25/04/14

Ostalghia: Ddr in Rock

"Ostalghia" - Un sentimento struggente

<<Nella DDR, Repubblica Democratica Tedesca, c’erano posti di lavoro per tutti garantiti dallo stato, per i bambini i cui genitori lavoravano entrambi c’era l’asilo nido gratis, le famiglie ricevevano un’abitazione il cui affitto era basso ed i beni di prima necessità costavano poco (vedi le patate ed il pane); inoltre primeggiavano nello sport (ottennero buoni risultati alle Olimpiadi) e nella tecnologia. L’ex DDR era quindi il gioiello che il mondo comunista ostentava all'occidente. Secondo un sondaggio del quotidiano tedesco ‘Berliner Zeitung‘, del 2009, il 49% degli ex abitanti della Germania Est afferma che ‘la Ddr aveva più lati positivi che negativi. C’era qualche problema, ma si viveva bene’; un 8% invece sostiene che ‘la Ddr aveva soprattutto aspetti positivi. Si viveva più felici e meglio di quanto si fa oggi nella Germania riunificata’. >>
Ostalghia allo stato puro.

Quindi, l'acquisita libertà non porta necessariamente con sé un miglioramento delle condizioni di vita per i cittadini dell'ex DDR: la nostalgia per il modello politico e sociale precedente si diffonde in gran parte della popolazione. Questo attaccamento al passato, alle proprie radici prenderà il nome di "Ostalghia", nostalgia dell'est, per l'appunto. Qualche anno fa il film "Good Bye Lenin" ha aperto uno squarcio e ha mostrato che forse non tutti i cittadini della ex Germania democratica si sono ritrovati contenti nel mondo capitalistico occidentale, mentre, un altro film, anch'esso molto bello, fa i conti con il passato: "La vita degli altri", ricorda le distorsioni del sistema politico della Ddr, e descrive i metodi della Stasi, la famigerata polizia politica che aveva ramificazioni in tutti i settori della società tedesca.

Ma quale fu la stagione musicale cresciuta al di la del muro,cosa ascoltavano i giovani della Germania Est, e cosa suonavano? A dispetto di ciò che molti pensano, vi fu un circuito alternativo fervente, sperimentazioni, suoni e gruppi che fecero dannare i funzionari dello stato, dal rock'n'roll della fine degli anni '50 fino agli anni '80, quando i vecchi miti segnano il passo e all'improvviso si fa strada una scuola Punk incorruttibile. Tutto in un affascinante autonomia sonora..

Ddr in Rock

La musica nella DDR è sempre stata un modo per affermarsi, per esprimersi sia per i musicisti sia per il pubblico. Nella musica e nei testi si sono fatte valere esigenze che negli stati governati da un solo partito non potevano altrimenti realizzarsi. Nelle canzoni i giovani preservavano i loro sogni contro tutte le difficoltà. Essi esprimevano il desiderio di libertà attraverso metafore poetiche che potevano essere liberamente trasmesse dalla radio controllata dallo stato. ln nessun posto si sognava tanto di volare come nella musica rock della Ddr alla fine degli anni Settanta. Nel 1979 i Karat in Albatros, uccello marino simbolo della vita libera, fecero suonare in alto, nell’aria, il richiamo alla <<lontana libertà dei mari>>.Non a caso l’albatros non conosce frontiere. Il testo di Norbert Kaiser esprime sentimenti particolarmente cari al pubblico di un Paese i cui cittadini dal 13 agosto 1961 erano costretti all’interno di confini segnati dal filo spinato e dalle mine. Il pubblico della Ddr era abituato a leggere tra le righe e a decodificare messaggi nascosti. Quando, per esempio, i Lift intonavano il loro inno nostalgico Nach Smien (Verso sud) il pubblico si commuoveva.

