19/06/13

P. K. Dick, Kathy Acker: Sulle orme di W. Burroughs

Manuali di sopravvivenza, Tecniche di guerriglia

Philip K. Dick 
La fantascienza non ha subito fatte proprie le atmosfere di William Burroughs. Pochi scrittori si sono accorti del potenziale fantascientifico della sua opera, forse perché al momento della pubblicazione del Pasto Nudo, il mondo delle riviste era ancora preso dalle atmosfere orwelliane della social science fiction: il primo ad accorgersi di Burroughs fu Michael Moorcock, che nel suo editoriale sulla rivista inglese New Worlds, saluta il romanzo dicendo che, se gli scrittori vogliono descrivere le conquiste della tecnica dell’era spaziale, lo devono fare con le tecniche di scrittura adatte, come quelle di Burroughs, che sono fantascienza di per se stesse. Burroughs appare subito un anti-utopista e la sua opera viene riconosciuta da Moorcock come affine a quella di Orwell, Van Vogt e Ballard. Al di la di queste innegabili affinità, per altro in gran parte già evidenziate, l’idea dell’agente drogato che Burroughs adotta nelle sue prime opere deve essere servita senza dubbio da ispirazione a Philip Dick che, nel 1977 pubblica, dopo un sofferto silenzio, il romanzo Scrutare nel buio (A Scanner Darkly). ln esso Fred, un agente di polizia, si muove sotto copertura nell’identità del tossicomane Bob Arctor. Nemmeno i superiori cli Fred conoscono questa identità segreta, e Fred riceve l’incarico di controllare gli spostamenti di Bob. Se stesso. Proprio come gli agenti della polizia Nova non conoscevano i propri mandanti, cosi il poliziotto stesso finisce per non sapere quanti Bob Arctor esisteranno realmente. C’è quello chiamato Fred, che controlla quello chiamato Bob, e sono la stessa persona. Ma Fred è proprio la stessa persona di Bob? E quale delle due identità è reale? ll tema dell’identità divisa, deriva indubbiamente da Van Vogt, mentre da Burroughs Dick riprende la dualità spacciatore -poliziotto. Nei libro infatti il protagonista ricorda parecchi agenti che, nella loro attività segreta, avevano venduto hashish ed eroina. Questo travestimento procurava a quegli agenti un profitto superiore al proprio salario ufficiale. Perciò i poliziotti finivano per usare loro stessi la roba, ed assimilare quel tipo di vita.
Erano tossicomani, spacciatori ed agenti allo stesso tempo. Succedeva anche che certi spacciatori diventassero una specie di agenti segreti non ufficiali. Tutto è poco chiaro: Burroughs scrive che si può suggerire all'agente per il quale
‘la sua storia di copertura e la sua vera identità e che non ne ha altre. La sua identità di agente diviene inconscia, cioè, fuori del suo controllo, e potete indagarla con le droghe e con l’ipnosi. Potete trasformare un borghese eterosessuale in un finocchio... cioè, rafforzare e assecondare il suo rifiuto di tendenze omosessuali normalmente latenti - allo steso tempo privarlo della figa e sottoporlo a stimoli omosessuali. Poi, droghe, ipnosi, e...’

Cosi, l’agente non sa chi veramente egli sia. Per Philip Dick la cosa è molto simile:
‘Parecchi agenti che aveva conosciuto e che avevano finto di essere spacciatori nella loro attività segreta avevano poi finito per vendere hashish e a volte eroina. Questo era un buon travestimento, ma all’agente veniva un profitto sempre maggiore e superiore al suo salario ufficiale anche aumentato di quanto gli veniva dato quando contribuiva ad incastrare qualcuno e a sequestrare una partita di grosse dimensioni. Poi gli agenti finivano sempre di più per usare essi stessi la roba, per assimilare quel tipo di vita, cioè diventavano ricchi tossicomani e spacciatori rimanendo allo stesso tempo agenti; ma, dopo un certo tempo, alcuni cominciavano a lasciar andare la loro attività di poliziotto per dedicarsi a tempo pieno al commercio. D’altro canto avveniva anche che certi spacciatori, per sfottere i loro avversari, o quando si aspettavano di essere incastrati, divenivano agenti a loro volta, seguendo una strada che li portava ad essere una specie di agenti segreti non ufficiali. E tutto diventava piuttosto poco chiaro. Per quanto il mondo della droga fosse un mondo poco chiaro già di per se’.
 

