31/10/13

Perchè ho amato Lou Reed

Lou Reed è sempre stato un sapiente collage di tutti i personaggi che camminano nelle sue canzoni. La sua faccia olivastra era distante, sempre sciupata. Ma dietro questa apparenza spettrale, si nascondeva un’anima tagliente e spasmodica. Imbronciato, solitario, nonostante comportamenti scherzosi e impetuosi. Lou Reed non ha scritto soltanto di squallidi personaggi, ma ha permesso loro di respirare da soli e ha colorato dei paesaggi familiari attraverso i loro occhi. Reed ha creato una musica che si avvicina a dischiudere i parametri della rovina e della guarigione degli uomini come possiamo trovarli noi. Questo, ai nostri occhi, lo qualifica come uno dei pochi veri eroi che il rock and roll ha innalzato. Ha scritto canzoni per quei giorni in cui “in cui tutto sembra andare male”, ha usato i suoi stati d’animo: “Se entro in uno di quegli stati d’animo tristi e malinconici, cerco di sfruttare quel momento più che posso. So che presto ne uscirò fuori e che non guarderò le cose nello stesso modo. Per ogni momento nero, ho un momento euforico. Penso che le persone che sono spesso depresse, sanno anche raggiungere una grande euforia, questo vuol dire che io non sono veramente triste”.

Quando stava nella scuola superiore i suoi cambiamenti d’umore e i tuffi a capofitto nella depressione diventarono cosi frequenti che i genitori lo sottoposero ad una terapia da elettroshock (un’esperienza che più tardi descrisse amaramente in una canzone chiamata Kill You Sons). Dopo “Loaded”, il quarto album con i Velvet Underground, i problemi finanziari costrinsero Reed a lasciare il gruppo. Cominciò una carriera solista talmente irregolare da sembrare inconciliabile con le premesse del precedente lavoro. Dopo aver finalmente raggiunto il successo commerciale nel 1972 con Walk on the Wild Side (da “Trasformer», coprodotto da David Bowie), Reed cominciò immediatamente a saggiare la resistenza del suo pubblico, lo mise prima alla prova col tanto diffamato “Berlin", poi con “Metal Machine Music", uno scherzo,una provocazione: quattro facciate della durata esatta di 16 minuti e un secondo ognuna, ottenute dalla distorsione, dalla vibrazione amplificata di congegni elettronici, una sorta di gelido spavento minimale. Molte copie furono restituite ai negozianti da clienti convinti che fosse un errore di stampaggio ma la realtà fu un chiaro sberleffo alla saccenza dei signori delle compagnie discografiche. Nel mezzo ci furono i successi "Rock’n’roll Animal" e “Sally Can’t Dance", dischi che in seguito ha denunciato come delle invenzioni commerciali e banali. “Coney Island Baby" è del '76, il suo album più personale di canzoni dai giorni dei Velvet, e forse, il mio preferito in assoluto. In quel periodo c’erano delle voci che affermavano che non poteva sostenere dei tours perché stava malissimo a causa della droga e il suo cervello se ne stava andando. Ma Coney Island Baby fu il disco di Lou Reed, fatto con pochio soldi e con Rachel, all’epoca il compagno di Reed di lunga data. Un disco sexy e raffinato, canzoni delicate, un disco per.. amanti e amici.

26/10/13

Bhagavad Gìtà e il mistero dei libri

Kuruksetra
Passo del tempo, a volte, davanti agli scaffali delle mie librerie, immobile, muovendo solo gli occhi a sbirciare tra i libri. Non è gratificazione, in realtà non riesco a spiegarne il motivo, pensando che per scrivere non servono mai i libri che si posseggono ma quelli che non si hanno e che vorremmo avere. Comunque un posto dove ascoltare in lontananza i rumori della città e il luogo della mente, una specie di stargate in cui, con una mano tesa all'orecchio, ascoltare i rumori del mio lato interiore.
E ogni tanto un libro sparisce: lo cerco ma niente da fare. Ma i libri riappaiono, anche. Credo che la maggior parte dei libri è destinata ad essere letta e compresa senza problema alcuno, da chiunque. Anche i libri antichi – superata la difficoltà della contestualizzazione storica, sociale e politica.. Ci sono, però, dei  libri che portano con se cifrari quasi incomprensibili, segni, stranezze, curiosità, angoli non spiegabili. Così è riapparso questo libro, la Bhagavad-gìtà . Bellissimo, rilegato in  pelle, con testo in sanscrito originale e traduzione letterale, bellissime immaginiOra, non è questo libro l'oggetto misterioso, quanto la sua storia. Perchè questa versione della Bhagavad-gìtà l'avevo ereditata da mio zio, fratello di mio padre. Cosa ci fa un volume del genere nella libreria di un uomo anziano, ateo un pò burbero, comunista della vecchia guardia, un uomo  lontanissimo, in apparenza, dalla conoscenza spirituale, e esoterica? E perchè l'ha  così gelosamente custodito? Perchè ancora, con l'avvicinarsi della fine, ha deciso di donarlo proprio a me?
Quando tutte le spiegazioni apparentemente logiche non riescono a spiegare i fatti, allora bisogna cercare in quelle apparentemente assurde e  lì troveremo un po' di verità.. 


La Bhagavad-gìtà é il dialogo tra Sri Krsna, Dio, la Persona Suprema, e Arjuna, Suo devoto, Suo intimo amico e discepolo. Arjuna rivolge alcune domande a Krsna, che risponde presentandogli la scienza della realizzazione spirituale. La Bhagavad-gìtà fa parte del Mahabharata, che fu compilato da Srila Vyasadeva, l’avatara-Scrittore, apparso sulla Terra 5000 anni fa per mettere per iscritto la saggezza vedica a beneficio delle generazioni future.

Il Mahabharata è la narrazione storica delle straordinarie imprese del grande re Bharata e dei suoi discendenti fino ai tre figli del re Vicitravirya: Dhrtarastra, Pandu e Vidura. Dhrtarastra, come figlio maggiore, avrebbe dovuto ereditare il trono, ma a causa della sua cecità congenita il potere toccò al fratello minore Pandu. Pandu ebbe cinque figli, Yudhisthira, Bhima, Arjuna, Nakula e Sahadeva; Dhrtarastra ne ebbe cento, di cui il maggiore si chiamava Duryodhana. Dhrtarastra non accettò mai la supremazia del giovane fratello e allevò i suoi figli animato dalla determinazione che un giorno essi avrebbero regnato sul mondo al posto dei Pandava, i figli di Pandu. Cosi Duryodhana e i suoi numerosi fratelli crebbero impregnati delle ambizioni paterne, del suo orgoglio e della sua avidità. Pandu morì prematuramente e i suoi figli furono affidati alle cure di Dhrtarastra. Quest’ultimo attentò più volte alla loro vita e a quella della loro madre, Prthà, chiamata anche Kunti. Ma le congiure del cieco Dhrtarastra furono sventate grazie soprattutto al santo intervento di Vidura, zio dei Pandava, e alla protezione affettuosa di Sri Krsna. I guerrieri e i comandanti dell’epoca, gli ksatriya, osservavano il codice di cavalleria che proibiva loro di rifiutare una sfida al combattimento o al gioco. Abusando di questo codice, Duryodhana ingannò al gioco i Cinque fratelli Pandava e riuscì a privarli del regno e perfino della libertà, costringendoli a un esilio di dodici anni. Trascorso questo periodo, i Pandava tornarono alla corte di Duryodhana per chiedergli un territorio su cui regnare, perché secondo il codice ksatriya un guerriero può svolgere soltanto la funzione di proteggere o di governare. I Pandava erano disposti ad accettare anche un solo villaggio, ma Duryodhana li schiaccia col suo disprezzo: non darà loro neanche la terra sufficiente a piantarvi un filo d’erba. Arjuna e i suoi fratelli non ebbero altra scelta che ricorrere alle armi. Cominciò cosi una guerra di enormi proporzioni. Tutti i grandi guerrieri della Terra si riunirono, chi per mettere sul trono Yudhisthira, il maggiore dei Pandava, chi per contrastarlo, e attaccarono battaglia a Kuruksetra.

24/10/13

Joe Jackson: I'm the Man

Nell’arco di un anno e di due albums Joe Jackson diventò uno degli inglesi più promettenti delle ultime generazioni. Londinese, sempre innamorato follemente della sua città: Look Sharp e I’m the Manle sue prime produzioni, ebbero un enorme successo.

