13/04/13

Il richiamo della foresta

Quello che gli sciamani dicono è fondamentalmente vero e va preso alla lettera: nelle loro visioni e trance possono ottenere informazioni su piante, animali, esseri umani, sulla vita sulla terra, sulle malattie e come curarle.

Intervista di M. De Feo a Jeremy Narby

Jeremy Narby è un antropologo svizzero-canadese e un attivista per i diritti delle popolazioni indigene dell'Amazzonia. E' autore di tre libri, Shamans Throught Time (con F. Huxley), una raccolta di scritti di varie epoche che mette in luce come via via è cambiata la percezione che l'occidente ha degli sciamani: esseri diabolici per i primi missionari cristiani nel Nuovo Mondo, persone con disturbi psichici per gli scienziati positivisti dell'800 e primi '900, custodi di saperi e tradizioni che vale la pena studiare e prendere sul serio in anni più recenti. Intelligence in Nature mostra quanto sia stupido e presuntuoso pensare che l'intelligenza sia appannaggio solo degli esseri umani e non permei invece tutta la vita presente sul pianeta. Ma il libro di Narby che maggiore eco ha avuto nella comunitàà scientifica è Il Serpente Cosmico, nel quale viene avanzata un’ipotesi rivoluzionaria su quanto percepito negli stati modificati di coscienza, che mette d'accordo quanto affermato dagli sciamani con le piùù avanzate ricerche della scienza occidentale. Punto di partenza è l'ayahuasca, o yagè, pozione allucinogena usata da millenni da molte popolazioni dell'Amazzonia. Si prepara facendo bollire insieme per molte ore pezzi di una liana, la Banisteriopsis caapi - liana dei morti - e foglie di Psychotria viridis, un arbusto. Le due piante, ingerite separatamente, non producono alcun effetto. Come hanno fatto popolazioni definite 'primitive' a isolare, tra le 80.000 piante che crescono in Amazzonia, proprio queste due per ottenere una droga - per loro è un sacramento - dalla potenza paragonabile a quella dell'Lsd, dei funghi magici o del peyote? Le probabilità di arrivarci attraverso tentativi casuali sono molto vicine allo zero. Interrogati in merito gli sciamani rispondono che sono state le piante stesse a fornire le informazioni necessarie. A lungo gli antropologi hanno liquidato queste risposte come superstizioni primitive, ma dopo aver passato una decina di anni in Amazzonia, aver sperimentato su se stesso l'ayahuasca, e aver messo insieme informazioni fornite da discipline disparate, mitologia, chimica, biologia, fisica e tradizioni sciamaniche, Narby ha avanzato l'ipotesi che con l'ayahuasca gli sciamani riescano a portare la loro coscienza a livello molecolare, e a mettere in comunicazione il proprio DNA con quello delle piante, animali o altri esseri viventi.

Cos'è il serpente cosmico?
Nel libro propongo che quanto gli sciamani dicono è fondamentalmente vero e va preso alla lettera: nelle loro visioni e trance possono ottenere informazioni su piante, animali, esseri umani, sulla vita sulla terra, sulle malattie e come curarle. A quanto pare gli esseri umani in stati alterati di coscienza possono percepire informazioni relative al DNA, e percepirle direttamente da dove esse scaturiscono, dal DNA che è nelle nostre stesse cellule o dal DNA contenuto in tutti gli altri esseri viventi della terra. Questo spiegherebbe quindi anche il mistero di perchéè nelle visioni e nell'immaginario religioso in tutto il mondo ci sono così tante immagini di doppia elica, doppi serpenti, entità serpentine intrecciate. Che queste immagini possano scaturire dal DNA dei nostri neuroni è una possibilità concreta. Dentro la nostra testa , nel cervello, ci sono almeno cento miliardi di cellule, e ognuna di esse contiene una molecola lunga da due metri con la forma di due serpenti intrecciati uno attorno all'altro. I nostri cervelli sono zeppi di serpenti gemelli, pieni a loro volta di informazioni. Ora, c'è una relazione tra la nostra coscienza e il DNA contenuto nei nostri neuroni? Non appena si pone questa domanda la risposta immediata sembrerebbe essere <come potrebbe essere altrimenti!>, come non potrebbe esserci una connessione tra il DNA dei nostri neuroni e la nostra coscienza? E' l'antico dilemma filosofico corpo-mente, come può una cosa immateriale come la coscienza, quel film che vediamo venir fuori dalla gelatina che è la materia grigia dei nostri crani, come può questo film immateriale venir fuori da un mucchietto di gelatina? Ancora nessuno lo sa, è il mistero fondamentale.

