17/09/11

Meet the Eels

Credo che chi segue la storia degli Eels dagli inizi sappia quanto i drammi familiari di Mark Oliver Everet siano una presenza costante nella sua musica. Appena quarantenne rimase unico superstite della sua famiglia, decimata, tagliata,pezzo dopo pezzo da un infame destino: Hugh Everett III,padre, genio della fisica (nella meccanica quantistica) era morto d'infarto appena cinquantenne, poi la sorella Elizabeth,suicida dopo anni di tossicodipendenza e disturbi psichici. La madre Nancy si spegne dopo una lunga lotta contro il cancro,infine la cugina Jennifer,assistente di volo sull'aereo che va a schiantarsi sul pentagono nel fatidico'11 settembre del 2001. (Si può trovare l'intera storia nell'autobiografia Thing Grandchildren Should Now..). E anche se la disperazione lo ha indotto a scrivere una canzone come Suicide Life,  c'è da credergli quando dichiara che.."la musica mi ha salvato la vita" e non è certo retorica la sua,unico supersite scampato all'estizione della discendenza. Tutta la musica degli Eels,ogni disco ha un identità ben precisa,passano dalla meditazione all'estro,dall'oscurità e dalla depressione alla disinvoltura e allo schiamazzo. Ma è tutto sempre molto intimista. Bizzarro, eclettico, provocatorio, look da lupo mannaro (.."quando l'istinto prende il sopravvento  sul raziocinio; non fai tanto il furbo,con un lupo mannaro,"..) nel 2008 presenta nei teatri uno spettacolo intervallato con proiezioni di filmati sull'attività scientifica del padre e sketch di varia natura che non viene apprezzato dal pubblico,sopratutto da quello italiano ("non è stato colto l'aspetto umoristico,volevo solo prendermi in giro..").
Avevo un blog personale,tempo fà,prima di conoscere Eels e la sua musica. In quel blog cercavo di elaborare la mia vita in tutti i suoi aspetti,le storie,gli errori,le rivelazioni piene di memorie e di fantasmi,alcuni benevoli,altri no,di aspirazioni e ambizioni intellettuali e/o spirituali .Simmetria: entrambi abbiamo parlato di noi,della nostra vita,della famiglia,degli equilibri e delle sue alterazioni che ti portano a fare cose che non pensavi che saresti arrivato a fare,della natura e dell'istinto che si prendono la rivincita sulla cultura..Poi si va in tutt'altra direzione,perchè.."c'è una dimensione della creatività che ha a che fare con la fantasia e la narrazione e non vuole più mischiarsi con l'autobiografismo: dopo un pò, parlare troppo di se stessi prosciuga interiormente..". Fare sempre quello che dice il cuore,questa è l'unica regola.Uno dei pochi musicisti disposto coraggiosamente e dignitosamente a denudarsi, la musica e i testi di Oliver Everett ti prendono alla gola,ed è sempre un gran piacere starlo a sentire. Preferibilmente ..con il cuore aperto.












Essential Eels






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