia Capitale e al rapporto del prefetto Gabrielli. Da subito i ragazzi, che dunque dovrebbero essere spostati come pacchi postali senza minimamente essere interpellati, esprimono la ferma volontà di non volersi muovere verso la nuova collocazione, non volendo rinunciare ai percorsi già avviati e rifiutando di essere pedine di un meccanismo che trae profitto dalla loro deportazione. Tuttavia, la condizione di ricatto in cui versano a causa della richiesta d'asilo, un vero e proprio “limbo” giuridico, non consente loro di agire liberamente, poiché qualsiasi comportamento anche solo ai limiti della legalità potrebbe compromettere la richiesta stessa.

Accade così che la mattina di venerdì, sotto la minaccia di pregiudicare il parere della commissione d'asilo e di non ricevere più il “pocket money” e i pasti, il primo gruppo di ragazzi accetta a malincuore di andare a Casale San Nicola. Al loro arrivo trovano ad attenderli un centinaio tra residenti e fascisti inferociti, che tentano di opporsi fisicamente al passaggio del pullman dando vita ad un comico teatrino con le forze dell’ordine. Da qui inizia la narrazione tossica dei mass-media che, in un gioco delle parti già visto, trasformano la protesta, per quanto veemente, di qualche decina di persone in un evento di respiro nazionale con scontri e feriti.
L'unica risposta delle amministrazioni a un flusso migratorio sempre più imponente sembra essere quella che stiamo vedendo a Ponte Mammolo prima e a via Visso poi, con l'intento di trattare i migranti unicamente come problema di ordine pubblico finalizzato al mantenimento dell’emergenza e, dunque, alla speculazione su di essa da parte del sodalizio governanti-cooperative.
Questa la storia.

Ma oltre alle responsabilità delle autorità, dobbiamo però chiederci dove è la sinistra, dove sono i democratici, gli anti­raz­zi­sti, quelli del Pd e i Syriziani di Sel, a con­trastare l'odio nero, le brac­cia tese di Forza Nuova e Casa Pound, a spie­gare, a offrire ragio­na­menti alter­na­tivi, e magari a soste­nere i migranti in que­sto momento dif­fi­cile delle loro vite? Dove sono quelli degli slogan altisonanti, non un passo indietro, riprendiamoci i quartieri, mentre nelle strade si vedono solo bandiere nere e teste rasate?



Cittadini di Casale S. Nicola e fascisti protestano contro l'arrivo di 19 (diciannove) migranti..


19/07/15

De La Soul is Dead!

L'unico concerto, o uno dei pochi davvero spendibili in questa rovente ed estenuante estate in città viene cancellato, per motivi ai più sconosciuti:

"Siamo molto spiacenti di annunciare che, per motivi completamente indipendenti dalla volontà dei promoter e degli organizzatori, la data unica italiana dei DE LA SOUL è stata cancellata.
I biglietti acquistati in prevendita su Ticketone possono essere rimborsati entro il 28 agosto rivolgendosi allo stesso punto vendita presso cui sono stati acquistati."

Il live della legendaria crew di  Long Island, New York, era previsto per il 28 Luglio a Villa Ada, Roma, nell'ambito della rassegna "Roma incontra il mondo". Davvero una sfiga, una disdetta, per un esibizione che era molto attesa non solo nella capitale. I De La Soul, lo ricordiamo, festeggiano i 25 anni della loro carriera, e l'uscita di quel  3 Feet High and Rising considerato uno degli album più influenti nella sfera hip hop e comunque nei 500 migliori dischi di tutti i tempi.

Ricordiamo anche che in onore del 25 ° anniversario di3 Feet High and Rising i De La Soul l'anno scorso resero il loro intero catalogo disponibile per il download gratuito per 25 ore sul sito web del gruppo. Il download durò da Venerdì 14 febbraio  fino al Sabato a mezzogiorno.

"Si trattava di permettere ai nostri fan di avere accesso a tutto, dopo tanto tempo" dice  Posdnuos. " Questo è il nostro modo di dimostrare loro quanto li amiamo."
We love you too...