La scienza ufficiale sostiene che la coscienza è un prodotto del cervello, altri, che la coscienza è alla base di tutto ciò che esiste..che ne pensi?
Più vado avanti più cerco di essere prudente nel trattare con i concetti. Anche se può apparire strano, nel mio libro ho cercato di tenermi alla larga dal concetto di coscienza. Ho scritto un libro dal titolo Intelligence in nature e non ho mai usato la parola coscienza, è meglio trattare un solo concetto difficile alla volta. Già stabilire cosa sia l'intelligenza è un problema molto complicato, che implica un sacco di presupposti culturali di cui è necessario tener conto. Per esempio l’intelligenza è ritenuta essere specificatamente un attributo umano. Nei dizionari la definizione di intelligenza è per lo più data in termini esclusivamente umani, per definizione non si può applicare ad’ altre specie, il che significa che per la cultura occidentale il resto della natura è stupido. Sto sintetizzando, ma essenzialmente è così. Che cos’è la coscienza? È un'entità ancora più misteriosa, è come chiedere che cos’è l'elettricità. L'elettricità è l'elettricità, ma in realtà nessuno sa che cosa sia. Noi stiamo usando la nostra propria coscienza per cercare di pensare cos'è la  coscienza. Intuitivamente mi piace l'idea che la coscienza  sia una dimensione fondamentale della realtà come lo spazio e il tempo, e quindi non sia riducibile a null'altro, e che ci debba essere stata coscienza fin dall'origine dell'universo, questo mi sembra sensato. Non mi pare affatto sensata invece l’idea riduzionista che la coscienza sia un epifenorneno della materia, una specie di prodotto dell'ultima ora che viene fuori da un mucchio di molecole  che si rincorrono una con l'altra. Un idea del genere  non ha molto senso. Se dici che la coscienza  non viene dopo, ma prima, va bene, ma ancora non dici molto di più su cosa sia la coscienza. Io mi considero in primo luogo un attivista per i diritti della popolazione indigena. Stiamo parlando di andare contro 500 anni di un sistema mondiale capitalista , e per essere efficaci dobbiamo lavorare col materiale che è disponibile. E cos'è disponibile? La biosfera è alla nostra portata, non stiamo parlando di come la vita è iniziata 4 miliardi di anni fa, questa è religione, non possiamo tornare indietro a verificare cos'è successo a quei tempi, possiamo parlare della biosfera com'è adesso. E del sistema politico - economico, delle ingiustizie tra le culture e tra le società, delle classi sociali  e dei diversi sistemi di conoscenza. Le piante e gli animali sono intelligenti? Secondo la definizione occidentale di intelligenza, no, perché l'intelligenza appartiene solo all’uomo. Ma le amebe e anche le cellule del nostro corpo, pare abbiano la capacità di prendere decisioni, cosi il lavoro che dobbiamo fare è sul materiale a portata di mano, su questo possiamo progredire. Domandarsi se la coscienza è parte del tempo, come è nato l'universo e cosa ci riserva il futuro chi lo sa?

Nel tuo libro ho scoperto che la lunghezza del DNA contenuto nel corpo umano è di 125 miliardi di miglia..
Si..il che fa circa 200 miliardi di km, una grandezza di scala astronomica, cosmica, di fronte alla quale è difficile essere riduzionista.

Quindi il DNA è intelligente..ha un progetto?
Non ho usato il termine progetto , sarebbe teleologico, ma intelligente si, il DNA mostra di avere intelligenza e di essere vivo.Ciò non implica che abbia un progetto, ma questo è tutto un altro paio di maniche, bisogna procedere con cautela.

