04/03/13

Riot, la rivolta in pixel

Il capitalismo finanziario ha messo in moto una guerra (anti) sociale a tutto spiano: distruzione dei diritti del lavoro, riduzione del salario reale, imposizione di un orario di lavoro senza limiti, disoccupazione di massa, privatizzazione della scuola e della sanità., corruzione. Un processo che sta già provocando reazione, fascismo, violenza razzista, azioni di guerra civile in larga parte del continente. Ci sono poi le rivolte nel mondo arabo, le manifestazioni di Occupy. Un epoca di conflitti che sempre più spesso sfociano in manifestazioni di piazza, in vere e proprie rivolte di strada. Così Leonard Menchiari, editor e fotografo di Valve, filmaker e creatore di videogame come Half-Life, affiancato da game e sound designer, con una piccola squadra di programmatori ha creato Riot, videogame in cui vengono simulati disordini di strada, guerriglie urbane, cariche e pestaggi della polizia, manifestazioni e proteste in tutto il mondo. Il gioco è nato come un modo per esprimere e di raccontare le storie di queste lotte e proteste. Menchiari dichiara di aver vissuto in prima persona alcune di queste storie e promette di documentare in presa diretta le voci e i conflitti, tenendo costantemente aggiornato il gioco. Quali sono le dinamiche che scatenano la guerriglia urbana, e cosa provano poliziotti e manifestanti durate gli scontri? E' questa una nuova forma di gioco/interazione, un modo nuovo di fare informazione, alternativo ai media ufficiali, alla televisione che spesso distorce e disinforma, con l'ambizione di di rappresentare obbiettivamente le parti coinvolte, senza pregiudizi: solo i fatti...
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Il Team di Riot ha bisogno di finanziamenti per portare il progetto in Italia e in altri paesi,  per la fase di ricerca e sviluppo del gioco,  le licenze software per le varie piattaforme e per sostenere le spese di viaggio e locazionie degli sviluppatori nei paesi coinvolti. I tempi non sono propizi, Riot avrà da lavorare..

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