25/03/13

Telelavoro. Yahoo!: tutti in ufficio

La necessità di rendere flessibile gli orari di lavoro,unita al forte sviluppo delle tecnologie informatiche e di comunicazione, hanno recentemente consentito l’avvio di una pluralità di iniziative, nella maggior parte dei casi finalizzate alla sperimentazione di nuove possibilità applicative, come ad esempio il commercio elettronico o il telelavoro. Nei principali paesi industrializzati l’impiego del lavoro a distanza è progressivamente cresciuto negli ultimi anni. Le esperienze pilota avviate alla fine degli anni 80 hanno convinto i decisori sia pubblici sia privati, ad adottare sistematicamente questa modalità operativa di esecuzione dell’attività. Il telelavoro rappresenta infatti, un nuovo modo di lavorare nel quale la tecnologia ottimizza la gestione delle risorse umane che rappresentano il vero fattore competitivo delle società industrializzate. I motivi della crescita ,che si sta registrando a livello mondiale nell’applicazione del telelavoro, derivano da un lato dalla notevole flessibilità operativa che il telelavoro consente, fatto questo che lo individua co me un nuovo modo di lavorare, dall’altro dai vantaggi economici, soprattutto derivati dall’ aumento di produttività, ottenuti dai soggetti (organizzazioni o liberi professionisti) che lo hanno adottato. Per primi, i paesi scandinavi e il Regno Unito e Irlanda, hanno messo in luce, inoltre, l’efficienza del lavoro remoto come strumento da inserire in strategie pubbliche, permettendo la rigenerazione di aree depresse (in particolare quelle situate in contesti rurali).

 Dagli Usa, ora, arriva un contrordine.. In totale contradizione con la filosofia che tanto ha promulgato la sua azienda , e che tanto mercato ha creato, Marissa Mayer, capo di Yahoo! ha comunicato ai suoi dipendenti statunitensi con contratti di telelavoro che devono recarsi in ufficio a svolgere le proprie mansioni e di non poter assicurare il lavoro a domicilio. Una scelta che fa tanto discutere e in controtendenza con la cultura che considera il telelavoro la nuova frontiera per un miglioramento delle condizioni di lavoro che abbiamo illustrato, sia per le imprese che per i lavoratori. Questa scelta è motivata dal fatto che alcune delle intuizioni geniali che fanno crescere un impresa derivano spesso da un commento casuale, uno scherzo, o semplicemente dagli scontri che si hanno durante confronti e riunioni in azienda. Con la metà dei lavoratori seduti a casa, secondo la Mayer, non si riproducono le condizioni di stimolo e creatività. Un isolamento dagli altri lavoratori, dall’azienda e, più in generale, dal contesto sociale può avere effetti negativi in termini di identificazione con l’azienda, di processi di apprendimento e di crescita degli skill professionali, di scambio di esperienze e di know-how, di possibilità di risoluzione collettiva dei problemi, di potere contrattuale nei confronti dell’azienda. Questo il nuovo Mayer-pensiero.

Ma quali sono i vantaggi del telelavoro? Sicuramente una serie di vantaggi che possono essere apprezzati a livello di società nel suo complesso: minore congestione del traffico, minor inquinamento atmosferico, sviluppo di zone rurali e depresse . Forse il telelavoro è nato proprio come possibile soluzione ai problemi di traffico, e dell’inquinamento urbano, anche sulla base della considerazione che il tempo impiegato per il trasferimento da e verso il luogo di lavoro è comunemente tempo “sprecato” ai fini della vita sociale dell’individuo. Questo tempo “improduttivo” è estremamente elevato su base annua: se si impiega un ora per recarsi da casa al lavoro si perde in un anno circa 440 ore, pari a 55 giorni lavorativi. Altro impatto della riduzione del tempo di viaggio sui dipendenti è da ricercare poi nella riduzione dei costi di trasporto, e inoltre, il desiderio di abitare in luoghi meno congestionati e dotati di maggiori spazi verdi rispetto all’area metropolitana ha indotto un numero elevato di famiglie a decentralizzare la propria abitazione rispetto al luogo di lavoro, con un incremento dei tempi di percorrenza per recarsi al lavoro. La possibilità di programmare il tempo e la quantità di lavoro svolto, consentono a numerosi lavoratori di contrattare con l’impresa l’esecuzione di lavoro part—time, in particolare laddove debbano essere accuditi figli o persone anziane. Avvantaggiati dall’uso del telelavoro possono essere anche quei lavoratori che sono di solito ostacolati (se non impediti) a svolgere un’attività lavorativa tradizionale, come ad esempio, le persone disabili.