Un uomo in vista
A un certo punto, la parola di quegli anni era diventata “sharp”. Look sharp, be sharp, sharp music. Tutto grazie a due scarpe bianche con una punta quasi acuminata e due lacci neri sui fianchi, e un curioso assortimento di vestiti a strisce (tipo gangster) e cravatte a pois slacciate (e come altro, se no?) su camicie - bianche o a righe. Praticamente dal nulla, “Look Sharp” invase la FM, facendo di Joe Jackson (25 anni all’epoca, da Portsmouth, Inghilterra) e del suo stile - una sorta di eccentrica eleganza post punk , che ci colpì tutti in modo travolgente. Joe era alto e col volto da bambino vizioso, e le sue canzoni tiratissime di tre minuti, ci fecero scoprire che non era solo il punk a poterle produre: a meta fra il rock’n’roll e pop – diventò quello che alcuni chiamarono power pop. Canzoni eccellenti per il formato radiofonico. A Jackson peraltro piacevano molto i Clash, un cui concerto a Portsmouth fu il suo momento di ispirazione iniziale. In seguito, credo che Jackson fu uno dei pochi a meritare di essere considerato il modello di se stesso. La sua caratteristica di costruttore di hooks e ritornelli memorabili gli aprirono più porte dei suoi connazionali del momento, in un tempo minore, e tutto questo, in pieno flusso new wave. Ex-quasi diplomato alla Royal Academy of Music, per autofinanziarsi aveva lavorato per un anno come direttore musicale al Portsmouth Playboy Club. Da un punto di vista di carriera, la sua storia ricorda parecchio quella dei Police: back-ground serioso (peraltro mollato subito), un trio alle spalle anch’esso imbevuto di reggae a tirargli la volata, un primo demo stampato con i propri risparmi e accettato con entusiasmo, guarda caso, dalla stessa compagnia, la A&M (che nel bene o nel male era stata anche la prima a contrattare i Sex Pistols). Beatles, Kinks, Who, fino a Marley, che evidentemente lo aveva proprio stravolto, visto che quasi ogni canzone era in tempo di reggae modificato.
Fools In Love: 
“Gli sciocchi in amore si credono eroi/perché provano più dolore/io dico che valgono zero/e dovrei saperlo/perché questo sciocco é innamorato ancora una volta"..

Rifletteva bene tutta la sua attitudine: un po’ di pietà e humour per le proprie disavventure, quella necessaria nei momenti duri (si fa per dire); era un po’ il tema centrale dell’album, dalla prima folgorante One More Time: “Dimmi ancora una volta mentre tieni la mano/che non mi vuoi/Dimmi che non hai mai voluto il mio amore/dimmelo ancora una volta/dimmi che mi Iasci, dimmi addio/ancora una volta”...

Certo, erano testi spiccioli, senza grandeur filosofico, ma nella new wave era la essenzialità a farla da padrone, e fu quella a spazzare via tutto il resto.E rimane da citare ancora la frenetica Sunday Papers, ancora attualissima con il suo un attacco ai giornali scandalistici: 
"Se vuoi sapere del vescovo e dell’attrice/se vuoi sapere delle macchie sul materasso”...

Una constatazione da ragazzo dei tempi , più che una protesta sociale, ma bastava assai meno per essere censurati dalla BBC. Le sue canzoni rivelavano il suo disprezzo per le cose che non gli andavano e le sue fotografie hanno sempre avuto un tono canzonatorio.

“Ascolto quasi sempre il reggae. Sono un fanatico del reggae. Trovo che l'ignoranza che circonda questo genere di musica in America sia spaventosa. Non me la prendo con le persone che non comprano i dischi ma con le stazioni radio che non li trasmettono e con le case discografiche che dovrebbero promuoverli. Ma non lo fanno. Mi rattrista che molta buona musica non venga ascoltata".

E come mai la situazione in Inghilterra è cosi diversa?
"Beh, perché la ci sono molte persone che vengono dalle Indie Occidentali. Che alla gente piaccia o no, fa parte della cultura. La maggioranza delle persone di colore in Inghilterra viene dalle Indie Occidentali. Ci sono molti negozi di dischi e clubs reggae. Anche molti gruppi new wave suonano dei pezzi reggae".

Parlami di quel pezzo che da il titolo all’album, l'm The Man.. 
 Parla delle mode, delle mania. E’ come immaginare che dietro a loro ci sia sempre un uomo e che la gente compri tutto quello che quest’uomo inventa. E lui muore dal ridere perché non può sbagliare.Trovo che la gente che lotta per sopravvivere e che viene fuori dalla vita molto bene sia la più interessante ...

Abbiamo seguito big Joe fino agli inizi dei 90, con  la sua abilita` nell'assimilare, metabolizzare e ricreare generi del passato, fosse reggae, rhythm and blues, latina o jazz ( il suo preferito negli ultimi tempi). Il primo lato di Laughter & Lust (1991) è ancora autenticamente la sua musica, qualche buono episodio in Rain del 2008 (King Pleasure Time). Poi, troppo intellettualismo, un atteggiamento snob,  l'imbarco in progetti ambiziosi, lo sperimentalismo capriccioso che lo porta all'adeguarsi  alla moda del momento e  Joe "I'm the Man" Jackson  non è più.. un uomo in vista.


Gold Greatest Hits 2
Gold Greatest Hits 1















21/10/13

Gli Assassini

Rocca di Masyaf
Storie, Leggende, Profezie

Gli Assassini sono uno dei fenomeni più misteriosi e affascinanti della storia medievale. A partire dai resoconti fantasiosi di Marco Polo, che parla di ricchezze, lussi strabilianti ed efferate crudeltà, il mito che è cresciuto intorno a loro ha fatto velo alla realtà dei fatti che è diventata sempre più difficile da comprendere. Nati nell’undicesimo secolo come fazione della setta segreta islamica degli lsmailiti, i Nizari, come in realtà si chiamavano, venivano definiti Assassini dagli altri musulmani in base al termine dispregiativo hashishiyyum, <<consumatore di hashish>>. Nel corso dei due secoli successivi si diffusero in Persia, Siria, Asia Centrale e India, dove costruirono fortezze inaccessibili fra le montagne. Temuti e odiati, si servivano dell’omicidio come mezzo per raggiungere i propri scopi ed erano tanto più pericolosi perché non temevano la morte. Anzi, le missioni suicide erano considerate garanzia di vita eterna nel giardino dell’Eden: proprio per questo sono stati considerati i precursori dei terroristi moderni.

17/10/13

Frippertronics

Parlare oggi di Robert Fripp, e cioè del musicista concordemente ritenuto come l’esponente più rappresentativo di quel rinnovamento del linguaggio rock seguito alla caduta del beat sessantesco, rimane una pratica enormemente rischiosa. Una sua collocazione, seppure seducente, sulla scena della musica contemporanea nelle forme dell’irruzione e dello scardinamento dei generi, rischierebbe verosimilmente di soffocare e limitare la figura dell’autore Rifiutare questa collocazione, anzi qualsivoglia collocazione, equivale secondo noi, a riconsegnare al musicista inglese quella fattiva onnipresenza della quale sono scaturiti i capitoli migliori della storia del rock. Ne parliamo in occassione dell'annunciata reunion dei King Crimson, e davvero si ci chiede se ce n'era davvero bisogno. Più volte Fripp ha dichiarato di voler smettere i panni del musicista per dedicarsi ad altro, sempre però smentendo se stesso.  <<Che cosa è cambiato in 40 anni ? E 'molto semplice : 40 anni fa ci fu una economia di mercato . Oggi vi è una società di mercato - oggi tutto, anche l'etica , ha un prezzo>> 

Oltre ai favolosi dischi con i Crimson, la sua chitarra ha reso "immortali" dischi di  Eno, Giles, Peter Gabriel, Hall & Otes, Talking Heads, Porcupine Tree, Blondie..  Come dimenticare Heroes e Scary Monsters di Bowie, First Day e Damage di David Sylvian, il primo P. Gabriel, Pawn Hearts dei Van Der Graaf Generator.. Quì una chiacchierata risalente ai primi anni '80: filosofia di vita, l'invenzione del “Frippertronics”, la voglia di smettere, gli studi di esoterismo e magia, e per finire, Expsoure, disco solista del '79, disco "vinilico", prologo e postfazione di una lunga telefonata, in 17 brani graffianti e pulsivi, striduli e laceranti. Un disco dove non c'è confine tra avanguardia e rock'n'roll. Da Exposure partirono gli anni '80, insieme a Music for Airports di Eno, Lodger di Bowie..
 

15/10/13

Lupi solitari

E' quando ti prende il collasso e ti senti il freddo salire, colando lava gelata sulla pelle, quando senti che il cielo si abbassa e non hai via di scampo, quando cupe vampate di calore ti squassano e ti avvolgono, quando rovesciato, chino, con il cranio alla terra, al..bagno, alla morte, vorresti liberarti di tutte le cattiverie del mondo, della tua anima stessa, se la tua anima è..infetta. Così da poter nuovamente levarti a guardare le stelle sopra di te, in questa notte in cui sei stato e stai ancora così male, in cui sei così solo ma anche ora cosi.. leggero..