Il darwinismo è per certi versi superato?
La scienza materialista’ del XX secolo è corsa alla conclusione che tutte le risposte erano state trovate e che la risposta stava nella materia. E voilà, ecco un meccanismo che spiega tutta l'evoluzione: ci sono le mutazioni, poi c’è la selezione naturale, i buoni sopravvivono, i cattivi vengono eliminati e così si spiega tutto. Questo dogma è apparso negli anni ’60, Jacques Monod è stato quello che l'ha enunciato più chiaramente, «caso e necessità», ecco la spiegazione. Attraverso mutazioni casuali e la selezione naturale abbiamo una spiegazione per la vita sulla terra. Ma quando nel 1995 per la prima volta è stata decodificata la sequenza genetica, la cosa più sorprendente fu il constatare quanto sequenze genetiche da una specie all’altra erano rimaste inalterate nel corso di un enorme lasso di tempo. Per esempio il 50% dei geni di una banana ha il suo equivalente nei geni dell'uomo, il 92% del DNA del topo è identico a quello degli esseri umani, con gli scimpanzé si arriva al 99%. Nonostante le decine  di  milioni di anni di evoluzione che ci separano dal topo, i nostri geni sono rimasti incredibilmente costanti, nonostante le mutazioni. Ora se vuoi credere che ciò che ha creato tutto questo edificio un mucchio di errori accumulati sei il benvenuto, ma questa è una fede, non ha senso, se prendi un testo, e ad esso aggiungi errori a caso, è ovvio che il testo perde presto ogni significato. Al contrario, quello che pare succeda, a livello dei geni, con il trasporto di ioni, pezzi di DNA che si muovono, trasferimenti orizzontali, è che noi facciamo parte di un vasto sistema intelligente, pare esserci un testo che scrive se stesso  e si aggiorna e si modifica pur rimanendo lo stesso. C'è fluidità, non è solo qualcosa di casuale che occasionalmente accumula errori..

Puoi essere accusato di creazionismo..
Lo so, ma non mi considero un creazionista, sono un agnostico. Non sono interessato alla teologia, non mi occupo di come la vita è nata 4 miliardi di anni fa, io sto parlando della biosfera che c’è ora. E non sto proponendo che si debba credere in alcunché, sto dicendo che non credo che caso e necessità siano sufficienti a spiegare tutto, quella è pura fede! L’ateismo è un derivato del teismo, è una reazione al mondo definito dal dio cristiano. Il desiderio dei materialisti atei di avere la certezza che caso e necessità spieghino tutto è un desiderio religioso. Si dicono anticreazionisti ma nei fatti finiscono per essere anche loro creazionisti. 

Nel tuo libro parli di luce emessa dal DNA..
Ci sonofisici che studiano i biofotoni in laboratori molte seri, con strumenti melto costosi, e misurano l’emissione della luce da parte del DNA. Lo possono fare solo indirettamentre, perché se prendi una cellula, il sole modo in cui puoi osservare nudo DNA è di aprire la cellula e rompere il nucleo, ma le cellule al quel punto è morta e il DNA pure, e non c’e più alcuna emissione di luce. Quindi puoi solo osservare una cellula, una cellula viva, dal di fuori, e questo spiega perché si può misurare l'emissione luminosa del DNA solo indirettemente. Ma la comunità scientifica ufficiale presta un attenzione minima alle ricerche sui biofotoni, sembre esserci una sorta di pregiudizio molecolare, come dire se è biologia vogliamo molecole e appena si tratta di onde elettromagnetiche si avverte una specié di malessere. Sarei veramente felice di vedere più ricerche ufficiali sulle proprietà elettromagnetiche degli organismi biologici, d’altra parte è noto che siamo un sacco pieno di cellule umide e siamo percorsi da ogni tipo di elettricità, siamo acqua ed elettricità.

M.Latramutoli
Cos'è oggi uno sciamano per gli antropologi?
Pensa ai cittadini medi, come li si trova dovunque, a Milano, a New  York, a Ginevra, cosa pensano degli sciamani? La persona media pensa che gli sciamani abbiano conoscenze sulle piante, che sappiano come curare e guarire, e che non sia tutto, solo un imbroglio. Nell'opinione generale li si è a lungo ridicolizzati e demonizzati, ora siamo giunti a una fase dove c'è qualche rispetto, ma c’è anche un sacco di romanticismo.Il problema con il romanticismo è che è l'altra faccia della medaglia, invece di dire <non sanno ,nulla>, si dice <sanno tutto>. Ma ci sono anche osservatori molto più equilibrati che vedono gli sciamani come professionisti olistici, complessi, sfaccettati, che per così dire si fanno beffe delle categorie concettuali occidentali. Noi mettiamo la psicologia qui, la botanica là, e la medicina quassù, mentre questi tipi danzano tra queste categorie e molte altre. Abbiamo difficoltà a definirli, ma possiamo vedere che sono professionisti complessi e anche un pò’ ambigui, hanno dei limiti, non sanno tutto. Ci sono voluti oltre 500 anni per arrivare al punto in cui siamo, in cui vediamo gli sciamani per quello che sono.

Ho letto di una pianta amazzonica che potrebbe curare la tubercolosi.. 
Si stanno facendo ricerche..è una pianta chiamata boahuasca, la liana del boa, ha proprietà che aiutano a curare ferite  e ora è testata in laboratori Usa per vedere se può essere usata per curare la tubercolosi, malattia che uccide due milioni di pèersone ogni anno. Questa pianta l'ha fatta conoscere uno sciamano in Perù.