<<Verso Sud, Verso sud/volevo volare/questo il mio sogno più bello/dietro la collina/ mi spuntarono le ali/ perché prima dell’inverno/potessi fuggire>>

A tutti era chiaro che con la parola “fuggire” si intendeva scappare in occidente. E non era neanche necessario definire meglio la metafora “inverno”. Tutti sapevano che la parola si riferiva al sistema politico ‘di ghiaccio’ del Paese. Invece la censura statale non poteva dimostrare l'ambiguità dei testi delle rock band. Accusarli avrebbe significato riconoscere la situazione contestata. Cosi ai musicisti era possibile alludere a tante cose. Ecco l’importanza dei testi per il pubblico e il problema che nello stesso tempo rappresentavano per la censura. A questo proposito i funzionari Sed (Partito socialista unificato di Germania, in tedesco Sozialistische Einheitspartei Deatschlands, n.d.t.) alla fine della anni Sessanta avevano fatto pressione per <<una musica rock con testi tedeschi>> per evitare la scappatoia dell’inglese. Infatti quelli del Sed erano sicuri che i “prodotti dell’incultura americana” e della “decadenza dellimperialismo”, come venivano indicati dalla stampa di stato, avrebbero spinto i giovani della Ddr verso la corruzione. Di questo la Sed era convinta. Tuttavia ciò che all’inizio i gruppi dell’est ritenevano fosse una costrizione segnò invece la nascita del rock tedesco. Anni prima che in occidente Udo Lindenberg, Marius Muller-Westemhagen, Peter Maffay e altti musicisti noti iniziassero a scrivere canzoni di successo in tedesco, gli artisti della Ddr scoprirono che la lingua tedesca aveva un suono rock .

Dinamiche giovanili
<<Sempre più spesso mi accorgo che i teenager dl tutto il mondo, anche se divisi dagli oceani, amano le stesse cose>>. Non sappiamo se Elvis Presley nel 1957 abbia pensato anche ai giovani della Ddr quando scrisse questa frase contenuta nella “Lettera ai giovani tedeschi” pubblicata nella rivista giovanile Bravo, e se cosi fosse la cosa non è da sottovalutare. ll fatto è che gli adolescenti dell’est in quel periodo erano appassionatl di rock 'n' roll proprio come i loro coetanei in occidente. Il rock non si ferma alle frontiere. Neppure il muro poteva opporsi. Per non mettere in pericolo la pace interna del Paese, la frontiera occidentale era stata chiusa da poco, la Fdj (Freie Deutsche Jugend), l’organizzazione giovanile della Ddr, ritirò le sue “truppe d’assalto” dai tetti. (I tentativi di rivolgere tutte le antenne televisive della DDR verso est era fallita).Anche i tentativi dei comunisti di contrapporre all'occidente balli moderni locali e invenzioni musicali fallirono, perché non erano pensati per i giovani ma contro di loro.

<<Dimostriamo che sappiamo comporre hit migliori di quelle occidentali. Noi non siamo contro le canzoni di successo, noi siamo solo contro il ‘kitsch dell’occidente'>>. Sfortunatamente, però, gli adolescenti erano affascinati proprio dal kitsch dell'occidente. Questo non riguardava solo la musica, anche tanti altri aspetti della cultura giovanile dell'ovest come le giacche di pelle, gli anelli, gli zoccoli, gli eterni jeans (chiamati all'est Nietenhosen), la pettinatura ‘a fungo' (pilzkopffrisuren) dei Beatles, la barba, i capelli lunghi e le loro magliette a fiori. A metà degli anni Settanta anche nell'est non mancarono i pantaloni stracciati, i capelli rasati, le spille e i capelli colorati dei punk. L’integrazione di questi elementi avveniva sempre seguendo lo stesso modello: le nuove mode che sorgevano in occidente venivano accolte con entusiasmo dagli adolescenti tra l’Elba e l’Oder, che se ne appropriavano creativamente e li integravano con nuovi elementi. Questi, più tardi, quando le prime ondate di indignazione del governo si calmarono, servirono come soluzione di compromesso per una silenziosa accettazione da parte dello stato e delle istituzioni. In questi contrasti i giovani vincevano sempre, anche se all'inizio sembravano perdenti. Fin quando si trattò di casi singoli che aderivano alle mode occidentali, questi erano esposti alle vessazioni delle autorità statali (dagli insegnanti alla polizia). Tali maltrattamenti, che dovevano fungere da esempio, non sortirono i risultati sperati: sempre più giovani aderirono 'alle nuove mode. In fondo i frutti proibiti sono sempre i più dolci.

