16/04/14

Only lovers left alive

La mortalità ha il potere di ossessionare un pò tutti: si manifesta spesso come vaga ansia di rimanere a corto di tempo. Quello che sconvolge di più, però, è il tempo che si è già lasciato su questo pianeta ,e al fatto di non aver potuto ancora leggere tutti i grandi libri, ascoltare tutta la grande musica che nemmeno ci ha sfiorato, visto tutta la cinematografia coreana nonché quella filippina. Forse è questo il soggetto segreto di Only lovers left alive, bellissimo nuovo film di Jim Jarmush.

Tilda Swinton ( Eva) e Tom Hiddleston (Adam) sono vampiri , ma non i vampiri tipici del cinema: trascorrono la maggior parte del loro tempo nelle loro camere , divorando libri e musica e sangue in bottiglia, in uno splendido e colto mondo decadente, languido e affascinante. Un mondo seducente a cui tentano di aggrapparsi solo il più a lungo possibile. Considerano succhiare il sangue una cosa .." così fottutamente legata al 15 ° secolo ", Adam idolatra i molti scienziati incompresi della storia dell'umanità, da Galileo a Tesla, e fa musica (underground) che solo occasionalmente fa conoscere al mondo. (Disposti e in un certo senso incapaci di vivere una vita pubblica, a volte lascia che un grande musicista, come Schubert, prenda il merito per la musica che ha composto nei secoli). Si, perchè Adam e Eva sono sposati dal 1868. Da allora, fanno l'amore . Parlano. Adam crea musica e Eva sembra il suo pubblico ideale, che giudica il suo lavoro mentre divora libri che legge in tutte le lingue. Guardare Eva danzare sulle note di un vecchio 45 giri soul sarebbe sufficiente per qualsiasi artista frustrato per continuare a creare. La storia si svolge tra Detroit e Tangeri, in un mondo liberamente popolato da vampiri e dagli umani, che i nostri chiamano zombie, perchè il loro sangue non è più puro ma infetto. L'humor è fantastico: Eva in giro per la città indica ad Adam la vecchia casa di Jack White, ricorda che in fondo sono passati "solo" 87 anni dall'ultimo incontro con sua sorella, vampira ribelle e scapestrata, e altrettanto divertenti sono i discorsi in cui spulciano l'idea di celebrità con riferimenti letterari spassosi, come un John Hurt ultra cinquecentenario,(Christopher Marlowe) che definisce Shakespeare come "zombie filisteo analfabeta"!



"Un piccolo studio di carattere", ha affermato J. Jarmush, ed è quello che ha attirato non solo la Swinton inizialmente,insieme al fatto che il film è stato realizzato attraverso anni di false partenze e riscritture.
Il mito del vampiro completamente capovolto. "Ovviamente, non è un film dell'orrore, come la maggior parte dei film sui vampiri sono", ha spiegato Jarmusch. " Indagare la percezione che Adam e Eva hanno della loro storia nel lungo periodo, è stato davvero interattivo per me. E nella loro storia d'amore, abbracciare quella quantità di tempo, era quello che mi ha attirato. "
Un film di culto vero, con i suoi rituali di consumo, la ricerca del sangue migliore, i continui riferimenti alla dipendenza, e.."alla roba buona", sotto-testi che pochi altri registi (Abel Ferrara e Michael Almereyda) avevano affrontato.
Il mood di Jarmusch è chiaro: basta con i soliti vampiri...

Il Film

UN PO' DI DECADENZA AL CINEMA..



Caligola
Il fondatore di Penthouse Bob Guccione, Tinto Brass, e lo scrittore Gore Vidal uniti con attori illustri (tra cui Malcolm McDowell, Helen Mirren, e Peter O'Toole) per un film che è un poema epico orgiastico: si narra l'ascesa e la caduta dell'imperatore romano Caligola. Scene di sesso hardcore, stravaganze, costumi artigianali e set elaborati non salvano però Caligola dalle stroncature della critica. Pazzo, decadente, i tabù affrontati dal film erano troppo per la maggior parte del pubblico, tanto che viene vietato ai minori in diversi paesi. Caligola è uno spettacolo vertiginoso di sesso e di morte, realizzato in un'epoca di produzioni porno chic.


American Psycho
Abiti Valentino, occhiali Oliver Peoples, biglietti da visita color osso con lettering Silian. Sono gli anni '80, e non si è niente se non mangi da Dorsia con Patrick Bateman (Christian Bale). Il broker di Wall Street sociopatico ha gusti costosi, e una voglia incessante di uccidere, ma non si fa mai mancare una maschera per il viso di erbe alla menta, i suoi 1.000 scricchiolii dello stomaco, un appuntamento con il suo stilista. Satira mortale che prende in giro l'eccesso di quegli anni e il narcisismo della cultura yuppie.




