22/11/14

Trainspotting 2. E Guantanamo

Prendete l'orgasmo più bello che avete provato. Moltiplicatelo per mille. Neanche allora ci sarete vicino.

E, di nuovo in coppia con Irvine Welsh, Danny Boyle prepara il sequel di Trainspotting, ispirato al romanzo Porno: è in cantiere e sarà sugli schermi nel 2016. Wow!

"Mai vorrei girare un semplice sequel, piuttosto inseguo la strada per un film nuovo, differente. Mi interessa riflettere sul corpo, sulle sue convulsioni, sui suoi cambiamenti. A 20 anni puoi rischiare la vita e stendere la schiena sotto il sole sui binari, nell'attesa che passi un treno. Ma a 40, ti guardi indietro e ti chiedi a cosa diamine stessi pensando, al punto da sfidare la morte in quel modo. E a sua volta il corpo dei personaggi reagisce, attraverso l'assimilazione del tempo. Lo stesso accadrà al pubblico quando si riconoscerà in quelle decadenze, gli sembrerà di guardare la vita da uno specchietto retrovisore".
Danny Boyle

"Il mondo sta cambiando, la musica sta cambiando, le droghe stanno cambiando, anche gli uomini e le donne stanno cambiando.''Come si suol dire, il cambiamento è buono. Siamo stati avvertiti."

In "Trainspotting", i dannati non si disperano, non piangono.
Come in Arancia Meccanica, come anche nel Mucchio Selvaggio, guardiamo giovani selvaggi che commettono atrocità, su gli altri e su se stessi, ma non li detestiamo, perchè il potere sovversivo di queste storie sta nel fatto che noi segretamente li adoriamo: adoriamo la loro libertà dalla paura, dalle preoccupazioni e dalle conseguenze delle nostre vite normali, a volte al limite della vigliaccheria.

Come dice Rent, il personaggio più irrefrenabile del film, non devi preoccuparti del lavoro, delle relazioni, del futuro, la famiglia, il mutuo. Quando sei "in eroina", ti devi solo preoccupare di una cosa sola: l'eroina. Ah, le gioie della vita semplice.
Ma.. tranquilli: un film in cui un neonato muore tra l'indifferenza di un junkie e il protagonista si tuffa nelle acque paludose di un water per recuperare supposte di oppio andate perse, non può essere definito un film tenero sulle droghe. In verità, "Trainspotting" non si discosta in quanto a tolleranza sull'uso di eroina rispetto ai film precedenti sullo stesso argomento, Christiane F, The Basketball Diaries, etc. La differenza è nell'approccio esilarante, fumettistico alla disperazione, alla dipendenza e alla morte, così potente da farne uno dei più importanti film non solo inglesi degli anni '90.. Le scene in cui Renton cerca di disintossicarsi sono, come al solito, strazianti da guardare, e il film riesce a coniugare con semplicità scene di un orrido terrificante, come quella del bagno più sporco di tutta la Scozia (davvero.. vomitevole), con scene di una profondità inaspettata e di un'attenta analisi sociale; tutta la storia è un attacco feroce a una società fondata sulla dipendenza.

Fondamentale per il successo di Trainspotting è la musica, a risuonare e sottolineare le traiettorie di questi personaggi. Iggy Pop e Lou Reed sapeva tutto sulla monotonia ciclica di una vita ridotta a desiderare, bramare e aspettare. . Al cuore del film và però il battito poderoso di 'Slippy Born' degl'Underworld, che si fonde con la scena finale dando vita a effetti devastanti.


Irvine Welsh - Trainspotting proibito a Guantanamo
<<Non riesco a capire perché il mio libro sia proibito. È difficile che un detenuto a Guantánamo legga Trainspotting e dica, "Ok, adesso esco e mi faccio una bella pera." Anzi, forse se così fosse al governo farebbe pure comodo — smetterebbero di mettere bombe o di fare qualunque altra cosa li si accusi di fare.

Per un certo periodo, Trainspotting è stato proibito anche in Russia e in Grecia. I miei libri sono stati proibiti in diversi paesi, di solito per la rappresentazione realistica della tossicodipendenza e della violenza, oltre che per il linguaggio volutamente volgare. Insomma, perché rappresentano in modo realistico le vite delle persone di cui parlano. È strano che questo libro sia proibito a Guantánamo. La cosa che mi fa paura è che qualcuno abbia letto il libro e pensato, "Questo va proibito, perché corromperà la morale di quei musulmani che potrebbero aver cercato di uccidere dei cittadini americani." Il mio libro parla di tossicodipendenti scozzesi. Chi è che prende queste decisioni?

