24/07/13

I cinque ragazzi di Detroit, il default e Trayvon Martin

Alla fine di luglio del 1973, era in giro per le strade di Mount Clemens, Michigan, un sobborgo di Detroit, con la sua macchina fotografica. Come fotografo del Macomb Daily. La fetta di vita che catturò quel giorno era una foto di cinque giovani amici in un vicolo spazzato dalla pioggia, nel centro di Mount Clemens. E ciò che la distingue dalle centinaia di altre foto è il soggetto: tre bambini di colore, due  bianchi, ridono, felici, abbracciati. Joe Crachiola ricorda. "Ho visto questi ragazzi che giocavano in strada, e ho iniziato a scattare alcune foto. Poi, mi hanno visto e tutti si sono girati a guardarmi: ho subito scattato e questa è la foto che ne è venuta fuori.  E 'stato del tutto... spontanea, e non ho minimamente influenzato la posa dei ragazzini ".
Questa settimana, Crachiola, che ora vive a New Orleans, ha postato la foto  sulla sua pagina Facebook. "Per me, è ancora una delle mie foto più significative", ha scritto nel suo post. "E mi domando ... A che punto possiamo iniziare a diffidare l'uno dell'altro? Quando cominciamo a giudicarci in base al sesso o razza? Mi sono sempre chiesto che cosa è successo a questi bambini. Chissà se sono ancora amici "
L'elegante semplicità della foto ha colpito. La pagina Facebook di Crachiola ha avuto ben 100.000 contatti. E seimila "mi piace". Il Macomb ha subito ristampato e attraverso i suoi archivi  ha tentato di  identificare i bambini, che sono ormai uomini e donne di mezza età. E' davvero difficile non sorridere guardando questa immagine. Crachiola ha dichiarato di aver pubblicato la foto dopo aver appreso il verdetto del processo Zimmerman (l'assassinio, in Florida, a sangue freddo di un ragazzo afro-americano,Trayvon Martin, sceso in strada per comprare thè freddo e caramelle, da parte di una guardia giurata e la sua scandalosa assoluzione). E il feedback è stato enorme: "Qualcuno mi ha inviato un'email dicendo che lavora con uno dei ragazzi che era nella foto," dice Crachiola.  "Questo", ha scritto Darnesha Taylor Shelly su Facebook, "è mio marito insieme a sua sorella". Sembra che una 'reunion' degli ex ragazzi felici di Detroit potrebbe essere imminente.

Questa la foto del 1973  dei cinque bambini che giocano in un sobborgo di Detroit.  I bambini erano (​​da sinistra) Rhonda Shelly, 3 anni , Kathy Macool, 7, Lisa Shelly, 5, Chris Macool, 9, e Robert Shelly, 6.


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Intanto, Detroit è ..fallita. Da anni il simbolo della deindustrializzazione a stelle e strisce è l'epicentro di una catastrofe economica, sociale e demografica che ha piegato le metropoli del Midwest e del Nordest statunitensi. «Ground zero di un intero modello di sviluppo». Così le ha definite a Linkiesta, lo scorso ottobre, il milanese Alessandro Coppola, studioso di fenomeni urbani e autore del saggio Apocalypse Town (Laterza). Perché città come Detroit (o Flint; o Cleveland; o Buffalo) ospitano tristi «deserti urbani» dove «curarsi e fare la spesa, studiare e spostarsi, lavorare e andare al cinema è diventato incredibilmente difficile, talvolta impossibile». Realtà dove scarseggiano i cibi freschi ma avanza la natura selvaggia, le downtown si svuotano e le gang crescono (al pari degli orti urbani).



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