06/02/16

New Dark Age: The Sound


<<C’é sempre la stazione ferroviaria>>. Alla fine, <<c’e sempre la stazione ferroviaria>>.

Al momento della sua improvvisa scomparsa, avvenuta il 26 aprile del 1999, Adrian Borland, cantante / compositore e leader dei The Sound stava finendo il suo nuovo album solista, Harmony And Destruction, e si preparava ad un nuovo tour a sostegno del precedente White Rose Transmission. Per questo, la sua morte apparve ancora più insensata, ponendo fine ad una carriera travagliata, a tratti triste e disperata ma affascinante, che aveva prodotto 14 album ambiziosi in studio, 10 altri LP (e un EP) tra varie collaborazioni, un best-of, e diversi progetti collaterali. Noi ricordiamo Adrian Borland con la sua prima band, The Outsiders, che leggenda vuole sia stato il primo gruppo in lingua inglese nella storia del punk, anche se il grosso, e con i The Sound, la band di culto che ha guidato dal 1979 al 1987.

Borland, cantante, compositore e chitarrista del gruppo post-punk The Sound, è stato profeta inascoltato della new/dark/age, ma i suoi demoni stavano sempre li, in agguato, pronti a farlo a pezzi. Adrian sentiva delle voci che provenivano dall’altra parte di se stesso, le sentiva ormai di continuo, voci di qualcuno che gli somigliava ma che non riconosceva, un estraneo fuori da sé. I Sound furono la più grande distrazione della dark-wave inglese, ignorati con accanimento quasi sistematico. In gran parte a causa della mancanza di un'immagine commerciabile. E i testi di Borland erano probabilmente troppo emotivamente nudi e crudi, troppo letterari per il grande pubblico. Ciò nonostante, il suono della band era l'anello mancante tra i Joy Division e gli Echo & Bunnymen e forse ci vorrà ancora del tempo perchè questo potrà essere riconosciuto.

L’epopea Sound è stata cadenzata da dischi che messi insieme offrivano una splendida sintesi della sconfitta e del fallimento e la caduta a ogni nuovo disco era sempre più rovinosa. I primi due capolavori, Jeopardy del 1980 e From The Lions Mouth del 1981, sembravano promettere a Adrian un sacco di cose, forse il successo. Un rapporto combattuto, quello tra Adrian e il successo: non lo cercava, cosi diceva, eppure, quando non arrivava, quando ormai era chiaro che non sarebbe più arrivato, ne soffriva eccome. Da All Fall Down del 1982 niente poté arrestare il loro precipitare inarrestabile nel limbo dell’indifferenza. Eppure, il loro non era uno spettacolo da lasciare indifferenti: Graham “Green” Bailey sanguinava sulle corde del basso e dovette ricorrere ai guanti, per poterlo ancora suonare a quel modo. Adrian, invece, era senza protezioni: affrontava la scena con la faccia da bambino triste e introverso che mangia troppi dolci per mancanza d’affetto, in preda al panico davanti al giudizio del ristretto pubblico che lo applaudiva, o davanti ai discografici, sempre diversi e sempre uguali, che gli chiedevano di vendere di più. I primi due album della band londinese avevano evidenziato la sensuale essenzialità del sound originario dei quattro. Jeopardy del 1980 e From The Lions Mouth del 1981 sono due album fondamentali per comprendere gli sviluppi del post-punk inglese del tempo che fu. Eleganza romantica e emozionale, sensibilità quasi decadente senza mai scivolare nel “maledettismo”.
Che ci facevano delle poche migliaia di copie di Shock Of Daylight del 1984 o di Heads And 'Hearts del 1985? Quest’ultimo disco vide manifestarsi, mostruosa e annichilente, alienante, la malattia mentale nei suoi primi sintomi. Thunder Up, del 1987, la rivelò chiara in alcune canzoni. I ricoveri in clinica per i malori causati dall’alcol e dalla sua schizofrenia erano sempre più frequenti. Come anche i tentativi di suicidio, due in quegli anni, anch'essi venati dall'insuccesso. Nei primi mesi del 1988 la band non può che arrendersi e annunciare il suo scioglimento ufficiale

