31/12/11

Playlist 2011


Comprata,scaricata,accaparrata,masterizzata,consigliata,cantata,fischiettata.. Comunque ascoltata,a casa,in auto,sull'autobus,mentre lavoro,sotto la doccia o rilassato in un bagno caldo,mentre sistemo casa o come sottofondo quando leggo qualcosa.. Devo ammettere di seguire molto meno la musica contemporanea,più o meno d'accordo con S.Reynolds che in Retromania spiega perchè siamo sempre più rivolti al passato e di come oggi tutto sia un rifacimento,reinterpretazione,stravolgimento di cose già scritte e suonate e che all'orizzonte,neanche lontanamente,possiamo intravedere qualcosa di veramente nuovo.
Il compito della musica alternativa è quello di raccontare il disgusto per ciò che ci circonda,ed è proprio questo che manca (con le eccezioni dovute..)
Così ho riscoperto artisti di qualche generazione fà e che ascolto più spesso e rivalutato generi che fino ad oggi erano sempre stati per me ostici. Questa non è una classifica ma solo un elenco di ascolti,appunto,con dischi usciti quest'anno ed altri meno recenti.



SOME ..OF MY BEST MUSIC IN 2011

BLACK KEYS: EL CAMINO
 

CRYSTALS SLITS: IN LOVE WITH OBLIVION

DEATH IN VEGAS: TRANS-LOVE ENERGIES

RY COODER: PULL UP SOME DUST AND SIT DOWN

BLACK ANGELS: ANOTHER NICE PAIR – PHOSGENE NIGHTMARE

WIRE: RED BARKED TREEE

JOHN DOE: KEEPER

ECHO AND BUNNYMEN: THE FOUNTAINE

SOUNDGARDEN: LIVE ON I-5

ROLLING STONES: SOME GIRLS REDUX

MESSER CHUPS: BERMUDA 66

DEAD WEATHER: SEA OF COWARDS

ZEN CIRCUS: NATI PER SUBIRE

MY MORNING JACKET: CIRCUITAL

THIEVERY CORPORATION: CULTURE OF FEAR

ELBOW: BUILD A ROCKET BOY

U2: ACHTUNG BABY DELUXE

ARCADE FIRE: CITY WITH NO CHILDREN


STEPPENWOLF: THE VERY BEST

THE DAMNED: ALL..

EELS: TOMORROW MORNING (2010)

NEU!: '86 (2010)

SUSUMU YOKOTA: SAKURA (1999)

HAWKWIND: SPACE RITUAL (REMASTERED)

KEITH JARRET: STANDARDS VOL. 1 

and more..




I vecchi dei sono fuggiti e i nuovi.. non sono arrivati

 


             


Il mondo è violento, spietato, con gente ignorante, cattiva, persone strafatte di coca marcia sempre in cerca di guai e colletti bianchi (grandi imprenditori, finanzieri, manager, alti prelati, neo ricchi con suv, ville, barche e tanto di escort al seguito..) che se la ridono quando poveri cristi vengono sepolti sotto le macerie di un terremoto, portano i loro profitti in paradisi fiscali e riescono a non pagare un euro di tasse grazie al patto scellerato che hanno stipulato con i politici al governo. E anche nei rapporti pacifici e consolidati, dove sembra regni calma ed armonia, sei costretto a stare sulla difensiva, anche se sei a posto e non hai fatto niente. Dopo tutto, ho pensato che ad un certo punto della mia vita volevo coltivare la..normalità: ma la normalità non si coltiva ed è un pò come la sincerità: lo si è o non lo si è. 



Moriamo dalla voglia di abbandonarci completamente a qualcosa, di sfuggire, di evadere in qualche modo. Ma ci sono certi tipi di evasione che finiscono in modo perverso per costringerti ancor più a guardare in faccia te stesso: bianchi, occidentali, di classe media, a volte scandalosamente istruiti, magari con un lavoro, seduti sui nostri divani a guardare le nostre apparecchiature elettroniche, sofisticate, costose. Perchè allora diventiamo cosi tristi e vuoti? Forse perchè ci rendiamo conto che quando acquistiamo non ci preoccupiamo minimamente dei continui suicidi nelle fabbriche cinesi dove la Apple produce (ancora fresche le lacrime sulla scomparsa del fondatore S.Jobs..), nè delle condizioni disumane in cui sono costrettia lavorare i dipendenti di Amazon (mentre gli compriamo libri, dischi, kindle con un click..), e nemmeno dello sfruttamento selvaggio della manodopera da parte di grandi colossi come Nestlè, Nike, Monsanto etc.. Per non parlare del lavoro minorile, grazie al quale le grandi multinazionali fanno montagne di profitti. Diventiamo tristi e vuoti davanti alle guerre di conquista,alle ingiustizie e alle disuguaglianze, davanti alle discriminazioni, alla corruzione, all'avidità e all'indecenza delle mafie e delle camorre, davanti al fascismo e al nazismo che ancora riescono a far breccia e alla politica che ha perso l'unica cosa che conta: la lealtà. 



Decenni di ruberie e corruzione,prezzi gonfiati artificialmente,mercati finanziari drogati: mutui, titoli tossici, manipolazione, controllo sull'operato dei governi, influenza sulle legislazioni, veri e propri crimini di cui si sono macchiati le élite finanziarie. E i nostri voti valgono sempre meno, sepolti sotto inciuci e omologazione politica, conflitti d'interessi macroscopici, impunità diffusa. Il movimento di protesta globale Occupy è stato ed è importante, ha dato segnali: la gente è stufa di pagare per debiti creati dalle grandi lobby, non riesce a pagare mutui e bollette, vede i propri diritti stravolti e calpestati.. C'è bisogno di informazione e azione. Le grandi compagnie sono una minaccia alla democrazia, si considerano al di sopra delle leggi ed è sempre più evidente il loro legame con la criminalità mafiosa. Bisogna.. smembrarle: le banche facciano le banche, le assicurazioni le assicurazioni, i media ..le informazioni. Basta, che a pagare siano sempre gli stessi: patrimoniali sui grandi capitali, sugli scambi di azioni, obbligazioni e titoli. Le risorse per ricapitalizzare le banche devono essere generate non dallo stato ma dai profitti che per anni le banche hanno avuto, pagando stipendi e compensi stratosferici a dirigenti e manager. Come spiegare le aziende che ricevono soldi pubblici usino gli stessi soldi per fare lobby contro i cittadini e per influenzare la politica?




Diventiamo tristi e vuoti davanti alla follia con cui stiamo distruggendo questo pianeta e al disprezzo con cui trattiamo gli animali e la natura. davanti a tutto questo si è colpiti da una crisi mistica, quasi.. religiosa e tutti i motivi per stare al mondo e tutte le cose che ritieni importanti a livello viscerale, proprio non funzionano più. Hai la sensazione che la totalità degli assiomi della tua vita si sia rivelata falsa, che di fatto non ci sia nulla e che tu non sei nulla,una sensazione di impotenza cosmica e che tutto sia.. un'illusione. E dopo, in fondo ti senti anche migliore di tutti quelli che fanno dell'indifferenza la loro religione, perchè ti sei reso conto che è tutta un'illusione eppure stai peggio, perchè sei tu che alla fine non riesci di nuovo a funzionare.. ed è una cosa davvero tremenda.



La mia coscienza, fatta di marginalità e un po' di avanguardismo.. mi induce ad avere la consapevolezza che se fossi nato in altro luogo sarebbe andata peggio, che il fascismo è la forma più estrema e brutale di oppressione capitalista e viene usato come ultima risorsa, quando il capitalismo è in crisi,che l'obiettivo finale del fascismo è quello di distruggere l'unità delle classi lavoratrici attraverso il terrore, la paura e le ideologie razziste omofobiche, sessiste e anti-democratiche e infine che.. il fascismo è il nemico, ovunque esso si manifesti..