18/07/15

Il rock nel Granducato degli Stary Olsa

Abbiamo visto tanti gruppi europei che rifanno brani di famose rock e metal band in stile folk, musicisti finlandesi che coverizzano gli AC / DC, e Iron Maiden, complessini country blugrass che invece si divertono con il punk e i Nirvana. Ora, prepariamoci a sentire ancora alcune canzoni simbolo del rock rifatte in uno stile tipicamente europeo: gli Stary Olsa infatti ci riportano nel medio evo, interpretando in stile Medievale popolare bielorusso, canzoni come "Child in Time" dei Deep Purple, "Californication" dei Red Hot Chili Peppers e molto altro. Il nome del gruppo deriva da un fiume della Bielorussia orientale, mentre il loro abbigliamento, la strumentazione, e i ritmi derivano da un piccolo stato lituano, il "Granducato". Le canzoni invece sono tutte del 20 secolo ..

"One" dei Metallica è già una canzone incredibilmente drammatica , e la cover degli Stary Olsa funziona bene nel suo stile sincopato e spartano . L'associazione dei suoni e dei costumi dei musicisti, delle voci e degli strumenti, inevitabilmente ci ricordano i "secoli bui", e la sanguinosa storia dell'Europa medievale. Queste associazioni, con la solennità un pò dark delle canzoni, conferiscono alla performance di Stary Olsa una gravità che eleva queste cover di gran lunga sopra le loro origini pop.

Certo che affinché tali stili, di tempi e culture così diverse e lontane possano fondersi, la musicalità doveva essere ad alto livello. Tale era il caso della band finlandese dei Steve 'N' Seagulls, che operano con il metal e il bluegrass, e tale è certamente il caso degli Stary Olsa, che sono apparsi alla televisione bielorussa (da cui alcuni di questi video provengono) e che attualmente godono di un livello di popolarità anche al di fuori dei confini che poche band bielorusse hanno mai raggiunto. E 'improbabile vederli nei circuiti dei festival rock, ma il loro status di piccola band di culto su Internet è del tutto garantito. La band ha reinterpretato anche alcuni brani dei Beatles dimostrando di sapersi cimentare nel loro linguaggio musicale, anche con cose più leggere, oltre che con un sound misterioso e un pò..inquietante.






 

16/07/15

Donnacce in copertina e la (non) morte della musica

Boicottare, isolare, ostacolare e modificare l'attività di qualcosa o qualcuno con un'azione individuale o collettiva coordinata, è roba seria, un’azione straordinaria, un atto che deve essere giustificato da motivi importanti, intenzioni nobili, a fronte di disastri umanitari e ambientali, comportamenti illeciti, tracotanze. Si boicotta Israele per l'occupazione e lo sfruttamento di un popolo e di territori a questo popolo sottratti con la forza, si boicotta la Nestlè perché promuove nel sud del mondo l’uso del latte in polvere, benché sia noto che in quei paesi l’allattamento artificiale uccide, tutti gli anni, un milione e mezzo di bambini (quasi tre al minuto). E Mitsubishi viene boicottata perché è la più grande compagnia commerciale giapponese che abbatte e commercia legno tropicale proveniente dalle foreste asiatiche e sudamericane. Le operazioni di disboscamento di Mitsubishi procedono ininterrottamente 24 ore su 24 e, solo in Malesia, distruggono 300.000 ettari di foresta all’anno. Questi secondo me sono motivi e cause importanti per mettere in atto grandi azioni di boicottaggio su vasta scala, e ne potrei citare molti altri. Ma boicottare il magazine Rolling Stone perchè mette in copertina una famosissima Kim Kardashian in décolleté mi sembra sinceramente troppo. L'idea è di Sinead O’Connor, che ha scatenato le sue ire dopo essersi accorta dell'incauta cover della rivista cult della musica alternativa.

“Che cosa ci fa questa donnaccia (“Io non sorrido tanto perché provoca le rughe”) sulla copertina dei Rolling Stone? La musica è ufficialmente morta. Chi immaginava che Rolling Stone l’avrebbe uccisa? Simon Cowell e Louis Walsh non possono più essere tenuti a prendersi tutte le colpe. Bob Dylan deve essere maledettamente inorridito”.