D'altra parte, è anche vero che ho fatto alcune letture pubbliche in alcune prigioni, e ho ricevuto sempre un'ottima accoglienza. L'accoglienza migliore l'ho ricevuta in un carcere femminile. Gli uomini di solito sono interessati ai libri sul crimine, e li leggono come fossero dei manuali che spieghino loro come fare meglio quello che fanno. Invece alle donne questo non interessa, sono più suscettibili alla narrazione.
Dato che oggi viviamo in un mondo sempre più fatto di regole e precetti, posso ipotizzare che tutto ciò che è visto come fuori dalla "norma" è considerato deviante e pericoloso, come qualcosa che va estirpato o quantomeno emarginato. Questa è un'ovvia conseguenza della globalizzazione. E si andrà sempre di più in questa direzione. Che si tratti di una questione di obbedienza politica o religiosa, o di conformità sociale e di stile di vita, una delle più grandi sfide dei prossimi 30 o 40 anni sarà quella per la riconquista della nostra libertà personale e di espressione.

Mi hanno detto che a Guantánamo sono proibiti anche Shakespeare e Jonathan Franzen. Per quanto ne so, Franzen non ha eguali nel descrivere gli americani bianchi di oggi, le loro insicurezze e le loro nevrosi. Avranno pensato che i suoi lavori fornissero troppe informazioni sulle abitudini, sulle vanità e le paure degli americani. Questa è l'unica spiegazione possibile, perché nulla fa pensare che Le correzioni possa essere un testo sovversivo o pericoloso nelle mani di un gruppo di presunti terroristi anti - americani.>>
Segui Irvine Welsh su Twitter: ​@IrvineWelsh.
da un intervista a Nathalie Olah per Vice.com


<<Scegliete la vita; scegliete un lavoro; scegliete una carriera; scegliete la famiglia; scegliete un maxitelevisore del cazzo; scegliete lavatrici, macchine, lettori CD e apriscatole elettrici. Scegliete la buona salute, il colesterolo basso e la polizza vita; scegliete un mutuo a interessi fissi; scegliete una prima casa; scegliete gli amici; scegliete una moda casual e le valigie in tinta; scegliete un salotto di tre pezzi a rate e ricopritelo con una stoffa del cazzo; scegliete il fai da te e chiedetevi chi cacchio siete la domenica mattina; scegliete di sedervi sul divano a spappolarvi il cervello e lo spirito con i quiz mentre vi ingozzate di schifezze da mangiare. Alla fine scegliete di marcire, di tirare le cuoia in uno squallido ospizio ridotti a motivo di imbarazzo per gli stronzetti viziati ed egoisti che avete figliato per rimpiazzarvi; scegliete un futuro; scegliete la vita. Ma perché dovrei fare una cosa così? Io ho scelto di non scegliere la vita: ho scelto qualcos'altro. Le ragioni? Non ci sono ragioni. Chi ha bisogno di ragioni quando ha l'eroina?>>
<<Le strade schiumano di droghe contro il dolore e l'infelicità, noi le prendavamo tutte. Ci saremmo sparati la vitamina C se l'avessero dichiarata illegale.>>
<<La pena era sospesa e stavo in questo programma: dipendenza sponsorizzata dallo stato. Tre dosi di metadone dolciastro al giorno invece della roba. Ma non basta mai. E in questo momento meno che mai. Le ho prese tutte e tre stamattina e ora mi aspettano diciotto ore per la prossima dose. Il sudore sulla schiena è come uno strato di congela. Devo andare a trovare Madre Superiora...>>
(Mark Renton)

C’è a chi manca l’amore e non sa come fare. C’è chi ha bisogno della droga e si strugge. C’è chi deve per forza uscire, perché in casa si sente detenuto. Chi ha bisogno di condurre una vita di lusso… La verità è che siamo tutti dei tossici. Tutti abbiamo bisogno della “nostra droga”. Non esistono drogati di serie A o di serie B. Qualunque cosa può diventare una droga. E non parlo solo di sostanze stupefacenti, s’è ben capito. Il punto è che ognuno ha bisogno di qualcosa, senza la quale la vita non avrebbe senso. Come diceva Svevo, la gente è sana solo quando si accorge di essere malata. Ed ogni uomo è un tossico.