04/07/13

Diario dell'Apocalisse

Francis Ford e tutta la famiglia Coppola. E Marlon Brando, Martin Sheen, Robert Duvall, le intuizioni di Dennis Hopper, le Filippine, Gerry Garcia e i Grateful Dead. E ancora le sbornie, l'erba, le difficoltà finanziarie, i disastri e gli incidenti.. L'incredibile racconto della realizzazione di Apocalypse Now, diciasette mesi nella giungla per creare uno dei film più leggendari della storia del cinema scritto da Eleanor Coppola.. 

Ieri sera Francis ha visionato il montaggio preliminare della prima settimana di riprese. Erano le scene con Harvey Keitel, che fa la parte di Willard. Poi si e seduto sul divano con i montatori e Gray e Fred, i produttori. Ha chiesto: <<Be’, che ve ne pare?>> Sono salita a dare la buonanotte ai bambini e quando sono scesa di nuovo, dopo un quarto d’ora, erano già al telefono per prenotare dei posti sul volo per Los Angeles. ll giorno dopo Francis ha deciso di sostituire l’attore protagonista. Gray gli ha detto: <<Gesù, Francis, ma come fai ad avere il coraggio di fare una cosa del genere?>> Stamattina Francis si e svegliato ancora pin presto del solito; la notte non aveva dormito granché. Ha cominciato a radersi la barba. Quando, verso le sei, e sceso per far colazione, i ragazzi erano davvero stupiti. Ultimamente si era messo le lenti a contatto, perché è più facile guardare in macchina senza occhiali, e aveva perso una quindicina di chili. Sembrava proprio un altro. Ci ha detto che voleva andare a Los Angeles senza essere notato dai giornalisti. Non voleva che cominciassero a spargersi voci sulle difficoltà del film prima che avesse trovato a chi assegnare la parte di protagonista. Quindi ha detto di essersi tagliato la barba per dimostrare a se stesso, con una specie di gesto simbolico esteriore, che anche quando si trova in grosse difficolta è sempre in grado di cambiare.

Sono seduta nella piccola capanna di Francis, che gli serve da camerino. Non è male restarsene soli per qualche minuto. La luce filtra attraverso le pareti fatte di stuoie e mi disegna dei piccoli rettangoli luminosi sulle gambe. Fuori il vento soffia tra le palme. Se chiudo gli occhi, potrebbe benissimo essere il vento tra i pini nella nostra casetta di montagna, forse perché le palme da cocco sono alte più o meno come i pini. Sento la voce di uno dei consulenti militari che parla con Martin Sheen in una capanna vicina. Martin è stato scritturato per interpretare Willard quando Francis è andato a Los Angeles, e oggi e il suo primo giorno sul set. Ieri sera è rimasto a casa nostra fino al coprifuoco, all’una cli notte. Mi ha molto colpito la sua carica umana; oggi ho provato a dirglielo, ma subito mi sono sentita tremendamente impacciata. Anche stamattina ci siamo alzati alle Cinque meno Venti e adesso cornicio a sentirmi sfinita. Non so proprio come faccia Francis a reggere. Oggi a pranzo ha fatto un po’ di caffè con la moka, e questo lo aiuta a tenersi su.

Questo pomeriggio ho fatto la mia prima intervista, a Bobby Duvall. Ero molto nervosa perché dovevo inquadrarlo nell’obiettivo e parlare con lui allo stesso tempo. Mi sembrava meglio che dicesse un po’ quel che voleva, invece di rispondere a una serie di domande preparate. Interpreta la parte di un presuntuoso colonnello della cavalleria dell’aria, a cui piace concludere le missioni in fretta per poi andare a fare il surf con i suoi soldati. Nella sceneggiatura la sua squadriglia di elicotteri attacca un villaggio sulla costa e poi trasporta la PBR (barca da fiume) di Willard alla foce del fiume in un posto ottimo per il surf. Bobby raccontava di voler plasmare il suo personaggio su un ufficiale di West Point che aveva conosciuto: un individuo per cui la vita aveva senso solo quando c’era la guerra. Si è soffermato a descrivermi particolari del suo abbigliamento: speroni agli stivali, anello, cintura con fibbia e cappello Stetson da cow-boy. Poi si è tolto la camicia: era abbronzato e muscoloso. Ha tirato in dentro la pancia, si è passato le mani sul parrucchino cortissimo, dal taglio militare..