09/10/13

Giamaica, l'isola dell'omofobia

Torniamo in Giamaica, l'isola che ha donato al mondo il reggae che, come forma ritmica, è la musica più affascinante che esista. Una musica sensuale, piena di calore corporeo, dal ritmo dolce e incalzante, a volte monotono e ossessivo. Una musica serena e combattiva, allo stesso tempo. Calda, ipnotica, avvincente ed..eversiva. Perché il reggae si è stata sempre basato sull'equilibrio tra le tradizioni, i miti, le divinità della terra e le istanze rivoluzionarie,  ha sempre incarnato il ritmo naturale dell'uomo, quello della respirazione, e attraverso il suono e la potenza delle parole la denuncia contro le ingiustizie, il razzismo, la discriminazione, la povertà. In questo post non parleremo della Giamaica del re, Bob Marley, del "maledetto" e carismatico Peter Tosh, ne tanto meno di quella del grande poeta e scrittore musicale Linton Kwesi Johnson, ormai quasi dimenticati in patria pur essendo  leggende all'estero.I nuovi eroi musicali dei giamaicani si chiamano ora Sizzla, Shabba Ranks, Buju Banton, Beenie Man, Bounty Killer.. La loro musica non è il reggae di cui sopra, bensì (l'odiata..) Dance Hall, la nuova danza giamaicana contemporanea, quella che si sviluppa dall’inizio degli anni ’80 grazie al contributo di alcuni ballerini giamaicani inventori delle cosiddette “danze”, ovvero passi di danza battezzati con un nome giamaicano che corrisponde al titolo di una canzone o che viene cantato nel testo della canzone dal repper. Anche se in origine la dancehall rappresentava semplicemente uno stile di reggae più povero ed essenziale e meno dedicato a tematiche politiche e religiose rispetto al roots reggae che dominò gran parte degli anni 70, ora non è altro che una degenerazione del reggae “classico”, contaminato con il ragamuffin e con alcuni aspetti del rap americano:  un dj che rappa freneticamente, spesso con la tecnica del toasting, su loop elettronici. La Dance Hall non ci piace, non è nelle nostre corde e il peggio è che questo stile è accompagnato da testi sempre più violenti, omofobici, razzisti, sessisti. I temi sono questi, tutte queste nuove star promuovono una cultura discriminatoria, un odio dichiarato contro le diversità. Pubblichiamo a riguardo questo reportage dalla patria del reggae di Flavio Bacchetta, uscito sul Manifesto del 3 ottobre, in cui si racconta la nuova realtà che sta dando fama di paese più intollerante dell'emisfero occidentale, complici una "cultura machista, un codice penale obsoleto, l'integralismo cristiano, il retaggio coloniale." Infine, si racconta del brutale e ancora impunito linciaggio del giovane Dwayne Jones, non ancora sedicenne e la cui unica colpa era quella di essere gay dichiarato.

In coda, un omaggio al Dub giamaicano delle origini e al genio di King Tubby, che quì si avvale della collaborazione di altri pezzi da novanta come  Sly Dunbar, Robbie Shakespeare, Jammy, Scientist, Earl "Chinna" Smith, e molti altri, nella playlist Dub Gone Crazy.

06/10/13

La vivisezione? Solo danni alla salute umana

Vivisezione: Intervista con il dottor Stefano Cagno*
via  www.marchexpo.it

Dottor Cagno, subito una domanda molto secca: è indispensabile la vivisezione per la ricerca scientifica?
No. Non solo non è indispensabile, ma è dannosa. Utilizzare animale per la ricerca è un grave errore che storicamente ha provocato solo danni alla salute umana, anche se, fino ad un recente passato, i mezzi di comunicazione di massa hanno taciuto su tutto ciò. Così la gente ha continuato a pensare che la morte degli animali nei laboratori potesse essere di qualche utilità per il progresso scientifico.
Nonostante ciò che dicono i vivisettori, il problema è molto semplice: nessuna specie animale può essere un valido modello sperimentale per nessun'altra specie, esseri umani compresi. Quando, ad esempio, dimostro che una sostanza è terapeutica e innocua nei ratti, devo poi comunque sperimentarla sugli esseri umani per capire se veramente ciò che ho visto negli animali si verifica anche nella nostra specie. Infatti prima di commercializzare un farmaco è indispensabile e obbligatorio per legge sperimentarlo anche sui nostri simili. Se la vivisezione fosse scientificamente valida perché bisognerebbe compiere anche la sperimentazione umana?
Un altro problema è l'impossibilità di stabilire a priori la specie animale più simile alla nostra. Basta infatti la presenta o l'assenza di un enzima per cambiare il comportamento di una sostanza passando da una specie ad un'altra e questo non si può sapere a priori, ma solo dopo avere sperimentato sui nostri simili. Credo che per comprendere l'errore che sta alla base della vivisezione e i danni provocati sia sufficiente citare alcuni semplici dati. Il 54% delle sostanze cancerogene, ossia in grado di provocare cancro, per i ratti non lo sono per i topi. Come possiamo sapere a priori se gli esseri umani si comportano come i ratti o come i topi? Il 52% dei farmaci commercializzati negli USA, ossia nella nazione tecnologicamente più avanzata, hanno provocato gravi reazioni avverse che non si erano verificate nei test sugli animali. Tutto ciò provoca la morte ogni anno negli USA di circa 100.000 cittadini.

04/10/13

Gli invincibili

ansa/repubblica



“Oggi gli invincibili sono i migranti, perché nessuno può fermare chi viaggia a piedi. Come Chisciotte, che piglia batoste ma si rialza e riparte. I migranti partono su qualsiasi imbarcazioni, da qualsiasi sponda, A differenza dei 30 milioni di emigrati italiani che avevano almeno un luogo di sbarco o un punto d'arrivo, loro compiono un viaggio di sola andata. Senza biglietto di ritorno
(Erri De Luca”)


Di fronte a un’epoca che alza barriere e a un Italia che criminalizza l’immigrato il dramma della povertà, della miseria e dell'ingiustizia, vibrano le storie delle persone, i loro volti, le loro bare. l processi globali hanno di fatto superato le barriere, eppure ci sono ancora uomini e donne non considerati come persone, che portano dentro di sé l'abbattimento di tali barriere. Il dramma di Lampedusa chiama in causa il nostro modo di pensare, a un cambiamento radicale della nostra visione del mondo,a un equilibrio di sviluppo sostenibile, col quale si può guardare al mondo con gli occhi della giustizia e della solidarietà, anche in un pianeta carico di cosi tanti conflitti.
Oggi invece, assistiamo a una regressione culturale. Si gioisce per la ricorrenza della Caduta del Muro di Berlino e intanto si alzano nuovi steccati. Esortiamo a costruire ponti, non muri. Alle dichiariazioni degli esponenti della Lega, risparmiamo anche quel poco di saliva che meriterebbero sulle loro facce da infami. Come quella di quel sindaco che ancora nega un piatto caldo per i figli di immigrati in difficoltà con la retta della mensa scolastica da pagare. L'immigrazione continua a essere considerata solo in base al paradigma della sicurezza. L'immigrato, anche bambino, fa paura, anche se ormai ci sono processi migratori immensi, dal punto di vista numerico. Non dobbiamo dimenticare che si tratta sempre di persone con le loro storie. Da noi, l'immigrato conta solo come persona “utile” a un mercato del lavoro senza regole, al punto che si programmano i flussi come se fosse un mercato organizzato.Finchè fanno il lavoro sporco, bene. Quando poi li vediamo in giro per la città, seduti al bar, al cinema, nel parco, ci danno fastidio.

Due immigrati su tre hanno ottenuto il permesso di soggiorno dopo essere stati irregolari. L'irregolarità è paradossalmente il percorso principale per diventare regolari in Italia. La legislazione non definisce i reati per responsabilità individuale ma per il solo fatto di essere migranti, gettando nella nostra cultura la paura dell’immigrato, la sua pericolosità. Ecco perché stiamo regredendo ed ecco perché il tema della cittadinanza diventa centrale. E già prima del decreto sicurezza, per avere il permesso di soggiorno bisognava recarsi in Questura. L’Europa ci consegna ingenti risorse economiche per creare strutture d’accoglienza, ma non è stato creato nemmeno un servizio amministrativo per la gestione dell’immigrazione. Persone che scappano dalla Somalia dall’Etiopia, dalla violenza inesauribile di Mogadiscio e dalla siccità dell’Ogaden. Partire - o fuggire, è sfida, urgenza, mancanza d’alternativa. O rito di emulazione, come per molti giovani . Ma poi, tanti di queste persone sono solo in attesa di un treno di ritorno o per raggiungere paesi più accoglienti, che forse non passerà mai. Partire, la fuga dall’Italia, perchè assediati da norme che trasformano la mancanza di documenti in certificato di delinquenza e da rigurgiti xenofobi adeguatamente manipolati. E’ il momento più nero della crisi finanziaria, che ha ripercussioni dirette anche sui lavoratori all’estero e sui migranti. Ma nemmeno la depressione planetaria ferma i 200 milioni di esseri umani che secondo l’Onu sono in movimento ogni anno, quasi il 3% della popolazione mondiale.

Occorre prendere atto, forse, di una nuova complessità che mescola la guerra e la miseria, il dissesto finanziario di Wall Street edelle borse mondiali all’aumento dei prezzi alimentari in Africa, che garantisce bonus miliardari ai manager responsabili del disastro e produce nuove diaspore in contesti apparentemente lontani...

