29/12/14

Bowie cartoon e con Klaus Nomi

Ancora Bowie.. E se si vuole parlare di David Bowie, prima o poi si arriva sempre a parlare di Brian Eno. Produttore musicale, artista visivo, riparatore tecnologico, non ha avuto naturalmente un ruolo in tutto quello che Bowie ha fatto, ma la sua collaborazione ha prodotto i lavori forse più duraturi dell'intero catalogo della star: personalmente, consideriamo il periodo della trilogia e in genere tutta la collaborazione tra i due quello migliore di Bowie. Nel 1995 Eno ha prodotto il "cybernoir" concept album 1. Outside, che sembra attrarre più consensi oggi di quanto abbia fatto quando fu pubblicato. Ma, ripetiamo, il monumento all'unione dei due è celebrato con Low, Heroes e Lodger, album informalmente noti come la "trilogia berlinese", così chiamata per la città in cui Bowie, con lo zampino di Eno compose gli album.






Con questa animazione i Fratelli McLeod danno proprio il punto di vista nel cartone animato di cui sopra. Si apre nel settembre 1976 presso il Château d'Hérouville, lo studio nel nord della Francia che ospitò la maggior parte delle sessioni di registrazione di Low. Questi sono i tre minuti e mezzo, in cui Bowie, Eno, e il produttore Tony Visconti discutono su quella che diventerà poi "Warszawa", uno dei brani più memorabili dell'album, con divertenti gag entusiasmanti per i fan. Bowie in versione cartoon (doppiato misteriosamente dal comico Adam Buxton) ha esattamente l'aspetto dell'immagine/foto che venne usata per la pubblicità di L'uomo che cadde sulla Terra, e che fu riproposta per la copertina di Low. Eno offre a Bowie un pezzo di musica ambient, spiegando che, se a Bowie non piace, "lo impiegherò in uno dei miei strani album " (come Musica per le fermate d'autobus). Visconti sottolinea costantemente il suo fare, come produttore, e quando Bowie e Eno si trovano nel bisogno di qualche ispirazione creativa, dove rivolgersi se non ai consigli infallibili delle Oblique Strategies di Eno stesso?

BOWIE E KLAUS NOMI AL SATURDAY NIGHT LIVE

Il 1979 fu un anno strano per la musica. Un anno di terminazioni, in qualche modo. La morte di Sid Vicious, Ozzy Osbourne che lascia i Black Sabbath ... mentre dall'altra parte, gli U2 vanno in studio per il loro debutto, Kate Bush continua nel suo primo tour, e la new wave emerge dalla fine del punk. Fu anche l'anno, in particolare, tra Berlino / New York,  di rottura di Klaus Nomi, cantante, contraltista, mimo, cabarettista. Nomi aveva eseguito Wagner e Vaudeville a New York, e David Bowie, sempre in cerca di compagni di viaggio insoliti, lo aveva invitato ad apparire come corista al Saturday Night Live. Bowie stesso era in fase di transizione, si stava lasciando dietro il suo elevato concetto di lavoro con Brian Eno con la sua trilogia Berlinese (Low, "Heroes" e Lodger) e si accingeva ad una nuova giravolta, inaugurando una nuova fase di "high pop". Fu un brusco, ma naturale cambiamento per Bowie; attingere dall' ARTPOP di Nomi sembrò la strada ideale, un ponte perfetto tra i due.




Bowie, Nomi, e lo sgargiante performance artist di New York Joey Arias fecero tre canzoni, la prima risale al periodo più folkie/pop di Bowie, "The Man Who Sold The World". Poi Bowie attacca poi  "TVC 15" da Station to Station in gonna e tacchi alti, mentre Nomi e Arias trascinano intorno un barboncino rosa di plastica. Per l'ultima, Boys Keep Swinging” da Lodger, dove forse Bowie da il via ad una nuova era, con l' ondata dei video che caratterizzerà gli anni '80, da Peter Gabriel ai Pet Shop Boys, mentre indossa un costume da marionetta . Alcuni sorprendenti meccanismi , come i burattinai dietro le quinte o Bowie stesso che gestisce braccia di grandi dimensioni, fu uno spettacolo fatto in un luogo, il SNL, dove non si era mai visto niente di simile. Nomi ne fu così impressionato, soprattutto dei costumi, che adottò l'enorme smoking di plastica che Bowie indossa durante la prima canzone, indossandolo sulla copertina del suo primo album e durante le esibizioni fino alla sua morte per AIDS nel 1983. Il Saturday Night Live di cui sopra è del 15 dicembre 1979.
via Open Culture