28/09/13

Alta Fedeltà: la riedizione di In Utero e la Top 50 dei Nirvana

"Ci piace la musica pop perchè siamo infelici o siamo infelici perchè ci piace la musica pop?"
N. Hornby, Alta Fedeltà*

Chi non ha mai compilato classifiche, liste, best di questo e di quell'altro? L'epoca ossessiva e narcisista delle liste decisionali non ha tempo, ma si  è acutizzata forse nella metà dei '90, e Alta Fedeltà di Nick Hornby  ne è diventato il cult assoluto. Imperdibile per chi ama la musica e..l'ozio.(Stiamo bene quando siamo depressi, perchè alla fine ti puoi comportare male come e quando vuoi..*).
Le 5 più memorabili fregature di tutti i tempi, i migliori film dell'anno, e quelli del decennio, i migliori 5 a solo di chitarra,  i dieci migliori modi per non far carriera, i 5 gusti di gelato per cui fareste follie, le 10 canzoni che più ci fanno commuovere, le migliori colonne sonore.. Eh, si ragiona in termini di cinquine e decine. Con l'avvento dei social e dello streaming questa ossessione si è ulteriormente rafforzata: su Twitter, Spotify e simili si possono seguire i nostri beniamini e scoprire la musica che ascoltano, i libri che leggono, i film che stravedono e le relative classifiche. Così è bello scoprire che anche Kurt Cobain dei Nirvana (sempre nei '90) ha ceduto alla coazione nell' elencare e classificare la musica che amava. Intitolato "Top 50 dei Nirvana," comprende tante scelte molto familiari ai fan della band: The Vaselines, Sonic Youth, Pixies..fino agli impermeabili Leadbelly. Ma ci sono anche alcune sorprese affascinanti: dai Public Enemy ai Knack (!), dagli Areosmith ai Mazzy Star, fino agli ..Swans!



via  Every Body Loves Our Town 




IN UTERO
"Impubblicabile", fu il primo verdetto della Geffen, quando ricevette i nastri di In Utero,  prodotto inizialmente da Steve Albini. Un disco ruvido, sporco, aggressivo. In seguito, memori del travolgente successo commerciale di Nevermind fu chiamato Scott Litt, già al lavoro con i R.E.M., per ripulirealcuni brani  per renderlo più appetibile ai dirigenti della casa discografica. Nel ventesimo anniversario viene riproposta una riedizione lussuosa dell'album, rimasterizzata negli studi Abbey Road di Londra dallo stesso Albini e dai due superstiti dei Nirvana..

"Amore, sesso e malattia"
I Hate Myself and I Want to Die (Mi odio e voglio morire): cosi avrebbe dovuto intitolarsi il terzo (e ultimo) album in studio dei Nirvana. Ma il titolo, una frase che all'epoca Kurt Cobain usava come risposta quando qualcuno gli chiedeva come stava, fu scartato, per paura che ne venisse frainteso il senso sarcastico. Un‘altra proposta era stata Verse Chorus Verse (strofa ritornello strofa, la classica struttura della canzone pop). Alla line fu scelto In Utero, da una poesia scritta da Courtney Love, moglie di Cobain e leader delle Hole (Kurt la stimava talmente da affermare: <<Accidenti, se riuscissi a convincere quella ragazza a pubblicare le sue poesie, il mondo cambierebb>>). In Utero usci per Dgc Records nel 1993, e questo settembre una mastodontica riedizione (disponibile in cd e in vinile) ne commemora il ventesimo anniversario. Musicalmente, il successore di Nevermind é scisso in due: da una parte mette in mostra la sensibilità pop di Cobain (Dumb, All Apologies), dall‘altra manifesta l‘abrasività punk della band (Scentless Apprentice, Milk It). I testi, come affermò lo stesso autore in un'intervista per Spin (ottobre 1993), sono “più a fuoco” rispetto ai dischi precedenti, e “quasi sviluppati per temi”: <<Con Bleach, non me ne importava un cazzo di cosa parlassero i testi. L'ottanta percento fu scritto la notte prima della registrazione. Nevermind era una raccolta di due anni di poesie>>. I testi di In Utero, al contrario, sono piuttosto diretti e, nonostante Cobain dichiarasse 'il contrario, per la maggior parte impregnati di temi autobiografici (…)

Le canzoni affrontano temi quali la notorietà e il potere dei media, il machismo (Very Ape), lo stupro (Rape Me). Un brano è dedicato all'attrice Frances Farmer (Frances Farmer Will Have Her Revenge on Seattle); un altro (Scentless Apprentice) è ispirato dal romanzo preferito di Cobain: Il profumo di Patrick Suskind. Ma l’influenza più evidente è senza dubbio Courtney Love, la moglie e anima gemella, (<<la miglior scopata del mondo>>, aveva detto lui, in diretta televisiva, nel ‘91). Non è una novità, anche in passato Kurt aveva spesso trovato nelle donne della sua vita l‘ispirazione per i testi delle sue canzoni. Se alcuni brani di Bleach (About a Girl, Scoff) erano stati ispirati da Tracy Marander, sua fidanzata all‘epoca, nelle liriche di Nevermind possiamo cogliere numerosi riferimenti a Tobi Vail, la batterista delle Bikini Kill con cui allora Kurt aveva una tumultuosa relazione (Smells Like Teen Spirit, Drain You, Lounge Act). Ma torniamo a In Utero. Già nel brano di apertura, Serve the Servants, possiamo cogliere i primi riferimenti alla Love: <<If she floats then she is not/A witch like we had thought» (Se galleggia allora non é una strega come avevamo pensato>>). Il pensiero corre subito al famigerato articolo pubblicato da Vanity Fair in cui si accusava (falsamente) Courtney di aver fatto uso di eroina durante la gravidanza. La bionda cantante fu vittima di una vera e propria “caccia alle streghe” e Kurt, marito devoto, la difese dagli attacchi dei media e dell’opinione pubblica (…)

Kurt sperava che In Utero avrebbe cambiato la misoginia endemica del rock'n'roll: <<Forse ispirerà le donne a prendere su le chitarre e fondare band>>, confidò a Darcey Steinke di Spin <<è l'unico' futuro per il rock'n'roll>> 
Estratto da "Amore, sesso e malattia. Genesi di un addio
J. Dainese (ilmanifesto)

In Utero.zip
Kurt Cobain: Murdered.pdf (english)