In fuga dalla mia terra 

03/10/13

U.S.A Shutdown Playlist

800.000 lavoratori federali sono ufficialmente bloccati a casa senza stipendio: agenzie governative, uffici pubblici, enti protezioni ambientali, laboratori epidemiologici, gli enti che erogano cibo ed assistenza alle famiglie sotto la soglia di povertà..musei, parchi, persino la Nasa e la statua della libertà, che resta chiusa. La più grande potenza mondiale paralizzata. E il mondo intero guarda gli Stati Uniti e si chiede che cazzo realmente sta accadendo. Accade che non solo in Italia, un intero paese viene bloccato da un gruppo di idioti, un gruppo di repubblicani oltranzisti, fascisti, razzisti, ma pur sempre maggioritari alla camera, decisi, appunto per questioni ideologiche e lobbistiche, a boicottare a tutti i costi la pur timida riforma sanitaria del presidente Obama. Ma bisogna pur gioire! Perché, se non altro, abbiamo una colonna sonora ufficiale, una piccola Shutdown Playlist per voi e per tutti noi. Canzoni per riflettere e "scherzare", sperando che questa ridicola quanto drammatica faccenda abbia fine. Buon ascolto

02/10/13

Lettere: Charles Bukowski e Ernesto Che Guevara


Nel 1969 , l'editore John Martin propose a Charles Bukowski un vitalizio di $ 100 al mese per il resto della sua vita, ad una condizione: che abbandonasse il suo lavoro presso l'ufficio postale per dedicarsi alla scrittura a tempo pieno. 49 anni, Bukowski accettò di buon grado, e nel 1971 il suo primo romanzo , Post Office , fu pubblicato da Martin Black per la Sparrow Press . 15 anni dopo, Bukowski scrisse la seguente lettera a Martin, esprimendo la sua gioia e gratidudine per essere sfuggito a quel lavoro a tempo pieno così ben descritto nel suo primo romanzo..

Persone semplicemente svuotate..

8-12-86

Ciao John :
Grazie per la tua bella lettera . Non credo che faccia male , a volte,  ricordare da dove si viene. Tu conosci i luoghi da dove vengo. Anche le persone che cercano di scrivere  o fare film su questo, non riescono a farlo in modo giusto. Lo chiamano " 9 a 5 . " (Buck parla dell'orario di lavoro alle poste, dalle 9 di mattina alle 5 di sera..) Ma non è mai 9-5 , non c'è nessuna pausa per il pranzo e alla fine,  molti dei lavoratori , per mantenersi  il  posto  rinuncia alla pausa. Poi ci sono gli straordinari, che non vengono mai registrati e se ti lamenti, c'è sempre un altro fottuto pronto a prendere il tuo posto .

Tu conosci il mio vecchio detto, " La schiavitù non è mai stata abolita , è stato solo ampliato per includere tutti i colori . "

Ciò che fa male è la sempre più e costante  diminuzione di coloro che lottano per mantenere un posto di lavoro in condizioni decenti, e hanno sempre più la paura. La gente semplicemente si svuota . Sono solo corpi con menti impaurite e obbedienti . Gl'occhi non hanno più colore. Hanno una voce brutta e minacciosa. E il corpo. I capelli. Le unghie . Le scarpe . Tutto ciò va in quella direzione..
Da giovane non riuscivo a credere che le persone possano cedere la loro vita oltre a queste condizioni . Da vecchio, non riesco ancora a crederci. Cosa fanno? Sesso?  La TV? Un'automobile a rate ? O i figli? Bambini che faranno le stesse cose che hanno fatto loro?
All'inizio, quando ero molto giovane e passavo da un lavoro all'altro, ero anche abbastanza stupido a volte, a dire ai miei compagni di lavoro : " Ehi , il capo può venire qui , in qualsiasi momento e buttarci tutti  fuori , proprio così , non riuscite a capire? "
Bastava che guardassero me.  Ero qualcosa che proprio non volevano far entrare nelle loro menti.
Ora, ci sono vasti licenziamenti ,  centinaia di migliaia di persone sono tagliate fuori e i  loro volti sono storditi:

"Ho 35 anni ... "  "Non è giusto ... " "Non so cosa fare ... "

Essi non pagano mai abbastanza gli schiavi in modo che essi possano essere liberi , o appena in modo sufficiente da sentirsi vivi e poter tornare a lavorare. Ho visto tutto questo. Perché non possono? Allora ho pensato che la panchina  o  essere un ubriacone fosse altrettando cosa buona. Perché non ci sono arrivati prima di me? Perché aspettare ? Ho appena scritto con disgusto contro tutto ciò, è stato un sollievo per me, buttar fuori la merda fuori dal mio sistema . E ora che sono qui , un cosiddetto scrittore professionista , a tanti anni di distanza e dopo aver dato via i primi 50 anni della mia vita,  ho scoperto che ci sono tante altre cose disgustose.. Ricordo che una volta, lavorando come imballatore per un azienda di  lampade di illuminazione, uno degli operai improvvisamente ha eslamato: " Non sarò mai libero!"
Uno dei capi che passava di lì ( il suo nome era Morrie )  si lasciò sfuggire una deliziosa risata, godendo del fatto che questo tizio sarebbe stato intrappolato per tutta la vita . Così , ho avuto la fortuna  finalmente di uscire da questi posti , non importa quanto tempo ho impiegato, e questo mi ha dato una specie di gioia , la gioia del miracolo . Ora scrivo da uomo vecchio, con la mente e il corpo di un vecchio, in un  tempo in cui la maggior parte degli uomini  mai avrebbero pensato di poter fare una cosa del genere , ma il fatto di aver iniziato così tardi  lo devo solo a me stesso , e quando le parole iniziano a vacillare e devo essere aiutato per arrivare alle scale e non riesco più a distinguere un uccello azzurro da una graffetta , riesco ancora a ricordare,  non importa quanto lontano siano i tempi  (...)
Per non avere del tutto sprecato la  vita, questo sembra essere un degno compimento , anche se solo per me stesso .
il tuo ragazzo,
Hank


Crescere come buoni Rivoluzionari..


Argentino di nascita, nel 1955 Che Guevara incontra Fidel Castro e rapidamente si unisce alla rivoluzione cubana per cacciare Fulgencio Batista, feroce e corrotto dittatore dell'isola con la complicità e l'appoggio statunitense e della mafia americana. Una rivoluzione nella quale egli avrebbe continuato a svolgere un ruolo importante fino a diventare ministro delle Finanze sotto il governo di Castro . Dal 1965 , Guevara cercò di diffondere le idee rivoluzionarie che portarono Cuba alla libertà: in Congo, addestrando le forze ribelli nella zona , poi in Bolivia , dove fu infine catturato dall'esercito e assassinato su ordine del presidente René Barrientos .Prima di partire per la Bolivia , Guevara lasciò una lettera a sua moglie , lettera che doveva essere letta ai suoi cinque figli , in caso di morte , e una lettera simile solo per la sua figlia maggiore, Hilda .

1965

Per i miei figli
Cari Hildita , Aleidita , Camilo , Celia , ed Ernesto ,
Se avete ricevuto e state leggendo questa lettera , sarà perché non sono più con voi . Voi praticamente non vi ricordate di me, e  quelle più piccole di voi non mi ricorderanno affatto. Vostro padre è stato un uomo che ha agito in nome delle sue convinzioni ed certamente è stato fedele a queste convinzioni . Crescete come buoni rivoluzionari . Studiate duro in modo da poter padroneggiare la tecnologia , che ci permette di dominare la natura . Ricordate che la rivoluzione è ciò che è importante, e ciascuno di noi , da solo, non vale niente .

Soprattutto , siate sempre capaci di sentire profondamente qualsiasi ingiustizia commessa contro chiunque , in qualsiasi parte del mondo . Questa è la qualità più bella di un rivoluzionario .
Fino a quando e per sempre,  miei figli, spero ancora di vedervi . Un grande bacio e un grande abbraccio da
Papà

--------------------
15 febbraio. 1966
Carissima Hildita ,
Ti scrivo ora, anche se riceverai questa lettera molto più tardi . Ma voglio che tu sappia che ti sto pensando,  e spero che il tuo sia davvero un felice compleanno . Sei quasi una donna ormai, e non posso scriverti come scrivo per i più piccoli , dicendo loro cose stupide o piccole bugie. Devi sapere che  sono ancora molto lontano e starò via per un bel pò di tempo,  per lottare,  per quel che posso, contro i nostri nemici . Non che sia una grande cosa, ma sto facendo qualcosa , e penso che sarai sempre orgogliosa di tuo padre , come io lo sono di te.