Sembra di leggere Burroughs. Ma chiunque scriva in forma romanzata della tossicomania, deve esser indubbiamente passato per la lettura dell’opera di Burroughs. Philip Dick, per alcuni versi è stato indubbiamente un anticipatore della grande estate psichedelica: suoi romanzi come Le tre stimmate di Palmer Eldritch (The Three Stigmata of Palmer Eldritcn, 1964) o Illusione di potere (Now Wait for the Last Year, 1967), descrivono droghe sintetiche capaci di creare mondi artificiali sui quali imperano divinità aliene e psicotiche. Non può stupire allora che sia Burroughs che Dick siano divenuti i due padri nobili del cyberpunk, il cui primo ispiratore, per ammissione dello stesso Gibson, è stato Blade Runner (1982). ll film è tratto dal romanzo Ma gli androidi sognano pecore elettriche? di Dick, ma occorre dire che la cupa metropoli dominata dal neon nella quale si muove Harrison Ford è sicuramente più debitrice delle città esotiche e urbanisticamente confuse di Burroughs, che non delle scenografie ancora da social science fiction anni Cinquanta. ll film di Ridley Scott, e quindi l’Interzona burroughsiana, hanno fornito dunque le scenografie abituali di tutte le storie cyber. Dal canto suo, Burroughs, con le sue citta distopiche (l’lnterzona del Pasto nudo, le sei citta della Notte Rossa, come pure la Terra dei Morti in Terre occidentali) ha ispirato tanto la molteplicità etnica post coloniaIe, quanto la tematica del controllo occulto e delle bande metropolitane perennemente in rivolta. La città di Chiba City inventata da Gibson è l’erede della Tangeri del Pasto Nudo; ugualmente lo Chatsubo gibsoniano è la riproposizione del Meet Cafe di Burroughs. ll forte orientamento degli ambienti metropolitani verso l’oriente, cosl caro al romanzo postmoderno, in Burroughs era già presenta a partire dal suo capolavoro. Mentre i suoi contemporanei (Mailer e Kerouac) auspicavano il negro-bianco, l’hipster che scrive e parla a tempo di jazz, Burroughs già vedeva nell’Asia l’alternativa (o il futuro) dell’America. La postmodernità si esprime con i caratteri del Giappone e dell’Asia, e Burroughs viene presto visto come un precursore, sia del postmoderno (rafforzato dalla non linearità narrativa dei suoi romanzi), sia del cyberpunk. La sua rete, in cui si avventurano i cybernauti come Case di Neuromante di William Gibson, è il luogo più libero dell’universo. Fino a che non si scopre che anche la rete può essere controllata. l guerrieri informatici alla Johnny Mnemonic (1981) sempre di Gibson sono una variante tanto dei ragazzi selvaggi, quanto delle bande di Blade Runner: un film, il romanzo breve che Burroughs ha scritto nel 1979. La possibilità dl inserirsi virtualmente nella rete collegando direttamente il proprio sistema nervoso, trasforma i cyber surfisti in mutanti a-sessuali. La virtualità, con l’invenzione di un corpo elettronico, è la prima forma di transgender. Chiunque nella rete può essere qualsiasi cosa. ll cyberpunk ha portato quindi alle estreme conseguenze la rivoluzione sessuale che il santone dei beat aveva auspicato creando i Ragazzi selvaggi.

A livello formale poi, sia Burroughs che William Gibson e Bruce Sterling, i due modelli letterari del cyber, sono divenuti icone di quel movimento composito, e per certi versi ben poco chiaro, che gli intellettuali di fine millennio hanno voluto chiamare post-moderno. Forse sarebbe stato più esatto, seguendo la definizione creata da Larry McCaffery, parlare di avant-pop; la ripetizione che Burroughs creava nei suoi romanzi attraverso il cut-up non può non ricordare la pop-art di Andy Warhol, e sicuramente dal punto di vista puramente letterario, lo scrittore è stato uno del capisaldi dell’avanguardia. Comunque, quel calderone che è divenuto il post-moderno, ha creduto giusto riunire tra i propri riconosciuti artisti, accanto ai multimediali cyberpunk, anche uno spirito libero come Burroughs che, non solo ha dato riconoscibilità letteraria alle tematiche della mutazione, prima confinate nei pulp, ma con le sue rivisitazioni utopiche della storia (Città della Notte Rossa e Strade morte ) ha sicuramente precorso generi paralleli quali lo steampunk. Dopo di che, lo scrittore ha lasciato posto al mito.



Kathy Acker (1947-1997) nasce a New York e studia all’università di San Diego con Herbert Marcuse. All’inizio degli anni Settanta torna a New York ed entra nell’ambiente artistico newyorkese con la pubblicazione di Politics. (1972). lnfluenzata da William Burroughs, dai poeti delle Black Mountain e dai teorici del decostruzionismo, aderisce presto all’estetica punk nella quale riversa le proprie idee su letteratura ed identità. Pubblica il primo romanzo, Blood and Guts in The High School nel 1978. Trasferitasi a Londra a metà degli anni Ottanta, scrive Empire Of The Senseless, forse il suo capolavoro. ll ritorno negli Stati Uniti la vede scrittrice affermata e riconosciuta esponente dell’avanguardia. Pussy King Of the Pirates (1996) è l’ultimo romanzo pubblicato prima della morte di cancro. Per un’analisi dell’opera e i rapporti dell'autrice con l’opera di Burroughs, e con il post-moderno americano in generale, si può vedere R. Gramantieri, G. Panella, Ipotesi di complotto, Solfanelli, Chieti 2012.

