26/06/14

Best Musical Film

I film musicali di Interzone, non necessariamente musical, e non  necessariamente biografici...

American Graffiti di George Lucas (1973)
Anche se il film di George Lucas racconta un'ultima notte d'estate, di innocenza adolescenziale, questo è per me il film musicale natalizio per eccellenza. Perché lo vidi per la prima volta proprio durante il periodo natalizio di tanti.. anni fa. American Graffiti non è poi in effetti un musical, le canzoni servono come accompagnamento e contrappunto, e promettono una libertà e una facilità nella vita che i suoi protagonisti (e noi che vediamo il film) ansiosi sanno già che non potranno mai raggiungere. Malinconico e autobiografico è una lezione sui dubbi e le paure per ciò che ci attende da grandi e dei rischi che bisogna correre per trovare la propria strada e inseguire i propri sogni. Colonna sonora indimenticabile e formativa: Sixteen Candles (The Crests), That'll Be the Day (Buddy Holly), She's So Fine (Flash Cadillac & The Continental Kids), Surfin' Safari (The Beach Boys), Almost Grown (Chuck Berry), Ain't That a Shame (Fats Domino), Johnny B. Goode (Chuck Berry), Since I Don't Have You (The Skyliners).. Basta, no?

Almost Famous, di Cameron Crowe (2000)
Storia autobiografica di Cameron Crowe, che prima di diventare regista affermato fu negli anni ’70 giornalista rock adolescente per riviste come Rolling Stone e Creem. Nel 2000, Crowe trasforma quel periodo in un ambiente caldo, coinvolgente, pieno di personaggi memorabili e relazioni complicate, e Almost Famous brucia ancora più luminoso quando il grande e compianto Philip Seymour Hoffman appare sullo schermo, riportando il leggendario critico musicale Lester Bangs in vita, e così facendo parlare l'assioma del vero appassionato di musica: “Stai andando forte, lo sai? L'unica moneta valida in questo mondo in bancarotta è ciò che scambi con un altro quando sei uno sfigato. Senti, il mio consiglio... lo so che li consideri tuoi amici, ma se tu vuoi essere un vero amico sii onesto. E sii spietato. ".




Sid e Nancy di Alex Cox (1986)
Che il punk non è stato tutto” musica, feste e divertimento” lo si sapeva. E nel 1986 Alex Cox prende un soggetto assai scuro - la storia d'amore dannata tra il Sex Pistols Sid Vicious e Nancy Spungen, groupie americana trapiantata a Londra - e ne fa un film drill-down. Il film segue la discesa all’inferno della coppia, la tragica relazione sentimentale, gli amici e il movimento punk, , l'abuso emotivo e quello delle droghe, fino alla tragedia finale. La madre di Vicious, Anne Beverley, inizialmente cercò di bloccare la lavorazione del film. Tuttavia, dopo essersi incontrata con il regista Alex Cox, decise di acconsentire aiutando la produzione. Gary Oldman, che Interzone ha sempre amato particolarmente, da un interpretazione quasi perfetta di Sid: si sottopose ad una rigida dieta a base di "pesce bollito e melone", tanto estrema da causargli un ricovero in ospedale a causa dei troppi chili persi. Il film dà per scontatata la tesi che sia stato proprio Vicious ad uccidere la Spungen. La scena dell'accoltellamento è basata solo su congetture e la ricostruzione ipotetica dei fatti. Cox disse al New Musical Express di non aver voluto girare un film strettamente biografico sulla storia reale di Sid Vicious e Nancy Spungen, nonostante tutto, bensì una dichiarazione contro le droghe, che mostrasse la degradazione causata dalle stesse alle persone. Sid e Nancy non è un film su una rock star, entra sotto la pelle e vi rimane..

Quadrophenia, di Franc Roddam (1979)
Come Tommy del 1979 il film di Franc Roddam era basato su un concept album Who ma a differenza di Tommy, non è un musical a tutto campo, ma una narrazione con la musica degli Who. La narrazione delle frustrazioni e delle illusioni di un giovane mod in cerca di sé stesso, e che nel modernismo della Vespa cerca le sue risposte e la salvezza. Tommy era il racconto di una sofferenza che porta alla consapevolezza e alla luce, Quadrophenia invece fa i conti con la crescita e il cambiamento, e la lotta spietata con i propri demoni. E l’incontro del protagonista con i suoi idoli, i membri della sua band preferita (gli Who, ovviamente) dopo un concerto e la delusione che ne segue ci fa pensare. Da ragazzi non si aspetta altro che unirsi ai propri simili, al proprio branco, per poi scoprire che in fondo si ha poco in comune anche con loro. Che il Rock’n’Roll, a cui ci siamo affidati in cerca di ispirazione, e di qualcuno o qualcosa in grado di soddisfare la nostra brama di certezze sia tutta una truffa, che i suoi idoli siano tutti dei bugiardi, che dietro non ci sia altro che soldi e commercio? Quadrophenia è la lotta per trovare la propria identità, la sensazione di essere sempre giovane, senza meta. In altre parole, anche qui si tratta di puro e semplice rock 'n' roll..