Ricordati, ci sono molti anni di lotta per il futuro, e anche quando si è donna , si dovrà fare la propria parte nella lotta. Nel frattempo , è necessario prepararsi , essere rivoluzionaria, che alla tua età vuol dire imparare molto , il più possibile , e di essere sempre pronti a sostenere cause giuste . Inoltre , obbedire a tua madre, perchè credo che non si possa sapere tutto, troppo presto . Questo, accadrà nel tempo . Si deve lottare per essere sempre tra i migliori a scuola. Il migliore in tutti i sensi , e sai già che cosa significa ; studio e atteggiamento rivoluzionario . In altre parole : buona condotta, serietà , amore per la rivoluzione , cameratismo , ecc.. Non ero così alla tua età , ma vivevo in una società diversa , in cui l'uomo era nemico dell'uomo . Ora avete il privilegio di vivere in un'altra epoca e devi esserne degna. Non dimenticare di  tenere d'occhio gli altri bambini e consigliare loro di studiare e comportarsi bene . Soprattutto Aleldita , che presta molta attenzione a te, come  sorella maggiore .
Va bene , signorina. Anche in questo caso spero che tu sia molto felice per il tuo compleanno . Da un abbraccio a tua madre e uno a Gina . Ne do uno a te grande e forte,  che possa durare a lungo, fino a rivederci .
Il tuo papà

via Letter of note


28/09/13

Alta Fedeltà: la riedizione di In Utero e la Top 50 dei Nirvana

"Ci piace la musica pop perchè siamo infelici o siamo infelici perchè ci piace la musica pop?"
N. Hornby, Alta Fedeltà*

Chi non ha mai compilato classifiche, liste, best di questo e di quell'altro? L'epoca ossessiva e narcisista delle liste decisionali non ha tempo, ma si  è acutizzata forse nella metà dei '90, e Alta Fedeltà di Nick Hornby  ne è diventato il cult assoluto. Imperdibile per chi ama la musica e..l'ozio.(Stiamo bene quando siamo depressi, perchè alla fine ti puoi comportare male come e quando vuoi..*).
Le 5 più memorabili fregature di tutti i tempi, i migliori film dell'anno, e quelli del decennio, i migliori 5 a solo di chitarra,  i dieci migliori modi per non far carriera, i 5 gusti di gelato per cui fareste follie, le 10 canzoni che più ci fanno commuovere, le migliori colonne sonore.. Eh, si ragiona in termini di cinquine e decine. Con l'avvento dei social e dello streaming questa ossessione si è ulteriormente rafforzata: su Twitter, Spotify e simili si possono seguire i nostri beniamini e scoprire la musica che ascoltano, i libri che leggono, i film che stravedono e le relative classifiche. Così è bello scoprire che anche Kurt Cobain dei Nirvana (sempre nei '90) ha ceduto alla coazione nell' elencare e classificare la musica che amava. Intitolato "Top 50 dei Nirvana," comprende tante scelte molto familiari ai fan della band: The Vaselines, Sonic Youth, Pixies..fino agli impermeabili Leadbelly. Ma ci sono anche alcune sorprese affascinanti: dai Public Enemy ai Knack (!), dagli Areosmith ai Mazzy Star, fino agli ..Swans!



via  Every Body Loves Our Town 


Io vi maledico: il disastro di Caivano


Questo l'amaro e drammatico resoconto di quello che succede in Campania, tra la quasi totale indifferenza. Un disastro annunciato, di cui tutti sapevano e sanno da anni: politici, amministratori, cittadini, le cui denunce sono foglie al vento e che ormai sono rassegnati al primo potere in quelle zone: la camorra.. 
 
Io, che ero a Caivano ieri mattina, vi maledico

Politici ciechi e industriali del Nord complici della camorra. Sono stata male a respirare quei veleni
venerdì 27 settembre 2013 - 06:13
di Ilaria Puglia

La cronista Ilaria Puglia era a Caivano ieri mattina, quando la Forestale ha sequestrato quel campo pieno di bidoni tossici. Questo articolo non è solo il resoconto di quello che è stato trovato ma è anche un atto di accusa di una donna, di una mamma, di una cittadina del Sud, per lo stupro ambientale che è stato compiuto.

Ero a Caivano, ieri mattina. Con un taccuino, un cellulare e il tablet, a dettagliare un orrore di proporzioni epiche, un disastro ambientale senza precedenti, un genocidio autorizzato e senza speranze. Ero a Caivano, ieri mattina, a respirare solventi e vernici. Mi sono entrati dentro, nel naso, negli occhi, mi hanno afferrato lo stomaco e strappato l’anima, mi hanno fatto venire la nausea. La testa ha iniziato a girare ma sono rimasta lì a documentare. Mentre sentivo l’odore del solvente arrivarmi in gola (protetta dalla mascherina antismog, che era come non aver niente davanti alla bocca), mi dicevo: “Se sto qui, se riprendo tutto, se respiro quest’aria e racconto la devastazione di questa terra, se mostro la strage degli innocenti, delle centinaia di bambini che muoiono ogni giorno sotto gli occhi di tutti, forse la gente capirà, forse qualcosa si muoverà”. E allora perché non si muove nulla? Perché non ci muoviamo tutti noi? Sono stata male tutto il giorno, di un male fisico, morale, di un male che non so neppure se sono capace di descrivere. Sono stata male a guardare quella terra, terra sana rimestata a veleno, terra coltivata, terra buona e cattiva assieme, che per anni ha dato frutti malati, velenosi, marci, che hanno avvelenato tutti noi, tutti. Sono stata male a guardare i residui di spazzatura che hanno insospettito i tecnici dell’Arpac, a pensare alle rilevazioni aeree, a quelle geotermiche, al lavoro della Forestale. Sono stata male a guardare quei pochi uomini e donne che si fanno in quattro per fare indagini, rilevamenti, sequestri e scavi. Sono talmente pochi che ti chiedi come facciano a fare tutto e a farlo così bene. Come facciano a sopravvivere di fronte alla burocrazia, più velenosa dei solventi, a delle istituzioni inerti e mute, di fronte a tutto lo scempio cui sono costretti ad assistere ogni giorno. Ti chiedi se ce la faranno, a fare in fretta, con tutte le indagini in corso, se ci salveranno tutti presto. E ti chiedi cosa ci stiano a fare commissari per le bonifiche, commissari per i roghi, ministri, deputati, assessori, presidenti, perché dobbiamo pagare loro lauti stipendi per non fare un cazzo, dopo vent’anni di denunce, dopo vent’anni che tutto questo è già noto e arcinoto. Perché lo sanno tutti.

26/09/13

Aloe Arborescens, le prodigiose proprietà

"Quattro vegetali sono indispensabili per il benessere dell'uomo: il frumento, la vite, l'olivo e l'aloe. Il primo lo nutre, il secondo ne rinfranca lo spirito, il terzo gli reca armonia, il quarto lo guarisce" Cristoforo Colombo

"Il medico del futuro non prescriverà farmaci al paziente, ma lo indurrà ad interessarsi maggiormente al proprio organismo, alla propria alimentazione ed alla causa ed alla prevenzione delle malattie"
Thomas Edison

La prima volta che ho avuto modo di imbattermi nelle possibilità terapeutiche dell'aloe è stato diversi anni fa, in occasione di una brutta forma di varicella, la quale, se contratta da adulti, può portare serie complicazioni, a livello organico e dermatologico. Il fisico era fiaccato da un lungo periodo di malattia e la pelle, viso compreso, aggredita da vistose e fastidiosissime pustole, che avevano tutta l'aria di non volersene andare senza lasciare segni indelebili. Mi venne in soccorso una collega, consigliandomi di assumere, più volte al giorno, del gel di Aloe Vera, sia ingerito, che applicato sulle lesioni.. Il sapore non era il massimo della gradevolezza, ma l'effetto fu decisamente ottimo. Mi rimisi rapidamente, e le lesioni guarirono del tutto, senza lasciare cicatrici visibili. Di recente, ho avuto modo di apprezzare nuovamente le straordinarie qualità di questo vegetale, stavolta nella varietà Arborescens.. e in occasione di una malattia molto più seria e aggressiva, quella che può essere considerata il vero e proprio spauracchio dei nostri tempi, come può esserlo il cancro.. Penso che condividere pubblicamente la mia esperienza in merito sia molto importante, e possa sul serio aiutare molte persone, per via della disinformazione diffusa che c'è, e della confusione che si fa, quando di parla di medicina tradizionale e "alternativa", e si cerca di informarsi seriamente.. ma prima di entrare nei dettagli di come si possano coadiuvare le pur necessarie cure mediche attuali con questo rimedio antico ma efficacissimo, voglio riportare qui alcune delle informazioni raccolte sulle caratteristiche della pianta e sulle sue svariate potenzialità di utilizzo.. 