26/12/11

Stephen King, Boo'ya moon e la metà oscura

Stephen Edwin King nasce a Portland nel 1947. Il padre Donald, impiegato e reduce della Marina, abbandonerà ben presto la famiglia, e la madre Nellie sarà costretta a spostarsi spesso con lui e il fratello maggiore David da una località all'altra, inseguendo occupazioni precarie. Questo rafforzerà il legame con la genitrice, persona semplice ma amante della letteratura e della musica, che King ricorda come la sua prima sostenitrice negli iniziali ed ingenui tentativi di scrittura fatti da bambino. La figura paterna verrà invece elaborata in negativo, e non a caso, in quasi tutti i suoi libri, i protagonisti hanno col padre un rapporto difficile e conflittuale, se non addirittura dipinto a tinte fosche. All'assenza del padre, si affianca un trauma successivo: a soli quattro anni, assiste alla tragica morte di un bambino suo amico, finito sotto un treno. Non ricorderà nulla dell'incidente a livello cosciente, ma esso ispirerà in maniera catartica uno dei suoi racconti migliori, Stand by me, ricordo di un estate
Stephen è un bambino cagionevole, che perderà il primo anno delle elementari a causa di una brutta otite e di infezioni varie.. è però di indole aperta e curiosa, e questo, unito all'immobilità forzata, lo porterà a scoprire ed amare il mondo dei fumetti horror, e successivamente i film di genere trasmessi nei piccoli cinema rionali. A dieci anni lo scrivere fa ormai parte del suo modo di essere, e a causa sua, sarà protagonista di due piccoli incidenti scolastici. Ormai trasferito nel Maine, a Durham, proverà a stampare e vendere come sua la riscrittura di un racconto di Poe.. ottiene popolarità e grande successo tra i compagni, ma si attira il biasimo degli insegnanti, soprattutto per via del tema trattato, che lo costringono a ritirare le copie e a restituire i soldi.. Biasimo che si trasforma in vera e propria punizione  negli anni successivi, con la creazione di un giornalino umoristico, il The Village vomit, che mette alla berlina i professori.. verrà sospeso per una settimana, ma l'accaduto lo fa notare da un vero giornale, il Lisbon Enterprise, per il quale inizia a collaborare, affinando la tecnica di scrittura. Studierà poi letteratura all' Università del Maine, laureandosi come insegnante nel 1970. Continua a scrivere, e prova a piazzare i suoi racconti, pur con scarso successo. Per mantenersi agli studi accetta i lavori più umili, e nell'ambiente universitario conosce Tabitha Spruce, anch'essa poetessa e scrittrice, con la quale inizierà un legame inossidabile, fatto di amore, complicità, e amicizia, che dura tuttora. Si sposeranno nel 1971, dopo la nascita della prima figlia Naomi, a cui seguiranno nel giro di pochi anni gli altri due figli, Joseph e Owen.
Segue un periodo economicamente difficile.. come insegnante ottiene solo poche supplenze e riesce a vendere racconti alle riviste solo saltuariamente. Lui e la moglie continuano a mantenersi con lavori faticosi e precari, fino alla svolta nel 1974, con la pubblicazione di Carrie da parte della Doubleday. L'uscita del libro inizialmente passa in sordina, ma la successiva diffusione in versione economica sarà un enorme successo mondiale, il primo di una serie mai interrotta. E dire che la prima stesura era stata gettata nel cestino dall'autore scoraggiato, e da lì ripescata da Tabitha, veramente preziosa, in più di un'occasione.. Con l'arrivo della notorietà, la vita di King non si trasforma però in una favola a lieto fine.. per anni lotterà contro l'alcolismo, al quale si affiancherà la dipendenza dalle droghe. Ne uscirà alla fine, con un faticoso e travagliato processo, che traspare in forma allegorica in molte sue opere, di cui La metà oscura è un esempio. 
Nel 1999 subisce un grave incidente, che gli costa quasi la vita. Durante una passeggiata viene investito da un pirata della strada, e riporta ferite gravissime: la gamba destra fratturata in 9 punti, lesioni al bacino e alla spina dorsale, polmone perforato e cuoio capelluto lacerato. La riabilitazione sarà dolorosa e debilitante, mettendo a dura prova risorse fisiche e mentali. Seguirà un periodo grigio e cupo, una crisi creativa durata anni, nonostante non abbia mai smesso di scrivere, e mai sarà abbandonato dal favore dei lettori, me compresa, che continuerà a seguirlo e sostenerlo. E' stato molto triste assistere al progressivo scivolare di King nell'abisso temuto da ogni scrittore: il luogo dove la paura è tangibile e il mostro abita davvero, divorando inesorabilmente ogni idea, ogni immagine, lasciando grigio e desolazione al posto delle immagini e delle idee.
 Quello dell'artista è un dono ma anche una maledizione. Chi scrive sa per istinto osservare la realtà, esteriore ed interiore, e trovare dentro di sé "le parole per dirlo", così come fa il pittore con i colori e lo scultore con la creta. Conosce senza averlo appreso il modo di attingere alla fonte di ogni ispirazione: l'insieme degli eventi vissuti, dei pensieri formulati, delle emozioni provate, dei sogni sognati da ogni essere umano a partire dal principio del mondo. Uniti assieme a formare quel bacino immenso definito nei modi più diversi: esso è allo stesso tempo l'inconscio collettivo di Jung e l'Akasha dei Teosofi. Tuttavia, il prezzo da pagare per questa capacità è tutt'altro che trascurabile. Quanto si accumula nella mente dello scrittore non può sedimentarsi: deve essere espresso, altrimenti prenderà il sopravvento e dilagherà implodendo, avvelenando anima e cuore. King lo sa bene, e nella prefazione al suo "A volte ritornano" scrive:
" Le arti sono ossessive e l'ossessione è pericolosa. E' come un coltello nella mente. In alcuni casi (mi viene in mente Dylan Thomas e anche Ross Lockridge e Hart Crane e Sylvia Plath) il coltello può ferire selvaggiamente il corpo della persona che lo brandisce. L'arte è un tumore ben localizzato, quasi sempre benigno, a volte invece terribilmente maligno. Usa il coltello con cautela, perché sai bene che a lui non importa molto dove va a finire la sua lama…"
Perdere la presa sul coltello, perdere la capacità di esprimersi, è il peggior modo di ferirsi, per uno scrittore.. significa aprire la porta alle peggiori paure, renderle tangibili.. e mi sembra di vederti Steve, durante gli anni bui, nel periodo che precede l'alba, quando "l'ora è nessuna" (cfr. "La storia di Lisey") vagare sperduto nelle stanze della tua casa e nei labirinti della mente, fissando con occhi sbarrati un'armadio socchiuso, mentre pensi a fessure dell'animo che non dovrebbero aprirsi.. "La porta dello sgabuzzino era aperta. Non molto. Appena una fessura. Ma io, vede, sapevo d'averla chiusa.. " (cfr "Il Baubau", dalla raccolta "A volte ritornano").

Tutto questo, e altro ancora, si trova ne "La storia di Lisey", il romanzo del 2006 che segna la fine della crisi, e che io considero la sua opera migliore in assoluto.. quello che dall'abisso lo vede finalmente riemergere vittorioso, di nuovo consapevole di sé e del proprio talento.. Perché del Mostro si può parlare soltanto all'alba, una volta sconfitto, altrimenti scivolerà fuori dalle ombre e ci sbranerà. Così il percorso di vita, e di morte, di Scott Landon si fa autobiografico e catartico e il libro offre una duplice chiave di lettura. Oltre a produrre una struttura solida, come ai vecchi tempi, e una trama avvincente che strizza l'occhio a Lovecraft, l'autore esplora la linea di confine che bisogna attraversare per creare, facendo bene attenzione a lasciarsi aperta una via di ritorno. Boo'ya Moon è il luogo segreto che ogni scrittore conosce e dove spesso si avventura, perchè lì c'è la pozza dove andare a pescare le parole.. ma lo fa a suo rischio e pericolo..
Il ritorno artistico segnerà l'inizio di una nuova fase, più consapevole e matura, e inizierà anche la riconsiderazione da parte della critica, che smetterà finalmente di considerarlo poco più di uno scribacchino popolare di successo, e rivaluterà la sua opera nel complesso, riconoscendogli i suoi meriti.

 King è stato il mio primo autore "da grande", quello che mi ha vista passare dai libri per ragazzi e i primi classici ad un altro tipo di favole, nuova chiave di accesso ad un alternativo universo "oscuro".
A quattordici anni mio padre mi ha regalato la tessera di un club del libro, dicendomi che ero ormai abbastanza adulta per scegliere da me le mie letture..Vedendomi incerta, dubbiosa e sperduta tra tanti scaffali stracolmi, ha chiesto aiuto alla commessa.. questa mi ha dato uno sguardo, e senza esitazione alcuna ha sfilato una copia di "A volte ritornano" e con aria cospiratrice mi ha detto: "Vedrai che ti piacerà… e tornerai a cercare altri libri di questo autore".. L'ho letto tutto in una volta, durante un viaggio in treno Roma-Viterbo, ed è stato un colpo di fulmine, che dura tuttora. Più ancora dei racconti accattivanti e di una scrittura fluida ed efficace, ho trovato tra quelle pagine molto di me, dei miei pensieri inespressi, di una visione del mondo che si andava formando.. mi sono sentita.. "a casa", stranamente compresa. E ancora oggi, tra gli autori che amo, lui continua ad essere quello che più mi.. somiglia, quello che più riesce a farmi sentire la presenza di quel luogo sospeso, quella.. zona morta, direbbe lui, dove si crea un ponte tra autore e lettore. L'empatia, è in effetti uno dei suoi maggiori talenti. Anche in un racconto breve, con pochi tratti di penna, infonde spessore e personalità ai protagonisti, dà loro vita in un modo che infonde linfa alla narrazione e conduce in porto la storia. Riesce a creare personaggi validi e realistici, perchè ha una naturale predisposizione a capire la natura umana, le sue luci e le sue ombre, quello che davvero gira nella testa della gente. E alla comprensione si affianca una rara sensibilità, quella che gli permette di impersonare in soggettiva un uomo, un bambino o una donna, con la stessa efficacia, senza che si avvertano forzature.

Nei suoi libri l'universo infantile ha un rilievo speciale, come se l'autore avesse conservato non soltanto il ricordo di cosa significa essere bambini, ma lo stesso sguardo sul mondo di allora. E' riuscito a mantenere quell'infantile punto di vista privilegiato che consente di scorgere nell’ordinario le trame dell’incanto, ma anche quelle dell’incubo. E storie come questa toccano le corde di chi non ha dimenticato del tutto i giorni in cui andare a dormire significava anche, e forse soprattutto, controllare prima sotto il letto e dentro l’armadio..  Basta pensare allo splendido "Stand by me", prima citato, facente parte di "Stagioni diverse", allo stesso "Shining", dove al personaggio di Danny e al suo alter ego, viene dato un rilievo assai più marcato che nella versione cinematografica, e ad "It", uno dei miei preferiti, catartico romanzo di crescita, dove i sentimenti infantili di amicizia, solidarietà, coraggio.. ma anche paura, insicurezza e perdita, si fondono, evolvono, conducono a superare i propri limiti, consentendo così l'ingresso all'età adulta. “It” è più una favola, per quanto oscura, che un romanzo. King è un abile affabulatore, perchè una parte di lui non è mai cresciuta, e sa dunque raccontare fiabe non dal punto di vista dell’adulto, ma da quello del bambino.
 It ha poi il merito di aver arricchito l'immaginario comune di una nuova icona horror.. grazie a Pennywise, nessun clown sembrerà mai più del tutto innocuo.. ma forse i bambini l'hanno sempre saputo, perchè sanno bene che.. ""Il mondo aveva i denti e in qualsiasi momento ti poteva morsicare" (cfr "La bambina che amava Tom Gordon").