Vero è che la misura è colma e che molti proprio non l'hanno presa bene: la notizia sta circolando sul web con tanto di hashtag #BoycottRollingStone e dopo poche ore migliaia di like e di condivisioni si sono abbattuti sul post di Sinead. Ma la musica non è ufficialmente morta, solo Rolling Stone è da tempo.. deceduto.
Sono anni ormai che Rolling Stone USA mette in copertina Brtiney Spears, Justin Bieber e la Boy Band del mese. Se ci limitiamo a Rolling Stone Italia, la rivista si distingue per la sua provincialità, evidente quando sfogliandola non c'è pagina in cui non compaiano le parole "rock & roll" "stili di vita". E vai con lunghi e boriosi servizi su Harley Davidson, Jack Kerouac, i tatuaggi, lo spericolato rocker che ama gli sport estremi. Il direttore di Rolling Stone viene da giornali non musicali, in particolare l'ultimo da Wired se non sbaglio, e di "rock & roll" pare ne sappia davvero poco, oltre ai suoi ricordi di ragazzino nerd appassionato di schitarrate elettriche. Per questo forse che partecipa ad Amici della De Filippi...

E poi, Grignani, i fumetti di Valentino Rossi, le pagine sulla moda, le interviste a personaggi davvero improbabili.. Sono oramai entrate nel limbo le classifiche: Kurt Cobain piazzato al 12esimo posto come miglior chitarrista di sempre (!), e Flea dei Red Hot Chili Pepper miglior bassista del mondo!! We're Only in It for the Money di Frank Zappa alla posizione numero 296 nella lista dei migliori 500 dischi di sempre.. A tutto  c'è un limite.

Che l’editoria italiana (e non solo) sia in crisi, non è una novità: basta dare uno sguardo ai dati relativi alle vendite di quotidiani e periodici per accorgersi che le difficoltà economiche sembrano colpire tutte le tipologie di giornali. Anche il settore editoriale musicale, ha le sue “vittime”: Jam e il più quotato XL di Repubblica infatti non sono più in edicola dalla fine del 2013 mentre proseguono la loro vita su Internet, dove i costi sono sicuramente minori, aggiornando sia il sito che le relative pagine Facebook. Il Mucchio, ex Mucchio Selvaggio in forte difficoltà. Calo delle inserzioni pubblicitarie e la diminuzione del numero di lettori i principali motivi della crisi. Ma di fondo un pò se la cercano, pure. In controtendenza, Pitchfork Review, testata musicale nata on-line, che a dicembre ha fatto il grande passo e, mentre la carta si trasferisce in massa sul web, ha dato alle stampe il suo primo numero cartaceo. Rolling Stone in verità e a nostro giudizio, è già da tempo che ha perso credibilità , autenticità, e autorevolezza, e le reazioni stizzite di questi giorni sono il sintomo che la l’ha fatta proprio grossa e ha dimostrato, se ancora ce ne fosse bisogno, di prostrarsi alle logiche commerciali del momento, con quelle che generalmente vengono definite vere e proprie “marchette”. Con il Rock'n'Roll e l'universo underground e alternativo non hanno niente a che farci e non c'è bisogno di boicottare: ci pensano già da soli ..
Per quanto ci riguarda.. siamo una realtà piccolissima nel settore dei blog, che in generale sono il veicolo che fan e osservatori utilizzano per raccontare le proprie impressioni personali su un musicista o un disco, e che è evidentemente molto diverso da fare critica. Sicuro è che non apparteniamo a quella schiera di fanatici ossessionati dallo scoprire qualche sperduto gruppetto di tangheri e cercare a tutti i costi di farli passare per il "nuovo" e di venderceli come "il gruppo che ha creato la moda che presto seguiranno tutti"..



(Alla batteria il grande Sly Dumbar)

15/07/15

Ama o muori: Susumu Yokota (In memory)

Di nuovo quì a commentare e ricordare un musicista per noi importante, e di cui avevamo già parlato. Lo sconcerto è che Susumo Yokota, musicista, produttore e artista a tutto tondo giapponese ci lascia ad appena 54 anni. La scomparsa risale al 27 marzo dopo un lungo periodo di malattia ma la notizia della sua morte è stata annunciata dalla sua famiglia solo questa settimana. Un periodo davvero nefasto per la musica: solo l'altra settimana siamo stati costretti a commemorare il grande Chris Squire, anche lui scomparso a causa di un male incurabile.