Mentre per le imprese la riduzione dei costi indiretti (affitti, luce, segreteria etc.) e la maggiore flessibilità nell’utilizzazione delle capacita di lavoro disponibili, in quanto è possibile far fronte a picchi di lavoro senza costi addizionali ed è più facile ridurre la produzione quando la domanda di mercato é debole. Questa flessibilità può risultare di notevole interesse per aziende che debbano fronteggiare una domanda strutturalmente instabile, talvolta dispersa capillarmente su tutto il territorio nazionale. In questi casi il telelavoro può diventare un’importante strumento per una strategia flessibile di marketing e venire cosi ad assumere, nel funzionamento dell’azienda, una dimensione non solo operativa, ma anche strategica.

(Ulteriori impatti positivi del telelavoro si possono registrare nella crescita del livello occupazionale, grazie alla flessibilità che esso offre, consentendo il recupero a una attività vera e propria di parte della disoccupazione intellettuale del paese; mercati più liberi e flessibili possono infatti garantire un elevato ricambio di attività, consentendo di fatto una maggiore occupazione e riducendo nel contempo l’effetto della disoccupazione totale. Non solo, un programma di introduzione del telelavoro, basato sul modello dei tele centri britannici o svedesi, applicato alle aree meno industrializzate del mostro paese, come nel caso delle regioni meridionali, potrebbe consentire un recupero di risorse professionali (diplomati e laureati) le cui prospettive attuali sono solo quelle di una lunga disoccupazione. E’ questa un’esperienza che dovrebbe adottare l’Amministrazione Pubblica centrale italiana al fine di una riallocazione dell’occupazione ministeriale, favorendo nel contempo un riequilibrio dell’occupazione su tutto il territorio italiano (il Meridione in particolare) e favorendo il decongestionamento ambientale dell’area romana.)

Le ricadute dell’utilizzo del telelavoro sul lavoratore sono riconducibili a quattro aree principali:

— lavoro;
— famiglia; (figli, persone anziane)
— tempo libero;
— trasporti.

I vantaggi connessi con l’attività lavorativa sono principalmente collegati alla flessibilità temporale della propria prestazione lavorativa che consente di attenuare la rigida separazione tra tempo di lavoro e tempo libero (e/o da dedicare alla famiglia). Una medesima motivazione si può ritrovare in quei soggetti (specialmente giovani) che trovano sempre meno interesse nel lavoro svolto in forma tradizionale (centralizzato e parcellizzato) e che subordinano il valore “lavoro” a quello della “qualità della vita”.

Non va sottovalutato a questo proposito il fatto che lo svolgimento di telelavoro in ambito domestico comporti la messa in discussione delle abitudini e dei ruoli svolti dai diversi componenti del nucleo familiare. Tradizionalmente, infatti, la casa é il luogo dove si gestisce gran parte del tempo libero e si svolgono compiti essenzialmente inerenti alla famiglia; 1’introduzione in questo spazio fisico di strumenti e di attività di lavoro comporta una riorganizzazione, sia fisica sia temporale, delle attivita del nucleo familiare.
Ora, è vero che i figli non hanno bisogno di avere tutto il giorno i genitori tra i piedi (tranne che per la prima infanzia), e che dovrebbero interagire quanto più possibile con i coetanei, ma forse più che genitori incollati ad un terminale a casa avrebbero bisogno di genitori che lavorano meno, ma in ufficio. A dirla tutta poi, è innegabile che i luoghi di lavoro sono impersonali, stressanti, alienanti, luoghi di solitudine molto più che l’abitazione, a dispetto della socialità e della creatività. C’è bisogno di ricreare un ambiente di lavoro più sereno, che permetta una convivenza tra colleghi viva e aperta allo scambio di idee e informazioni, e alla creazione di progetti condivisi, non imposti dall’alto, e inoltre l’ufficio non deve essere solo il luogo in cui il lavoratore è costantemente controllato, sotto pressione. In tutto questo, si stanno invece creando condizioni di solitudini casalinghe connesse tra loro con le immancabili teleconferenze o chat web. Uno spazio fisico riformato consentirebbe una creazione di emozioni tra lavoratori, un intimità fertile per idee e progetti, in cui “lo sguardo ascolti e l’orecchio veda”..