Attraverso i secoli, molte civiltà hanno adoperato l'aloe per curare tutta una serie di disturbi interni ed esterni, ben prima dell'avvento delle pratiche mediche moderne e lo sviluppo dei farmaci. Si tratta inoltre di una vasta gamma di malattie e disturbi che non hanno alcun legame evidente tra di loro.. come l'artrite, l'acne, l'asma, il diabete, il colesterolo, l'ernia iatale, la sinusite, gli eczemi, l'ulcera, l'IBS (sindrome da intestino irritabile), la diverticolite, la stitichezza, la congiuntivite.. senza parlare, per l'appunto, delle possibili applicazioni in ambito oncologico.. Questo mi fa pensare che il suo effetto si basi su una forte capacità depurativa, oltre che sulla stimolazione del sistema immunitario, capace pertanto di rimettere in modo meccanismi organici inceppati o malfunzionanti.. Fatto sta che le proprietà toniche, antinfiammatorie e terapeutiche sono indiscutibili, e soprattutto basate sull'esperienza tramandata diretta della moltitudine di persone che ne hanno fatto e ne fanno uso.. Tuttavia, nonostante questo, nonostante centinaia di anni di uso documentato e la mole di prove aneddotiche, di cui il mio caso è uno dei tanti esempi, la medicina moderna tende a bollare tutto come folklore o mito, sulla base che non esiste nessuna significativa prova clinica, o sperimentazione accertata.. Eppure un approccio più olistico alla guarigione, che consideri l'importanza della complementarità tra ritrovati chimici e naturali, e riconosca come valida la loro interazione, non potrebbe che essere di enorme vantaggio.. per i pazienti, ovviamente, ma anche per i medici..
Esistono più di 250 diverse varietà conosciute di aloe, ma solamente due posseggono significative proprietà medicinali e terapeutiche. Si tratta dell'Aloe Barbadensis Miller, detta comunemente Aloe Vera e dell'Aloe Arborescens. Le loro caratteristiche e proprietà sono simili, ma mentre la prima è adatta per le varie patologie di cui si accennava e per la cura della pelle, la seconda è invece più specifica per l'uso nel caso di problemi oncologici, in quanto i principi attivi sono qui presenti in forma concentrata, anche 20 volte maggiori. Distinguere le due varietà non è difficile.. le foglie dell'Aloe Vera sono più grosse e carnose, quelle dell'Arborescens più sottili e spigate, inoltre la pianta è composta da più rosette.




Si ritiene che la parola "aloe" derivi dall'arabo alloeh, che significa "sostanza amara splendente". Questa pianta cresce solo in climi caldi, e si trova specialmente nelle regioni più aride delle Americhe, dell'Asia, dell'Europa, dell'Africa e dell'Australia. Ha l'apparenza di cactus, ma è in realtà una pianta grassa perenne appartenente alla famiglia delle Liliacee. Cresce comunque bene anche nelle nostre regioni, anche se non arriverà in questo caso alle dimensioni che raggiunge nei paesi di origine. E' sufficiente tenere la pianta in punti luminosi e arieggiati: può svilupparsi anche in appartamento, avendo l'accortezza di porla in punti non troppo ombrosi. L'importante è coltivarla in modo assolutamente biologico: per nessun motivo dev'essere aggiunto alcun tipo di fertilizzante, per quanto sopra ci sia scritto che è di origine naturale.. altrimenti c'è rischio di tossicità per l'organismo.


Sostanze contenute nell'Aloe e loro funzioni


L'Aloe è un vero ricettacolo di composti nutritivi: ne sono stati finora identificati circa 75. I principali sono:

Vitamina A (beta carotene): per la vista, la pelle, le ossa. Antianemia
Vitamina B1 (tiamina): per la crescita dei tessuti e per l'energia
Vitamina B2 (riboflavina): in combinazione con la B6 produce le cellule sanguigne
Vitamina Bjm\3 (nicotinammide): per la regolazione del metabolismo
Vitamina B6 (piridossina): come la B2
Vitamina B12 (cobalamina): si trova per lo più nella carne e nei derivati del latte, molto raramente nelle piante, e quindi risulta estremamente benefica per i vegetariani e i vegan. La mancanza di questa vitamina provoca anemia ed altri disturbi neuropatologici
Vitamina C (acido ascorbico): combatte le infezioni sostenendo il sistema immunitario
Vitamina E (tocoferolo): insieme alla vitamina C aiuta a combattere le infezioni e contribuisce alla guarigione
Acido folico: per la formazione del sangue
Calcio e Fosforo: per la crescita dei denti e delle ossa
Potassio (sorbato): regola i componenti fluidi del sangue e dei muscoli
Ferro: trasporta l'ossigeno nei globuli rossi e contribuisce alla resistenza dell'organismo alle infezioni
Sodio: insieme al potassio contribuisce all'equilibrio dell'acqua e degli altri fluidi corporei, e trasporta gli aminoacidi ed il glucosio nelle cellule del corpo
Colina: in quanto componente della lecitina è necessaria al metabolismo
Magnesio e manganese: aiutano a sostenere il sistema nervoso e i muscoli
Rame: per la formazione del sangue
Cromo: aiuta a mantenere i livelli di zuccheri nel sangue, il metabolismo del glucosio ed il sistema circolatorio
Zinco: stimola il sistema immunitario
Acemannano: Mucopolisaccaride in tempi recenti isolato da una società americana, la Carrington Laboratories. Opera interagendo con il sistema immunitario, favorendolo piuttosto che prevalendo su di esso. E' un potente stimolatore di macrofagi (i globuli bianchi che distruggono batteri, cellule tumorali, ecc.) per produrre agenti immunitari quali l'interferone e l'interleuchina. Nel 1990, durante la terza Conferenza Internazionale sulla Ricerca Antivirale tenutasi a Bruxelles, venne resa nota la scoperta che l'acemannano aveva inibito lo sviluppo di sarcomi impiantati nei topi e che, testato su gatti ammalati di leucemia felina, l'80 per cento di essi era guarito. L'Aloe è infatti molto utilizzato anche in veterinaria, anche se più all'estero che qui in Italia.
Aminoacidi Essenziali: Gli aminoacidi sono i mattoni che servono alla costruzione delle proteine ed influiscono su tutte le funzioni organiche. Essenziali vuol dire che il corpo non ne produce da solo. Sette degli otto aminoacidi classificati come essenziali sono presenti nell'aloe, come anche undici dei quattordici classificati come aminoacidi non-essenziali, che il corpo produce da sè. Isoleucina, leucina, lisina, metionina, fenilalanina, servono per l'assimilazione delle proteina; per il pancreas, la milza e il fegato; per il rinnovamento dei globuli del sangue; prevengono l'anemia e aumentano la resistenza alle malattie; la digestione; la formazione dei muscoli; aiutano a combattere l'insonnia e sono utili nelle terapie antidepressive.
Enzimi: Presenti nell'aloe numerosi enzimi tra cui: Bradichinasi, che stimola il sistema immunitario ed è analgesico e antinfiammatorio; Cellulasi, che aiuta la digestione della cellulosa; Creatinfosfochinasi, enzima muscolare; Lipasi, che aiuta la digestione.

Le proprietà terapeutiche

Agente disintossicante:
Quando viene consumata internamente come bevanda, l'aloe agisce da blando depurante e disintossicante, attraversando il sistema digerente e penetrando nei tessuti. In alcuni soggetti, l'aloina, la sostanza presente sotto la scorza della foglia, può agire come irritante intestinale, e provocare un'eccessiva azione lassativa. Per ovviare a questo problema, in caso dovesse presentarsi, è sufficiente usare soltanto il gel interno, eliminando la parte superficiale delle foglie. Tuttavia, se tale inconveniente è sopportabile, sarebbe meglio consumare la foglia integra, in quanto proprio nello strato superficiale risiedono i più importanti principi che supportano le difese immunitarie.

Agente rigenerante:
Spazza via le cellule morte superficiali, aiuta a rigenerarne delle nuove e favorisce un tessuto più sano, accelerando la guarigione di ferite, lesioni ed ulcere. Inoltre sortisce lo stesso effetto quando viene applicata esternamente sulla pelle lesionata. La capacità di favorire la rigenerazione delle cellule la rende un potente agente rigenerante per tutti i tipi di ferite, sia interne che esterne. Il dottor Ivan Danhof, ex docente di fsiologia presso l'Università del Texas e presidente del North Texas Research Laboratories, è una delle maggiori autorità mondiali nel campo dell'aloe, e ritiene che l'aloe può accelerare la guarigione delle ossa rotte stimolando l'assorbimento di calcio e fosforo, e che riesce a rigenerare un tessuto epidermico otto volte più rapidamente del normale. Essendo un naturale antisettico, antibiotico e antibatterico, l'aloe è in grado di curare una vasta gamma di infezioni, comprese quelle di origine micotica.

Agente idratante e coesivo:
L'aloe è uno straordinario idratante per la pelle, agendo su di essa in due modi: grazie alla sua capacità di trasportare nutrienti e idratazione attraverso i sette strati della pelle, ne facilita la penetrazione e l'assorbimento, ed inoltre, grazie al suo contenuto di polisaccaridi, crea una barriera che impedisce alla pelle di perdere acqua. Quindi è particolarmente adatta per la pelle secca e, dato che contiene un antistaminico e un antibiotico, è ideale anche per le pelli sensibili e allergiche. Queste proprietà contribuiscono perciò a renderla un agente ristrutturante veramente efficace.
L'aloe ha inoltre un grande potere ringiovanente, identificato nella capacità della pianta di aumentare la produzione di fibroblasti umani 6-8 volte più rapidamente del normale. I fibroblasti sono cellule che si trovano nel derma e sono responsabili della produzione di collagene. Con l'esposizione al sole e il normale processo di invecchiamento, i fibroblasti rallentano la produzione di collagene, che progressivamente si riduce. L'aloe non soltanto migliora la struttura dei fibroblasti, ma accelera anche il processo di produzione del collagene. Si ritiene che la chiave di tale processo risieda, ancora una volta, nei polisaccaridi e nelle loro proprietà idratanti e coesive.

