04/06/14

Arrivano i Vikings

Non sono proprio un appassionato di serie televisive. Quelle che ho seguito con assiduità ed interesse sono state The Walking Dead  e I Soprano, quest’ultima soprattutto per la presenza del grande James Gandolfini, uno dei miei attori feticci. Ma ora che arriva nel nostro paese, e in chiaro, (Rai 4) mi sento di poter fare un piccolo endorsment a favore di..Vikings, di cui ho già seguito le prime due serie in lingua originale, e in streaming qui. Intendiamoci: Vikings è puro intrattenimento, senza pretese intellettualoidi. Creata e scritta da Michael Hirst, la serie è prodotta da History e racconta le gesta del leggendario Ragnarr Loðbrók, figura mitica della cultura nordica, sulla cui reale esistenza non vi sono fonti certe. In chiave romanzata, certo. Vikings ha ambientazioni veramente interessanti, la ricostruzione storica degli usi, dei costumi e delle vicende del popolo vichingo, affidata alla storia singola di Ragnar Lothbrok, personaggio a metà fra lo storico e il leggendario, e che si fa parabola del popolo tutto, sono molto bene analizzati nei dettagli: l’organizzazione dei villaggi, la descrizione dei piccoli rituali dei vichinghi, la mitologia norrena presentissima e di fondamentale importanza, sempre ben dosata per apparire il più naturale possibile. Piace quest’attenzione per la credibilità storica che altrove – avevo provato a vedere Spartacus, ma proprio non ce l’ho fatta.. – è totalmente assente. E’ il peso di History che si fa sentire, senza irritare.

Una storia ricca di avventura, eroismo e scontri (fra culture e fra personalità), le scene di battaglia sono potentissime, violenza e sangue non ci vengono risparmiate, non ci sono scene mielose per pareggiare la brutalità del popolo vichingo (la scena del Blood Eagle è veramente..impressionante) mentre si evitano nudità e sesso gratuiti senza però farsele mancare, nei momenti giusti. La storia è avvincente: intrighi, tradimenti, crisi di fedeltà, nel potere, nelle relazioni, gli amici si trasformano in nemici, si formeranno e si romperanno alleanze nel nome della supremazia e del potere.. Gli attori sono tutti in parte, e risultano convincenti. Il protagonista è carismatico quanto basta, anche se Fimmel/Ragnar viene dalla moda, e l'immedesimazione nell'uno o nell'altro personaggio è inevitabile: su tutti Lagnar, personaggio fondamentalmente eroico ( avventuriero, sognatore, assetato di conoscenza e progresso), suo fratello Rollo, e un fantastico Floki genio pratico, costruttore di navi moderne e fedele amico.. Oltre al fascino esercitato dai vichinghi in sé, credo che fondamentale sia stata anche la componente mistico religiosa, che oltremodo invita ad approfondire i numerosi riferimenti ed eventi storici. Vikings non è certo una serie mainstream o superseguita, e probabilmente non è per tutti i gusti: ma è una serie riuscita, specie se considerato la doppia prospettiva, di intrattenimento seriale, e di prodotto di diffusione culturale. In definitiva, Ragnar ed i suoi costituiscono una metafora del mondo moderno, in evoluzione ed insofferente di fronte alla staticità di chi vuole preservare gli interessi di pochi ai danni di molti. I vichinghi di History sono pronti a sbattere in faccia ai potenti in crisi la loro mole di idee e nuove visioni del mondo..Già in lavorazione la terza serie, che arriverà nel 2015..