Susumo Yokota era un economista prestato all'arte e alla musica, inizialmente come techno dj e compositore. Nei primi anni 1990 era molto noto nei locali di Tokio, e come DJ aveva sviluppato un sound che univa techno e housecon sonorità jazzy, prima di dedicarsi completamente alla musica ambient e all'elettronica . Diversi gli album diventati punti di riferimento per tutto il movimento ambient: Sakura e Grinning Cat inclusi. Considerato un classico della musica ambient anche The Boy and the Tree. Sono stati anche dischi che hanno rappresentato i migliori risultati a livello commerciale per le varie etichette con cui ha collaborato, in particolare per la Leaf e la Sublime. Sia con il proprio nome o con lo pseudonimo di 246, Yokota ha pubblicato molti dischi nel corso della sua prolifica carriera su etichette come Leaf, Lo Recordings, Reel Musica, Sublime, e la sua Skin Tone. Dreamer, il suo ultimo , è stato pubblicato dalla Lo nel 2012.
Il successo che i lavori di Susumo avevano riscosso è stato ancora più straordinario per il fatto che a malapena li aveva promossi: ad esempio, in Europa aveva suonato dal vivo pochissime volte. Amo Susumo Yokota perchè la sua musica è sempre stata del tutto personale, individuale, esoterica e mai però indulgente. La creazione di gioielli musicali, intricate basi e tessuti sonori hanno scintillato come pochi. Non l'ho mai visto dal vivo e non c'è dubbio che la sua reputazione sarebbe di gran lunga superiore a molti dei suoi contemporanei, se la gente avesse avuto modo di poterlo ascoltare in esibizioni live. Ci mancherà molto, anche questo, senza ombra di dubbio...

Ripubblico il piccolo post che gli avevamo dedicato tempo fa, integralmente. Il video della sua versione di Golden Years di Bowie è scomparso da Youtube, ma sarà mia cura e premura di costruirtne uno nuovo e caricarlo sul mio account video.


Già, centra sempre Bowie, non c’è che dire. Così scovai una raccolta di artisti emergenti che rifacevano alcuni dei suoi successi e quello più convincente fu la rivisitazione di Golden Years fatta da Susumu Yokota. Artista nipponico poliedrico, musica, pittura, installazioni multimediali.. quella cover di Bowie mi colpì tanto da rovistare nel suo vasto catalogo (il primo lavoro è del 1992) senza, tra l’altro, nessun rimpianto. House, techno, ambient, sperimentazione con variazioni orientali, originale e affascinante. Grinning Cat è più che altro musica classica d’avanguardia, rarefatta e tecnologica, romantica e decadente, concentrata fortemente sul pianoforte, in alcune parti fortemente campionato. Un disco minimale , con alcune tracce inquietanti e tristi ma dieci brani sinuosi e molto differenti tra loro, anche se non sembra. Da ascoltare con i primi scrosci di pioggia autunnali. (O mentre si osserva la città illuminata di notte, fumando sigarette dalla finestra d'ospedale). La ricerca continua..
Grinning_Cat.rar








14/07/15

Orgoglioso di appartenere alla classe operaia: John Doe, Keeper

Los Angeles (1980)
Wild Gift (1981)
Under The Big Black Sun (1982)
More Fun In The New World (1983)
Ain't Love Grand (1985)
See How We Are (1987)
Live At The Whisky A Go-Go On The Fabulous Sunset Strip (live, 1988)

Tutti. La mia discoteca contiene tutti i dischi degli X e il primo album solista di Exene Cervenka. Ho tralasciato solo gli ultimi due, mediocri e commerciali, ma diamine.. Wild Gift (prima di Los Angeles) irruppe: avevo sempre avuto la sensazione di viaggiare superveloce , e quel disco mi proiettò dritto alla velocità della luce. Gli X, una delle band più importanti per dalla scena alternative e punk di LA, hanno imperversato per tutti gli anni '80 con la loro furia di punk, rockabilly, country rock sparato al fulmicotone. J. Doe è stato un icona di stile, bassista, selvaggio e pungente nei suoi testi diametralmente diversi dal punk hardcore americano dell'epoca, feroce e nichilista. Per questo piacevano tanto. Scrivendo intelligentemente sulla vita, l'amore, il sesso e la morte, storie di maniaci sessuali, teppisti, amanti disperati, tossici, razzisti, emarginati e sbandati, erano tutto sommato molto più "vicini", era vita davvero vissuta da proletari e piccola borghesia. Il loro paesaggio fatto di hotel di infima categoria, di bar, di stazioni, dei caffe`era molto attinente alla realta` quotidiana,con protagonisti vagabondi, teppisti, perdenti, alcoolizzati. Erano i testi autobiografici di vita urbana scritti da Doe.
Fin dagli inizi della sua carriera solista nel 1990, John ha prodotto sette album andando alle radici del rock, alcuni buoni,altri meno. Negli ultimi anni  ha completamente voltato pagina, lasciandosi dietro le spalle ansia e ferocia ed è un uomo in pace con la sua arte e le sue scelte. Adotta una scrittura di basso profilo prevalentemente di rock acustico immerso di spirito e di saggezza.Vanta anche una discreta carriera come attore in film (Roadhouse, Punto di fuga, Good Girl, Great Balls Of Fire, Salvador, Boogie Nights, Pure Country, e altro) e in serie Tv (Roswell, One Tree Hill, Red Zone, Law and Order..)
"Keeper" è del 2011, è un bel disco che risente volutamente delle atmosfere rock del periodo che va dal '69 al '71, il periodo in cui il flower power iniziava la sua decadenza e i suoni diventavano sempre più aggressivi. Gli Stones e The Band sono i riferimenti, e nelle parole di John Doe è 'un album confessionale e ottimista'


