26/01/18

Mark E. Smith: la musica perde uno dei suoi personaggi più distintivi e inimitabili

Mark E. Smith, prolifica e abrasiva leggenda del post-punk britannico, fondatore, leader e unico membro stabile del gruppo The Fall ci ha lasciato. Aveva 60 anni.
La manager, Pam Van Damned (!) ha detto che se n'è andato nella sua casa mercoledì. Non si conosce ancora la causa della morte.
I Fall hanno pubblicato 32 album in studio, l'ultimo, New Facts Emerge, nel 2017 e circa 25 dischi dal vivo nel corso della carriera.
Pur non avendo mai avuto un gran successo commerciale, la musica di Smith ha avuto un enorme influenza su moltissimi artisti. Non si contano gli omaggi e le collaborazioni: Gorillaz, Elastica, Coldcut, Mouse on Mars e moltissimi altri, con collaborazioni extramusicali come quella con il coreografo Michael Clark.

Nessun altro dei gruppi New Wave / Post/Punk originali ha avuto così lunga vita. Oltre 40 membri, 30 line-up, i Fall hanno inizialmente costruito la loro fama negli anni attraverso lunghi tour. 
Figura di culto enigmatica, con una reputazione terrificante per il carattere bizzoso, irritabile, irascibile e sempre intenzionalmente fuori moda, Smith non era esattamente il beniamino della stampa musicale. Bevitore incallito.
Leggende narrano di licenziamenti per un capriccio, di mogli e ex fidanzate abbandonate su un'autostrada in mezzo a una tormenta di neve, di voci su musicisti scaricati nelle foreste svedesi, storie di "tensione creativa" e torture psicologiche. Ma anche tante testimonianze (donne, amici, musicisti..) di generosità e gentilezza straordinarie: di come veniva loro in aiuto quando ne avevano bisogno, o di essere portati in giro per il mondo.

Parlando dei continui cambi di musicisti nella band: "Se vedi tua nonna e me che suono i bonghi su un palco, allora sei ad un concerto dei Fall!".
Il nome, The Fall, venne scelto dall'omonimo romanzo di Albert Camus (La Caduta, la storia dell'avvocato Jean-Baptiste Clamence, emblema dell'uomo che vive nell'assurdo..) del 1956.
Ho visto Mark E. Smith anni addietro in un mitico concerto a Roma, al Brancaleone, sempre visibilmente al comando, come un folle caposquadra di cantiere, aggrappato al microfono cantando (o piuttosto emettendo rumori) i testi come se fossero ordini, mentre la band, rannicchiata dietro di lui, martellava il suo tipico sound ipnotico, gelido e polveroso. Non un tipico live-rock, ma qualcosa più simile alla fantascienza musicale!
 
"Continuerò a farlo finché potrò". Il suo amore e il suo impegno per i Fall è stato totale. Dice tutto di lui il fatto che ha continuato a esibirsi fino alla fine, anche visibilmente malato e su una sedia a rotelle. Un personaggio unico e irripetibile..



















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