02/02/12

Inquinamento acustico, rock, frastuoni e i pericoli per l'udito

 Sette milioni di italiani hanno problemi di udito e il numero tende ad aumentare. Nell'80 per cento delle nostre città si superano giornalmente i lielli di tollerabilità del rumore. Le terapie genetiche e le cellule staminali sono i rimedi,ma per il momento,contro la sordità, restano armi del futuro,mentre si potrebbe iniziare con..un pò di silenzio. Perchè il rumore e il frastuono delle città sono diventati letteralmente assordanti e ,insieme all'allungamento della vita media,sono la cusa principale della perdita dell'udito. E' la commissione europea a lanciare l'allarme,prevedendo un peggioramento delle capacità uditive tra il 4 e il 6 per cento ogni anno. Il problema oramai non coinvolge solo gli anziani,ma anche giovani e adulti esposti a livelli di rumore (traffico stradale,discoteche,elettrodomestici..) che superano di gran lunga la soglia di sicurezza stabilita dall'OMS dei 65 decibel diurni e 55 decibel durante la notte. Tutti gli abitanti delle grandi città sono quindi potenzialmente soggetti a danni uditivi provocati dal rumore: vanno dall'insonnia alla difficoltà di concentrazione,dall'irritabilità ad uno stato di sordità temporanea, fino a dei veri e propri traumi acustici che hanno conseguenze drammatiche sulla qualità dela vita. Perchè,come spiegano gli esperti dell'Aiac (Associazione italiana Audiologia Clinica), la sordità,nelle sue diverse forme,è un deficit sensoriale che mette in questione le relazioni,le emozioni,la socialità Il 60% delle persone anziane cade in depressione e si isola dal mondo esterno,mentre i giovani ancora non accettan le protesi acustiche e soffrono per la loro condizione.

La ricerca intanto fa progressi. E' stato individuato il gene (MY01A) che se alterato causa una forma di sordità ereditaria,mentre studiosi giapponesi e americani sono riusciti a far ricrescere le cellule ciliate dell'orecchio interno in mammiferi adulti con una raffinata tecnica genetica. Già, perchè la ricerca sulle cellule ciliate all'interno della coclea è importantissima: per la funzione uditiva, queste cellule sono molto vulnerabili di fronte ai rumori esterni,ad alcuni farmaci e alle labirintiti e il loro danneggiamento è all'origine della maggior parte delle sordità neurosensoriali che colpiscono bambini e adulti. Tuttavia non c'è ancora una soluzione del problema nell'immediato. Le cellule staminali sono pluripotenti,possono dare origine a tessuti diversi ma perchè si specializzino in un campo molto selettivo (come la finzione uditiva)  occorrono stimoli fisiologici o biochimici che ancora non si conoscono. In soccorso arriva la bioingegneria protesica,con apparecchi acustici sempre più sensibili e intelligenti nell'elaborazione dei suoni. Quelli di terza generazione,digitali, sono anche più confortevoli nell'uso,con un suono più naturale e i larsen (fischi) ridotti al minimo. Usare queste protesi non è però come indossare gli occhiali:necessitano di un "allenamento" a quei suoni che la persona torna a sentire dopo un certo periodo di tempo,allenamento che può ricgiedere dai sei mesi ad un anno. Si sa che il cervello, che rielabora i suoni,se rimane in silenzio per un lungo periodo ha bisogno di recuperare le sue funzionalità,rendendo quindi indispensabile l'intervento precoce. Come precoce deve essere la diagnosi di sordità nei neonati,in media entro i tre mesi,mentre sei mesi è il tempo entro cui si deve applicare la protesi con una terapia riabilitativa. Verso i due anni è poi possibile ricorrere all'impianto cocleare,un dispositivo elettronico sempre più sofisticato e piccolo che è in grado di sostituire in gran parte il funzionamento dell'orecchio interno e della coclea.

 Si sa che il rock è «un'emozione tirata fuori ad alto volume» come disse una volta il chitarrista Ted Nugent (63 anni), che ormai da un decennio porta l'apparecchio acustico. Come il chitarrista e il cantante degli Who, il gruppo che negli anni Sessanta suonava a ben 130 decibel. Sia Pete Townshend (66 anni) sia Roger Daltrey (67 anni) sono passati dall'inno generazionale per eccellenza (My generation appunto) al cornetto. Stessa cosa è accaduta a Roger Taylor (62 anni), il batterista dei Queen (le frequenze del rullante sono micidiali per l'orecchio sinistro) e per Phil Collins (60 anni) completamentesordo da un orecchio. La lista dei musicisti,soprattutto nel Rock'n'Roll, che sono arrivati quasi alla sordità è lunga e in costante aggiornamento..