Quelle di King, sono donne forti, coraggiose e risolute.. spesso rosse di capelli, costrette a fronteggiare situazioni estreme e fantasmi, soprattutto interiori, più spaventosi dei mostri, come la Beverly di It. Il modo che ha l'autore di descriverne sentimenti, pensieri e aspettative, dimostra reale comprensione e profondo rispetto, ed è forse la chiave dell'accordo che lo lega all'amatissima moglie, alla quale ha dedicato "Carrie" e il personaggio protagonista de "Le creature del buio", la scrittrice Roberta Anderson, ma che ricorre in alcuni tratti di molti dei suoi personaggi femminili più riusciti, come la Lisey dell'omonimo libro. Spesso hanno un ruolo chiave nell'intreccio delle vicende, anche quando c'è un protagonista maschile.. e nel suo romanzo più vasto e corale, "L'ombra dello scorpione", è donna l'icona spirituale, l'anziana simbolo di rinascita e redenzione che si contrappone alle tenebre, e chiamerà a se i sopravvissuti all'epidemia mondiale.
Altre due donne, Dolores Claibourne e la Annie Wilkes di "Misery non deve morire" protagoniste di altrettanti romanzi, sono state entrambe interpretate sullo schermo da Kathy Bates, adattissima a tradurne in immagini il complesso mondo interiore. Dolores è una donna ignorante e bistrattata, che compie un doloroso percorso di affrancamento e risalita per amore della figlia, per risparmiarle lo stesso destino. In questo libro, King compie un efficacie esercizio di stile.. lascia che la protagonista si esprima secondo il gergo che conosce, quello della strada, senza correggere con artifici letterari il suo modo di parlare.. il risultato è potente ed incisivo, contribuisce a darle vita, e da allore l'autore userà spesso questa tecnica, anche nell'ultimo romanzo, "22/11/1963", dove lo slang dell'America fine anni '50 è reso magistralmente, e contribuisce alla magia dell'atmosfera.
 Invece, l'inquietante rapporto tra l'infermiera psicopatica Annie, e il suo scrittore preferito, creatore dell'eroina Misery Chastaine, nasce da.. un sogno fatto in aereoplano. King racconta in "On writing", che in quel periodo, sul finire degli anni '80, la schiavitù della dipendenza era particolarmente schiacciante.. e nonostante non rallentasse minimamente i suoi impegni , di scrittura e promozione, era tuttavia arrivato al limite estremo. Durante uno dei suoi viaggi aerei, il suo inconscio elaborò così la situazione.. Annie era l'incarnazione in forma umana della bottiglia e della cocaina.. e Paul Sheldon, il suo alter ego. Al risveglio si ritrovò con l'abbozzo della storia che gli girava nella testa, e all'arrivo in albergo, trascorse tutta la notte a buttarla giù.. nientemeno che sulla scrivania appartenuta a Kipling, dove un volentoroso receptionist l'aveva indirizzato.. per poi raccontargli, la mattina dopo, che proprio su quella stessa scrivania lo scrittore era morto.. ma in fondo, gli alberghi sono notoriamente luoghi un po' inquietanti, e l'eventuale aleggiare di una presenza fantasma, assai prestigiosa in questo caso, non può che aver favorito fantasia ed ispirazione. Infatti, il romanzo sarà un altro grande successo, così come il film che ne è stato tratto. E King, che dichiara di non sapere mai in anticipo come sarà esattamente lo svolgimento di una storia, ma di lasciar fare ai personaggi, rifletterà molto sull'inaspettato finale.. aveva infatti deciso di lasciar morire Sheldon.. addirittura dato in pasto al maiale della protagonista. E lo scoprirlo invece dotato di abbastanza risorse da sopravvivere, seppur privo di una gamba, lo fece interrogare su se stesso.. tanto da risolversi ad iniziare, da lì a poco, il suo percorso di disintossicazione..

Stephen King è uno degli autori che vanta il maggior numero di adattamenti cinematografici, e la ragione è da ricondurre ai personaggi realistici e credibili cui si accennava, ma anche ad una rara abilità descrittiva, che sa essere visiva ed efficace con pochi tratti, senza annoiare.. un connubio perfetto per trasformarsi in sceneggiatura. E questo non significa prosa superficiale o approssimativa, al contrario.. può essere definita evocativa. E' un uomo di grande cultura, professore di scrittura creativa ed instancabile lettore.. ma non ama affatto infarcire i suoi libri di citazioni, paroloni e minute descrizioni.. preferisce innescare micce, far si che sia il lettore a interpretare, a vedere con gli occhi della mente quello che intende trasmettergli. Sempre in On writing, sostiene che lo scambio tra chi scrive e chi legge è una sorta di telepatia, e per aver letto tutti, ma proprio tutti, i suoi libri, sono incline a dargli ragione.. Il suo stile ha l'apparente semplicità di chi ha l'assoluta padronanza del mezzo, e può dunque permettersi di lasciare che sia la storia a guidare e a guidarlo.. Ci sono molti scrittori che amo, di cui attendo con ansia l'ultima uscita, e che mi fanno provare un senso di vuoto, a libro finito.. ma solamente con lui mi capita di.. scordarmi del tutto di stare leggendo.

 Si accennava ad alberghi inquietanti.. e l’hotel infestato per antonomasia, quello che è entrato a pieno merito nell’immaginario comune come icona horror, è L’Overlook di Shining, capolavoro di King, ma anche di Stanley Kubrick, e in assoluto il migliore tra tutti i lavori cinematografici tratti dai suoi libri. In questo caso la telepatia ha funzionato a meraviglia, e l’immaginario del regista ha saputo cogliere lo spirito del romanzo e tradurre le sue pagine in immagini, ma in modo che esse risultino animate da vita propria. E Jack Nicholson supera se stesso, e interpreta al meglio le ansie, le difficoltà, i conflitti interiori che renderanno Jack Torrance vulnerabile all’incanto nefasto del luogo.. Casualmente, o non, personaggio e interprete portano anche lo stesso nome..
L’azzeccata scelta degli interpreti, ha giocato un ruolo decisivo anche nella riuscita delle migliori pellicole tratte dall’opera kinghiana.. Ted Brautigan sembra uscire dallo schermo, e anche dalle pagine di “Cuori in Atlantide”, e guardarci con gli occhi intensi e inquietanti di Anthony Hopkins, che sembrano davvero avere il potere di guardare oltre.. E Johnny Depp, in “Finestra segreta” è veste al meglio i panni di un uomo tormentato e ossessionato, da uno psicopatico.. in apparenza. E lo scopriamo coinvolto dalla magia dello stregone King. Dice così in un’intervista in merito:
"Quando ho letto la storia, già dopo le prime dieci pagine ero sbalordito dalla forza della scrittura, dalla spontaneità e coerenza dei dialoghi, dall'autenticità della situazioni. Proseguendo nella lettura, sono stato totalmente coinvolto dalla vicenda di Mort. Poi, il colpo di scena è stato un vero shock. Non me l'aspettavo e sono convinto che anche gli spettatori reagiranno con la stessa emozione" 

Sissy Spacek volle a tutti i costi il ruolo di Carrie, e anche se Brian De Palma aveva già scelto Amy Irving per la parte, ci ripensò quando la vide nel provino.. si era spalmata vaselina nei capelli, e indossava un vecchio vestito alla marinara che portava quando era ragazzina.. era perfetta.. e Amy ebbe invece la parte di Sue Snell, anche se King in persona la consolò regalandole un anello, proprio quello che indossa in alcune scene. Nel film appare anche un allora sconosciuto John Travolta, in un ruolo cameo da cattivo. Ugualmente efficaci sono Tim Robbins (“Le Ali della libertà”) e Tom Hanks (“Il miglio verde”) e indimenticabile il Christopher Walken diretto da Cronemberg, ne "La zona morta".. Un aneddoto su Walken, che in tempi più recenti, ne “Il mistero di Sleepy Hollow” interpreta il cavaliere senza testa. E Johnny Smith, l’insegnante della storia di King, legge ai suoi allievi, nella scena iniziale, un brano de.. "La leggenda di Sleepy Hollow"..
Molte trasposizioni delle opere di King sono state realizzate per la televisione. Si tratta in genere dei suoi romanzi fiume, quelli che non sarebbe stato possibile condensare nei normali tempi cinematografici.. esempi ne sono: "It", "L'ombra dello scorpione", "The dome" e, in via di realizzazione da parte di Ron Howard, la serie de "La torre nera", che è recentemente uscita anche in una riuscita ed originale versione a fumetti. King ha scritto anche numerose sceneggiature, e ama sperimentare. Nel caso di "La storia di Ellen Rimbauer, la mia vita a Rose Red", è stata compiuta un'operazione inversa.. prima è stata scritta la sceneggiatura delle miniserie tv, e successivamente è uscito il libro contenente il prequel della storia, firmato da Ridley Pearson, dietro il quale, secondo molti, si cela in realtà King stesso. Lo scrittore del resto ha scritto ben sei libri sotto il nome di Richard Bachman ("La lunga marcia", "Ossessione", "Uscita per l'inferno", "L'uomo in fuga", "L'occhio del male", "Blaze"), e vari racconti con altri pseudonimi. Bachman rappresenta un po' la sua.. metà oscura, il mr Hide usato per scrivere qualcosa di diverso senza doversi giustificare, per sentirsi completamente libero, persino da se stesso.. Si tratta di libri non di genere, difficili da inquadrare, più cinici e disincantati di quelli che scrive abitualmente. Così ne parla l'autore stesso:

 "Credo di averlo fatto per raffreddare un po' l'atmosfera, per fare qualcosa nelle vesti di qualcuno che non fosse Stephen King. Credo che tutti i romanzieri siano incorreggi­bili mistificatori ed è stato divertente essere qualcun altro per un po', nel mio caso Richard Bachman. Il quale non ha mancato di crearsi una personalità e una storia con cui sor­reggere la falsa foto dell'autore sulla quarta di copertina di L'occhio del male e la falsa moglie (Claudia Inez Bachman) al quale il libro è dedicato..".. "Esiste uno stigma collegato all'idea dello pseudonimo. Non era così in passato. C'è stato un tempo in cui scrivere romanzi era considerato più un vizio che una professione, e lo pseudonimo era un modo che poteva apparire perfettamente naturale e rispetta­bile con cui proteggere se stessi (e i propri parenti) dall'im­barazzo. Con il crescere della considerazione per l'arte del romanzare, le cose sono cambiate. Da una parte i critici e dall'altra, in generale, i lettori, cominciarono a guardare con sospetto il lavoro svolto da uomini e donne che sceglie­vano di tenere nascosta la loro identità. Se fosse roba buo­na, era all'incirca l'opinione generale, sebbene taciuta, ci avrebbe messo sopra il suo nome vero. Se ha mentito sul suo nome, il libro dev'essere un pacco peggio che postale..".
 E per questo motivo, con la complicità degli editori, scelse di far uscire sottotono le opere di Bachman, come tascabili da esporre nei supermercati e negli aereoporti.. per stare a vedere come sarebbero stati accolti.. "se", sarebbero stati accolti.. E bisogna dire che nonostante il voluto basso profilo, i libri vendettero bene, soprattutto "L'occhio del male" l'ultimo scritto prima che l'"inganno" venisse allo scoperto.. King si era divertito a creare al suo alter ego una storia e una personalità, ovviamente un po' disturbate.. Richard, detto Dicky, scriveva di notte perchè durante il giorno lavorava nella sua fattoria di piccola-media dimensione, era sposato con Claudia Inez e avevano un unico figlio morto annegato in un pozzo all'età di 6 anni. Il povero Bachman non era certo un tipo fortunato.. fu persino affetto da un tumore alla base del cervello, rimosso però con successo; era un tipo asociale, non rilasciava mai interviste e comunicava solo per posta.. Bachman iniziava ad assumere spessore e consistenza, a somigliare un pochino al George Stark che avrebbe perseguitato Thad Beaumont ne "La metà oscura".. Era pertanto tempo di farlo scomparire, e dunque nel 1985 la sua vera identità divenne di dominio pubblico, il suo personaggio omaggiato nel fortunato e catartico romanzo, scritto qualche anno dopo.. e i suoi libri, ripubblicati col nome di King, diventarono altrettanti best seller..
King apprezza i nuovi mezzi espressivi, e ama sperimentare.. appassionato lettore, dagli anni '80 ha affiancato alla lettura tradizionale l'ascolto degli audiolibri; nel 1999 pubblica la sceneggiatura de "La tempesta del secolo", lasciandola immutata, senza trasformarla in racconto, corredata dalla cassetta con l'omonimo film televisivo. Ha fatto poi uscire due racconti lunghi su Internet, uno a puntate, "The plant", l'altro, "Riding the bullet", poi integrato nella raccolta "Tutto è fatidico". Recentissima, è l'uscita in E-book del suo ultimo lavoro, "Miglio 81"..

 King ha ripetuto in più occasioni di considerarsi molto fortunato, ad aver potuto fare della sua passione artistica una professione, e di sedersi ogni volta alla scrivania con una sorta di fanciullesca aspettativa, di continuare, anche dopo anni e anni, a divertirsi scrivendo. Nonostante questo, applica allo scrivere una severa disciplina.. ogni giorno, dedica l'intera mattinata al proseguimento dell'opera che ha in corso, senza eccezioni. In "On writing", il saggio realizzato sul mestiere di scrittore, afferma di aver mentito, dichiarando in alcune interviste di fare vacanza il 4 luglio e nel giorno del suo compleanno, per non sembrare uno stakanovista ossessivo.. in realtà, in nessun giorno dell'anno evita di prendere la penna in mano, ma questo non è un sacrificio, fa parte del suo modo di essere, e dal momento che non utilizza schemi d'intreccio o canovacci della storia, evita che l'idea di base possa sbiadire, se non addirittura appassire del tutto.. Oltre a questo, continua a seguire personalmente l'enorme mole di corrispondenza ricevuta, sostiene che molte lettere, soprattutto quelle dei detrattori e degli psicopatici, siano un ottimo spunto per i suoi libri. Collabora inoltre con riviste e reti televisive, tiene corsi di scrittura creativa, e.. legge moltissimo, di tutto, il vero ed unico segreto, secondo lui, per affinare il talento naturale, correggere con naturalezza gli errori stilistici, e saper fare autocritica riguardo alla propria produzione.

Un successo così duraturo, non può essere spiegato soltanto col favore da parte del pubblico verso storie accattivanti. Negli anni, il mondo letterario ha dovuto ammettere l'ovvio.. King ha successo, semplicemente perchè è bravo, perchè possiede una marcia in più, una rara capacità empatica ed evocativa che spesso mancano anche in scrittori di non discussa grandezza. Le critiche più tenaci, non potendolo accusare di essere incapace, amano allora etichettarlo come scrittore "di genere", come ad intendere che se si decidesse a cambiare, a.. fare sul serio, potrebbe ottenere risultati superiori, anche entrare nell'olimpo dei grandi. Inutile dire che non è affatto così, tanto quanto sarebbe assurdo definire "di genere" un autore come Edgar Allan Poe, il quale ebbe tuttavia gli stessi problemi con la critica, ai suoi tempi.. King potrebbe scrivere quello che vuole, e l'ha fatto in più di un'occasione, accantonando il fantastico.. a parte molti racconti, e diversi libri scritti da Bachman, basta su tutti ricordare il bellissimo "Stagioni diverse", senza perdere una virgola in efficacia e tensione letteraria.. Tuttavia, il modo in cui uno scrittore si esprime, i temi trattati, non dipendono da una scelta fatta a tavolino.. egli proietta nella sua opera tutto se stesso, il suo inconscio, quello che ama e quello che odia, il mondo che osserva, e la sua visione di esso. Così ne parla King:
Quando mi chiedono perchè ho deciso di scrivere il genere di cose che scrivo, penso sempre che la domanda sia più rivelatrice di qualsiasi mia risposta. Nascosto nelle sue pieghe, come il cuore di una caramella, è l'assunto per il quale è lo scrittore a controllare la materia e non viceversa. A questo proposito Kirby McCauley, il mio primo vero agente, soleva citare lo scrittore di fantascienza Alfred Bester: “Il libro è il mio padrone”, diceva Alfie in un tono che metteva la parola fine all'argomento”.. “Rispetto al genere, mi sembra sia giusto presumere che si scriva di ciò che si ama leggere. Io ho avuto una precoce cotta per i fumetti dell'orrore, fino a stufarmi. Ma li ho amati davvero, come ho amato film dell'orrore come “Ho sposato un mostro venuto dallo spazio”, e il risultato sono stati racconti come “I was a teenage graverobber”. Ancora oggi non disdegno di scrivere versioni solo di poco più sofisticate di quel racconto; ho insito nell'animo un debole per la notte e la bara irrequieta, ecco tutto. Se disapprovate, io posso solo alzare le spalle. Sono fatto così.”.. (cfr “On writing”)
Inoltre, sempre per usare le parole dell'autore:
"Per mia fortuna, e credetemi se dico che ho vissuto una vita estremamente fortunata, e per più di un verso, la mia opera era anche la mia gioia. Nella maggior parte dei casi quei racconti mi sballavano, mi procuravano un viaggio. Sgorgavano uno via l'altro, come i successi della stazione rock AM che, quando scrivevo, ascoltavo sempre nel locale lavanderia che era anche il mio studio.." (cfr "Al crepuscolo", Introduzione"
A parte questo, King possiede una rara sensibilità, una.. delicatezza, nel descrivere sentimenti ed emozioni, che spesso fanno dimenticare di trovarsi nel bel mezzo.. di un luogo infestato, o accerchiati da mostri sanguinari in agguato.. La potenza della descrizione trascende del tutto il genere, e assume valore a sè.. Tra le sue pagine, ho spesso trovato commoventi storie d'amicizia, e bellissime storie d'amore. Un esempio ne è "Willa", il racconto incipit della raccolta "Al crepuscolo", le cui immagini, perchè è davvero molto visivo, rimangono impresse nella memoria, indelebili.. trasmette appieno il significato di un amore profondo che sa trascendere tutto, e nell'assistere, leggendo, alla sequenza del ballo dei due amanti, proprio come se fosse un film, non ha nessuna importanza, davvero, se David e Willa siano vivi.. o morti..
".. Solo uno dei separè non era occupato per intero. Willa sedeva tutta sola nel suo vestitino a collo alto a fiori così fuori luogo tra Levi's, gonne di jeans e camicie con i bottoni di madreperla.. Lei non lo vide subito. Stava guardando quelli che ballavano. Era colorita in volto, con due profonde fossette agli angoli della bocca. Era totalmente sbagliata ma lui l'amò più che mai. Era Willa sulla soglia di un sorriso..".. "David pensava che sarebbero potuti finire in un posto migliore, ma nel complesso il 26 era passabile. Fino all'ora di chiusura c'era gente. E ci sarebbe sempre stata della musica..".. "Chiuse gli occhi e ballarono insieme nel locale vuoto. Ogni tanto erano nello specchio e quando svanivano c'era solo una canzone country in una sala vuota illuminata da una catena montuosa al neon.." 