Funzione digestiva:
L'aloe produce un generale effetto benefico su tutto il sistema gastrointestinale. Grazie al suo contenuto di lattato di magnesio è in grado di ridurre l'attività all'interno dello stomaco ed anche i sintomi, sia occasionali che cronici, nel tratto superiore dell'apparato gastrointestinale. Inoltre l'aloe migliora la digestione, svolge azione compensatrice nel normalizzare il ph, come un agente alcalinizzante, riduce il contenuto di fermenti e favorisce un maggiore equilibrio dei batteri simbiotici gastrointestinali. Inoltre è di particolar evalidità nei casi di disturbi queli l'indigestione, la sindrome da intestino irritabilie (IBS), le coliti e l'acidità di stomaco. Migliora la regolarità intestinale, oltre a provocare un autmoento dei livelli di energia e un generale senso di benessere.

Cardiopatie:
I sali di isocitrato di calcio contenuti nell'aloe possono essere di valido aiuto alle persone cardiopatiche o con precedenti famialiari di cardiopatia, come prevenzione. Nel 1984, i risultati di cinque anni di studio presentati all'American Collage di Angiologia su 5000 pazienti affetti da angina pectoris, hanno confermato questa scoperta. Il dottor O.P. Agarwal, principale fautore del progetto, ha riscontrato che dopo aver introdotto l'aloe nella loro alimentazione, i pazienti avevano mostrato una notevole riduzione dei livelli di colesterolo e della frequenza degli attacchi di angina. Dopo cinque anni i pazienti erano tutti vivi e non avevano mostrato alcun effetto collaterale. Ulteriori studi hanno dimostrato che dosi giornaliere di aloe possono ridurre il colesterolo nel sangue fino a 12-14 punti e che anche la pressione, dopo diverse settimane, tende a normalizzarsi.

Agente antinfiammatorio:
L'aloe viene ampiamente usata per la cura di affezioni quali l'osteoartrite, dove svolge una funzione simile agli steroidi senza averne gli effetti collaterali, e l'artrite reumatoide; inoltre può ridurre l'arrossamento, il dolore ed il gonfiore associati alla tensione muscolare, agli strappi e alle distorsioni, alle tendiniti e alle contusioni. Notevolissima è inoltre l'efficacia nelle scottature solari, oltre che su piccole ustioni, punture di insetto, dermatiti e acne.

Malattie neoplastiche e sistema immunitario:
Già da anni, solo per considerare la moderna medicina, senza contare i suoi secoli come antico e risaputo rimedio, sono stati ottenuti incoraggianti risultati su animali ammalati di cancro curati con l'aloe, e l'applicazione empirica di migliaia di persone, anche se finora non testata sperimentalmente in modo scientifico, avvalora l'ipotesi che un effetto simile si produca anche nell'uomo. La mia esperienza diretta, come accennato all'inizio, conferma la validità di questa pianta straordinaria, come coadiuvante, antinfiammatorio, analgesico e potenziatore delle difese immunitarie, anche e soprattutto in presenza di malattia neoplastica. A questo proposito è necessario però fare una doverosa precisazione: l'uso dell'aloe, in caso di malattie gravi, o gravissime, è certamente più che utile, ma va considerato come completamentare, mai come sostitutivo di cure mediche tradizionali. Anni fa, Maurizio Costanzo generò una vera e propria crociata mediatica contro l'aloe, proprio a causa di un tam tam generatesi dal web, che promulgava l'utilizzo della preparazione a base di aloe e miele come unico rimedio in caso di cancro, affermando nel contempo che la chemioterapia fosse inutile, se non addirittura dannosa. Ovviamente questo non è veritiero.. ma come spesso accade, la verità si trova nel mezzo.. Il progresso scientifico ha fatto passi da gigante in campo medico, ma intervento e chemioterapia restano i trattamenti fondamentali con i quali si può combattere la malattia.. tuttavia, gli effetti collaterali dei farmaci sono pesantissimi, a volte a tal punto da generare patologie secondarie che possono diventare a loro volta mortali. Inoltre, le difese immunitarie vengono duramente fiaccate, se non completamente distrutte, dallo stress provocato all'organismo dalle cure stesse, e questo può favorire la comparsa di recidive, anche quando in un primo momento esse sembrano avere successo. Nonostante questo, ritengo che si possa arrivare ad una guarigione completa, ma affinchè ciò sia possibile è necessario mettere a punto una strategia olistica, che contempli la sinergia di più elementi. La sola chimica non può riuscire a risanare un organismo provato nel profondo, ferito nel suo nucleo vitale.. ne possono farlo da sole le cure naturali, per quanto benefiche ed efficaci come l'aloe.. La strada giusta è che esse coesistano, lavorando assieme. Immagino la malattia come un giardino ormai arido, invaso da foglie secche.. Le cure tradizionali sono il giardiniere che ripulisce e rastrella via le foglie.. ma se non si fa anche in modo di rinverdire l'albero da cui esse cadono, questo sarà inutile. E i rimedi erboristici ed omeopatici sono quelli che aiutano a rigenerarlo, a ricreare la linfa vitale.. L'aloe è un fantastico coadiuvante in questo senso.. aiuta moltissimo a tenere sotto controllo gli effetti collaterali della chemioterapia, oltre a sostenere l'organismo nella convalescenza che segue un intervento, favorendo la cicatrizzazione delle ferite e la ripresa fisica. E non è assolutamente vero, posso testimoniarlo, che influisca con i farmaci somministrati o addirittura ne contrasti l'effetto, semmai il contrario.. Inoltre il suo utilizzo costante rafforza le difese immunitarie messe a dura prova, inducendo il corpo a reagire alla patologia e a contrastarla e combatterla.
Il dottor Danhof ritiene che l'aloe provochi il rilascio del fattore Alfa della necrosi del tumore, fattore che blocca il rifornimento di sangue per la crescita tumorale. Inoltre, uno studio del Dipartimento di Epidemiologia presso l'Università di Okinawa in Giappone ha rivelato che dosi giornaliere di aloe aiutano a prevenire l'insorgere del cancro ai polmoni nei fumatori. In generale l'aloe sembra esercitare un'influenza stimolante e riequilibrante sul sistema immunitario. In particolare è stata dimostrata la sua efficacia nei casi di ammalati di AIDS, aiutando a ristabilire l'equilibrio di linfociti T e B, ed è anche stata riconosciuta la sua funzione di protezione della pelle contro le radiazioni ultraviolette. Uno studio condotto presso la M.D. Anderson Clinic del Medical Center di Houston, ha esaminato gli effetti dell'esposizione ai raggi ultravioletti sulla pelle, ed è stato scoperto che quando veniva applicata l'aloe sulla pelle prima del test, le cellule immunitarie erano completamente protette.

Adattabilità
E' questa la proprietà più straordinaria, ossia la capacità dell'aloe di agire adeguatamente in risposta ad ogni problema specifico della persona che ne fa uso. L'utilizzo dell'aloe può riservare sorprese: ad esempio, una persona può scoprire che prendendo l'aloe per combattere l'asma o l'artrite, magari le gengive smettono di sanguinare, oppure l'aspetto della pelle migliora.


Modalità di preparazione del succo di Aloe

Visti gli innumerevoli benifici che si possono trarre dal consumare il succo di Aloe, viene da chiedersi quale sia la preparazione migliore per usufruire appieno delle sue proprietà. Secondo l'esperienza fatta, è inutile rivolgersi ai preparati in bottiglia di negozi e farmacie: anche i migliori, quelli con la certificazione del 99% di principio attivo, ne conterranno in realtà non più del 30%. Inoltre, non c'è la minima garanzia che la preparazione sia avvenuta realmente in penombra.. e questo è fondamentale, visto che il gel dell'aloe è altamente instabile, e esposto anche brevemente alla luce, persino quella artificiale, si ossida immediatamente. Inoltre, chiunque lo abbia preparato in casa, sa perfettamente che anche messo subito in frigo in contenitori stagni, sarà impossibile conservarlo integro per più di sette giorni al massimo.. per cui, la scritta "senza conservanti aggiunti" posta su bottiglie che si mantengono senza problemi per due mesi e oltre, lascia il tempo che trova.. La cosa migliora è acquistare e coltivare in casa la pianta, nella varietà Arborescens, maggiormente ricca di principi attivi, anche 20 volte di più della Barbadensis, o Aloe Vera. Dopodichè si può facilmente preparare da sè il succo, da ingerire giornalmente, in quantità variabile, a seconda della patologia che si vuole curare, e/o dell'uso, anche semplicemente preventivo che si vuole farne. La ricetta che segue, messa a punto da un frate brasiliano, padre Romano Zago, è da tempo famosa in rete, e si rivolge soprattutto ai malati oncologici, per via delle qualità più sopra illustrate. Tuttavia, diminuendo appunto la quantità da assumere, essa è ottima anche per tutti gli altri utilizzi a cui si è accennato. Direi che in caso di malattia neoplastica in corso, la quantità ottimale è di tre cucchiai da tavola la mattina a digiuno e tre cucchiai la sera prima di coricarsi. Per il mantenimento e la prevenzione di recidive, oltre che per altre patologie acute o croniche va bene un solo cucchiaio, sempre mattina e sera. Per chi invece intende assumere il composto in assenza di sindromi visibili, soltanto come tonico organico e riequilibratore generale, è sufficiente scendere alla dose di due cucchiaini al giorno. In tutti e tre i casi è importante che l'assunzione sia costante e metodica, con sospensioni di una settimana ogni mese circa, per ottimizzare i risultati, tranne che nel caso delle malattie oncologiche, in cui lo stacco deve essere di un giorno soltanto.

