26/11/13

This is Pil live in Sydney

photo Ged
"Questo è PiL, stiamo entrando nella zona Public Image Ltd." E' questo il  salmo di John Lydon in apertura di This is Pil, nuovo album dopo 17 anni, pubblicato l'anno scorso. E' pur vero che c'era qualche diffidenza, verso il disco e i concerti dal vivo della nuova band. La  reunion dei Sex Pistols nel '96, voluta dallo stesso Lydon, messa su, come ha candidamente ammesso, solo per "volgari e mercantili" motivi, ("Abbiamo trovato una nuova causa comune: i vostri soldi!)  non facevano presagire nulla di buono. Niente a che vedere con i nuovi Public Image. This is Pil è un buon disco, ma la sorpresa maggiore viene proprio dai live, ed è quello che ci meritiamo: una band potente, inquietante, con un suono malsano e trascendentale.

Lu Edmons alla chitarra è davvero straordinario. Lo ricordavamo nei Mekons ma  soprattutto nei Damned, nel periodo più folle della band di Dave Vanian e soci. Polistrumentista eclettico, collabora con John dall'86, precisamente da Happy e con lui il sound dei Pil entra in un altra dimensione.

Anche l'ex batterista del The Pop Group e The Slits Bruce Smith è nel gruppo dal 1986. Considerato  un virtuoso del drumming, ha portato il suo stile unico nel gregge. Bruce ha suonato con artisti del calibro di Björk e Terence Trent D'Arby.

Scott Firth al basso entra nel 2009. Ha collaborato con Steve Winwood, John Martyn, Elvis Costello.

Questo è il concerto integrale di Sydney, in Australia, ed è lo stesso spettacolo che abbiamo visto qui a Roma, all'Atlantico Live il 25 settembre di quest'anno, con la sola differenza della sequenza dei brani in scaletta. Un live intenso, inaspettato: sperimentale e ibrido, rock alimentato da dub ed elettronica destinato a rubare la dancefloor in discoteca.

Dei Soviet Soviet, band pesarese che ha introdotto i Pil a Roma, stendiamo un velo: rumoroso, inutile, nella piena indifferenza dei presenti.



This is Pil