Kathy Acker è la scrittrice che più di tutti ha recepito il messaggio di William Burroughs, riprendendo, e adattando alle proprie esigenze, le tecniche narrative dello scrittore. La carica visionaria, la forte sperimentazione nella scrittura, l'uso frequente di immagini sessuali, e la riappropriazione di testi altrui (poi definita plagiarismo) rendono la scrittrice newyorkese la vera continuatrice della lezione di Burroughs. Frequentatrice del mondo dell’underground, proprio come l’autore del Pasto nudo che aveva scelto di frequentare i tossici di Times Square e i piccoli malviventi della metropolitana, la Acker si muove nel mondo notturno della metropoli, fa la spogliarellista e, nel frattempo, scrive, legge e frequenta i giovani intellettuali ed artisti della City. Partecipa anche alla famosa Nova Convention e lì conosce proprio Ginsberg e Burroughs. Affascinata dalla tecnica del cut-up, la Acker non viene però attratta dagli aspetti più occulti tanto cari a Brion Gysin (la scrittura come metodo deipnotizzante, oppure come tecnica di scrittura capace di anticipare eventi futuri), bensì dall'utilizzo di frammenti compositi di un testo per ottenerne uno nuovo. La Acker infatti riprende da altri scrittori interi capitoli delle loro opere e li riscrive. ln vent’anni di attività letteraria, la scrittrice si è appropriata e ha ri-ordinato la scrittura, tra gli altri, di Harold Robbins e lan Fleming, Robert L. Stevenson e William Gibson, Cervantes e Tomasi di Lampedusa, Charles Dickens e Colette. Più precisamente, la scrittrice riprende testi “maschili” per volgerli al femminile. ln questo modo compie delle traslazioni di genere, sia letterario che sessuale. l suoi personaggi re-inventati e ri-generati, che siano Toulouse Lautrec, Pasolini o Don Chisciotte, sono donne. In questo modo esplora, con parole che sono state maschili, il dolore ed il linguaggio del corpo femminile, altrimenti muto perché, per secoli, la scrittura è stata predominio maschile.

La Acker afferma che, come donna, la Cultura occidentale non le ha messo a disposizione un proprio linguaggio, e per questo deve trovarne uno che le sia adatto. Per farlo, decide di non trovare una voce propria, ma di usare quella degli altri, in modo da essere una moltitudine di voci. La riappropriazione di testi altrui comporta che gli stessi personaggi che la Acker mette in scena possano commentare essi stessi sia i testi dai quali provengono, sia la nuova situazione in cui sono posti dall’autrice; la Lulu di Wedekind ripresa dalla Acker commenta tanto il proprio personaggio di inizio secolo, quanto la situazione descritta in Don Quixote. L’atto di ricopiatura presuppone infatti l'inserimento di distorsioni delle identità sessuali e politiche presenti nei modelli originali, in base alle scene che si vogliono rappresentare; la rivoluzione nel mondo futuro/alternativo di Empire Of The Senseless richiede il plagio fantascientifico da Neuromante di Giloson; il peregrinare di donne pirate richiede il plagio avventuroso da L’isola del tesoro di Stevenson (in Pussy, King of the Pirates); le storie di violenza familiare dl In Memoriam to Identity plagiano Santuario e Palme selvagge di Faulkner; il racconto dell’ostracismo sociale presente in Blood and Guts in the High School plagia da La lettera scarlatta di Hawthorne. lnoltre, la Acker tende ad utilizzare, oltre a disegni, anche alfabeti non occidentali (specialmente persiani), con lo stesso spirito che spingeva William Burroughs ad utilizzare fotografie, disegni e ritagli di giornale in The Third Mind, White Subway e The Book of Breeething. La rappresentazione del sesso che Acker sviluppa sulle sue pagine è sempre accoppiata alla rappresentazione del potere, del dolore e della violenza. Le immagini che usa sono sempre esplicite, talvolta riprese dalla pornografia. ll sadomasochismo e lo stupro diventano episodi ricorrenti, mentre le donne dei suoi romanzi sono sempre alternativamente sfruttate sessualmente e sfruttatrici, vittime e delinquenti, oppresse e libere.

