01/06/15

Noi distruggeremo la famiglia: la minaccia e il "Beautiful Love Affair", tra Arte e Punk

Distruggeremo la famiglia: Punks vs mamma e papà - 1982

"Vogliamo distruggere la famiglia: Punk vs Genitori," è un rapporto del 1982 della KABC di Los Angeles, ed è un fantastico allarme, quasi una crisi di panico morale vintage. Il film si apre con i Fear, con Lee Ving che offre ridendo una spiegazione della canzone, e del ritornello, nel caso che il pubblico non riesca a distinguere il testo della canzone, "We destroy the family". Certo che con un titolo del genere, c'è poco da spiegare! Si può presumere dal tono serio del narratore che la minaccia dei punks alla famiglia viene presa molto, molto seriamente, trascurando completamente il fatto che gli hippy (e probabilmente alcuni dei genitori di questi ragazzi) esprimevano un disprezzo simile per lo status quo solo pochi anni prima (anche se assumevano droghe diverse dai loro successori). E 'interessante che l'allarmismo contro il punk, e il ridicolo documentario della ABC "The Day My Kid Went Punk" (foto sopra) si prolungò nel tempo: questo materiale veniva trasmesso negli anni'80.. e quest'ultimo addirittura nel 1987!, chiaramente ben oltre l'esplosione del punk iniziale. Il motivo è che tutto coincide con la rinascita della scena punk-hardcore nelle periferie "rispettabili" delle metropoli. Le ansie non solo culturali derivanti, come quelle prodotte dal comitato di Tipper Gore, il "Parents Music Resource Group" nel 1985, provocò un ondata di indignazione e di vera e propria censura, mentre Jello Biafra dei Dead Kennedys veniva processato con l'accusa di oscenità per un poster di HR Giger inserto in un loro album . La visione di una ridicola intervista con i genitori e i loro figli punk (definiti punk-bubble gum) in "We Destroy the Family," dimostra in realtà come venivano ignorati l'evidente disaffezione e l'alienazione dei giovani dell'epoca, e di come furono attaccati e denigrati i loro sbocchi artistici. Riportiamo la prima parte del docufilm, mentre delle altre due riportiamo i link sotto. Come sempre, tutto in lingua inglese..



"PUNK ART"


Washington Project for the Arts, "Punk Art" catalogue, front and back covers, 1978.

Immagini che catturano l'oscura e il.. "Beautiful Love Affair" tra Arte e Punk

<<Per me, il punk rock è la libertà di creare, la libertà per avere successo, la libertà di non avere successo, libertà di essere chi sei. E' la libertà>>, ha detto una volta Patti Smith. Cosa intendiamo quando parliamo di punk? Cos'è il punk? Noi abbiamo raccolto quì alcune definizioni sul punk di molti artisti invischiati nel movimento.

Nel 1975, Patti Smith pubblica "Horses", che avrebbero continuato a formare la visione di futuri punk rockers durante la fine degli anni '70 e oltre. Per alcuni, questo album innovativo, che toccava argomenti come il sesso e il suicidio, esperienze legate agli extraterrestri, diede il via all'inizio del regno musicale dominante del punk rock.

40 anni dopo Horses, si può facilmente osservare che punk rock e arte punk  non sono mai stati troppo distanti. La copertina del disco stesso, un ritratto in bianco e nero un pò 'sfocato di una Smith  androgina, fu scattata da Robert Mapplethorpe. Nella sua raccolta di saggi "Sesso, Arte e Cultura americana," Camille Paglia ha definito quest'immagine, senza pretese ma rivoluzionaria, "una delle più grandi fotografie mai scattate a una donna."
Dagli inizi il punk si è mescolato con il regno dell' arte (come recentemente hanno dimostrato mostre come "Punk: Chaos to Couture", al Metropolitan Museum of Art dal 2013 ). Nel 1978, Marc H. Miller e Bettie Ringma organizzarono una mostra storica dedicata agli artisti visivi che contribuirono alla filosofia punk, un progetto che in seguito sarebbe stato riconosciuto come la primo mostra di Punk Art.
Gli artisti sono sempre stati attratti dal R'n'R.  Prima di tutto, dagli anni Sessanta l'arte era come una parte integrante della coscienza americana, con le lattine di zuppa Campbell di Wahrol che furono molto più potenti di quanto si potesse immaginare. Riassumeva la ribellione contro la quiescenza meditativa in cui affondavano gli altri avanguardisti. 

Oltre 30 anni dopo, questa originale mostra Punk Art rimane cruciale come mai, con molti dei progenitori ancora attivi nella scena punk di oggi. Ora, "Punk Art Exhibition - The Catalogue - Bowery 98" espone alcune delle immagini più iconiche associate al movimento, come pure la performance di Ruth Marten nell'arte del tatuaggio e le sculture-spazzatura del  "Suicide" Alan Vega.
La galleria è nota per il suo amore per tutte le manifestazioni della cultura pop, quindi ha senso che un tale luogo avrebbe celebrato tutto quello che ruota intorno ai "cattivi ragazzi" che hanno distinto il genere.

"La mia scultura è un esempio di Punk visivo," proclama Alan Vega nel catalogo.
Si possono vedere le origini contorte della storia d'amore tra punk rock e punk arte in alcune immagini qui sotto, e il negozio online per il sito web 98bowery.com. quì. Parallelamente al sito web, la galleria traccia un percorso simile attraverso e durante un periodo in cui l'arte dinamica affrontava la vita e tutto era possibile. Galleria 98 è un sito per i collezionisti; tutto è in vendita.


Alan "Suicide" Vega (guest editor), Art-Rite magazine #13, January 1977.

 
X Motion Picture Magazine, Double Issue, Vol. 2, Issue 2 & 3, February 1978.
  
 
John Holmstrom, from "Joe — The Cartoon Hero Gets Shit from Shit," Punk magazine #1, January 1976.



Alan W. Moore, "Hanns Martin Schleyer" (RAF kidnapping victim), Xerox from news photograph, 1978.



Legs McNeil, "Punk Manifesto," installation view of Punk Art exhibition, 1978.




Arturo Vega, T-Shirt for Johnny Blitz Benefit at CBGB, 1978.