Nonostante dalle sue opere osservi con sguardo critico la società americana, e non esiti a mostrarne i problemi, le ombre e le vistose contraddizioni, King ama il suo paese, e si fa portavoce dei suoi  ideali democratici, che da sempre condivide e supporta. Non rinnega certo il denaro, e tanto, guadagnato con la scrittura, tutt'altro, e vive in una dimora vittoriana di 28 stanze, originale e un po' kitch, che sembra uscita da uno dei suoi romanzi.. Ma è lontano anni luce dall'ambiente snob e salottiero dell'establishment letterario, può permettersi di dettare le sue regole e di scegliere i lavori da portare avanti senza sottostare a certe logiche, ed evita serate, talk show e riflettori. La sua è un'indole socievole ed aperta, ma più portata ad un'intima e allegra serata con la famiglia e gli amici, che a frequentare il bel mondo. L'America che descrive è quella spesso chiusa e ristretta della piccola provincia.. ma le sue descrizioni riescono comunque a trasmettere attraverso il particolare il senso d'insieme.. E al termine delle sue storie, attraverso i mille piccoli dettagli.. le autostrade sconfinate, i drugstore e i fastfood, le sigarette e le aspirine, ci si accorge di aver compiuto un viaggio, di avere ora un'idea dell'intimo cuore di questo paese vasto per eccellenza, dei suoi vizi e delle sue virtù..


King ha creato un non-luogo letterario, Derry, che ricorre in molti suoi romazi.. una Peyton Place oscura, archetipo del male che si infiltra nell'esistenza ordinaria, ma anche metafora del malessere sociale presente a tutti i livelli. E la Dallas descritta nell'ultimo suo fortunato romanzo, 22/11/1963, sembra quasi.. una Derry travestita. Fiumi d'inchiostro sono stati scritti su JFK, sulle circostanze e sulle ipotesi relative alla sua morte, e sull'epoca, sul contesto in cui essa è avvenuta. Libri accuratamente letti e metabolizzati dallo stesso King, per prepararsi all'epica rielaborazione da lui compiuta. Forse alcuni saranno più specifici ed accurati sugli aspetti politici.. ma nessuno di questi ha saputo ricreare in modo così convincente ed efficace l'atmosfera americana fine anni '50.. Se si vuole davvero "respirare" l'aria di quegli anni, odorosa di fumo e brillantina, vedere come si comportava la gente, com'era lo slang che parlava, cosa succedeva nelle case e nelle scuole, e osservare dal buco della serratura Lee Oswald e sua moglie Marina.. bisogna immergersi nelle pagine di questo libro. Questo è il punto di forza principale del romanzo, il viaggio nel tempo che l'autore non solo racconta, ma riesce a far compiere anche al lettore.. Oltre a ciò, lo descrivono bene le parole di Wu Ming, autore dell'efficacissima versione italiana, che prosegue così il felice connubio iniziato con la traduzione della raccolta di racconti "Notte buia, senza stelle"..
"22/11/63 è forse il romanzo più "filosofico" di King, e potrei anche togliere le virgolette. Stimola continuamente riflessioni sul tempo, sul corso della storia, su linearità e cicli, sul ricominciare da capo, sul nostro agire ed essere agiti, sul nostro essere soggetti costituiti che si pensano costituenti.. e viceversa, in una scorribanda schizofrenogena, tra teoria delle stringhe e allegorie profonde.."


 

Si può dire poi, che Stephen King diverte, perchè lui per primo, si diverte, e non soltanto a scrivere. Nonostante la vita non facile, le vicissitudini e i problemi, non ha mai abbandonato ottimismo e voglia di vivere. Amare profondamente la vita, vederne sempre il lato luminoso, proprio perchè messo in evidenza da quello oscuro, serve a tenere lontani i mostri.. E lui sa bene, che esistono.. spariscono solo in apparenza, quando arriva l'alba o si accende la luce.. si limitano a rintanarsi negli angoli, in attesa.. ed è impossibile sconfiggerli del tutto, perchè vivono dentro di noi. Si può però tenerli a bada, accettando i propri fantasmi e le proprie paure, sorridendone, quando si riesce, e per chi come lui possiede quel dono, toglierli dalla testa, e trasferirli su un foglio bianco.. Può servire anche divertirsi con gli amici, magari facendo musica insieme.. come fa King quando canta con il suo gruppo, i Rock Bottom Remainders, composto per intero da scrittori e giornalisti, tra cui Amy Tan, Greg Iles e Scott Turow..



"L'orrore é il rock'n'roll della fiction. L'uno e l'altro dividono lo stesso tipo di qualità estetiche. Hanno un sacco di energia, un ritmo definito e la tendenza a uscire dai margini".
King sembra avere sottoscritto in pieno questa tesi. "La radio, e, in particolare, la musica, mi rendevano reale come ragazzo. E' grazie a loro che ho scoperto la mia identità. Allunghi le mani e trovi qualcosa che ti appartiene ed é tuo. E' difficile da spiegare, ma é come un paio di scarpe che ti vanno bene. Il mio primo disco era una versione a 78 giri di "Hound Dog", di Elvis Presley. Da quel momento in poi sapevo quello che volevo e volevo tutto quello che potevo avere".
Lo spirito e la musica degli anni Cinquanta e Sessanta pervadono, dunque, gran parte della scrittura di King. In molte pagine de Il corpo, per esempio, la short novel diventata anche un film con il titolo di Stand by Me, coprotagonista del racconto diventa la radiolina che, nel rifugio dei quattro ragazzi protagonisti, trasmette in continuazione i successi del momento. Quei brani trasmessi alla radio sono gli stessi che accompagnavano i pomeriggi d'estate di King, da solo o con gli amici, a casa o nel rifugio costruito sull'albero prediletto. E' quindi naturale che King le immetta sotto forma di citazioni. Il rock'n'roll risorge in Christine, Plymouth Fury, "posseduta" che a sua volta "possiede" l'anima di un teen-ager imbranato e infelice che é alla ricerca di un'impossibile redenzione o emancipazione personale (sembrerà strano ma l'attore che impersonava Arnie nel film di Carpenter tratto dal romanzo, Keith Gordon, aveva l'aspetto di Buddy Holly... Una coincidenza?). In L'ombra dello scorpione la lancetta del tempo si é spostata in avanti, intorno ai primi anni '70. Randall Flagg è il diavolo, uscito direttamente dallo spartito di Sympathy for the Devil dei Rolling Stones. Quegli stessi che celebrarono, in modo metaforico, la fine della generazione e del sogno di Woodstock con il festival di Altamont, nel 1969, e con la tragedia dello spettatore assassinato dal servizio d'ordine degli Hell's Angels californiani . Il sogno già incrinato ora si trasforma in un vero e proprio incubo incarnato nella figura di Flagg, che vaga per le strade d'America a portare il seme dell'apocalisse, usando le armi dell'inganno e dell'artifizio, della seduzione e della menzogna. Ed é proprio in L'ombra dello scorpione che uno dei personaggi protagonisti dà voce all'autore quando esclama: "Sicuro, gli anni '60, quelli sì che erano bei tempi: i figli dei fiori, 'facciamo pulizia con Eugene McCarthy'. Ridatemi gli anni Sessanta e gli Ottanta ficcateveli dove dico io". In questo romanzo (ma anche in un romanzo firmato con il celebre pseudonimo di Richard Bachman, "L'occhio del male") King utilizza anche uno dei cardini della cultura rock degli anni '70: il viaggio inteso come fonte di esperienza, di arricchimento interiore, spirituale. Come se volesse rendere ancora più chiari i suoi intenti, King infila nel corpo del testo citazioni in abbondanza, che coprono un arco di tempo che va dalla fine degli anni Cinquanta agli inizi degli anni '80. Il romanzo inizia con la citazione di un verso di Don't Fear the Reaper dei Blue Oyster Cult, che bene introduce il lettore all'apocalisse imminente che lo attende nelle pagine successive. Ma nel libro vengono citate anche canzoni di Bruce Springsteen, Bob Dylan, Buddy Holly, Chuck Berry, Simon & Garfunkel, i Drifters, i Creedence Clearwater Revival. King ama citare come suoi ascolti preferiti gli AC/DC (di cui usò molte canzoni per la colonna sonora del suo "Brivido"); i Ramones, il rock'n' roll anni Cinquanta, alcuni gruppi heavy metal, Bob Dylan, Neil Young, Bruce Springsteen, i Green on Red, Tom Waits. D'altra parte sono tantissimi i musicisti rock che amano King: basti pensare a Scott Ian, chitarrista degli Anthrax, che colleziona tutte le prime edizioni delle sue opere e che compone brani tratti espressamente da racconti e romanzi kinghiani.