"Non è possibile tagliare i programmi sociali, lo stato di istruzione negli Stati Uniti è patetico. Il fatto che il tea party, i repubblicani , sono solo è un gruppo di idioti. Fanno solo ideologia piuttosto che guardare alla realtà, ma io non sono un politico".

Ti da fastidio che la prima cosa che la gente pensa di te è che sei stato uno dei fondatori degli X? Voglio dire, hai fatto tante altre cose..
Sarà sempre la prima cosa, e sono orgoglioso di questo. Non ho alcun problema e mi dispiace per le persone che si sentono così minacciati dal loro passato fino al punto di negarlo. Io suono i brani degli X ad ogni show che faccio, ma non ne faccio il punto centrale. Sono in parte stupito e sempre grato per il fatto che gli X sono ancora ricordati e che saremo nei libri di storia. Facendo tutte le ricerche per la nostra antologia, avevo ascoltato centinaia di ore di nastri, alla ricerca di materiale dal vivo, e ci siamo resi conto che alcuni dei nastri erano davvero fantastici, eravamo inebriati..

Voglio dire, ho fatto alcune cose e mi rendo conto di aver ottenuto quello che volevo, ma  non è come essere Jerry Lee Lewis. Sono orgoglioso di appartenere alla classe operaia e di essere un sopravvissuto, e forse non ho quel talento folle e  geniale che rende bastarde le persone, ma ho scritto un pò di belle canzoni e questo è un bene. E io non sono falsamente umile, perché so che ho fatto cose che  con gli X che sono state fottutamente sorprendenti.

Qual è la più grande idea sbagliata su di te?
Penso che ce ne siano molte.. No, il più grande equivoco è che sono una sorta di icona. Il più grande equivoco nella mia carriera di attore è che io sono solo un musicista. E viceversa.

Qualcosa che hai sempre voluto fare ma non sono riuscito a ancora?
Andare in Amazzonia, recitare in un film di John Waters? Poi la mia vita sarebbe completa..

Hai un motto?
Essere nel presente. E fidarsi del proprio intuito, è la cosa migliore. Quella più difficile è di mantenere quella disposizione.

Interview












Keeper 



12/07/15

Maggie, (Contagious - Epidemia mortale) come il mondo abbandona un adolescente

Ri-pubblichiamo dall'archivio Maggie. L'avevamo visto prima che uscisse in Italia, chiaramente con un titolo diverso: Contagious - Epidemia mortale. 
Il post era del 26/05/015.

Un film horror indipendente, sembra uno dei tanti, un film su un epidemia zombie di quelli che tanto ci piacciono. Salta agli occhi però che il protagonista è un certo Arnold Schwarzenegger: con queste premesse, non vi ci buttereste a pesce, come si suol dire?

L'infezione zombie che ha colpito il mondo stavolta è diversa, il virus è diverso da quello che siamo abituatia vedere nelle miriadi di film sui morti viventi . Il virus è lento, ha un periodo di incubazione di otto settimane. Una volta trascorso questo tempo, le vittime infettate, iniziano a "trasformarsi", il deterioramento è graduale, con una iniziale perdita di appetito, prima che questo ritorni sotto forma però di fame di carne umana, con un comportamento aggressivo fino a perdere completamente la propria umanità. Molti americani sono diventati cannibali senza cervello - chiamati "Necro-ambulanti", un modo pretenzioso per non dire "morti che camminano" - e sono molto contagiosi, tanto che il governo ha approntato centri di quarantena: insieme ad altri infettati, finchè dopo la trasformazione iniziano ad uccidersi a vicenda o, in alternativa, si può scegliere una dolorosa eutanasia. Non ci sono cure, vaccini o altro. Schwarzenegger è Wade, un "farmer" che recupera la figlia adolescente da uno di questi centri, Maggie (Abigail Breslin), scappata di casa dopo essere stata morsa da un "ghoul": Wade sà com'è la procedura, sà cosa accadrà dopo le otto settimane e sà cosa deve essere fatto per quanto riguarda Maggie, ma aveva promesso alla ex moglie di prendersi cura della figlia a qualsiasi costo, ed è determinato a mantenere Maggie in seno alla sua famiglia. Questa è la storia, cercando di non spoilare.

