14/08/15

Steppenwolf, nonostante tutto, mai su una moto

Estate, tempo di vacanze e di viaggi. La situazione economica morde la stragrande maggioranza e risparmia solo i ricchi: la Porsche ha comunicato di aver incrementato le vendite del 30%, uno dei settori che non conosce crisi è l'alta cosmesi, panfili e super yatch spadroneggiano nei porti mentre peones trascorrono le serate appoggiati sulle transenne a guardare le feste e i bagordi super cafoni che si svolgono a bordo, chiudendo gli occhi e sognando di poter far parte un giorno di una di queste allegre combriccole di vip da strapazzo. Noi non sogniamo niente del genere, anzi. Pensando solo che verrà il tempo della giustizia, un tempo in cui questo enorme divario tra il sud e il nord del pianeta, tra una piccola minoranza di super ricchi e il resto che se la passa alquanto male, questo divario che cresce sempre di più, segni un’inversione di tendenza. Comunque..
Spostamenti in aereo, in treno, macchina, car-sharing, moto e finanche in autostop. Poche cose in valigia, lo stretto necessario e come sempre lo spazio maggiore è occupato da libri e musica. Quale gruppo e quali dischi non possono mancare quando si è in viaggio? Tanti, senza dubbio. Personalmente però, nella mia valigia non è mai mancato e non mancherà' questa raccolta degli..Steppenwolf.

Per alcune generazioni menzionare gli Steppenwolf significa rimandare immediatamente a Born to be Wild. A distanza di decenni non c’è una playlist, una compilation dedicata alla road music che non contenga questa canzone. Scritta nel 1968 fu inserita nel cult movie Easy Rider di Dennis Hopper, insieme a The Pusher e grazie al successo del film entrò subito nei top 30 delle classifiche britanniche, e da lì a poco l'album che la conteneva diventò disco d'oro grazie al grandissimo successo ottenuto in tutto il mondo. Ma gli Steppenwolf hanno scritto molte altre grandi canzoni, 17 delle quali inserite in questa bellissima raccolta. Nonostante il rock della band fu preso come colonna sonora dalle generazioni on the road e soprattutto dalle bande di bikers (e dagli Hells Angels che scorrazzavano in lungo e in largo sulle strade americane a bordo di potenti moto) John Kay cantante e fondatore del gruppo, nato nella Germania dell'Est ed emigrato in Canada, anni dopo dichiarò ironicamente di non aver mai guidato una moto in tutta la sua vita e per scrollarsi di dosso l'immagine del biker macho e accreditarsi verso il pubblico femminile, scrisse e pubblicò un intero album, provocatoriamente chiamato For Ladies Only. L’album usci nel giorno di S.Valentino del 1971.
Hard Rock, Blues, Psichedelia, i loro testi politicamente rivoluzionari descrivevano il ritorno dei giovani coscritti dal Vietnam e del loro difficile reinserimento nella società e in generale di come l'America divorasse i propri figli e tutto quello che poteva ostacolare "l'american way of life", dallo sterminio dei nativi americani al Vietnam, dagli assassini politici alla politica contro i lavoratori. In seguito i testi divennero più personali e introspettivi ma fondamentalmente Kay sarà sempre un ribelle.

Mentre scrivevo questo post, mi è capitato di sfogliare l'ultimo numero di RollingStones: la solita classifica dei 500 miglior album di sempre, di quel periodo ci sono quasi tutti, dai Quicksilver Messenger Service ai Creedence Clearwater Revival, gli Allman Brothers Band e Captain Beefheart, dai Byrds ai Jefferson Airplane etc, oltre ai soliti Beatles, Rolling, The Who, Led Zeppelin. Compare poi inspiegabilmente più di un disco di Elton John (!!) e di Simon&Garfunkel, Linda Ronstadt, Eagles, fino ad arrivare a schifezze come Bonnie Raitt, Artic Monkeys, Madonna. Degli Steppenwolf.. neanche l'ombra.














The very Best