Pagsanjan, I7 ottobre
Ho filmato un’intervista a Dennis Hopper. Tra le cose che ha detto, quella che mi ha colpito di più é stata che secondo lui il cinema si trova ora nella stessa fase di sviluppo in cui era l’arte al tempo in cui si costruivano le cattedrali. Quando venivano erette quelle grandi cattedrali in Europa ci si serviva di muratori, ingegneri, pittori di affreschi e cosi via, e l’opera nasceva dall’unione di talenti diversi. Da allora fino all’Ottocento l’arte si e evoluta in maniera tale che le opere più importanti sono state eseguite da artisti individuali che lavoravano da soli davanti a un cavalletto. Quello che intendeva dire Dennis era che per la realizzazione di un film ora sono necessari l’abilità e il talento di molte squadre, ma che forse in futuro i film più importanti saranno realizzati da una sola persona con un’attrezzatura portatile.


Pagsanjan, 5 settembre
Verso sera ero sulla gradinata principale del tempio con Francis e Marlon Brando. Parlavano di Kurtz. Prima Francis aveva chiesto a Marlon di rileggersi Cuore di tenebra. Adesso Marlon diceva che il suo personaggio dovrebbe essere più simile al Kurtz del libro. Francis ha detto: <<Ma si, è quello che sto cercando di dirti. Non ti ricordi la primavera scorsa, prima che tu accettassi la parte, quando leggesti Cuore di Tenebra e poi ne parlammo?>> Marlon ha detto: <<Ti ho raccontato una bugia. Non l’ho mai letto>>

Io ero fuori in strada, a fare qualche ripresa. Quando sono tornata sul set Enrico, Vittorio e quelli che erano dentro durante la scena stavano uscendo, visibilmente scossi. Silenziosi e turbati, emotivamente colpiti dall’intensità con cui Marty/Willard aveva messo a nudo i propri istinti nella stanza. Ho aspettato che Francis uscisse dopo la fine delle riprese. Non è venuto. Alla fine sono andata io sul set. Francis e Marty erano soli. Marty se ne stava sdraiato sul letto, davvero ubriaco, e parlava dell’amore e di Dio. Cantava un vecchio inno intitolato <<Amazing Grace>> e cercava di convincere me e Francis a cantare con lui, tenendoci per mano e piangendo. Era forte e nerboruto come un pugile. Francis cercava di rimanergli vicino per badare che non si facesse del male. Gli avevano fasciato il dito che si era tagliato. La ferita ha ricominciato a sanguinare perché ci stringeva le mani, con forza, e ogni tanto dava colpi alle sponde del letto. E’ entrata l’infermiera e l’ho aiutata a tenergli fermo il braccio, mentre lei gli cambiava la medicazione e cercava di fermare il sangue. Non era un taglio profondo, ma era proprio sulla nocca e lui continuava a piegarla. Marty ha chiesto all’infermiera di pregare e cantare, e mi sono accorta che lei pregava con grandissima serietà. Ho pensato di andare a casa a prendere un thermos di caffe, ma quando ho fatto per alzarmi Marty mi ha preso per mano e non c’è stato più verso di muoversi. E’ arrivata Janet con il figlio maggiore e Gray. Marty voleva che ci prendessimo per mano, pregassimo e confessassimo le nostre paure. C’era quell’atmosfera impacciata che si crea quando qualcuno è ubriaco o fumato e tu no. Loro,sono in un’altra dimensione e tu non ti senti a tuo agio ne nella loro ne nella tua. Marty predicava e continuava a cantare. Tutti cercavamo di condurlo verso l’automobile. L’infermiera filippina pregava a voce alta e diceva: <<Gesù ti ama, Marty>>. Ci sono volute due ore per farlo salire in macchina e riportarlo in albergo sotto la pioggia. Oggi si doveva girare la ripresa della mattina successiva in albergo, con Marty che, secondo la sceneggiatura, soffriva dei postumi della sbronza.

San Francisco, 1° marzo
leri sera Francis ha telefonato da Manila. Ha detto che Marty aveva avuto un attacco di cuore; era vivo, ma in condizioni critiche. Ha detto che aveva chiamato me perché non sapeva se avrebbe trovato qualcun altro a casa di venerdì sera. Voleva che agissi con calma, che contattassi Tom e l’avvocato con una lista di cose da fare. Ha detto che aveva bisogno cli sapere se doveva tentare di andare avanti con le riprese, o se questo avrebbe invalidato l’assicurazione. Voleva continuare a lavorare, a meno che non ci fosse qualcosa in contrario, perché la troupe era sotto shock e aveva bisogno di concentrarsi sulle riprese della giornata per tenere alto il morale e non precipitare nel caos. Ha detto che il direttore di produzione aveva cominciato a bere e voleva interrompere il film. Le informazioni gli servivano subito, per poter prendere una decisione nel caso che Marty non si riprendesse, o che si riprendesse ma non potesse lavorare, o ancora, potesse ricominciare a lavorare solo tra parecchi mesi. Mi ha raccomandato di non parlare in giro della situazione finché non si fosse saputo qualcosa di più sulle condizioni di Marty e non si fosse deciso che cosa fare. Ha detto che anche lui era piuttosto scosso, ma stava bene.

