09/02/13

Rasta Fever: Bob Marley

Robert Nesta Marley, detto Bob (Nine Mile, 6 febbraio 1945 – Miami, 11 maggio 1981) 

La storia cammina, avanza, si allarga verso la leggenda. Il Re dei Re, il Signore dei Signori, il leone Conquistatore della tribù di Giuda, l'Imperatore, simbolo dell'unione di tutta la gente di colore sparsa per il mondo. tutto questo calderone di simboli che la cultura reggae ha assegnato ad Hailè Selassiè è stato assorbito sulla scena musicale dal grande Bob Marley, profeta sincopato, catalizzatore principale di una massa incredibile, estremamente eterogenea, di giovani e meno giovani di ogni parte del mondo. Il ricordo della musica è sempre nelle nostre orecchie, il ritmo semplice ma "bollente", le percussioni che sanno d'Africa antica, le voci, i cori, i colori, la nebbia del fumo, l'odore, la danza.. L'Africa, la Giamaica. Abbiamo cantato e ondeggiato, ma soprattutto sognato il verde dell'acqua sull'isola blu, un posto lontano dove, ancora e sempre, tutto è gioco e tragedia. Con Marley e i Wailers abbiamo vissuto l'amore, il divertimento, l'erba, la musica, l'amicizia. E nelle feste, tutti abbiamo invocato e cantato Jah..


Lenny Kaye (Manhattan, 27 dicembre 1946), chitarrista, produttore discografico, giornalista e scrittore statunitense. Iniziò nel 1971 a collaborare con Patti Smith accompagnandola nella lettura delle sue poesie, in seguito sarà presente come chitarrista in tutti i dischi degli anni settanta della cantante. Quì in un intervista a Bob Marley del 1980, dopo il trionfale tour di Babylon by Bus e l'uscita di Survival..


L'Apollo Theatre e situato a cavallo della 125 strada, come un faro che splende tra due lunghe file d’acciaio di negozi chiusi come il diamante di un anello. Ma una volta dentro, la semplice funzionalità e la mancanza di ornamenti sulle pareti rompe rapidamente il romanzo leggendario di Harlem; riducendolo a una realtà che presta direttamente l'attenzione al palcoscenico,dove sogno, fantasia e futuro sperano di aver avuto il loro gioco prima della comunità nera in questo ghetto. Quando il mastro di cerimonie ricorda al pubblico che sta per assistere al concerto di Bob Marley, la platea esplode in un incredibile boato. Bob Marley cominciò con i Wailers quando i gruppi vocali di R&B erano ancora freschi nelle memorie musicali dell’Apollo. Nel loro primo album del 1964, infatti, The Wailers avevano perfino fatto una nuova versione di Ten Commandments of Love,la popolare canzone dei Moonglows. Se il tema di Africa Unite del suo album, <<Survival>>, ha fornito il tema politico per questi quattro concerti di Marley, allora si potrebbe credere che anche le ragioni musicali facciano ribollire la strada del loro destino sotto la superfice. The Wailers, l'energia del gruppo è impressionante. Il tempo, il graduale sciogliersi della musica, la sua ipnotica seduzione forniscono al concerto un impeto segreto che quasi preclude il clou. Un bis di vari motivi diventa quasi un altro spettacolo, la gente si alza invece di sedersi, esaltati da due dreads che saltano e ballano sul palcoscenico, concentrando i riflettori verso il pubblico e permettendo a Bob Marley di uscire dalla fila posteriore, dopo aver eseguito il suo lavoro per la serata. Parliamo qualche giorno dopo in un albergo vicino al Central Park, separati da Harlem da una distesa di colori autunnali come il verde, l‘oro e il rosso che rafforzano l’immagine dell’esilio in Babilonia che rappresenta il centro della prospettiva artistica di Marley. Tradurre un discorso Rasta e un po' come voler spiegare la Bibbia; le sfumature di interpretazione sono numerose come le parole, per questa lingua dolce e melodiosa, e, per trascrivere le frasi, sono stato costretto (non parlando il giamaicano) a cambiare lievemente la loro reale fragranza.


Una volta che hai esposto la tua musica, che deve fare la gente?
Viverla. Tutto quello che possono fare è viverla. Perché se vivi a New York, e New York è la tua terra, allora vivici con giustizia. Ma ricorda sempre quando pronunci il suo nome che la forza è la cosa finale. Il tuo migliore amico ti si rivolta contro, tua madre e tuo padre ti fanno la guerra. Questo è il motivo per cui i Rasta sono veri, perché sono stati abbandonati. Tu devi trovare la tua gente, per avere ancora degli amici che adesso non sono ancora amici ma fratelli e sorelle. La paura è il peggior nemico dell’uomo.

