31/10/12

Led Zeppelin: Il Dirigibile in fiamme

Jimmy Page vagava per la stazione di Londra alterato e confuso con una bustina di cocaina addosso. Da solo, sembrava quasi non sapesse dove si trovava e perché' stava lì. Due poliziotti di pattuglia lo fermano e gli trovano le dosi; lo portano via. Era la seconda volta che veniva arrestato dalla fine dei Led Zeppelin. Adesso era il novembre del 1984 e da quel giorno per Jimmy non c'era stato molto: a parte i concerti benefici di ARMS con gli altri chitarristi degli Yardbirds, Clapton, e Jeff Beck, più celebrità varie come Charlie Watts e Bill Wyman degli Stones, Joe Cocker e Steve Winwood e una partecipazione al disco di Robert Plant tra gli Honeydrippers, era stato più che altro un decadimento - anche se con l'eroina diceva di averci dato un taglio. Aveva quarant'anni ma ne dimostrava di più e le sue dita a volte stentavano a correre lungo il manico della Gibson. Non gli era servito a niente rendersi amico lo spirito di Aleister Crowley: dell'occultista aveva comprato tanti oggetti personali, cappelli, bastoni da passeggio, amuleti, paramenti sacri e attrezzi da cerimonia, i paraphernalia, la biblioteca. Ne aveva studiato le formule magiche e in più di un’occasione le aveva usate per riti con sangue e candele. Cosi si raccontava. Ma doveva tapparsi le orecchie ogni volta che sentiva dire che da questa frequentazione sarebbero derivate tutte le sciagure dei Led Zeppelin, come la morte del bambino di Plant, il piccolo Karac di cinque anni, deceduto quasi di colpo in Inghilterra per un misterioso virus alle vie respiratorie il 27 luglio del 1977, quando i Led erano in tour in America. "Sacrificio di sangue: un bambino maschio di perfetta innocenza e di alta intelligenza è la vittima più soddisfacente e adatta", aveva scritto Crowley in Magik. Doveva chiudere gli occhi ogni volta che rivedeva la fine di John "Bonzo" Bonham. Un giornale inglese, il Ministry Magazine, arrivò ad accusarlo di responsabilita' in quel decesso, parlando di un suo rito finito in tragedia. Page denunciò la rivista, vincendo tanti anni dopo la causa, ma il sospetto l'avrebbe per sempre perseguitato. "Quando uno di noi morirà, finirà anche la band", aveva dichiarato Jimmy, e con la morte di Bonham erano morti anche i Led Zeppelin. Si chiedeva a cosa era servito stringere amicizia con il diavolo: gli aveva dato la fama più assoluta, una band che aveva cambiato la storia del rock, donne, droga, e infine lutti. Ora Jimmy sembrava come il tipo del desolato bar ritratto su una delle sei copertine dell'ultimo disco dei Zeppelin, In Through The Out Door: solo e curvo su i suoi pensieri di sconfitta e malinconia.



L'eroina e la magia erano state le sue amiche più strette. Forse anche più di Bonzo che moriva nella sua nuova casa in Old Mill Lane a Windsor - una residenza vicino all'acqua (come tutte le altre abitazioni di Page), sul Tamigi, quando l'aveva piantata con l'eroina ma non con l'alcol (...) Quello che uccise Bonzo fu la vodka: era alcolizzato e il 24 settembre del 1980, nella casa di Page, appartenuta all'attore Michael Caine c'era un party per il gruppo tornato unito dopo la crisi. Dalla morte del bambino di Plant e ancor prima dall'incidente di macchina di Robert il 4 agosto a Rodi con la moglie Maureen, i loro due bambini e la figlia di Page. Un bruttissimo incidente, con l'auto guidata da Maureen che si era andata a schiantare contro un albero uscendo di strada. Lei si fratturò il cranio e il pube rischiando di morire, i bambini dei Plant si ruppero braccia e gambe, Robert un gomito e la caviglia, solo Scarlett Page ne uscì illesa. Da quelle disgrazie e dalla nuova aria che tirava sulla scena inglese, con i punk che li insultavano, il gruppo era dentro una crisi che doveva ora risolversi. E poi c'era sempre stata più droga (con il tour manager Richard Cole che si era dimesso dal suo ruolo distrutto dall'eroina e il giovane fotografo amico di Page, Philip Hale, morto a casa sua per un’overdose di morfina e cocaina) a condizionare molti momenti della vita del gruppo.

(...) Bonzo non smette di bere un istante durante la festa. Poi si addormenta verso le undici di sera, trascinato dal suo assistente in camera. Il pomeriggio successivo, Benji LeFevre, segretaria di Plant, lo trova morto. All'ospedale dove viene trasportato in ambulanza, registrano il suo decesso avvenuto la mattina del 25 per soffocamento nel proprio vomito nel sonno causato da quaranta dosi di vodka, per la precisione, come scrisse nel suo referto il coroner Robert Wilson: "Travaso di liquidi nei polmoni provocato da inalazione di vomito."

