04/08/15

Le nostre nevrosi metropolitane: Wall of Voodoo e The Index Masters (Dischi dello scaffale)


The Index Masters. Tutti abbiamo delle fasi di .. ascolto. Noel Gallagher dichiara di essere in fissa con Heroes di David Bowie, un disco fondamentale anche se non proprio recente. Capita, direi, un pò a tutti. Dischi, canzoni che ci accompagnano, ci fanno ripensare alle cose che ci sono successe, modi differenti di vivere, trasformazioni culturali, legami spezzati. Magari ci ricordano di quando ancora si reggevano tre sbronze a settimana. Ora che tutto và cosi veloce, servono (e ci obbligano) a  fermarci, e diventano colonna sonora dei nostri trip mentali. Più semplicemente, contribuiscono al cambiamento chimico che avviene in ognuno di noi, in un preciso momento..

Non sono in fissa in questo periodo con i Wall of Voodoo, perchè effettivamente non li ho mai abbandonati. La loro musica è stata, ed è ancora, unica, nel senso che prima di loro e anche dopo, in verità, mai si era mai sentita roba del genere. Mettere insieme e mescolare influenze così diverse, cosi eclettiche, hanno scaturito un suono che ha catturato la convenzionalità della vita moderna, un suono post industriale e apocalittico, in un periodo dove ancora la paura della "bomba" era enorme. Risulta ancora oggi moderno e all'avanguardia: in un mondo cinico e alienato, ingabbiati nelle nostre nevrosi e paranoie metropolitane, (Factory, ad esempio, ci racconta di un uomo che diventa una specie di mostro, che inizia a  schiaffeggiare la moglie mentre sono in giro..) nei ricordi di giorni dimenticati, le ballate elettroniche e ripetitive dei Wall of Voodoo, con le loro storie di sbandati di ogni sorta, (tra Bukowsky e Jim Thompsom, B-Movie, spaghetti western sci-fi, richiami tex-mex e una sensibilità per i temi dell'ambiente e degli animali)  i Wall of Voodoo ci ricordano  con un pò di amarezza che non ci sono più band così originali e sperimentali, forse non ce ne saranno mai più, e che a volte, le preoccupazioni individuali sono ugualmente importanti di quelle tribali o di movimento. Una complessità semplice che ci fa raggiungere uno stato sfuggente di assurdità serio, che ti fa venire voglia di ridere e piangere allo stesso tempo.
Mai senza i Wall of Voodoo..

L'intero set live all'US Festival '82 dei WALL OF VOODOO l'abbiamo pubblicato quì..

Fonte di immenso dispiacere è stata la morte precoce di Joseph (Joe) Nanini, batterista del gruppo, che si è spento nel 2000 ad Atlanta, per emorragia celebrare e di Marc Moreland, chitarrista e co-fondatore dei Wall Of Voodoo, morto a Parigi nel 2002 in seguito a una grave malattia ai reni. Era stato chitarrista degli Skulls, uno dei primi gruppi punk di Los Angeles, e il 44enne musicista aveva fondato i Wall Of Voodoo nel 1978 insieme a Stan Ridgway, che lasciò la band quattro anni più tardi. Aveva appena pubblicato un album solista, "Take It to the Spotlight", sotto lo pseudonimo di Marc Moreland Mess. L'album, pubblicato dalla Kitchen Whore Records, con sede in California è caratterizzato dai contributi di PJ Harvey, John Parish e Jean-Marc Butty.

The Index Masters