04/06/13

Lo scatto della Mantide


Kung fu o gongfu <<Abilità acquisita con fatica>>,indica l’obiettivo ultimo e irrinunciabile della pratica dell’arte marziale.

Kwoon o scuola  Molto più che una palestra, è il luogo dove ci si perfeziona guidati dagi insegnamenti del maestro che spaziano dalla filosofia alla medicina.

Sifu o shifu  E’ il maestro. ll logogramma cinese somma i due caratteri “insegnante” e “padre”. I rapporti nelle scuole di KungFu hanno la forma di un legame familiare: i compagni di allenamento diventano <<fratelli>>.

Quan ovvero stile. Il KungFu, inteso come l’insieme di tutte le arti marziali cinesi, comprende un numero inestimabile di “stili” e “sotto stili”. La macro divisione é in stili interni, esterni e imitativi, ma fondamentale é anche l’area geografica di provenienza: ci sono stili meridionali e settentrionali.

Tang Lang Quan  Letteralmente <<Pugilato della mantide religiosa>>, è uno stile imitativo che studia le movenze dell’insetto. E’ caratterizzato da grande rapidità nell’esecuzione.

Shaolin. O Shàolin-si, tempio buddista situato nella regione dell'Henan, culla delle arti marziali cinesi. E’ legato anche alla figura di Bodhidharma (483-540), ritenuto il fondatore del Buddhismo Chàn.

Qi o Chi  E’ il nome dato all’energia “interna” del corpo umano, utilizzato sia in ambiti prettamente filosofici che nelle arti marziali o nella medicina tradizionale cinese.

Chan  Corrente religiosa buddista basata su una tecnica di meditazione portata dall’India dal Bodhidharma nel VI secolo d.C. Diffuso in Giappone sotto il nome di Zen.

Tuina Letteralmente “spingere e afferrare”, é la fisioterapia cinese, una terapia manuale che si avvale di altri strumenti come la moxibustione e la coppettazione.

Tai Ji Quan  E’ lo stile marziale più praticato al mondo, basato sui concetti del Taoismo. ll termine Tai Ji sta a significare <<Ultimo polo supremo>>, qualcosa oltre il quale non vi é nulla. E’ il termine che indicava anche il culmine del tetto di una casa, e quindi la parte più alta e più importante.

Qi Gong  Antichissima pratica basala su movimento, posizioni del corpo, respiro e concentrazione del pensiero. L’obiettivo é uno stato di benessere fisico e mentale e al potenziamento del sistema immunitario.

Tao  Letteralmente la Via o il Sentiero, é uno dei , principali concetti della filosofia cinese. E l’eterna, essenziale e fondamentale forza che scorre attraverso tutta la materia dell’universo, vivente o meno.

Taijtu  E’ il famoso simbolo della cultura cinese e, in particolare, della religione taoista: un cerchio diviso in due campi, bianco e nero che si compenetrano. Rappresenta il concetto di yin e yang e l’unione dei due principi in opposizione.



LO SCATTO DELLA MANTIDE

La mantide si muove lentamente tra i fili d'erba, attende che la preda si avvicini, sembra volerla quasi rassicurare mostrandole l’addome ipertrofico e gli arti esili. Immobile, le zampe anteriori sollevate davanti al capo. Quando la mosca o la cavalletta sono abbastanza vicine, fa scattare le zampe con una rapidità inversamente proporzionale alla lentezza che ha preceduto l’attacco. La preda bloccata non ha scampo. Scrive Sum Tzu ne L’arte della guerra: <<Le truppe vittoriose sono quelle che accettano il combattimento solo quando hanno gia vinto>>. L’estrema facilità e efficacia con cui l'insetto porta a compimento la caccia, dovettero affascinare cinquecento anni fa Wong Long, monaco Shaolin. Il XVII è uno dei secoli più turbolenti della storia cinese, con il passaggio dalla dinastia Ming a quella Qing. Guerre intestine sconvolgono da nord a sud l’immenso impero e la sopravvivenza è assicurata proprio dall’abilita nel combattere. Wong Long (letteralmente Signore della Mantide), patriota Ming, mentre si allena in un bosco nelle vicinanze del monastero, vede una mantide attaccare una cicala. Nei giorni seguenti torna a osservarla attentamente e ne trae ispirazione per create un modo di combattere del tutto nuovo. Cerca, quindi, di associare alla rapidità degli arti superiori della mantide l’elasticità di quelli inferiori della scimmia: nasce cosi il Tong Long, uno degli stili più affascinanti del KungFu. L'osservazione della natura é tratto distintivo delle arti marziali di area cinese. Oltre il Tong Long si conoscono almeno altri cinque stili che imitano le movenze di animali: la scimmia, la tigre, il serpente, il bue o l’aquila. La predilezione e il rispetto per la natura sono tipici della cultura orientale e del politeismo buddista che di mucche, elefanti e scimmie ha fatto veneratissime divinità. Insieme al panteismo buddista, nel KungFu converge molto del pensiero taoista: sciogliere soggettività, ansie e timori personali, attingendo l'energia vitale cosmica, e riconoscersi nei cicli naturali. Per il taoismo ogni cosa contiene anche il suo contrano e proprio l’avvicendarsi degli opposti, lo yin e lo yang, assicura la vita e rispecchia la molteplicità dell’universo. Perfino nei giochi più semplici, come la morra cinese, non esistono valori assoluti. Così anche nel KungFu non ci si oppone mai con la forza a quella dell’avversario ma la si asseconda per avvantaggiarsene..



