22/02/13

Le allucinazioni di Sacks e "l'erba americana"

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Allucinazione è inganno del cervello, prendere per reale un oggetto visivo o sonoro che non esiste. Lo psichiatra Henry Ey l’ha definita “una percezione senza oggetto da percepire". Nei menu. La tesi che l'allucinazione non è prerogativa dei “matti”: esistono vari tipi di allucinazioni non psicotiche. Fa parte di noi, della condizione  e della storia umana (in varie culture l'uso di piante o sostanze allucinogene era ricercato). Su alcuni giornali americani, in una “meditazione confessione” ,  Sacks ha anticipato gli aspetti più personali del libro, gli anni (i favolosi ‘60) delle sue esperienze "psichedeliche" e della sua dipendenza. Ora altri particolari emergono nell'intervista ("Che cose he imparato dalle mie allucinazioni") al neurologo britannico, autore di Risvegli, L'occhio delle mente e L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello. L’intervista (di Jean Francois Marmion per le rivista francese Le Cercle Psi) apparirà, tradotta, sul  bimensile Psicologia contemporanea, diretta da Anna Oliverio Ferraris. Racconta Sacks: <<Io avevo forti  tendenze autodistruttive, al punto che i miei amici non credevano che sarei vissuto fino ai 30-40 anni...>>. E poi aggiunge: << In questi quasi 50 anni ho oscillato tra la dipendenza dalla psicoanalisi e quella dai trattamenti farmacologici>>. Sacks riparte da problemi personali (come in vari suoi libri) parlando delle sue disfunzioni della percezione visiva: fin da piccolo non riconosce luoghi e volti. Da ragazzino <<per strada mi perdevo molto facilmente, a scuola non riuscivo a riconoscere i compagni: attribuivo tutto a sbadataggine, non pensavo a problemi percettivi..>>. Quando dopo 35 anni di distacco ha rivisto il fratello in Australia ed ha saputo che aveva le sue stesse difficolta si è chiesto se  non si trattasse di un fatto genetico. <<Ora ho imparato a conviverci. . .: spesso è la mia assistente Kate, che riconosce le persone al posto mio...mi evita di abbracciare degli sconosciuti!>>. Ma sei anni fa, in un cinema alla vigilia di Natale,<<prima che cominciasse il film,ho visto improvvisamente come un’esplosione di luce da una parte dell’occhio>>. Dopo due giorni la diagnosi; melanoma all’occhio. I medici decisero di eliminare il tumore sacrificando anche la retina: dal 2009 il suo occhio è pieno di sangue ma sembra che il tumore si sia arrestato. Ma se guarda uno spazio vuoto, come ad esempio un soffitto, <<ho una lacuna nel campo visivo, e sono invaso da allucinazioni, in particolare da motivi geometrici>>.
Ma perché il cervello nel momento in cui non può trattare le informazioni provenienti dal sistema visivo produce allucinazioni? Sacks sostiene che le aree visive del cervello sono sempre attive. In alcuni casi si stimolano da sole... <<Nelle allucinazioni più complesse delle mie percepire e immaginare sono la stessa cose per il cervello. Quando si hanno allucinazioni di volti di persone, ad esempio (non è il mio caso!) le zone del cervello destro utilizzate normalmente per riconoscere i volti sono in superattività. Sia dal punto di vista fisiologico che fenomenologico, le allucinazioni complesse assomigliano quindi enormemente alle percezioni, e possono essere considerate come tali, a torto, dal soggetto>>. ll neurologo britannico spiega la distinzione tra le sue allucinazioni musicali (ne ha parlato in Musicofila: esclusivamente la musica di Chopin si trasformava per lui in martellamento metallico) e quelle visive. Con Chopin il problema era "la perdita di senso della tonalità a causa di una emicrania”. Nel suo specifico caso la cause sarebbero l’uso di troppi medicinali e, confessa, permettere ai miei sentimenti di invadermi completamente".
Il nuovo libro, Hallucinations, spiega Sacks, distingue questi tipi di allucinazioni da quelle tipiche della schizofrenia (le “voci" che danno ordini ... ).Persone con emicrania possono sentire odori strani, vedere archi di luci abbaglianti o minuscole, lillipuziane figure di uomini o animali; gli ipovedenti si possono paradossalmente immergere nella vista di un mondo fantastico allucinatorio; chi ha forti febbri può vedere  macchie di colori, volti meravigliosi o terrificanti; c’è chi è “visitato" dai defunti o chi ha crisi mistiche. Certe allucinazioni possono derivare da deprivazioni, intossicazioni, lesioni, malattie, farmaci. <<Quando una volta mi è accaduto di fare dei sogni strani dopo un viaggio in Brasile , il mio psicanalista (Sono in analisi da 46 anni! Siamo invecchiati insieme, lui e io...) mi ha detto: lei ha fatto più sogni strani in queste due settimame che negli ultimi vent’anni. Che cosa sta succedendo? Niente di particolare, ho pensato io, poi mi sono reso conto che in quel periodo assumevo un medicinale che, tra gli effetti  collaterali, comportava quello di provocare sogni particolari o allucinazioni. Il mio è senz'altro uno psicoanalista molto attento!>>·
(rn. pag. repubblica)




Con circa il 55% dei voti gli stati di Washington e Colorado hanno approvato il referendum per la legalizzazione della marijuana. Attenzione: non per uso medico, ma per il consumo normale, a uso "ricreativo". E la prima volta in 40 che questa iniziativa passa in uno stato Usa: (finora erano passate quelle per l’uso terapeutico. Si apre una breccia nel muro finora insuperabile del proibizionismo anticannabis, costruito proprio negli Stati Uniti nel 1937, dopo che il presidente Roosevelt abolì il proibizionismo dell’alcool. Per 75 anni "spinello" in America ha voluto dire galera: solo lo scorso anno, 760.000 persone sono finite in prigione per marijuana. L’acquisto o l’uso di erba fino a 28 grammi non potrà essere punito neppure con una multa. E' una svolta storica. Nel 1967, dieci premi Nobel acquistarono una pagina del Times per proporlo ma nei successivi 45 anni solo un paese europeo, l’Olanda, con il sistema dei <<coffee shop>>, ne ha legalizzato l’acquisto e il consumo.

Dal dopoguerra in avanti proprio le agenzie federali USA, come il Federal Bureau of narcotics e la DEA, hanno esportato in tutto il mondo il proibizionismo anti marijuana, dando vita a quel colossale e criminale mercato nero mondiale di oltre mille miliardi all'anno, che ha trasformato interi stati come il Messico nella Chicago anni ’20 di Al Capone: ultimo dato,65.000 morti. Non di droga . Ma di coltelli e mitra. Una vittoria della democrazia diretta, dopo un lavoro dal basso di oltre un quarto di secolo di associazioni come Normil, che hanno perseverato in quella che sembrava un impresa impossibile tanto più dopo la sconfitta del 2010 in California. Ultimamente i sondaggi cominciavano a dare segnali per il si e la forte partecipazione al voto ha fatto il resto: anche perché l’80% degli arrestati é fatto di afroamericani e ispanici, tradizionalmente non cosi presenti al voto.