Nel maggio del 1958 cento giovani rocker attraversarono una piccola città del sud della Ddr con lo striscione <<Elvis Presley é il nostro idolo! Vogliamo solo rock and roll!>>. Ci furono scontri con la polizia: otto giovani vennero arrestati per "disturbo della convivenza socialista" (….)
Da tempo, nonostante tutte le proibizioni, migliaia di rock band erano in giro e nelle sale da ballo della Ddr suonavano le hit delle classifiche inglesi e americane. Fritz Puppel, chitarrista dei City, afferma: <<Suonavamo le canzoni più famose dell’occidente che i giovani dell’est non potevano ascoltare dal vivo: Santana, Deep Purple, Hendrix e gli Stones, praticamente tutto ciò che era più in voga in quel momento>>. Ogni fine settimana i giovani seguivano le band su e giù per il Paese, cosi vissero il beat nella Ddr. Suonavano soprattutto nei giri delle trattorie di provincia che si erano Creati, dove potevano sfuggire al controllo.

Ribellione e adattamento
Nella Ddr esistevano piii di cento rock band professionali. I gruppi amatoriali erano invece circa duemila. Suonavano dovunque. Tuttavia per esibirsi bisognava avere un permesso statale. All'inizio degli anni Cinquanta nacquero le istituzioni per la sovvenzione dei talenti musicali. Queste si misero progressivamente a favore o a svantaggio di alcuni musicisti. Atteggiamento che impediva la spontaneità del fare musica giovane, carattere indispensabile per il rock e il beat. Nel 1954 furono pubblicate le linee guida per l’ammissione ai Volkskunstgmppen (gruppi popolari per l’arte). Il termine comprendeva le band amatoriali. Una Volta ammessi, i giovani talenti, se non davano problemi politici, usufruivano di alcuni vantaggi. Ad esempio potevano momentaneamente assentarsi dal posto di lavoro, continuando a percepire lo stipendio, per partecipare a festival statali o frequentare corsi di specializzazione musicale, che fornivano anche diplomi, come quelli della Scuola musicale di Berlino Friedrichshain. Corsi simili, dal 1960, sorsero anche presso il conservatorio di Berlino e di Dresda. Successe quindi che quasi tutti i musicisti rock della Ddr erano diplomati: un fatto unico al mondo (…)

Gli onorari statali dei musicisti e delle band della Ddr erano regolati secondo valutazioni scalari e dopo aver suonato davanti a un comitato di ammissione. Raramente venivano valutati soltanto il valore musicale, una certa importanza rivestiva anche la pettinatura, l’abbigliamento e "l’effetto sulla società".
Oltre alla valutazione scalare, che era obbligatoria, ogni concerto doveva ottenere il permesso degli uffici locali del territorio dove avveniva l'evento. In pratica la band per esibirsi doveva ottenere il consenso di un ufficiale preposto alla zona che decideva se una band poteva esibirsi nel suo distretto. I divieti ovviamente colpivano i gruppi renitenti o quelli solo sospettati di esserlo. A volte ad alcune band veniva impedito di suonare in tutti i distretti anche se possedevano tutti i permessi necessari. Questo il caso di Klaus Renft: di Lipsia, uno dei massimi esponenti del rock della Germania dell'est. Wer die Rose ehrt (Chi onora le rose) è l’inno rock della Ddr. Klaus Renft fu continuarnente ostacolato nella sua carriera musicale. Per tre volte gli fu ritirato il perrnesso di suonare; la prima Volta nel 1962, perché il repertorio della sua band differiva da quello presentato durante la valutazione scalare. Dopo poche settimane Renft, il furbo Renft, compariva di nuovo sul palco con una band e un nuovo nome. Con i suoi leggendari gendari Butlers si affermò in tutto il Paese. Riusci pure a pubblicare i suoi primi pezzi per l’etichetta Amiga, l’unica della Ddr, sul sampler Big Beat. Tutto procedeva in questo modo e per il meglio fino al divieto successivo.

