07/08/14

Il randagio: Willy DeVille

<<Quando lo vidi nel 1981 per un’intervista al Chelsea Hotel di New York, oltre alla soggezione provai vera paura. Aveva aperto la porta Toots (sua moglie, ndr), una tipa a piedi scalzi con un trucco pesantissimo e un turbante di capelli tipo Ronettes, labbra rossissime e denti d’oro su tutta l’arcata. Uno shock. Lui era seduto su una poltrona magro, vestito di nero, con un ciuffo di capelli alto e sporgente, gli orecchini e qualche dente da 22 carati. Aveva un magnetismo e un carisma straordinario, le sue movenze lente intimidivano, la sua voce bassa, profonda, rotta solo da qualche rancida risata mi ipnotizzava. Aveva qualcosa di principesco. Si vedeva che era 'fatto’ ma era lo stesso magnifico e signorile. Sembrava un moschettiere cresciuto in una improbabile Corte di Salvador Dali. Era pericoloso, si intuiva al volo. Ad un certo punto Willy si era alzato, aveva impugnato un bastone intarsiato col manico d’avorio, ne aveva sfilato una parte mostrandomi la sottile spada interna, con la quale, con una mossa repentina, aveva mimato il 'tocco'. Questo è il coup de grace - aveva detto – è l’esecuzione con cui la mala mette a tacere i delatori. Voi che siete italiani dovreste saperlo bene>>.
Love and Emotion-Una storia di Willy DeVille (Pacini editore) di Mauro Zambellini

E Coup de Grace è anche il titolo di un album di Willy Deville, sangue indiano, irlandese e basco. Appassionato di musica black e di blues. La gavetta la fa in locali malfamati, tra gay e sadomaso con i Billy De Sade and The Marquis, poi diventa una delle attrazioni di club nascenti come il Cbgb, e il Max Kansas City con gente come Ramones, Blondie, Television, Lou Reed, Talking Hrads, i grandi Dead Boys. Cabrerta eccellente opera prima, poi Return to Magenta.. rock ibrido, macchiato da mille contaminazioni,  punk assieme alle influenze latine. DeVille se ne va a Paiigi, dove compone Le Chat Bleu. Un grande disco, intenso, swing e cajun, suoni latin e influenze della canzone francese. In America Le Chat Blue non se lo filò nessuno, in Europa è considerato un capolavoro. Come siamo lontani, a volte, col nuovo mondo.

Willy DeVille ci ha lasciato il 6 agosto di cinque anni fa, ucciso da un tumore al pancreas, dopo anni di abusi, alcol e tutti i tipi di droga possibili e immaginabili. Negli States la notizia passò quasi inosservata: non lo avevano mai amato, troppo eccentrico, sempre fuori posto, un tipo assolutamente pazzo, un cane randagio, con la seconda moglie, Lola, che si suicida mentre lui è incosciente, strafatto di ero.  <<Ho problemi con la band, coi manager e con me stesso..>>.  Noi i randagi..li adoriamo. Metà pirata e metà vampiro, in Europa, oltre ad essere molto amato, è assunto a ruolo di vero mito..che noi qui oggi intendiamo omaggiare. 


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