Pensi che le altre religioni ostacolino i Rasta, o Lavorino contro di essi?
Beh, guarda gli altri predicatori, parlano di una società più umile. Nella Bibbia si parla di posti migliori, non di posti dove non si mangia carne di maiale o pesce senza squame, dove non si può mangiare questo o quello. Si devono mangiare i cavolfiori, cavoli, carote, sai cosa voglio dire? Devi bere miele. Egli non ha niente a che vedere con queste cose. A cosa serve ammonire gli uomini se gli dici di adattarsi alla società? Perché nella stessa Bibbia c’è una lotta  contro ogni società del male. La stessa Bibbia e non i rapporti commerciali. La moda, i vestiti più belli, la passerella all’uscita dalla chiesa... no, non può andare. 

Pare che tu faccia soffrire troppo il pubblico negli spettacoli dal vivo. Non credi che potrebbero ammirarti troppo e metterti su un piedistallo?
Credo che la gente mi dia la libertà... credo che capisca più di coloro che hanno l’opportunità di esprimersi. Se non viene la gente non accade nulla. Perciò è la gente la materia prima ed è il motivo per cui noi andiamo e non il motivo per cui loro vengono. La gente ha più potere di me, sono proprio cosi. Hai visto la foto della giacca di pelle sul retro della copertina'?

Certo, e come non potevo! Probabilmente è dello stesso periodo della guerra contro Mussolini. È del 2 Novembre, anniversario deli ‘incoronazione di Selassiè, no'?
(annuisce) Sai che avremo un giubileo d’oro‘? Cercherò di unire insieme tutta la gente dei Rasta, per il giubileo d’oro. NelI’80. 

La tua musica contiene un messaggio molto potente. Pensi che la musica sia un veicolo di moralità?
lo penso che la musica sia... beh, prima che avessimo la scuola e cose simili, la musica era la nostra maestra. La musica è l’unica cosa che tutti indistintamente ascoltano, il musicista può dire <<Non ti mettere col sistema, impara il tuo stesso sistema >>.

Credi che ciò favorisca un tipo di musica più popolare... quel genere che ascolti alla radio?
Credo ci sia una musica che faccia calmare la gente, vero? Ce n’è una che li fa sentire come se possedessero qualcosa. Un’altra li fa fantasticare. Ma c'è la realtà di un ragazzo quando si ammala e corre dal dottore, certo non ricorda nulla della musica, vuole soltanto guarire.

Perché, secondo te, il reggae attecchisce anche a cosi grande distanza dall’esperienza giamaicana?
L’abbiamo detto e lo diciamo da sempre. Non possiamo controllare una cosa del genere. Sappiamo che lavoriamo per Dio, e vogliamo che Dio·ci faccia lavorare per voi. Quando egli scende tu lo guardi negli occhi e ti dice "va e fa questo" tu impari gradualmente a Lavorare per lui. E così lavorare per lui significa andare incontro alla gente, perché appena unisci la gente, chiunque sia, Dio vive. È qualcosa al di là della mia conoscenza. Il mio unico contatto è far vedere loro, questo e questo, guarda, perché tutti, ogni essere umano sulla faccia della terra conoscerà Rastafari. II Reggae è il veicolo per trasportarlo. E tutti sapranno e tutti avranno una possibilità.

 M’interessa molto il tuo viaggio in Africa. Qual è la tua reazione per le condizioni che ci sono là?
La mia reazione all’Africa?.. Quello che cercavo in Africa era sapere come soffre la gente nera nell’Ovest, e come l’Africa ha opportunità per essi. Era una cosa che non riuscivo a capire. L'Africa è aperta a tutti coloro che sanno qualcosa. La c’è bisogno di qualsiasi cosa tu possa fare.
Vuoi dire rivolgere le energie verso l'Africa piuttosto che verso l’Ovest o portare più Ovest in Africa?
La cosa splendida è che la gente da molto lontano riuscirà a vederlo e conoscerlo e noi dall’Ovest vediamo la sua maestà come Dio, perché noi siamo la gente di lontano. La gente vicino a lui non può vederlo come Io facciamo noi. Non riuscirai mai ad apprezzare qualcosa se gli vivi vicino. E noi dall’Ovest da dove tutti proveniamo, dobbiamo andare là e fare le cose giuste.