Nonostante sia etichettato come un film horror, "Maggie" è un dramma di ambientazione zombie. Non c'è niente di spaventoso nel film e il sangue e le scene "gore" sono ridotte al minimoo. Tutto è incentrato saldamente sul rapporto di Wade con Maggie. Il film è soprattutto una rappresentazione di come può essere affrontata la vita in una situazione del genere, con un epidemia molto contagiosa pienamente in corso. E' il racconto di un gioco di attesa, fino a quando Maggie si trasformerà, e della giostra delle reazioni delle persone intorno al suo dramma, e di come tutti sono colpiti da questo. La segreteria telefonica all'inizio del film, insieme alle notizie trasmesse dalla la radio ci rovescia i dettagli angoscianti del triste stato in cui il mondo si trova ora, e ci introduce alla storia che segue Maggie mentre si prepara all'inevitabile. Invece di mostrare un attacco di zombie, "Maggie", mette in mostra persone che parlano di qualcosa che non riusciamo a vedere. E 'un approccio molto interessante in un primo momento, attraente per la storia (di desolazione e di isolamento) del modo in cui il mondo abbandona Maggie, ma che diventa un pò faticoso da seguire fino alla fine.

Arnold Schwarzenegger nella sua carriera ha avuto il complesso del salvatore della patria. Dal teutonico Übermensch, ai robot apparentemente indistruttibili, passando per alieni, demoni, e calandosi egli stesso nel Diavolo, era l'immigrato che si vantava di salvare la California e poi - ammesso che avrebbe trionfato, alle elezioni - avrebbe fatto lo stesso con gli Stati Uniti, e dopo anche con il mondo. Il suo governatorato, naturalmente, si è rivelato un fallimento, e il suo successivo ritorno alla recitazione è stato un flop, umiliante, dopo l'altro. L'età e uno scandalo sessuale in seguito hanno ulteriormente fatto calare la sua popolarità. Con questo film Schwarzenegger cerca di sconvolgere la sua immagine, con un film che inizialmente ha un ritmo da film d'arte rumeno, di quelli che si vedevano una volta nei cineforum, più che un po' lento. Lontanissimo dagli standard macho, forse assumendo questo ruolo (e anche di co-produttore del film), Schwarzenegger sta cercando di emulare duri come Clint Eastwood con Gli spietati, o il suo amico Sylvester Stallone, che un pò di rispetto ha ottenuto con l'interpretazione del poliziotto alcolizzato in Copland. Ma nonostante gli sforzi, ancora non è in grado di fornire una linea di dialogo senza sembrare come se l'avesse imparato foneticamente a memoria, tanto che la maggior parte di Maggie è per la maggior parte girato al buio, e dove si può a malapena a distinguere gli zombie dagli umani.

Maggie non è un grand film, ma è inquietante, angoscioso, una sorta di entrata in alcune delle ansie culturali della nostra epoca - nuove pestilenze, catastrofi ambientali, istituzioni come un grande fratello che minacciano la santità della casa e della famiglia.
Il film ci pone anche di fronte alla domanda: perché possiamo sopprimere un animale morente, sollevarlo dalla sua miseria, senza pensarci due volte e non riusciamo a fare lo stesso con i nostri simili?
Il film diventa, in breve, una tragica storia d'amore tra padre e figlia ma è anche la descrizione di un modo di vita che sembra sempre più in disfacimento sotto i nostri occhi: non possiamo salvare il mondo e le prossime generazioni ma possiamo almeno scegliere il veleno con cui finire. Uno dei difetti del film sta invece nella musica, troppo melensa, troppo sentimentale, con archi e un pianoforte che tentano di aggiungere un tocco di tenero di cui non si sente il bisogno e tutti piangono un pò più del dovuto.
Primo lungometraggio del regista Henry Hobson.