17/04/15

Il terribile Bluto del blues e fratello (The Blues Brothers)

Blues Brothers era il gruppo del momento. Ma non bisognava prenderli sul serio. Loro stessi non lo facevano. Erano in due e non erano dei veri musicisti, ma amavano la musica. Si chiamavano John Belushi e Dan Aykroyd, attori e pazzi animatori del più famoso spettacolo televisivo americano, il “Saturday Night Live".  L’idea era nata proprio durante la trasmissione e con essa anche una nuova parodia dell’America.
Quì stralci di una rarissima intervista ai due gemelli del blues..

Un mercoledi pomeriggio nella California del Sud, John Belushi si ritrova con del tempo da impiegare. Fuori dal lavoro lungo e pesante delle riprese del film "1941", Belushi si rilassa in quel posto fuori dalla fatica, dove le parole e le azioni provengono da un‘inerzia metabolica. <<Non sono stanco>>, insiste <<Non sono forte>> aggiunge, con meno convinzione. Per Belushi e il suo migliore amico, Dan Aykroyd, l’anno scorso (1978..) è stato “una emozionale montagna russa", particolarmente per Belushi, che ha assistito ai seguenti sconvolgimenti della sua vita: la sua elevazione nella farsa grossolana basata sui suoi exploit in  “Saturday Night Live"; il suo ruolo di star nella commedia del 1978, "Animal House", e il lancio di quella che promette di essere una vera carriera drammatica cinematografica, e la registrazione di un disco di platino. Tutto questo ha trasformato le fantasie infantili di Belushi in realtà.  Belushi, oltre alle sue apparizioni in Saturday Night Live, sta scrivendo una sceneggiatura per un film dei Blues Brothers. <<E durante la notte>> ridacchia, <<Dan e io dirigiamo un Burger King sulla 59esima Strada>>. Quest’ultima è probabilmente l’unica impresa creativa che ancora deve sfidare il talento di Belushi e di Aykroyd. Sempre con il loro ottimismo, non previdero il successo di “Briefcase Full of Blues", lo scherzo della Atlantic Records che  diventò, usando le parole di una rivista musicale, uno dei più grandi successi del 1978.

I Blues Brothers, l' esuberante “Joliet Jake" (Belushi) e l’esclusivo “Elwood" (Aykroyd)  esplosero in un momento  in cui gli albums  delle superstars e le complicazioni dei piu grandi successi irrompevano. Dieci giorni dopo la sua uscita, <<Briefcase>> fu certificato d’oro, ma i progetti delle vendite andavano nella direzione del multi-platino. Belushi, che smentiva la sua reputazione di artista "difficile" a volte insubordinato, spiegava il perché del credito per il fenomeno Blues Brothers. Comincia ad elogiare Dan Aykroyd, ll cui innamoramento per ll blues e il R&B, che durava da circa 15 anni, é stata la scintilla ispiratoria.
<<Tutta la cosa cominciò quando Danny ed io andammo in campagna per fuggire da tutto>>, ricorda Belushi, <<Riascoltavamo dei vecchi nastri e discutevamo di quelli. Danny è di Toronto, dove non c’e nessuna radio (rock) commerciale. Gli piaceva molto la musica soul, che a me non interessava molto. A me piaceva di più la roba heavy-metal degli anni Settanta, tipo Led Zeppelin e Black Sabbath. Non posso farci nulla. E non sono neanche redento>> . Quando il disc jockey della WNEW-FM Dave Herman è arrivato a casa di Belushi per registrare un’intervista con i Blues Brothers, Belushi aveva appena messo l’ultimo disco dei Black Sabbath sul piatto.
<<Era un anno che stavo con i Blues Brothers>>, dice Belushi, <<E per tutta la durata
della lunga intervista, ho ascoltato i Black Sabbath. Ero molto imbarazzato>>.
Comunque Herman non se ne accorse, essendo piu impressionato dalla quantità di dischi di Slim Harpo, Muddy Waters, Little Walter e Memphis Slim che c’erano sugli scaffali <<Questi tizi devono essere dei nemici mortali del blues>>, disse Herman.
ln realta, non fu Aykroyd a convertire Belushi in un amante del blues. Questo onore toccò a Curtis Salgado, che Belushi incontrò mentre stava girando “Animal House" nell’Oregon nel 1977. Belushi tornava per i weekends a fare Saturday Night e informò Aykroyd delle ultime scoperte musicali. <<Stronzo>>, gli rispose Aykroyd. <<Sono i dischi che ho tentato di farti ascoltare per anni>>.
John Belushi era del 1949, ha tre fratelli. Non ancora adolescente suonò in un gruppo rock che aveva come idoli i Rolling Stones e Buddy Holly; fece delle recite per la scuola, andò per un brevissio periodo al college, e poi diventò attore. Circa sei anni fa (siamo nel 79..)  si trasferì a New York per una rappresentazione off Broadvvay della National Lampoon dal titolo "Lemmings", dove incontrò Dan Aykroyd. In "Lemmings", Belushi fece la parte di Joe Cocker. Lo spettacolo Saturday Night" della NBC, ora alla sua quarta stagione, ha apparentemente perso importanza per Belushi. <<I Blues Brothers sono la cosa più creativa alla quale sto lavorando>> dice candidamente.
Alla domanda di quale sarà secondo lui il futuro della trasmissione, Belushi sospira.
<<Non so. Ogni anno mi si ripresenta lo stesso dilemma. Onestamente non so se la cosa continuerà. Se non continuerà, farò un’altra cosa. E' come quei tizi che devono far uscire una rivista settimanale. Non tutte le uscite sono buone. Non si decide di lasciare una cosa solo perché non produce più oro. Perché la prossima potrebbe andare molto bene>>, Belushi non parlava molto dei suoi affari personali. Ammetteva solo che i personaggi di Jake e Elwood rispecchiavano più o meno le vere personalità dei loro creatori. Belushi si sentiva un po’ a disagio nell’etichetta di Bruto, il protagonista anarchico di “Animal House".