'Musicisti rock ribelli come Renft avrebbero potuto essere anche controllati attraverso il successo. Contratti discografici, produzioni radio, apparizioni in televisione, concerti e tour nei Paesi socialisti potevano essere buoni motivi per apparire un po’ meno ribelli. All’inizio degli anni Ottanta quando si chiese al leader dei Karat Henning Protzman se con il successo aveva perso in sincerità, rispose: <<Evidentemente ciò che facciamo ora è ciò che il pubblico desidera. Non so se questo si può definire una sconfitta del mercato>>.

Molti altri musicisti preferirono lasciare il Paese invece di adeguarsi, proprio come Klaus Renft. Già alla fine del 1976, dopo l’espulsione di Wolf Bierrnann dalla Ddr per mano della direzione della Sed, molti scrittori e attori lasciarono il Paese. Presto presero la stessa strada rnolti musicisti rock, tra loro Veronika Fischer, Holger Biege, Ute Freudenberg, Hansi Biebl, Stefan Diestelmann, Angelika Mann e Peter 'Casar Glaser. Nello stesso anno la giovane cantante Nina Hagen segui il patrigno Wolf Biermannn ad Amburgo. La Hagen è una dei pochi rocker della Ddr che ha raggiunto un successo duraturo nell’Occidente, diventando una star mondiale. La maggior parte dei compositori dell’est nell’Occidente non ci sono riusciti. Frank Hille, batterista della band Pankow, che in occasione di una tournée è rimasto nella Repubblica federale disse: <<I musicisti rock sono come il sole, nascono a est e tramontano a ovest>>.

Karat
La fine
Negli anni Ottanta il rock della Ddr giunse a un punto morto. Non solo perché i leader musicali vennero a mancare. Quando all’inizio del decennio a ovest si creò con la Neue Deutsche Welle (la new wave tedesca) una nuova corrente musicale nella quale con testi leggeri si dimostrò che il rock tedesco poteva essere meno pesante ma di qualità, alle rock band dell'est come i Karat, Stem MeiBen e Puhdys vennero a mancare i fan. Ora anche a est si ascoltava Nena, i Trio, Extrabreit, Fehlfarben. A metà degli anni Ottanta la Direzione Sed permise per la prima volta l’ingresso nella Ddr alle star occidentali. In questo modo tutte le band dell’est persero il loro pubblico. Solo pochi gruppi come i City, Pankow o Silly con la loro affascinante Tamara Danz poterono resistere con i loro lp in parte già prodotti in occidente. Ma i fan preferirono correre in massa ad ascoltare finalmente gli <<originali>>: Santana; Bob Dylan, Joe Cocker e Bruce Springsteen che con la E street band, nel luglio del 1988, fece il più grande live tedesco fino a quel momento. Contemporaneamente, con la nascita del punk, si formarono nella Ddr nuovi gruppi che non volevano essere amati o sovvenzionati dallo stato. Non aspiravano a contratti discografici, gli bastavano i loro registratori con i quali riprendevano i concerti illegali per distribuirli attraverso cassette tra gli amici. Di fronte a queste band incorruttibili lo stato era impotente. Significativo e che proprio tra di loro vi siano alcuni musicisti che alla fine della Ddr saranno capaci di nuovi discorsi, adesso però inseriti in un contesto di carattere internazionale.La band punk Feeling B del quartiere Prenzlauer Berg diventerà una delle formazioni tedesche di maggior successo all’estero con il nome Rammstein. E quando cadde il muro, nel 1989, i Tokio Hotel erano ancora bambini.
Bernd Lindner