Grandi industrie farmaceutiche hanno messo gli occhi sull'Amazzonia e offrono milioni di dollari per comprare in esclusiva piante medicinali..
Se le tribù amazzoniche vogliono vendere le loro piante sono libere di farlo, sono adulti, non è affar mio dire alla gente quello che dovrebbe o non dovrebbe fare. Ma se accordi del genere saranno conclusi, come antropologo so che sorgeranno complicazioni. Non dico che sia una cosa cattiva, è un po’ come con gli indiani del nordamerica, alcune tribù ora sono multimiliardarie attraverso i casinò... mi sta pure bene che gli apaches fumino grossi sigari, ma non si limitano a comprare camioncini e a fumare grossi sigati, poi hanno il potere di decidere su qualsiasi altro tipo di affare della comunità, è un quadro con diversi colori...il denaro corrompe la gente, la corrompe a Wall Street come nelle riserve apaches, ma si può anche imparare a farne un buon uso. Le popolazioni indigene sono benvenute come chiunque altro a partecipare al sistema capitalista mondiale, sarà complicato, ma credo che sarà probabilmente un bene che facciano accordi e imparino come maneggiarli.

Hai provato l'ayahuasca..
Il primo capitolo del mio libro descrive quell'esperienza, è stato qualcosa che mi ha cambiato la vita. 

E' stato il tuo primo viaggio allucinogeno?
No, no..sono cresciuto in Svizzera dove l'Lsd è un prodotto indigeno e l'ho provato diverse volte in precedenza.

Perdura una forte propaganda nei media sui presunti terribili pericoli dell'Lsd e delle altre sostanze allucinogine..
Le sostanze  allucinogene in effetti  comportano dei rischi. Penso sia un errore affermare che chi e contro le droghe ha semplicemente torto. Assumere sostanze allucinogene conporta rischi per la psiche, perché certe persone sono fragili, e non possono saperlo in anticipo. Ci  sono rischi,  tutta la vita è un rischio, e non ci sono opportunità senza rischi. Credo che i cittadini del mondo in quanto aduiti dovrebbero essere liberi di modificare la loro coscienza se lo vogliono. Per quale ragione un burocrate dovrebbe dirmi che non ho il diritto di fumare la marijuana che cresce nel mio giardino? E una questione tra la pianta, i miei polmoni e me stesso.

Con le sostanze allucinogene il rischio vale la candela? 

Per me l'ho è stato di certo. Se poi guardi all’impatto dell’Lsd sulla cultura occidentale, un certo numero di persone  ne ha pagato il prezzo, ci sono stati incidenti, ma non sono state fatte ricerche adeguate, non sappiamo quanti incidenti vi siano stati legati all'Lsd. E non sappiamo quanti viaggi positivi vi siano stati: milioni? Prova a chiederlo ai. Beatles, o a Jimi Hendrix..quante sono le persone creative che sono state <accese> dall’Lsd? Decine di milioni di persone...il modo di fare film, musica, pubblicità, è stato cambiato da questo sostanze. Anche l’industia dei computer.. Bill Gates e Steve Iobs come degli hippies seduti  a Sylicon Valley proclamavano: il grande complesso militare non deve avere îl monopolio sui grandi computer, cambieremo il mondo permettendo aì singoli individui di accedere a questo grande potere dei computer.. erano in acido quandp pensavano questo, ma chìunque oggi abbia un personal computer sta beneficiando delle intuizioni suscitate dall'Lsd in alcuni hippies fissati con la tecnologia. Sì, l'Lsd e gli altri allucinogeni hanno dato contributi veramente importanti alla cultura occidentale. C'è stato un non ben definito prezzo da pagare sotto forma di incidenti legati all'acido- nessuno può fare il conto e stabilire quanto si è guadagnato e quanto si è perso- ma credo che il bilancio sia positivo.

Vai ancora in Amazzonia? 
Si, lavoro per una Ong svizzera a favore di progetti degli indigeni dell'Amazzonia, raccolta di fondi, faccende burocratiche, prendere dai ricchi per dare ai poveri..si tratta di appoggiare le iniziative delle popolazioni indigene, quando propongono di educare i loro figli nella loro propria lingua, le donne che vogliono salvaguardare le loro conoscenze sulle piante, gli indiani maziganga che vogliono imparare itticultura perchè nei loro fiumi non ci sono più pesci a causa delle compagnie petrolifere..aiutiamo gli indegeni dell'Amazzonia a sopravvivere nel XXI' secolo..

seconda parte