 
Questa colonna sonora è stata compilata seguendo le canzoni che Stephen King cita nel suo romanzo “22/11/’63”. Tutte le canzoni di questa playlist sono parte della trama, ad eccezione della prima (di Jello Biafra e Mojo Nixon), che parla della nostalgia per l'età aurea (che non è mai esistita) degli anni cinquanta e che funziona benissimo da introduzione ad alcuni dei temi del libro. Inoltre sono presenti i Ramones con Pet Sematary (title track composta proprio per "Cimitero vivente") e  Sheena is a Punk Rocker, più alcuni dei gruppi sopra citati.
Buona lettura e buon ascolto





(by FataMorgana)


18/12/11

Google vs Berlusconi



La sfida legale che vede contrapposti il motore di ricerca Google e Mediaset si è risolto in una nuova vittoria per il colosso del web. L’European Public Policy Blog ha illustrato come l’hosting (in questo caso Google) non debba monitorare l’uso che l’utenza fa del servizio. Non è quindi lecito bloccare a priori un determinato servizio perchè gli utenti potrebbero farne un uso non legale. Vediamo però nello specifico che cosa contestava Mediaset a Google.
Come molti di voi sapranno, alcune persone che possiedono un blog sulla piattaforma Blogger spesso usano il loro spazio per trasmettere in streaming delle partite di calcio o comunque dei contenuti che normalmente vengono trasmessi dalle reti Mediaset tramite gli abbonamenti Mediaset Premium. Il Tribunale di Roma ha seguito le direttive europee facendo riferimennto alla alla sentenza Sabam vs Scarlet che si opponeva alla sorveglianza e al monitoraggio preventivi da parte dell’hosting. Oltre a questo bisogna tener conto del fatto che per Google sarebbe impossibile controllare tutto quello che avviene sulla piattaforma Blogger e sui suoi server.La sentenza dichiara inoltre che una forma di controllo come quella richiesta da Mediaset andrebbe contro i principi di libera manifestazione del pensiero e la libertà di comunicazione. Google non ha quindi l’obbligo di controllare gli utenti, anzi dovrebbe fare molta attenzione a non ledere la privacy e i diritti di questi ultimi. Un’impresa privata quale Google è, non può fare le veci di uno sceriffo del web e porre la censura ai contenuti. Come già era emerso recentemente, Google è sempre in prima linea contro la pirateria creando una “lista nera” dei suggerimenti di ricerca però è sempre stato altrettanto attento a difendere il principio di libertà di informazione.

E ancora..

La celebre piattaforma di condivisione video targata Google è riuscita a vincere la causa intentata dall’emittente Telecinco, ed incentrata su una presunta violazione di copyright. I giudici di Madrid si sono espressi a favore di YouTube che è stata giudicata non responsabile degli upload dei propri utenti pochè offre, a tutti gli editori, tutta una serie di strumenti utili ad evitare una qualsiasi violazione. La televisione spagnola guidata da Mediaset, è quindi uscita sconfitta dallo scontro legale protrattosi per circa 2 anni.
La società di Silvio Berlusconi sostiene che l’individuazione e la rimozione dei contenuti protetti da diritto d’autore è compito esclusivo dell’azienda di Mountain View. Tuttavia esistono strumenti, come il Content ID, che impedisce il caricamento di determinati contenuti, a patto però che le emittenti forniscano una copia del loro materiale per effettuare tutti i riscontri del caso.
Eric Schmidt, amministratore delegato di Google, ha commentato la sentenza sostenendo che si tratta di una vittoria per tutti gli utenti del World Wide Web poiché, in questo modo, i giudici hanno difeso il concetto di condivisione sul quale si basano i servizi Internet. La decisione mostra però una direzione assai diversa da quella presa dall’Italia.
Infatti, lo scorso febbraio, il Tribunale di Roma ha definito YouTube responsabile dei contenuti, costringendo ad eliminare i filmati del Grande Fratello con una procedura d’urgenza.

TRACKBACK.IT

10/12/11

William S. Burroughs: Un inedito

Era il 1979 e William Burroughs scrisse il “Progetto di un film” intitolato Blade Runner. Una sceneggiatura fantascientifica che non venne mai realizzata. Ridley Scott ne prenderà soltanto il titolo per prestarlo al suo Blade Runner tratto dal racconto di Philip Dick, Anche gli Androidi sognano pecore elettriche?. Rileggendo questo “progetto” di Burroughs, totalmente inedito in Italia (era stato pubblicato nel 1983 da una piccolissima casa editrice e distribuito solo in Svizzera), ancora una volta ci imbattiamo nella geniale visionarietà dello scrittore americano. L’autore de Il pasto nudo e La scimmia sulla schiena, immagina un futuro prossimo da apocalissi. Vicina. Imminente. Nel 1979 scriveva di “un cancro fulminante” diventato un’epidemia capace di “abbassare tutti i livelli delle difese immunitarie”. Due anni dopo, purtroppo, il testo progettato da Burroughs è stato realizzato dalla Natura con un nuovo titolo: Sindrome d’Immuno-Deficienza Acquisita, AIDS.

Veduta di Manhattan da un elicottero…
“Il sovraffollamento ha portato sempre a un maggior controllo governativo sui privati,non sui modelli vecchio stile di oppressione e terrore degli stati polizieschi, ma in termini di lavoro, credito, alloggio, pensione e assistenza medica: servizi che possono essere sospesi. Questi servizi sono computerizzati. Niente numero, niente servizio. Tuttavia, questo non ha prodotto le unità umane standardizzate e col cervello lavato postulate dai profeti semplicisti tipo George Orwell. Invece, una larga percentuale della popolazione è stata spinta nell’underground. Larga quanto, nessuno lo sa. Questa gente è senza numero.”
Bimbi neonati ululano. Lottizzazioni, progetti di edilizia crescono. Computers ronzano al Con Ed, I.R.S., Welfare, Medicare, Health Insurance. Schede, avvisi, conti escono a fiumi. Un cittadino esasperato fa la valigia ed esce dalla sua casa a Levittown. Fa un mucchietto di foglie, ci sbatte sopra una pigna di schede, e dà fuoco al mucchio. Una vecchia dall’altra parte della strada corre al telefono. L’autopattuglia arriva e gli fa una contravvenzione per aver bruciato le foglie. Mentre l’auto si allontana lui butta la contravvenzione nella cenere. Se ne va con la sua valigia.

Veduta aerea del Muro che corre lungo la 23° Strada dall’Hudson all’East River….
“Il Muro venne costruito dopo i Disordini per la Legge Sanitaria del 1984. La Città Bassa può essere tagliata fuori e il muro guarnito di truppe nel giro di mezz’ora. Un muro simile separa Harlem dalla zona centrale di Manhattan. L’elicottero si sposta verso sud…macerie, edifici in rovina, terreni abbandonati. Sembra Londra dopo il Blitz. Pochi segni di ricostruzione, a parte sporadici rattoppi. Molte strade sono bloccate dai rifiuti e ovviamente intransitabili. Qua e là, miseri mercati all’aperto e orti nei terreni abbandonati. Piazze e strade affollate si svuotano di colpo senza una ragione apparente. Ci sono battelli improvvisati sui fiumi, carichi di derrate.

“Con il 1980,c’era stata una crescente pressione per emanare una Legge Sanitaria Nazionale. Questa fu bloccata dalla lobby medica, con i dottori che protestavano che una simile Legge avrebbe significato in pratica la fine della professione privata e la degradazione del livello medio del servizio medico. Fu anche addotto l’argomento della gravità dello sforzo in rapporto a un’economia già precaria. Le compagnie farmaceutiche, temendo che un intervento sui prezzi avrebbe tagliato i profitti, spesero milioni per opporsi alla proposta di legge e misero annunci su intere pagine dei maggiori giornali. E soprattutto, le compagnie di assicurazione sulle strade strillarono che la Legge non era necessaria e poteva soltanto portare a un aumento di tasse per un servizio peggiore. Ecco qui il cittadino a reddito medio nel suo malandato appartamento. Il tetto non tiene e lui ha cercato per settimane di ripararlo. Il padrone di casa non fa niente. Il cittadino ha appena diviso una scatola di cibo per cani con la sua famiglia. “Eccoci qua a pagare per mantenere i negri e i terroni e i beatniks in hotels e ospedali. Noi paghiamo per i loro fetenti vizi di droga, gli diamo i soldi per non dover lavorare, e noi? Possiamo permetterci di spendere $ 500 al mese per un letto d’ospedale? Trovano un portavoce nel Reverendo Parcival, che mette in giro un giornale noto come Il Cane da Guardia, con una striscia di fumetti: Bionda Nordica coppia porta bimbo malato a un ospedale. Un dottore nero li sbatte sulla strada: “Inqualificabile sudiciume.,Dà il benvenuto a un giovane portoricano che si è spellato una nocca in una zuffa.
“Entra ragazzo mio. Infermiera, un quarto di grano di G.O.M. per questo signore.”