Control, di Anton Corbijn (2008)
E’ “il film su Ian Curtis”, più che sui Joy Division. La storia non ci spiega come nasce il gruppo e il suo sound così originale e ci riporta direttamente alla loro prima, nervosissima esibizione live. Un bellissimo film, del tutto riuscito, perché è poi la musica che ci porta a seguire questa storia, in sostanza la biografica di Ian Curtis, la sua epilessia, l’angoscia, il pesante conflitto amoroso (l’amore per la moglie e contemporaneamente per una giornalista belga) , le contraddizioni, i dubbi, la claustrofobia e infine , il suicidio. Tutto questo e la disperazione di Ian che viene fatta trasparire nel film è senza dubbio un forte richiamo per adolescenti di ogni epoca, ma ci da anche la sensazione che tutte le scoperte fatte in gioventù in quel periodo siano solo offuscate dall’arrivo delle comodità e degli impegni della vita adulta..

Altà Fedeltà, di Stephen Frears (2000)
Lo dico subito: il film non è minimamente paragonabile al libro di Hornby, manca dell’ironia con cui il protagonista elenca le sue divertenti elucubrazioni sulla realtà che lo circonda, sugli stati d’animo e le sensazioni, gli amori e i suoi esami di coscienza che gli rendono difficile capire quello che veramente vuole dalla vita. Il film non è ambientato a Londra bensì a Chicago, e Rod, un J.Cusack in erba interloquisce direttamente con gli spettatori. Una mossa non proprio azzeccata, direi. Però è un film che ho amato, grazie anche a Tim Robbins e agli scambi di battute di Rod con i commessi del negozio, (un grande Jack Black uno dei due..) , e perché per un trentenne in giro per il mondo spietato che ancora non aveva deciso che cosa fare della propria vita, era naturale immedesimarsi nei panni di Rod. E per un appassionato di musica, quale attività migliore se non quella di gestire un negozio di dischi? Regia di Stephen Frears.

“Urgh! A music war”, di Derek Burbidge (1980)
Non dovrebbe comparire in questo elenco, perchè non è un film ma un documento musicale con status quasi leggendario, 2 ore circa dove s’ incolla una dopo l'altra una sequenza di esibizioni dal vivo di gruppi punk, post-punk e new-wave, senza narrazione o testo esplicativo. Registrato tra il 1980/81, principalmente in Inghilterra e negli Stati Uniti, con alcune clips prese a Fréjus e Var, in Francia, . Sono i ritmi e i generi che andavano per la maggiore in quel periodo e che hanno poi fortemente influenzato altre band di lì a venire. Storicamente rilevante, decisamente imperdibile per i fan di punk, new wave, reggae, ska, con alcuni tra i gruppi e artisti all'avanguardia per quanto riguarda il rock alternativo dell'epoca. Della partita sono Devo, XTC, The Go-Go's, The Police, Pere Ubu, Gary Numan, Wall of Voodoo, The Cramps e Alley Cats, e altri.

Pink Floyd The Wall, di Alan Parker (1978)
Risente dei film precedenti del regista Alan Parker, come Fame e Midnight Express, e la sua versione del concept album dei Pink Floyd è la naturale estensione di quella filmografia. Il film è cupo e Parker  trasformò l'idea originale di un film concerto dal vivo nella drammatizzazione dello stile di vita della celebrità e la sua  disperazione. Il furore politico  del film si avvicinò con quello che Roger Ebert definì "senza dubbio il migliore di tutti i film di fiction dedicati al rock."

Rock N 'Roll High School, di Allan Arkush (1979)
Il leggendario regista e produttore Roger Corman decise di fare un teen movie, omaggio al decennio della sua giovinezza, 1950 / 1960.  La scelta del gruppo portante del film cadde dapprima sui Cheap Trick, che all’apice del successo si resero indisponibili. Così, Corman suggerì i Ramones. Fu una scelta perfetta e naturale, una combinazione esplosiva: il punk grezzo e ruvido dei Ramones, il regista Allan Arkush, che aveva iniziato la sua carriera filmando tutte le grandi band passate per il Filmore East di Bill Graham, lo stile B-Movie improvvisato di Corman. Beh, in altre parole, non è questo il rock 'n' roll ?

Jubilee (di Derek Jarman, 1978)

What We Do Is Secret (di Roger Grossman, 2007)

Cadillac Records (di Darnell Martin, 2008) 

24 Hour Party People (di Michael Winterbottom, 2002)





from Urgh! Music War