Le piante da utilizzare devono avere necessariamente almeno 5 anni o più, altrimenti le foglie sarebbero troppo piccole, e oltre a contenere una quantità insufficiente di principio attivo, ce ne vorrebbero troppe per preparare un solo vasetto, e la pianta si esaurirebbe subito. Con una pianta adulta invece, meglio se con foglie grandi, sono sufficienti due o tre foglie per un vasetto, che durerà da tre/quattro giorni ad una settimana, a seconda della quantità assunta giornalmente. La ricetta originale fornisce dosi di preparazione molto elevate, da conservare in un contenitore grande. Io consiglio invece, a causa della veloce deperibilità del preparato in assenza di conservanti, di preparare un vasetto non più grande di quello riportato nella foto sottostante, che ho posto vicino ad una bottiglia, in modo da rendere meglio l'idea delle proporzioni:




Come si vede, il contenitore deve essere avvolto da carta di alluminio, in modo da opacizzarlo completamente, sempre per evitare l'ossidazione alla luce del composto. Questo è necessario, oltre allo svolgimento di tutta la preparazione in penombra (l'ideale è mantenere soltanto la luce di un televisore acceso nella stanza attigua a quella in cui si sta preparando l'aloe) e prendere anche la precauzione di assumere la dose giornaliera in una stanza ugualmente semibuia. Le foglie di aloe non vanno lavate, ma devono essere pulite con uno straccio asciutto, al massimo umido, come si fa con i funghi. Dopodichè si tagliano via con delle forbici le spine laterali, oltre alla parte vicina al punto in cui si è colta la foglia, anche questo per via della rapida ossidazione dovuta alla luce. Le foglie si tagliano poi a pezzetti dentro un frullatore, unendo due cucchiaiate piene di miele. Importante è che il miele sia assolutamente biologico, meglio se di un unico fiore e non il classico millefiori. La ricetta originale comprende anche l'aggiunta di un cucchiaio di grappa, la cui funzione sarebbe quella di veicolare meglio il principio attivo, attraverso la dilatazione dei vasi sanguigni. Tuttavia, per chi come me sopporta o digerisce male l'alcool, questo ingrediente si può omettere, oppure sostituirlo, se si desidera, con succo di limone, che unisce al composto le sue naturali proprietà antiossidanti. Le persone diabetiche, o con problemi di glicemia, elimineranno anche il miele, sostituendolo con il solo limone, in dose maggiore. Siccome l'aloe è tra l'altro un naturale riequilibratore della glicemia, questa andrà monitorata tramite le analisi del sangue nel corso dei mesi.. se, come è probabile, arriverà a regolarizzarsi da sè, si potrà poi procedere alla preparazione completa. Il composto così ottenuto, dalla consistenza semiliquida, andrà conservato in frigo. Quando le piante vengono innaffiate, bisogna evitare di raccogliere le foglie per due, tre giorni, in quanto il principio attivo risulterà momentaneamente diluito.

14 /09/ 013
by FATAMORGANA
fatam0rgana317@gmail.com


photo: Irene


25/09/13

La grande rapina e il formato Gif


great robbery


L'anno della Gif
E’ stata la notizia tecnologica degli ultimi mesi: Yahoo compra Tumblr per 1,1 miliardi di dollari. Perché un gigante della Rete in affanno si getta con tanta foga su una preda così giovane? L’odore che indica la strada è ovviamente quello dei soldi nelle tasche dei giovani consumatori a cui Tumblr parla ogni giorno attraverso un sistema di micro-blogging che al momento vanta più di 100 milioni di utenti. A fare la differenza è soprattutto il modo in cui lo fa, con un linguaggio personale in cui una delle monete di scambio principali si chiama Gif. Avete presenti quelle immagini animate che da qualche tempo hanno letteralmente aver invaso Internet? Dal colorato e ipnotico Nihan Cat dalla coda d’arcobaleno fino all’onnipresente e lampeggiante Keep Calm And Carry On, slogan in voga durante la seconda guerra mondiale e che ora è uno dei tormentoni del Web. Lo stesso che la Ceo di Yahoo Marissa Mayer ha utilizzato nel suo primo post su Tumblr per tranquillizzare la popolazione del social network impaurita per una possibile stretta su i contenuti di un ecosistema che ha fatto della propria libertà e originalità un punto di forza. Illustratori e artisti come semplici utenti sembrano essere impazziti per la possibilità di creare gif di ogni genere: dal campionare le migliori sequenze di show televisivi, tra cui gli ultimi chiacchieratissimi MTV Awards, a creazioni del tutto originali. I pubblicitari hanno seguito la carovana e non esiste oggi marchio di fama mondiale che non abbia una propria serie di animazioni personalizzate per diffondere i propri prodotti online. Ma le gif non erano una cosa del tutto superata? I più maturi tra di noi se ne ricordano come ammennicoli fastidiosi di cui erano infarciti i primi siti web personali, spesso ospitati dalla piattaforma Geocities anche questa acquistata anni fa da Yahoo per poi essere frettolosamente abbandonata. Cosa ha riportato in vita le gif al punto da farne una delle parole dell’anno 2012 per il dizionario Oxford?

Gli inizi
Il 15 giugno 1987, alla Compuserve, primo servizio online commerciale americano, il programmatore Steve Wilhite pubblica nei server dell’azienda un nuovo formato di compressione per le immagini in sostituzione del precedente standard RLE (Run Lenght Encoding). Questo nuovo Graphic Interchange Format, gif, rendeva possibile anche la creazione di piccole animazioni utilizzando la pubblicazioni di immagini in rapida successione. “ Credo che la prima gif fosse l’immagine di un aeroplano” ricorda lo stesso Wilhite che ha continuato a lavorare per la Compuserve durante gli anni novanta, periodo in cui la società fu acquisita da America Online (AOL) che facendo scadere il brevetto della gif rendendo a tutti gli effetti tecnologia libera di venire utilizzata ovunque in qualunque modo. E’ in questo periodo che la gif inizia a diffondersi in maniera endemica online, spesso con esiti discutibili. Tante piccole immagini animate invadono i primi siti personali come il classico “Lavori in corso” con la luce lampeggiante che accoglieva i navigatori sulle homepage ancora in costruzione . “ Non ero molto orgogliosa di quel formato” ricorda Olia Lialina “ avrei preferito lavorare con i video ma al tempo utilizzare le gif era l’unico modo di avere un’immagine in movimento dentro un browser”. Siamo nel 1997, Olia è stata la prima: pionera russa dell’arte digitale la sua prima creazione di questo genere fu il disegno di una finestra in bianco e nero illuminata come da un lampo, da subito manifesto di semplicità in contrasto con quanto stava accadendo nel resto del web. La diga è aperta e il potenziale suggestivo e iconografico della gif inizia ad essere messo in pratica.

Quella che mancava a questo punto era una piattaforma adatta sia dal punto di vista tecnologico che di un target di utenti in grado di apprezzare contenuti del genere: da quelli più emotivi come il lavoro di Olia fino a declinazioni più ironiche o nonsense. I siti personali degli utenti o i seriosi blog non erano certo l’humus adatto ad uno sviluppo del genere. La risposta definitiva arriva nel 2007 quando il giovane imprenditore e programmatore americano David Karp fonda Tumblr. Il minimalismo grafico e di strumenti di questo nuovo social network obbligano gli utenti ad affinare l’ingegno in uno sforzo di sintesi. Come riuscire a dire molto in poco tempo? La risposta è nell’utilizzo di immagini, meglio ancora se animate. Ecco che la gif esce dai territori della net.art dove era confinata da anni ed entra nelle case di milioni di adolescenti di tutto il mondo che si divertono a ridurre in una manciata di frame in movimento tutto quello che vedono. Dalle scene più divertenti di video YouTube fino a vecchie foto d’archivio ora improvvisamente come vive e dunque buffe. Niente e nessuno si salva dal potere iconoclasta della gif. I musei non rimangono a guardare e percependo la novità nell’aria da tempo è tutto un fiorire di mostre ed esposizioni dedicate alla gif. Dal Museum Of The Moving Image di New York alla Photographer’s Gallery di Londra sono tanti i curatori che si interessano all’argomento. Anche in Italia qualcuno si fa avanti in questo senso: qualche settimana fa il progetto Action Gallery ha lanciato la prima mostra nazionale di gif animate, tra i 10 artisti internazionali coinvolti anche l’italiano Walter Giordano.. 
Wired