Balen 10 maggio
Martin Sheen mi ha raccontato i problemi che ha avuto ad ambientarsi in questa regione. Finora si é tagliato la faccia e gli hanno dovuto mettere quattro punti; poi, attraversando la strada a Baler, e svenuto per il caldo, e allora lo hanno messo a sedere in mezzo alla carreggiata con tutti i jeepney che gli sfrecciavano accanto. Quando le barche che portavano la gente a pranzo sono entrate in collisione, gli si è rovinata la macchina fotografica nuova. Poi ieri sera ha cominciato a piovere forte; nella sua camera lui aveva tappato le fessure intorno alle zanzariere con della Carta igienica, e ha cercato di toglierla per levare le zanzariere e poter chiudere le finestre. Alla fine era bagnato fradicio e il letto pure. Quando ormai aveva preso la decisione di andarsene nell’altro letto, ha smesso di piovere e lui si è dovuto alzare ad aprire le finestre, perché c’era troppa umidità. Ha dovuto rimettere su le zanzariere per tenere lontani gli insetti. L’unica Cosa buona è stata che mentre pioveva i cani hanno smesso di abbaiare. A Baler i cani dormono tutto il giorno a causa del caldo e abbaiano per tutta la notte, e i galli cominciano a cantare verso le quattro e mezzo del mattino. Martin raccontava queste cose con un certo umorismo. Un altro attore avrebbe strepitato che voleva parlare con il suo agente e avrebbe presentato una lista di condizioni per continuare a lavorare.

Ieri Francis ha girato la scena nella stanza d’albergo. Ha lasciato che Marty si ubriacasse un po’, perché doveva essere sbronzo anche il personaggio. Tutti e due sapevano che stavano correndo un rischio. Il primo livello del personaggio che Marty ha interpretato e stato quello del mistico, del santo, Willard nelle vesti di Cristo. Francis gli ha detto qualcosa per pungolarlo e lui e diventato l’istrione, Willard l’attore shakespeariano. Francis l’ha punzecchiato ancora e Marty si e trasformato in un tipo manesco, un duro da strada, uno che ha toccato il fondo ma e sveglio, conosce qualche mossa di judo ed e abituato alle risse. A questo punto, Francis gli ha chiesto di andare Verso lo specchio e di guardarsi, e ammirarsi i bei capelli, la bella bocca. Marty ha cominciato questa scena incredibile. Ha dato un pugno allo specchio. Forse non ne aveva l’intenzione. Forse ha preso male le distanze facendo una mossa di judo. Ha cominciato a sanguinargli la mano. Francis dice di aver avuto l’impulso di interrompere la scena e chiamare l’infermiera, ma Marty ormai ci era entrato troppo a fondo. Era arrivato al punto in cui una parte di lui si era fusa con Willard. Per un momento Francis ha pensato che non voleva essere un vampiro, succhiare il sangue di Marty per amore della cinepresa, ma al tempo stesso non voleva spegnere la macchina ora che Marty era Willard. Ha lasciato che continuasse a girare. Ha continuato a parlare, guidando Marty per tutta la scena. C’erano due macchine da presa in funzione.