"La perdita del nostro caro amico e il profondo senso di armonia sentito da noi e dal nostro manager ci hanno portato a decidere che non possiamo continuare così com’eravamo." I Led Zeppelin si scioglievano nel peggiore dei modi. E adesso, a quattro anni da quell'ultima tragedia, Page rifletteva davanti a un giudice che lo condannava a quattrocentocinquanta sterline di multa. Tempo prima, la loro fama era diventata leggenda. Le groupie facevano la fila e l'episodio dello "squalo", tra realtà e leggenda, spingeva un sacco di ragazze a voler provare. A detta di Richard Cole, non era uno squalo ma solo un dentice quello che lui, Bonzo e (si dice) Plant infilò nella fica di una groupie durante un tour a Seattle, mentre Mark Stein dei Vanilla Fudge riprendeva il tutto con la sua 8 millimetri. Per anni i Led Zeppelin andarono avanti tra orge e alcol, e solo John Paul Jones, il "quiet one" del quartetto, se ne stava per conto suo tenendosi fuori da certe storie. Inoltre Peter Grant, manager e amministratore della band ed ex lottatore, più volte fu costretto alle maniere forti per fermare John Bonzo in alcuni suoi tentativi di stupro. Jimmy Page, con Miss Pamela (Pamela Anne Miller, poi Pamela Des Barres, famosissima e richiestissima groupie del periodo) dividevano la passione per l'occultismo, quello di Crowley in particolare, del quale Page avrebbe acquistato la Boleskine House sul lago scozzese di Loch Ness: la residenza del XVIII secolo fatta decorare a ogni stanza di motivi magici dal pittore satanista Charles Pace, che si diceva fosse maledetta e nella quale Plant non mise mai piede. Ancora, nel 1974 a Kensington aprì una libreria dell'esoterismo, The Equinox, dall'equinozio degli dei annunciato dal demone guida Aiwass a Crowley e da The Equinox, il periodico edito da Crowley dal 1909; una libreria colma dei suoi testi reperiti un po' ovunque, e provò anche di assicurarsi l'ultimo domicilio di Crowley, l'abbazia Thelema di Cefalù in Sicilia. Sull'etichetta del vinile di Led Zeppelin III c’è il motto Crowleyano "Do what thou wilts so mete it be". "Zoso", come veniva chiamato Led Zeppelin IV, riportava i quattro simboli dei membri del gruppo riconducibili a simbologie magiche, come il segno di Bonham dal tarocco del Gerofante di Crowley a quello di Page, Zoso, ricalcato dal fregio di Zos, l’entità malefica evocata da Austin Osman Spare della congregazione Astrum Argentinum di Aleister Crowley. Il vecchio ricurvo in copertina, era l'eremita dei tarocchi. I riti magici e i tarocchi portarono la maledizione: il periodo dal '73 al '75 vide i più grandi trionfi della band, adesso non sfasciavano più le stanze degli hotel (a parte Bonzo quando beveva troppo), né le mettevano a soqquadro con le donne. Adesso erano eroina e cocaina al centro dell'attenzione, soprattutto di Jimmy e John. E poi era arrivata a soffiare un’aria strana: la violenza che a volte si sviluppava durante i concerti provocando notevoli disordini si era arricchita ora di una sinistra aria di morte che avvolgeva il gruppo, soprattutto Jimmy, che si vedeva recapitare spesso messaggi anonimi che lo minacciavano di morte. Nel suo completo di velluto nero, affaticato e ormai tossico dipendente, dopo anni passati senza respiro tra dischi e tour, sembrava l'ombra di se stesso. Tornato dagli USA, si mise a comporre le musiche per la riedizione del film di Kenneth Anger "Lucifer Rising" continuando a vaneggiare dei poteri di Crowley. Si ritirò nella casa nel Sussex con la moglie Charlotte e la figlia per giorni più tranquilli, dedicandosi al lancio della loro etichetta discografica, la Swan Song: il simbolo scelto fu quello del falling angel, l'angelo decaduto, Lucifero secondo altre interpretazioni.

I Led Zeppelin, nel trionfo del tour di Physical Graffiti, preparavano in realtà la loro decadenza. Jimmy non reggeva più l'eroina, al contrario della grande bestia Crowley, che resistette agli stupefacenti fin oltre i settant'anni, e oscure presenze portarono alla rovina e a quel 25 settembre del '80, peggio di qualsiasi maleficio di Crowley..

Murder Ballads - Storie di rock, balordo e maledetto
S. G. Lacavalla