“L’eroina venne legalizzata per i tossicodipendenti nel 1980. La United States Health Service se ne assunse la distribuzione attraverso cliniche governative e mise in piedi un’intricata burocrazia, con polizia e investigatori che si dimostrarono totalmente corrotti.Molte persone che non erano tossicodipendenti entrarono in questo programma e si guadagnarono comodamente da vivere vendendo le loro razioni.”
Ecco qui di nuovo Mr. Reddito Medio.Ha un doloroso e inabilitante caso di dermatite. Ha appena finito di pagare $ 50 per una visita. Il dottore rifiuta di prescrivere codeina: “La sola cosa che posso prescrivere è l’unguento di Whitefield.”
Ed ecco una grossa e felice famiglia assistita. Bussate a qualsiasi porta di Harlem. Due ragazzi in eroina dell’assistenza, una figlia al lebbrosario federale a Carrville, Louisiana, un ritardato a Kings State, una distrofia muscolare in un programma speciale. Mamma incassa su ciascuno di loro – assegni per perdita di sostegni. Niente lavoro, niente problemi. TV a colori. Resti di un enorme tacchino sulla tavola. Mamma si concede una generosa dose del suo speciale sciroppo per tosse, per tener fuori i freddi dell’inverno.Papà sta mangiando un gelato alla fragola. I ragazzi sono sdraiati sul pavimento a studiare opuscoli di agenzie turistiche.
Non sanno decidere se andare a Lexington per la cura estiva (“Il Country Club” è adesso degno del suo nomignolo con migliaia di boschi, passeggiate, cavalli, golf, tennis, barche, pesca tutto a disposizione degli internati), oppure a trovare Sorellina a Carrville.“Dio mio” grugnisce Papà, “Ho un mal di testa da gelato. Fammi un’iniezione, figliolo,presto…sta passando…”
Il dottore porge al ragazzo la ricetta per l’eroina con un ghigno corrotto…“E fa’ in modo che non ti prenda a vendere quella che ti avanza.”
Prende il telefono.
“Infermiera, quanti lebbrosi ci sono là fuori che scalpitano per Carrville?”
Il traffico in bacilli di Hansen è rampante. È ora noto come “la roba bianca”. Basta graffiare un po’ di pelle con un ago e strofinarceli su, sei mesi dopo….Nuovi lebbrosi si riversano da un vecchio battello fluviale a pale ruotanti cantando “Casa Dolce Casa.” Altri si buttano fuori su argini desolati, con le rane che gracidano…
“Benvenuto nella famiglia Hansen. Sai che mano esperta è la mia…non mi hai mai sbalzato fuori dal programma. Possono arrestarti e rimandarti alla vita civile se non sei prudente. Be’ io maneggio la miglior roba bianca di Carrville.Resta nel programma con l’Unguento del Doc White.”

Lungo i bayous, i laghi e i fiumi vi sono i cottages coperti di buganvillee, rose e campanule, dove languidi lebbrosi oziano – fumando marijuana e oppio dei loro giardini, iniettandosi eroina governativa, con gli aranci, i manghi e gli avocados che crescono nei cortili, prendendo pesci gatto, lucci e pesci persici dal portico di casa, o aprendo scatolette dello spaccio governativo.Carrville è adesso un’enorme zona di paludi che si estende dal Great Thicket dell’East Texas alle Everglades della Florida. Sulle isole palustri sono celebrati strani riti. Giovani nudi con maschere da alligatori danzano davanti al Dio Gator Caprone che ha la testa di un alligatore e i piedi di un caprone.Tempo di Mardi Gras a Carrville. Un languido giovane aristocratico passa scivolando su un battello floreale, una gamba mangiata via al ginocchio, il moncherino fosforescente nel crepuscolo che si addensa. Una sottospecie virale radioattiva cari miei, terribilmente chic. Lagune viola dove pesci di smeraldo si tuffano in cerca della luna. Ed ecco uno stupefacente giovane lebbroso in veste di Cleopatra sul suo battello con un Marco Antonio pacioccone….E l’intera riserva è cintata e custodita. “Così lasciamo la felice popolazione di Carrville che, mediante qualche interiore sorgente di coraggio e di forza, ha trasformato la sua terribile malattia in un soddisfacente sistema di vita.
“E per questo che io pago le tasse? Orge sessuali di finocchi e iniezioni di marijuana?”.
“Nella nostra splendida sistemazione – fornita dal cortese governo americano – noi non abbiamo da preoccuparci di stronzi come te che lavorano per vivere. Possa tu crollare nel cesso da cui sei emerso.”
Mafiosi si sporgono dalle loro Cadillac a sputare in faccia al contribuente.
“Ma chi sei, worke fore living? Ti sputo in faccia, scemo!”
E molti giovani denunciavano casi di inabilità, dicendo che non potevano coesistere con dei disgustosi barboni contribuenti.
“Mi rendono così nervoso che non sono stato in grado di lavorare. Chiedo inabilità totale e sussidio di eroina.”
“Quando la terza Legge Sanitaria Nazionale fu respinta al Senato a causa di vergognose manovre di gruppi e tattiche ostruzionistiche, scoppiarono i Disordini del 1984 per la Legge Sanitari. Si calcola che 500.000 persone siano morte soltanto a New York City e ci furono danni materiali per miliardi. Altre città annoverarono perdite di questa entità. I decessi in tutti gli U.S. arrivarono a quasi dieci milioni. Per ironia, l’alta mortalità fu dovuta in larga misura agli sforzi del governo di prevenire l’esplosione con severe misure di controllo sulle armi. La Legge Nazionale sulla registrazione delle Armi da Fuoco escluse coloro con precedenti penali o di tossicodipendenza o di malattie mentali, e tutti coloro sulle liste dell’assistenza pubblica , dalla possibilità di comprare o possedere armi da fuoco di qualsiasi tipo, compresi i fucili ad aria compressa. Questo lasciò la scontenta classe media in possesso di più armi da fuoco di qualsiasi altro gruppo.
“Facendo affidamento sulle armi ammassate e sulle simpatie della polizia e della Guardia Nazionale, i Soldati di Cristo di Parcival parlavano adesso apertamente di occupare New York e massacrare tutte le minoranze etniche, i beatniks, i perfidi drogati, finocchi e capelloni. A dire il vero parlarono troppo e spaventarono troppa gente, facendo oscure allusioni ai banchieri internazionali, a Wall Street e al Pericolo Giallo. Significava questo che gli Ebrei, i ricchi e i Cinesi erano sulla lista? Potenti figure anonime decisero che sarebbe stato prudente far trovare un’efficace opposizione ai seguaci di Parcival. Ad ogni modo un documento noto come Il Diario del Diavolo arrivò fino alle minoranze più immediatamente e specificatamente minacciate.
“Il Diario del Diavolo era stato preparato su ordinazione della CIA negli Anni’60. Conteneva istruzioni dettagliate per fabbricare armi da materiali facilmente disponibili in ogni drogheria o negozio di ferramenta: polvere nera, bombe incendiarie, più una batteria di armi biologiche e chimiche. Come produrre botulina partendo dal bouillon in scatola; come fare il gas nervino dagli sparys insetticidi; come fare clorina, nitroglicerina, fosgene, ammonio, gas arsenicato. Furono queste armi, lanciate e integrate da balestre, cerbottane, fiondi e granate a polvere nera, che causarono le impressionanti perdite.”

6 Agosto 1984..
I soldati di Cristo di Percival si sono radunati in Central Park. Incontrastati dalla polizia, si dividono adesso in due colonne che marciano verso nord e verso sud. Una serie di dipinti tipo Cluster's Last Stand illustra le seguenti battaglie.

racconto inedito, Satisfiction





Get me to the doctor
Get me off the streets (get some protection)
Get me on my feet (get some direction)...



06/12/11

I Muppets? Comunisti!

Un complotto comunista che si annida nel cuore degli Stati Uniti, Hollywood, con a capo una banda di pericolosi criminale bolscevichi: i Muppet. È la tesi sostenuta da Eric Bolling, noto presentatore della Fox News, gruppo tv che fa capo alla NewsCorp di Rupert Murdoch, e portavoce delle istanze della destra ultraconservatrice a stelle e strisce. Così i pupazzi più famosi della tv americana, tornati sul grande schermo nel nuovo film prodotto dalla Disney, sono in realtà dei pericolosi comunisti che influenzano le giovani menti dei bambini. Il motivo? Il cattivo della pellicola è un malvagio petroliere, rappresentante di quello impero economico che permette agli Stati Uniti di essere la nazione più potente al mondo.

Nel corso della sua trasmissione in diretta tv Bolling passa all’attacco. Kermit la rana, miss Piggy e che dire di Animal, il personaggio tutto rosso e barbuto: tutti pericolosi sovversivi, novelli comunisti che tentano di rovesciare le colonne del sistema americano.
Il cattivo del film è un petroliere e questo dà una visione sbagliata di tutta l’industria: secondo la tesi di Bolling i bambini vengono così bombardati dal messaggio che il petrolio è il male, senza sapere che è grazie a esso che tutto va avanti. Nel suo studio Bolling lanciava la sua invettiva dal sapore maccartista, sostenuto dal suo ospite Dan Gainor del Media Research Center, esponente di quella destra conservatrice che ora se la prende anche con i film per bambini.

Non solo i Muppet, anche “Car 2″, o la pellicola di George Clooney “Syriana”, cerca di inculcare nelle menti innocenti dei bimbi che l’industria petrolifera è il male da combattere.
Logico, secondo i due campioni della destra, visto che tutta Hollywood è notoriamente un covo di comunisti, che non racconta come il petrolio venga usato per “illuminare gli ospedali, riscaldare le case, far muovere le ambulanze“.La reazione della stampa USA non si è fatta attendere e da più parti si fa notare come l’unica colpa del tremendo barone del petrolio sia quello di voler distruggere il teatro dei Muppet.

Gli Spioni

WikiLeaks: ecco gli spioni italiani

Sette imprese che si occupano di ricerca e sviluppo nel campo delle intercettazioni sono finite nell’occhio del ciclone negli Spy Files di Julian Assange.