Hidden Valley, 26 marzo
Ultimamente sono accadute cose strane. Qualche sera fa Francis stava girando sul set principale al Tempio di Kurtz, e l’ultima ripresa doveva essere un inserto girato all’interno del tempio. Per qualche ragione ha deciso di non farla e di rimandarla al giorno dopo, una decisione che non aveva niente di logico perché la cinepresa era già stata sistemata ed era pronta. Dieci minuti dopo, un’intera porzione del soffitto di pietra del tempio ha ceduto, tranciando di netto la parte anteriore della cinepresa. Se qualcuno fosse stato li dentro a lavorare sarebbe rimasto ucciso. Qualche settimana fa, quando Marty Sheen ha avuto l’infarto, la produzione sembrava sul punto di essere interrotta, ma Francis l’ha fatta continuare per tener su il morale di tutti. Ha cominciato a girare le scene che non richiedevano Marty, fiducioso nel fatto che lui era giovane e forte e che si sarebbe ripreso e sarebbe stato in grado di terminare il film. Per qualche giorno è andata bene, poi è crollato anche Francis. E’ stato allora che l’ho raggiunto. Ora sembra che Marty si stia riprendendo in fretta. E’ uscito dall’ospedale e si sta rimettendo in sesto. Ritiene che sarà in condizioni di lavorare per qualche ora al giorno dalla metà di aprile in poi. In un certo senso la sceneggiatura tratta dell’affrontare la morte e uscirne rafforzati. Marty l’ha affrontata nella vita reale. Figuriamoci quanto inciderà tutto questo sulla sua interpretazione nelle scene finali del film. Francis ha detto che lui è il personaggio di Willard, e quando Marty ha sfiorato la morte, anche Francis è crollato. Ha detto di non essere mai stato tanto vicino alla morte. Ha detto di aver visto la realtà allontanarsi in un tunnel buio, e di aver avuto il terrore di non poter più tornare indietro.

Napa, 25 ottobre
Oggi ho mal di testa. Forse e pin che altro la stanchezza. Stanotte ho dormito si e no un’ora e mezzo. lo, Francis e Gio siamo andati a un concerto dei Grateful Dead. Bill Graham ci ha invitati a vederlo dal palcoscenico. Il road manager ci ha fatti sedere su dei bauli nell’ombra, a meno di due metri dal batterista. Ci ha portato delle birre e della Perrier presi da una ghiacciaia sotto una sezione del palcoscenico. La musica era stupefacente. Aveva un impatto fisico. La sentivo con le orecchie e col corpo, ma per lo più osservavo l’esibizione nel suo complesso. C’era un Hell’s Angel seduto su una cassa, a circa un metro da me. Sembrava che tenesse il braccio sinistro infilato nella giacca, come se fosse stato ferito in un incidente. Si è levato il guanto dalla mano destra con i denti. Aveva grossi anelli d’argento su tre dita. Indossava jeans, una giacca di pelle con scritto sul dorso Hell’s Angels California e grossi stivali coi legacci che salivano dentro le gambe dei pantaloni. Portava una bandana in testa, un paio di occhiali scuri e una sciarpa di seta rossa al collo, come il Barone Rosso. Aveva una borsa di cuoio che ha aperto, tenendola tra i due piedi e usando la mano destra. Ha tirato fuori un sacchetto di plastica con dentro qualcosa che sembrava tabacco da masticare e se n’é messo un pezzo in bocca. Ha aperto un altro scomparto della borsa e ne ha tirato fuori numerosi tamburelli e uno strumento ritmico da agitare, fatto di metallo e legno. Ha cominciato a suonare il tamburello sommessamente, picchiandolo contro lo stivale, fermandosi di tanto in tanto per fumare o bere un po’ di birra. Vedevo anche un altro Hell’s Angel nell’ombra, a pochi metri da me. Aveva una barba rossiccia con folti peli grigi. E’ stata una sorpresa rendermi conto che questi uomini avevano fra i trenta e i quarant’anni, l’età di Francis. Le luci continuavano a cambiare e varie cose apparivano e scomparivano dalla vista. ll road manager stava passando la carta vetrata su delle bacchette nuove, man mano che le tirava fuori dai loro involucri di plastica. Ha allungato la mano e ha preso una bacchetta che era caduta ai piedi del batterista. Ha riempito di nuovo il suo bicchiere di Perrier. Ha fatto spostare delle persone, per poter raggiungere le casse dell’attrezzatura. C’era un bambino, avrà avuto otto anni, che correva dentro e fuori dall’oscurità. Aveva una Nikon attaccata a una cinghia intorno al collo. Ho sentito qualcuno chiedergli se per favore usciva e gli procurava uno spinello. Alla line della prima parte del concerto siamo tornati nei camerini e Bill ci ha presentato Jerry Garcia. Mi ha ricordato Francis, quasi corpulento e con tracce di grigio sulla barba nera. Sembrava un uomo pensieroso, di mezza età, che lavorava nell’industria cinematografica. Bill Graham si avvicinava ogni tanto. Ha detto:<< Guardate il pubblico, , la folla non è pazza, sta solo intrecciando rapporti, ognuno è unito agli altri. E’ un fenomeno sociologico, qualcuno dovrebbe studiarlo..>> C’erano birra e erba, alla fine dell’ultimo pezzo, il gruppo è sceso dal palco e il pubblico ha gridato e applaudito chiedendo un bis. Bill ha detto a Francis:<< Vieni a vedere. Da 14 anni è sempre la stessa storia: si rifiutano di fare il bis. Io devo tornare di là e convincerli. Volete vedere una vera esibizione? Venite a vedere me..>> Francis è andato con Bill nei camerini. Un quarto d’ora dopo, il gruppo è tornato sul palco per un bis..