ll KungFu al cinema non é solo Bruce Lee, l’artista interprete ortodosso della tradizione. Basato comunque su un suo soggetto è uno dei film che meglio riassume i concetti delle arti marziali cinesi, Messaggi da forze sconosciute. Sulla sua falsariga, è costruito anche il cartoon Dreamworks, Kung Fu Panda. Tra i classici, Ip man, film del 2008, liberamente ispirato alla vita di Yip Man, grande maestro di Wing Chun, e la trilogia di Zang Yimou: Hero, La foresta dei pugnali volanti e La citta proibita. Sugestivo ma filtrato da una sensibilità americana La tigre e il dragone, premio Oscar nel 200I , del taiwanese Ang Lee. Da non perdere, infine, Fearless con Jet Lee, la storia vera di Huo Yuanjia che fondò un’associazione riunendo i vari stili e salvandoli dall’oblio. Permeato di concetti filosofici è invece ll regno proibito che nella figura del dio scimmia riassume il pensiero buddista e taoista. C’è poi, naturalmente, il Tarantino di Kil Bill.

Sul versante letterario, il primo testo, anche cronologicamente, che abbia protagoniste le arti marziali é <<Viaggio in occidente>> di Wu Cheng’en che sferza la pomposità e l`eccessiva ritualità assunte dal buddismo nel Cinquecento. <<ll romanzo dei tre regni>> di Luo Guanzhong vissuto nel XIV secolo, é uno dei grandi romanzi classici della letteratura cinese, basato su eventi accaduti alla fine della dinastia Han, nel periodo dei Tre Regni della Cina, che inizia nel 169 e termina con la riunificazione del paese nel 280. Fondamentali per la filosofia taoista, il <<Tao Te Ching>>, letteralmente il classico della via e della Virtù, di Lao Tse, una raccolta di versi incentrata sull’importanza del vuoto e sull’interazione degli opposti; <<l Ching>>, testo divinatorio e <<Sun-tzu o l’arte della guerra>>, amato nel passato da grandi capi di stato come Mao o Kissinger. Per approfondire i temi filosofici, due affascinanti saggi, <<La civilta cinese antica>> e <<Il pensiero cinese>> firmati da Marcel Granet. Più divulgativo ma ricco di spunti originali é <<Pensare l`efficacia>> del filosofo» francese Francois _Jullien che mette a confronto la tradizione filosofica occidentale e quella orientale. Per un approccio al buddismo Chan un’ottima guida é <<La via dello zen>> di Alan Watts. Fra i luoghi della cultura, segnaliamo la Libreria Orientalia (via Cairoli) a Roma; è un punto di riferimento specializzato per gli studiosi e gli amanti delle civiltà dei paesi del Medio e dell‘Estremo oriente. A Torino invece dal 2000 opera la libreria Mangetsu (via S. Francesco da Paola), specializzata nella cultura dell’Asia orientale e del sud-est asiatico, con testi riguardanti letteratura, arti marziali, storia, arti figurative e spettacolo.
da Ultravista, 30-03-013