 <<Le mie energie vanno in altre direzioni>>.
Matty Simmons, il produttore di “Animal House" e molto amico di Belushi smentisce il credo comunemente diffuso che Belushi sia un maniaco incline alla violenza, <<Ho lavorato vicinissimo a lui per quattro anni>>, dice Simmons; <<e non l'ho mai visto diventare violento con qualcuno. E' violento solo quando recita, come Brando e Newman. Credo che John abbia, se posso usare questa parola, “un magnetismo animale. Ha del carisma... è tutto vivo quando sta sul palooscenico, ha intorno un’incandescenza>>.
Altre persone che conoscevano Belushi dicono che la sua forza di comico e di persona stava nella sua inquietante e infantile libertà di espressione. “Non sai mai quello che farà da un momento all’altro", dice Simmons. “Fa sempre quello che sente di fare". Il cibo sembrava essere il principale oggetto dell'aggressività di Belushi. Quelli che hanno avuto l'insolita esperienza di mangiare con lui hanno notato questo comportamento a tavola: la tendenza a riempirsi le narici con piccoli oggetti; il lanciare la forchetta addosso ai commensali; l'abilità di mangiare tutto quello che sta a portata di mano in pochissimo tempo. <<John>>, dice un amico << é uno stronzo completo fino a quando non lo conosci a fondo>>. Matty Simmons ricorda di quando fu chiamato da un importante messaggio telefonico mentre stava facendo un importantissima riunione. Quando arrivò al telefono, Belushi disse, <<Senti, potresti trovare un lavoro per il figlio della mia domestica? Ha molto bisogno di lavorare>>. Simmons ride a l’immagine di Belushi e della sua collega Gilda Fladner mentre vagavano alle 5 del mattino suonando tutti i campanelli invano alla ricerca di un indirizzo perduto. “E' pazzo", conclude Simmons, "ma non cosi pazzo come vuol far credere alla gente".
<<Non plagiamo nessun artista>>, insisteva Belushi con un cenno di autodifesa. Gli oltraggiosi vestiti scuri, barba rada, capelli bizzarri, erano delle caratteristiche derivate dal blues endemico, E anche la parodia, l'escogitato nonsenso che racconta la genesi dei Blues Brothers, la pura pazzia dell’idea stessa, hanno fatto scoppiare un dibattito nell’ambiente musicale sul meriti del blues bianco, e soprattutto della parodia del blues bianco.
<<Penso che è vile>>, dice una persona dell’industria discografica che ha lavorato nell’ambiente del blues e del R&B_ <<E' vile che questi tizi possano avere un simile successo con “Soul Man e gente come Sam e Dave non possa fare neanche uno spettacolo>>. <<La musica va bene>>, continua, “ma il modo di presentarsi si prende gioco di qualcosa che è seria (i veri musicisti blues) >>.
Dave Herman della WNEW-FM non é d’accordo_ <<Non é tutta una parodia. Ma anche in quel caso, il blues è sempre stato una parodia di sé stesso, é sempre stato pieno di umorismo di oltraggiosa esagerazione. Sono persone che sono dei commedianti, degli uomini di spettacolo... l’album é una rapresentazione teatrale, e come tale, essi tentano di fare dello spettacolo. Non possono separare i loro talenti da commedianti dalla musica. »


Belushi diceva modestamente, <<Mi considero più una personalità che un cantante>>. Era rattristato dal destino di tanti giganti del blues, come Sam e Dave, che erano stati flschiati a Philadelphia: <<Maledizione», dice Belushi, <<che si deve fare con quella gente stronza? Sai, sono quegli idioti della Compagnie discografica che fanno suonare gente come Sam e Dave nelle sale rock». Belushi poteva non considerarsi un musicista, ma non risparmiava i superlativi quando elogiava ll suo gruppo, sui giudizi dei quali lui e Aykroyd si basavano quando dovevano soegllere le canzoni degli albums. (Ad esernpio Soul Man fu un suggerimento di Steve Propper). La maggior parte del materiale dl “Briefcase Full of Blues» é disadorno,
Hey Bartender, Messin’ With the Kid, e Shot Gun Blues, tuttl classici del genere, presentano un blues Classico ma con trattamenti energetici, mentre Groove Me mostra un tocco scherzoso nella sua atmosfera reggae. Matt Murphy, il dotato chitarrista blues
che si unì al Blues Brothers dopo aver lavorato con Muddy Waters, James Cotton, Sonny Boy Williamson e Memphis Slim, descriveva una serie di prove che erano “professionali ma non ben definite, non difficili", sostenute dalle persistenti buffonerie dl John. <<Imitava sempre le persone>> dice Murphy di Belushi. <<Non devo dirvi che quel tipo è pazzo>>.

<<Calmo... non parlava molto, ma qualche volta anche lui era un po'strano.>>
 <<Danny é okay>> dice Belushi. <<E' una persona aperta, amichevole. Quest’album é
realmente un "tributo" alla vecchia gente del blues, la critica va bene. Ma aspettiamo le
opinioni della gente che non ama le trovate che usiamo». Muddy Waters diceva di loro, <<Possono anche non essere stati dei musicisti, ma ora sono dei musicisti. Non devi avere un determinato colore per suonare il blues>>.
<<Muddy Waters ha detto questo?>> dice un meravigliato Belushi. <<E' meraviglioso. E' semplicemente meraviglioso>>... 

Briefcase full of Blues