Perseguitato da quelle voci che gli giravano continuamente in testa, decise di andare avanti, abbandonato anche dai suoi vecchi amici, sfiniti dalla follia e da quel girare a vuoto da un insuccesso all’altro. Cosi, nel corso degli anni mise insieme nuovi gruppi, i Citizens, con cui incise Alexandria nel 1989 e Brittle Heaven del 1992, anch'essi accolti con indifferenza, poi i Second Layer e i White Rose Transmission. Quindi, visto che continuava a fallire, prosegì da solo. Ma Adrian non era mai completamente solo. C’erano sempre le voci, a dirgli che sta sempre più male, che la sua musica non servirà a lenire la sua malattia. Beautiful Ammunition (1994), Cinematic (1995) e 5:00 AM del 1997 sono clamorosi insuccessi, anche da sole 1.000 copie - tra un disco e l’altro registra anche in completa solitudine a casa con una chitarra su un registratore a quattro piste e due microfoni le canzoni acustiche che nel 2000 verranno raccolte sotto il titolo di The Last Days Of The Rain Machine.
Adrian vaga per le strade di Londra, quelle strade in cui invano cercò la soluzione finale, buttandosi sotto un’automobile.

<<Ma c’e sempre la stazione ferroviaria». Glielo senti dire, il giorno prima che si recasse alla Wimbledon Station, la sua ex fidanzata, che era andato a trovare senza un motivo apparente; gli senti pronunciare proprio quella frase. Lei non capi subito cosa volesse dire; ci ripensò però qualche ora dopo quando chiamò il 999. Ormai aveva compreso.
Ormai dal 1985 della comparsa della sua infermità - era il 1999 - erano passati quattordici lunghi e dolorosi anni, e la depressione e la schizofrenia gli avevano sbranato il cervello. Con Harmony And Destruction ormai già quasi terminato, la reunion dei The Sound che si disperse in alcuni concerti londinesi in compagnia dei Sad Lovers And Giants, e dopo la morte per AIDS del tastierista, chitarrista e amico Colvin “Max” Mayers, nel 1993,  Adrian si avviò verso la sua capitolazione. Ogni fallimento, ogni indifferenza, erano state medicine sbagliate somministrate ai suoi disturbi.

New dark age
“Non è un bello spettacolo nella luce del mattino”, aveva cantato Adrian Borland, che si buttò sotto il treno. <<C’è sempre la stazione ferroviaria>>. Eccola finalmente. Il giorno seguente i pendolari di quel treno avrebbero letto sul giornale della morte del cantante, compositore e chitarrista del gruppo post-punk The Sound Adrian Borland, la gran parte senza neanche sapere chi fosse.

Discografia :
The Sound,Jeopardy (1980); 
From The Lions Mouth (1981); 
All Fall Down (1982); 
Shock OfDaylight (1984); 
Heads And Hearts (1985); 
In The Hothouse (1986 - live); 
Thunder Up (1987); 
Propaganda (1999 - postumo, prime registrazione della band). 
Adrian Borland, Alexandria (1989 - come Adrian Borland And The Citizens); 
Brittle Heaven (1992 - come Adrian Borland And The Citizens); 
Beautiful Ammunition (1994); 
Cinematic (1995); 
5:00 AM (1997); 
The Last Days Of The Rain Machine (2000 - postumo); 
Harmony And Destruction (2002 - postumo).




Recorded live at The Marquee, London, August 27/28 1985

Tracklist and musicians:
01. Winning
02. Under You
03. Total Recall
04. Skeletons
05. Prove Me Wrong
06. Wildest Dreams
07. Burning Part Of Me
09. Hothouse
10. Judgement
11. Counting The Days
12. Red Paint
13. Silent Air
14. Sense Of Purpose
15. Missiles

Adrian Borland: Vocals, Guitar
Graham Bailey: Bass
Colvin Mayers: Keyboards, Guitar and backing vocals
Michael Dudley: Drums