Ieri WikiLeaks ha denunciato un Grande Fratello mondiale cui partecipano 160 aziende di 25 paesi. Gli Spy Files di WikiLeaks contengono i dettagli dei prodotti con cui queste aziende stanno facendo “ miliardi di euro vendendo sofisticati strumenti di monitoraggio ai governi, violando le regole dell’esportazione e chiudendo un occhio sui regimi dittatoriali che violano i diritti umani”. “ Era proprio quello che ci voleva. Spero proprio che ora i media aprano gli occhi”, ha commentato Barrett Brown ex portavoce di Anonymous che ha fondato Project PM un anno fa per denunciare i governi spioni, come ha raccontato in un’intervista a Wired.it. Nell’elenco di WikiLeaks, stilato insieme a realtà del giornalismo investigativo fra cui l’Espresso, ci sono sette aziende italiane. L’unica citata nel documento che annuncia i 287 file-denuncia è HackingTeam. Di lei WikiLeaks ha pubblicato presentazione di Remote Control System 5.1 (presente per altro sul sito dell’azienda), un sistema in grado di violare non solo Android, ma anche iPhone e Blackberry, registrandone tutti i dati presenti, anche se criptati, e trasformare il telefono in una cimice. Il business dell’azienda, si legge sul suo sito, è vendere a forze di polizia e intelligence strumenti per combattere il crimine.

L’unica azienda a occuparsi di analisi del discorso, fra quelle citate, è Loquendo, ex società del gruppo Telecom Italia ceduta a Nuance durante l’estate per 53 milioni di euro. Loquendo è specializzata in riconoscimento e sintesi vocale, verifica e identificazione di chi parla. Di lei WikiLeaks ha pubblicato una presentazione sull’uso di questa tecnologia per riconoscere la voce di terroristi che parlano al telefono in posti affollati, identificare l’uso di parole chiave, analizzare i discorsi sulla base di accenti ed enfasi. Sul proprio sito l’azienda elenca alcuni dei propri prodotti, che vanno dall’automazione di call center alla messaggistica unificata, da applicazioni per banche e sanità a prodotti per favorire l’inclusione dei disabili ed e-learning, su pc come su smartphone.

Ips è forse la più trasparente fra le aziende di spioni. Si occupa di comunicazioni e sorveglianza. Fra i clienti ci sono Ministero dell’Interno, Arma dei Carabinieri, Telecom Italia e Wind. Il prodotto di punta è Genesi, in grado di acquisire, analizzare, registrare e processare elevate quantità di flussi di comunicazione in modo centralizzato: “ Si adatta bene alle esigenze delle agenzie governative per analizzare e monitorare diversi tipi di sorgenti di informazione sia offline che real time, per catturare stream da differenti reti, per obiettivi di sorveglianza o misure preventive”. IPS fa capo a Resi Group, così come Resi, azienda specializzata nei settori Network & Security Management e produzione di contenuti a valore aggiunto.
Rcs, che non è la casa editrice, produce apparecchiature per il controllo elettronico delle telecomunicazioni pensate per le indagini di polizia giudiziaria. Ha un help desk telefonico per l’assistenza di operatori amministrativi e personale di polizia giudiziarie. Su di lei c’è solo un link al sito aziendale.
Innova è invece specializzata in soluzioni integrate a sostegno di operazioni di intelligence e nuclei operativi delle forze dell’ordine e della polizia giudiziaria. Si occupa di intercettare comunicazioni su linee telefoniche di qualunque tipo, anche criptate, intercettazioni ambientali, localizzazioni di veicoli e analisi dei dati raccolti. Secondo WikiLeaks è in grado di intercettare anche sms e monitorare l’uso di Internet. Il tutto attraverso un’unica interfaccia grafica chiamata Ego.

Infine c’è Bea S.r.l., il cui settore è quello dei prodotti microelettronici per la sicurezza. Vanta clienti in tutto il mondo, “ inclusi governi e pubbliche autorità in una quindicina di paesi sui cinque continenti”. Si occupa esclusivamente di intercettazioni telefoni, secondo WikiLeaks, che ha pubblicato il catalogo dei prodotti offerti.

03/12/11

Pictures (Gif) e Twitter

PhotobucketLa modernità non ha prodotto quei cambiamenti che questo "movimento" , in nome di una rivoluzione nei vari campi, aveva fatto sognare. Vi è un successo delle informazioni e delle comunicazioni, ma l'eccesso di informazioni, di conoscenza, spesso si disperde in tutte le direzioni, indifferentemente. Nelle interfacce elettroniche comunichiamo istantaneamente e in fretta,troppo in fretta. Le immagini di tutti i media scorrono veloci, immagini e messaggi si susseguono senza soluzione di continuità, e tutta questa informazione e comunicazione ci fa pensare che non sia altro che uno scenario..forzato, una fiction perenne, che ci dispensa dal vuoto non solo dagli schermi e dall'etere, ma anche dal nostro schermo mentale. L'immagine più bella e significativa di questo tempo è senz'altro quella di un uomo che, in un giorno di sciopero generale, resta seduto a casa davanti ad uno schermo vuoto di un televisore..

A questo proposito, consiglio la lettura degli appunti del collettivo Wu Ming (che annovero tra le poche.."avanguardie" letterarie e non di questo paese..) su Twitter. Sempre lucidi e tempestivi nel monitorare lo sviluppo dei nuovi mezzi di comunicazioni, descrivono dettagliatamente i limiti di questo social network istantaneo, limiti che avevo gia riscontrato e che non mi ha mai fatto amare questa piattaforma, che con i suoi 140 caratteri costringe al sottinteso, a generare equivoci a catena, con commenti veloci e scollegati, a volte conditi da insulti, che impedisce di discutere, spiegare, precisare,correggere, rendendo tutto molto difficile da gestire. Inoltre,l'impressionante crescita di Twitter è dovuta anche al fatto che molti..Vip hanno lo hanno scelto come "pollaio in cui scazzarsi per la gioia voyeuristica dei media mainstream" (Wu Ming), generando flame,come ad esempio quelli di Sabina Guzzanti Vs Fiorello o quelli sulle vicende del 15 ottobre a Roma che lasciano il tempo che trovano e che sono sinceramente davvero avvilenti.
Qui,comunque, il post di Wu Ming
Qui invece, il precedente elogio del Blog



Photobucket






01/12/11

One Big Union

Robert Coates, di origine nordirlandese, non è realmente cattivo. E’ legato alla famiglia, assiduo alle funzioni religiose, saggiamente conservatore. Condivide però molti dei pregiudizi che circolano, negli Stati Uniti, tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento. Ciò lo induce a diventare fin da giovanissimo una Labor Spy: uomo di mano di una delle tante agenzie che infiltrano informatori nel movimento operaio americano ai suoi inizi. In questa veste, assiste e partecipa a scontri sociali di inusitata violenza. Scioperi che si prolungano mesi, stragi di operai, duelli degni di un film western. Prende parte, soprattutto, all’epopea degli Industrial Workers of the World: il sindacato rivoluzionario che cerca di organizzare precari, vagabondi, immigrati, braccianti, disoccupati, manovali a giornata. Con lo scopo di dare vita alla One Big Union: il solo, grande sindacato che rechi in sé il modello della società a venire. Un’idea che sarà sconfitta, ma non senza un’accanita resistenza. Robert Coates, nel tentativo di sabotare dall’interno quel progetto, incontrerà personaggi memorabili: Eugene Debs, Jack London, Dashiell Hammett e tanti altri. Questo non riscatterà la miseria progressiva della sua vita privata, sotto il segno della solitudine. Chiunque lo accosti troppo da vicino è perduto. Una spia non può avere affetti. Una storia “nera”, dunque, ma perché nera è la vicenda che tratta: quarant’anni di storia del movimento sindacale americano, a partire dalle origini.


"Fratelli" esordì "hanno cercato di persuadervi che il capitalismo sia inevitabile, che la disoccupazione che flagella il paese sia una catastrofe naturale. Ebbene, vi dico che non è così. La crisi non cade dal cielo: alla base ha il vostro sfruttamento oltre il lecito e l'avidità di sfruttatori che campano del lavoro altrui...parassiti oziosi consumano bottiglie di vino francese al fresco in secchielli pieni di ghiaccio. Tagliano la faraona o il vitello arrosto. Sono gli stessi che parlano di crisi. I politicanti e i giornalisti al loro servizio invocano la solidarietà nazionale. Tuttavia una forza giovane e vigorosa è nata per ribaltare il quadro per unire gli sfruttati senza distinzione in una lotta comune..."
«A Est non combinano nulla di buono. Chiacchiere e ancora chiacchiere. E’ di qui, dall’Ovest, che deve partire la rinascita del sindacalismo industriale! La gente ha bisogno degli IWW, chiede organizzazione! Non vuole, invece, miserabili discorsi di politicastri che finiscono col chiedere un pezzo di carta nell’urna elettorale. A chi servono i socialisti, gli anarchici? Il sindacalismo basta a se stesso, è più rivoluzionario di loro, più socialista di loro, più anarchico di loro! Dico bene, fratelli?»
Esplose il “sì” entusiasta dei presenti. Erano bianchi e neri, portuali, manovali, disoccupati. L’età media era tra i venti e i trent’anni. Le donne erano due. Una era la moglie dell’oratore.

«Allora» proseguì Walsh «vi dico io cosa faremo. Marceremo sul fottuto terzo congresso dei fottuti IWW. E’ a Chicago, in maggio. I borghesucci che fanno la rivoluzione in poltrona, gli aspiranti consiglieri comunali, gli amici dei fachiri, gli arroganti professoroni sporchi di inchiostro, di polvere e di talco, potranno segnarsi il 1908 come l’anno della loro scomparsa. L’Ovest calerà e li spazzerà via. Li fotterà a sangue, getterà dalla finestra le loro cartacce. Hanno dominato fin troppo. E’ tempo che prenda il sopravvento la pura, santa, fottutissima lotta di classe!»