Francis Coppola, mio marito, produttore esecutivo/regista/autore di Apocalypse Now, Gio, Gian-Carlo Coppola, nostro figlio maggiore ( 12. Anni quando la produzione è iniziata), Roman Coppola, nostro figlio minore ( 10 anni)
Sofia Coppola, nostra figlia (4 anni)

ALTRI PERSONAGGI
(in ordine di apparizione)
Dean Tavoularis, scenografo - Alex Tavoularis, bozzettista - Angelo Graham, direttore artistico - Bob, George R. Nelson, arredatore - John La Sandra, caposquadra costruttori - Vittorio Storaro, direttore della fotografia - Enrico Umetelli, operatore di ripresa - Alfredo Marchetti , caposquadra macchinisti - Mauro Marchetti, secondo assistente operators - Mario Marchetti, secondo macchinista - Luciano Galli, caposquadra elettricisti - Gray Frederickson, coproduttore - Fred Roos, coproduttore - Doug Ryan, assistente alle riprese del documentario - Larry Carney, proiezionista, assistente alle riprese del documentario - Marlon Brando, attore che interpreta il colonnello Kurtz - Harvey Keitel, attore- Francie, Frances Tavoularis, moglie di Alex Tavoularis - Martin Sheen, attore che interpreta il capitano Willard - Jan, Janet Sheen, moglie di Martin Sheen - Marc Coppola, segretario di produzione, mio nipote - Tonia, Antonia Storaro, moglie di Vittorio Storaro -Francesca Storaro, figlia di Vittorio Storaro (9 anni) - Fabrizio Storaro, figlio di Vittorio Storaro (7 anni) -Giovanni Storaro, figlio di Vittorio Storaro (4 anni) - Bobby, Robert Duvall, attore che interpreta il Colonnello Kilgor - David Novell, assistente operatore per le riprese aeree - A.D. Flowers, coordinatore degli effetti speciali - Josh, Joshua Weiner, fotografo - Nat Boxer, microfonista - Pete Kama, consulente militare -Sue, Susan Arnold, baby-sitter e in seguito assistente al montaggio - Robin Ludwig, responsabile della casa - Mona Skager, produttore associato - Dennis Hollis, Capo della logistica - Bill Graham, impresario musicale - Dick White, coordinatore delle riprese aeree/ pilota di elicottero-Joe,Joseph Lombardi, coordinatore degli effetti speciali -Bob, Robert Mondavi, proprietario della Mondavi Winery - Mike, Michael Bernstein e Arlene Bernstein, amici e comproprietari della Mount Veeder Winery - Ester Estrella Lambunao, governante - Sam, Samuel Bottoms, attore che interpreta Lance - Jerry Ziesmer, primo assistente alla regia - Albert Hall, attore che interpreta Capo Phillips - Eva Gardos, segretaria di produzione - Christian Marquand, attore nella sequenza della piantagione francese - Aurore Clement, attrice nella sequenza della piantagione francese -Dennis Hopper, attore che interpreta il fotografo free-lance - Mary Ellen Mark, fotografa - Dennis Jakob, montatore- Dennis Murphy, coordinatore dei marine - Bill, William Neil, mio fratello, assistente alle riprese del documentario - Jimmy, James Keane, attore - Fred, Frederic Forrest, attore che interpreta Chef - Caterine Milinaire, scrittrice, fotografa - Pete Cooper, coordinatore dei marine (sequenze con la PBR) - Barry Malkin, montatore - Tom Sternherg, dirigente di produzione -Gary Fettis, caporeparto costruzioni per l’arredamento del set - Doug Claybourne, assistente alla regia - Jerry, Gerald Endler, tecnico degli effetti speciali - Delia Javier, arredatrice -Walter Murch, montatore video e audio -Barlow Wetzell , amica personale - George Lucas, regista - Steve, Steven Spielberg, regista - Carroll Ballard, regista - Carol Adrienne, amica personale - Matthew Robbins, regista -Margie, Margarita Espinosa, governante - Michael Herr, scrittore - Bernardo Bertolucci, regista - Nan Talese, editor letterario - Gay Talese, scrittore - Gerry Garcia, musicista, fondatore dei Grateful Dead