Ti sono piaciuti gli spettacoli alI’Apollo? Hanno avuto il successo che ti aspettavi?
Beh, penso sempre che potremmo fare di meglio e poi avevo la raucedine. Comunque, sento che la gente capisce la mia parola e questo va bene, anche se la mia voce non è perfetta.
 Ti senti a volte come se volessi scrivere e non ti venissero in mente le immagini?
Se non ho le visioni, non scrivo. Dio può donarti una visione e può riprendersela e con essa riprendere anche te.

Cerchi consciamente di cambiare la tua direzione? So che ci sono state delle discussioni sulla differenza tra il sound dolce di <<Kaya>> e quello più duro di <<Survival>>.
Sì, è quello che devi fare quando realizzi un album. Vedi noi non vogliamo correre troppo. Dobbiamo lasciare sempre un certo margine cosi la gente ti può raggiungere. L’uomo non può essere schiavo, e se ti dicono che non puoi cantare di nuovo una canzone come Kaya, la devi cantare. Quando abbiamo fatto Kaya e altre canzoni simili, erano delle canzoni che amavamo molto. Le amavamo come musicisti. E a quel tempo, avendo realizzato <<Exodus>>, cosa dovevamo fare? Trovare un momento di calma... e <Survival>> è la continuazione di Kaya, è quella la strada su cui ci muoviamo.

Giochi molto a football?
Sì, ma adesso fa freddo. Ci sono questi sbalzi di temperatura, che ti fanno raffreddare. Per questo avevo la raucedine. Questo non succede quando il sole splende.

Pensi che la musica reggae entri nei cuori della gente come poteva sembrare tre o quattro anni fa?
Certo, certo, la gente Rasta aumenta in continuazione.

Anche in un paese come l’America?
Ci sono molti Rasta qui. E ricevono Io stesso trattamento che hanno in Giamaica. A Filadelfia entrano con i bulldozer, la polizia ha sparato a una donna e l'ha uccisa. Una donna con un bambino, l'hanno uccisa e lei non aveva fatto nulla. In America, perché sono così crudeli verso i Rasta? Nessuno lo sa.

E in Giamaica? Stanno migliorando le condizioni?
Le condizioni non miglioreranno fino a quando i Rasta non governeranno il paese.

Prima di diventare un Rasta eri molto differente? Sono cambiate molte cose nella tua vita?
Sono cresciuto per diventare un Rasta. Quando non ero un Rasta, stavo solo crescendo. Tutti cercano qualcosa. Forse la crescita rappresenta la strada verso questo qualcosa. Quando io ho scoperto che questo qualcosa era il Rasta, ho capito di essere sempre stato un Rasta. Ho sempre cercato uno stile di vita, non nel senso materiale del termine ma in quello spirituale. Non mi è mai piaciuta la Chiesa, perché è sempre in lotta contro qualcuno, cosi dovevo trovare qualcosa di differente.

Pensi che alcune cose che la Bibbia predice nella Rivelazione accadranno nella nostra vita?
Stanno accadendo, tutto sta accadendo adesso. Hai mai sentito parlare delle dodici tribù di Israele? Sta succedendo da duemila anni. Non farti ingannare. Tu sei pronto? Loro ti stanno aspettando, tutti. La gente è il potere e questo succede quando è pronta.

I Rasta pregano?
Ogni minuto, ogni ora, ogni giorno. I Rasta vivono. Pregare è solo parlare e
quando parli ogni parola deve essere accettabile di fronte a Dio. <<Lascia che la parola della mia bocca e la meditazione del mio cuore siano accettabili...>> Sei sicuro di pregare continuamente, cosi Dio va d’accordo con ogni parola che dici. Queste sono le preghiere. C’è un’altra preghiera nella quale tu vai in un posto calmo, e un’altra preghiera, nella quale tutto il tuo cuore comincia a pregare attraverso la tua bocca. Una cosa terribile... Quando sei un Rasta, ogni cosa deve rivolgersi alla pace, all’amore, allo stare insieme...

Ti trovi a pensare o a fare le cose brutte?
Certo. Pensi che succeda che se tu sei nel giusto, sei nel giusto, se non lo sei, stai nel torto. Dio Io sa. Se non lo sai, non potrai mai essere completo, non potrai mai distinguere il bene dal male. Non puoi passare attraverso questo mondo e fingere. A volte devi diventare un militante, devi combattere per difendere i tuoi diritti. Dobbiamo unirci al più
presto. E tutto quello che dobbiamo FARE.    

Popster 1981