Le categorie di lavoratori che possono essere interessate dal telelavoro sono alquanto differenti sia come qualifica professionale sia come tipo di attività svolta: impiegati di vario livello, programmatori, dirigenti, traduttori, opereatori di call center, operatori informatici, liberi professionisti. Le principali figure professionali che possono svolgere attività telelavorabili devono avere autonomia; basso bisogno di una continua comunicazione con gli altri; programmabilità del lavoro; facilità di controllo e valutazione dei risultati (in termini qualitativi e quantitativi) oppure non necessita del controllo stesso (nel caso di lavoratori indipendenti).

Riportiamo di seguito alcune delle definizioni di telelavoro che vengono fornite da diverse fonti:

"Qualsiasi attività alternativa di lavoro che faccia uso delle tecnologie della comunicazione non richiedendo la presenza fisica del lavoratore nell’ambiente tradizionale dell’ufficio.”
(Martin Bangemann, Commissario Europeo)

"Qualsiasi attività svolta a distanza dalla sede dell’ufficio o dell’azienda per cui si lavora, quindi anche senza ricorrere a strumenti telematici. ”
(Domenico De Masi, sociologo)

"Ogni forma di sostituzione degli spostamenti di lavoro con tecnologie dell’informazione.”
(Jack Nilles, Jala International)

"Forma di lavoro effettuata in luogo distante dall’ufficio centrale o dal centro di produzione e che implichi una nuova tecnologia che permetta la separazione e faciliti la comunicazione.”(Ufficio Internazionale del Lavoro, BIT — Ginevra)

"Un’attività si configura come telelavoro qualora siano rispettate le seguenti condizioni:
-esista una delocalizzazione delle attività rispetto alla sede tradizionale di lavoro;
- si usino strumenti telematici nello svolgimento del lavoro,·
- l’attività svolta a distanza abbia caratteristiche di sistematicità;
- esista un rapporto di lavoro basato su un contratto in esclusiva. ”

(G. Bracchi e S. Campo Dall’Orto, Politecnico di Milano).

I luoghi del Telelavoro:

Lavoro a domicilio (Homework):
il lavoratore svolge il suo compito prevalentemente o interamente utilizzando un personal computer installato presso la propria abitazione, con visite saltuarie presso il datore di lavoro o presso i clienti, oppure alterna il lavoro svolto a domicilio con attività convenzionali presso l’azienda. Questa forma di telelavoro può interessare una grande varietà di aree di lavoro, con diverso contenuto professionale (programmatori, analisti, giornalisti, oppure segretarie e impiegati, addetti ai call center). Di conseguenza, può esistere una grande varietà di forme contrattuali e di condizioni operative: il lavoratore può avere un contratto come dipendente, oppure essere un libero professionista; il computer può essere interconnesso in rete con l’azienda o meno.

Centri di telelavoro;
sono strutture all’interno delle quali operano diversi telelavoratori. Nell’ambito di questa metodologia di realizzazione del telelavoro, si possono distinguere due situazioni ricorrenti:

— uffici satellite: sono il risultato della riallocazione da parte dell’impresa di fasi del processo produttivo in una o più sedi decentrate collegate, tramite reti telematiche, alla sede principale;

— telecentri: sono centri di telelavoro dotati di sistemi informatici e telematici che vengono condivisi da più utenti (che possono essere dipendenti di aziende diverse, professionisti indipendenti oppure piccoli imprenditori) che non sono in grado di affrontare da soli l’acquisto di tali sistemi.

Sistemi distribuiti d’ufficio (Distributed Business Systems):
sono costituiti da più unità ubicate in localita differenti collegate tra loro per mezzo di apparecchiature telematiche che realizzano differenti fasi di un processo produttivo e costituiscono un sistema globale di produzione. In tal modo è possibile ottenere per alcune funzioni (ad esempio, la contabilità) economie di scala usualmente possibili solo in grandi impianti, e nel tempo stesso beneficiare della maggior flessibilità è consentita dalle piccole unita. Il collegamento delle diverse unità tramite canali di comunicazione a elevata capacità consente di ottenere un sistema estremamente efficiente nell’adattamento alle variazioni della domanda del mercato, quando questa sia strutturalmente instabile. Nel caso in cui le unità siano piccole aziende indipendenti, esse possono lavorare separatamente oppure comporsi insieme a formare sistemi aziendali distribuiti, eventualmente diversi di volta in volta, a seconda delle condizioni di mercato.

Lavoro mobile (Mobile Work): è molto diffuso tra rappresentanti, venditori e tecnici di assistenza, che lavorano presso i clienti e comunicano con la sede per mezzo di apparecchiature di telecomunicazione portatili.


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