17/03/13

Punizioni

<< Ci sono delle persone che sono state punite, ancor oggi, eccessivamente per quello che hanno fatto. Volevano solo essere..onesti, con gli altri e soprattutto con se stessi. Volevano divertirsi, ma a volte si sono comportati come quei bambini che giocano per strada, che per quanto possano vedere come ciascuno di loro, l'uno dopo l'altro, rimanga ferito, ucciso, travolto, mutilato, annientato, non per questo smettono di giocare. Per un certo lasso di tempo noi tutti siamo stati veramente felici, seduti quà e là senza faticare, semplicemente vivendo, cazzeggiando. E giocando. Ma questo lasso di tempo è stato terribilmente breve.>>

<< E la punizione che ne è seguita è stata al di la di ogni immaginazione; e anche quando infine l'abbiamo visto abbattersi su di noi, non riuscivamo a crederci. Per tanto tempo anch'io sono stato (e sono ancora) uno di questi ..bambini che giocano per strada. Come tutti loro, cercavo semplicemente di essere me stesso e di giocare, invece di fare l'adulto. Le parti di me che pensavano  essere diverse, magari più intelligenti, o quello che era,  hanno portato al disastro. E' uno degli aspetti veri, sotto cui sono diventato davvero più intelligente, è che mi sono reso conto di non essere più intelligente degli altri: cioè, ci sono tanti aspetti in cui altri lo sono più di me. Gli eccessi, il lasciarsi andare non sono una malattia. Sono decisioni, come quella di sbucare davanti a un auto in corsa. Questa non si definirebbe una malattia., ma un errore di valutazione. Quando però un certo errore comincia ad essere commesso da un bel pò di persone, allora diviene un errore..sociale, uno stile di vita. E in questo particolare stile di vita il motto è: vivi, sii felce perchè domani morirai. Ma si comincia a morire ben presto e la felcità e solo un ricordo, e un miraggio per il futuro. In definitiva, un intensificazione dell'ordinaria esisenza di ciascun uomo. Non è differente dallo stile di vita di chiunque, è semplicemente più veloce. "Prendi i contanti e lascia andare i crediti", diceva Villon nel 1460. Pensarla così può essere un errore, se i contanti sono un soldo e i crediti una vita intera. Non è sbagliato considerare il fatto che giocassimo, sono le conseguenze di quelle scelte, l'errore. E' stata, quella di cazzeggiare e registrare le nostre infinite discussioni, forse, la decisione sbagliata. Sia dentro che fuori dal sistema. Se un peccato è stato commesso è stato quello di pensare che sarebbe potuto continuare per sempre, e siamo stati puniti per questo. Ma se davvero di punizione si tratta, sento che è stata eccessiva. Pertanto preferisco pensare a ciò alla maniera del teatro greco, vale a dire in termini moralmente neutri, come rapporto imparziale causa-effetto. Ora, sul lungo periodo, sò che nessuno si può prendere cura di me tranne me, e nessuno meglio di me. Perchè l'unico modo in cui si imparano davvero le cose è.. sbattendoci il muso.
Ho amato, tutti quelli con cui ho giocato. Che ho perso, che ho rischiato di perdere. Che mi sono stati vicini. Li ho amati. Tutti.. >>