Al pari di Burroughs, che auspicava una società utopica chiusa dove la riproduzione avvenisse per clonazione in modo da evitare l’imposizione occidentale della famiglia, la Acker individua nella famiglia il nucleo dove nasce la disperazione e l’umiliazione delle proprie protagoniste. Sovente descrive scene di incesto; i padri divengono amanti, come anche i fratelli. Da qui ad una società oppressiva e decadente, il passo è breve: la società civile non è altro che una famiglia molto più estesa. Per questo la Acker fa muovere le sue protagoniste, spesso giovani, in periferie allo sfascio e facendogli compiere opera di distruzione, per poi farle fuggire. Basti pensare alle scene di guerriglia urbana in Empire of the Senseless. E intanto gli adulti tendono a sparire dalla sua narrativa. ln Pussy King of the Pirates ci sono solo ragazze. Da Burroughs, oltre al rifiuto della famiglia nucleare, riprende anche il concetto di scrittore come registratore, l’occhio che vede, la morbida macchina. Non per niente in Acker la prima persona / (io) diviene eye (occhio): si pensi alla raccolta di testi Portrait of an Eye (Con un riferimento chiaro, per altro, anche a Bataille). Recependo le invenzioni burroughsiane dell’avanguardia e del post-moderno, Kathy Acker descrive la lotta dei sessi attraverso la riscrittura di romanzi classici e famosi. Per Acker una definizione d’identità èe possibile solo a partire da situazioni narrative già scritte. ll plagio fa si che per i personaggi della Acker non esista una fissazione dell’identità, proprio come gli agenti di Burroughs che non erano certi dei propri scopi. Le protagoniste dei romanzi della scrittrice, più che un io proprio, hanno un flusso di identità, passante da un lo all'altro. Si pensi al Cyborg Abhor di Empire Of The Senseless, che come il Joe il morto burroughsiano, è parte umana e parte macchina. Per di più essendo anche mulatta, la ragazza finisce per essere ne bianca, ne nera, ne umana, ne macchina. La riscrittura dei testi corrisponde alla ridefinizione dei ruoli dei personaggi che, da maschili, divengono sempre femminili (il re dei pirati, king, è una donna, o più precisamente, pussy, cioè fica) o, al massimo, misti. ln Don Quixote la Acker riprende il romanzo di Cervantes sostituendo i due protagonisti Con una donna, che ha appena abortito ed è impazzita, ed il suo cane.

A riprova di una comunità d’intenti, anche la Ackher, come Burroughs, vuole demolire la riproduzione della società contemporanea. Mentre nell’opera dello scrittore è l’omosessualità a scardinare la cultura occidentale, nella Acker è l’incesto a romperne i cardini. La violenza familiare è centrale in ogni suo romanzo, e non solo nel problematico Blood And Guts in The High School, ma anche in Pussy King of the Pirates. Da qui all’impossibilità di costruire una società utopica, il passaggio è inevitabilmente breve. ll problema era già stato adombrato in Empire of the Senseless, ma pienamente rivelato nel romanzo pubblicato l’anno prima della morte: Acker sembra arrivare alla conclusione che le società utopiche, di sole donne, o di pirati hippie (personaggi ricorrenti nella sua narrative), non possono rimanere stabili. Come Burroughs non riusciva a dare un futuro alla Colonia dei suoi pirati, cosi anche le utopie della Acker cadono su se stesse. Come Libertatia di Mission è destinata a cadere, cosi anche la società libera dal Complesso di Edipo della Acker è destinata a soccombere. Anche in Pussy, King of pirates, riscrittura de L'isola del tesoro di Stevenson, la comunità delle ragazze pirate è destinata a non aver seguito al ritrovamento del tesoro. Farlo vorrebbe dire trasformare una società ribelle in una comunità statica al pari di quelle che Acker combatte. Kathy Acker, con le sue Cyborg e le sue ragazze pirata, ha descritto in pieni anni Ottanta una sessualità spinta che descrive si, l’ambiente underground contemporaneo ma che, proiettandolo al futuro, auspica anche il tramonto della civiltà patriarcale occidentale dalla quale i suoi personaggi anomali cercano sempre di fuggire. ll mezzo che ha utilizzato, aggiornando il messaggio di Burroughs, altrimenti destinato a rimanere inascoltato dopo le ubriacature dell’avanguardia degli anni Sessanta, è un uso della parola scritta che deve tutto alla tecnica del Cut-up. Frasi ripetute, trame spezzate, scene riscritte con diversi punti di vista, sì il presente, ma cercano di perpetuare una rivoluzione che lo stesso Burroughs, riteneva, oggi, impossibile.

Riccardo Gramantieri, Manuali di sopravvivenza, Tecniche di guerriglia

Per un’analisi della mutazione uomo-macchina nella narrativa dei due autori, si veda anche R. Gramantieri, La letteratura Cyborg di W. Burroughs e K.Acker, in <<lnsolito & Fantastico>> Tabula Fati, Chieti 2009.