08/07/14

Yoko Ono..ah ah!

"Rock con la dentiera, Glastonbury come Cesano Boscone, uno dei peggiori live di sempre.." e si potrebbe continuare. Secondo noi, però, la palma del miglior commento và a rednap: "Piacevole come l'allarme dell'appartamento di sopra che suona a vuoto alle tre di notte.."! Mostro di simpatia di certo non lo è mai stata, ma va davvero oltre il disastro quello che è successo al Glastonbury Festival di Londra, con l'esibizione di Yoko Ono e la sua Plastic Ono Band. Ottantuno anni, vissuti sempre in prima linea, senza mai rinunciare alle sue idee, moglie di John Lennon, artista e musicista (?) giapponese naturalizzata statunitense non è riuscita a stare ferma neanche questa volta, sempre fedele al suo credo:
"Artista è chi crede nell'essere artista". In questa frase, nella sua semplicità c'è il segreto della della sua vita. "Essere" artista, per lei, ha sempre significato mescolare la vita e l'arte, e per molti versi fare della propria vita un'opera d'arte. Ma quello andato in onda al festival rock di Glastonbury 2014 va oltre il disastro, è cade molto di più sul versante del ridicolo.
Quello che segue sono alcuni dei 40 minuti di sperimentazione di cosa non si è capito, riff di chitarra rock, un farfugliamento di "affermazioni" e un canto che assomiglia a mini orgasmi alternati a urla primordiali di una lotta scimmiesca per il territorio. Le sue filosofie sociali e le angosce personali di tutta una vita si perdono nei lamenti atonali e anche Rising, che è una diatriba minacciosa contro il crescente potere delle corporazioni, è irriconoscibile e grottesca. Una performance da dimenticare e che non passerà certamente alla storia: peggio fanno solo quei pochi coraggiosi e intrepidi che sotto il palco si agitano e sembrano divertirsi davanti ai terrificanti gorgheggi di Yoko Ono. Ma far esibire una band di ragazzini scatenati non era più sensato? Una gigantesca pernacchia risuona in tutto il Web. Sparae sulla croce rossa? Si può, e in questo caso..si deve!