The Hunger
Una coppia borghese di vampiri che trascorre le giornate ad insegnare musica classica nella loro elegante casa di New York, mentre di notte calano in città a caccia di vittime nei locali notturni del centro. Sicuramente l'oscar per i vampiri meglio vestiti va a Catherine Deneuve e David Bowie, che trasudano in The Hunger raffinatezza e fascino mondano, nascondendo però la loro solitudine nella loro villa - essenzialmente una enorme tomba nel centro di Manhattan . Un set di moda horror del regista Tony Scott, per una sontuosa festa visiva .




Daisies
New Wave cecoslovacca, la farsa di Vera Chytilová ci porta in un viaggio anarchico con due ragazze adolescenti che si dilettano nella assurdità della vita moderna, nei turbolenti anni '60. Un esilarante proto-femminismo del desiderio e dell' identità, la sfida delle ragazze è di schernire coloro che li circondano con un vigoroso desiderio non solo per gli uomini, ma per il cibo, i vestiti e un debole per le oscillazioni sui lampadari e la danza sui tavoli. Il film è del '66, Daisies è esteticamente e politicamente avventuroso, commedia dark decadente ed è ampiamente considerato una delle grandi opere del cinema femminista.




Paura e disgusto a Las Vegas
Adattamento rauco di Terry Gilliam (che fu chiamato a riscrivere il tutto dopo l'abbandono di Alex Cox..) del romanzo autobiografico di Hunter S. Thompson pubblicato nel 1971con lo stesso titolo, uno psichedelico, carnevalesco viaggio on the road per le strade del Nevada, in perfetto stile "gonzo". Il film definisce un sovraccarico sensoriale ai limiti, oscillando tra la direzione schizofrenica e sardonica di Gilliam e gli studi di carattere grand guignol di Johnny Depp. Benicio del Toro è un partner perfetto per il viaggio alimentato da tutti i tipi di droga attraverso il deserto.



Il Gattopardo
Il fulcro della grandiosa storia di Visconti di una aristocrazia in declino durante la rivoluzione nel tardo 19° secolo in Italia, è una scena sfarzosa e "devastante" di 45 minuti di una sala da ballo. L' ultima celebrazione gloriosa di un età morente; Visconti ci mostra i membri delle nobili e antiche famiglie siciliane, i loro volti, e la loro incapacità di adeguarsi ai nuovi tempi. L'orchestra suona Verdi, il Valzer Brillante, i giovani ballano e le persone anziane guardano con attenzione e misurano il futuro mercato di affari e legami di famiglie.
Decine e decine sono gli aneddoti legati alla lavorazione che raccontano la precisione maniacale del regista.
Nonostante la critica estremamente positiva, i premi (oltre alla Palma d'oro anche tre Nastri d'argento e il David al produttore Lombardo) e il successo di pubblico clamoroso Il Gattopardo fu la causa (insieme ad un altro film decadente, Sodoma e Gomorra di Pasolini) della debacle della casa di produzione Titanus.
Non molti sanno che, prima dell'invasione dei piemontesi, il Meridione era economicamente più sviluppato del regno sabaudo, e che la sua arretratezza iniziò dopo il cambio di governo.



Velvet Goldmine
Celebrazione del regista Todd Haynes del British glam dei primi anni '70, e del mito 'sesso, droga e rock & roll'. Velvet Goldmine non sarebbe nulla senza la musica che l'ha ispirato, glitter-movie in forma di saga di sesso e autodistruzione, incentrato su un musicista superstar (l'immaginario Brian Slade, che ha le sfumature di Bowie). In un'intervista del 2011, Ewan McGregor ha rivelato che lo stile di vita decadente dei personaggi del film è di un realismo esasperato: champagne, ragazze in topless, ragazzzi che si masturbano.."Non ho mai visto prima niente di simile su un set.."


Dracula
Un sorprendente film artigianale, alto-gotico, fiaba erotica che fa sembrare succhiare il sangue una cosa così sensibile..  un boccone di dolce miele..



La Grande Bellezza
Una tragicommedia convincente della bassa borghesia e delle classi agiate italiane, che assaporano la propria noia come un tartufo. Pieno di sensuale stranezza, e di tristezza, ricche persone di mezza età, cafoni che cercano di fare edonismo a dispetto dei giovani. Una Roma bellissima e devastata, con la sua vita notturna, con le sue terrazze, i marmi, le fontane, le antiche dimore di nobili decaduti. E i corpi, i tatuaggi, le droghe e la chirurgia plastica, in un paese in disfacimento, martoriato, popolato da ex belli e attualmente dannati, pseudo intellettuali, e con qualcuno che non rientra in nessuna categoria. Una mascherare di quello che siamo diventati. E la Ferilli che affronta in solitudine la propria malattia, è un piccolo spiraglio di speranza.
Tutto sullo sfondo della crisi esistenziale e personale di un uomo di oggi, che sente di appartenere a questo marciume che, in fondo, deride.
“Che cosa avete contro la nostalgia?” (Carlo Verdone nel film..)
Io niente, proprio niente, anzi. Comunque, guardatevi questo film, assolutamente..