07/06/15

Alexey Mozgovoy, la lince delle Ghost Brigade

Interzone segue la guerra nel Donbass , nonostante in Italia non si parla da mesi della guerra. Come fu per la ex Jugoslavia, questa è una guerra che ci riguarda da vicino, una guerra terrificante, nonostante Kiev continui volutamente a parlare di “operazione antiterrorismo”.
Dispacci ufficiali del Ministero degli Affari Esteri russo,  parlano di un possibile allarme nucleare non solo per l’Ucraina e per la Russia, ma soprattutto per l’Europa. I dispacci e le informazioni sono disponibili sul sito web del Ministero.
Alexey Mozgovoy
Viaggiando intorno a Mosca, Alexey Mozgovoy aveva dipinto con la bandiera della Repubblica popolare di Lugansk (LPR) la targa ucraina della sua automobile. La polizia moscovita costantemente fermava questa strana macchina nel centro della capitale, tra boutique glamour e ristoranti costosi, e l'occupante, vestito di tutto punto e stretto nella sua mimetica, sembrava un alieno, una lince selvaggia in una competizione tra i felini metropolitani. Una volta che il riconoscimento veviva effettuato, i poliziotti chiedevano autografi, e gli dicevano stingendogli le mani che avrebbero voluto vederlo firmare autografi.. a Kiev.

Alexey Mozgovoy era un uomo normale, che si è trovato in circostanze straordinarie e in queste circostanze ha fatto valere le sue qualità. Amava la gente, e tutta la LPR (Repubblica Popolare di Lugansk) e le Ghost Brigade che guidava lo amavano per la la sua umanità.

Per questo era rispettato anche a Kiev dai leader dell'esercito regolare. Sono qualità molto strane per un capo militare in guerra. Le voci dei suoi nemici, dicevano che il comandante Mozgovoy era stato apertamente critico con i politici della LPR che tentano dialoghi di pace con il governo di Kiev e lo accusavano di essere un intransigente comunista. Il comandante di uno dei reparti più potenti schierati in campo aveva invece intrapreso contatti con le controparti per trovare un modo per fermare la guerra, che spesso descriveva come un conflitto "fratelli contro fratelli." Secondo Mozgovoy il vero nemico del popolo sia nel Donbass che a Kiev sono gli oligarchi che siedono al governo, e che detengono le risorse, e le imprese in Ucraina.

<< ... Un altro problema è che noi difendiamo gli interessi del popolo, non il governo. Perché i governi cambiano, ma la gente è sempre la stessa. Con coloro che onestamente esercitano le loro funzioni per il popolo, troviamo sempre un linguaggio comune >>.

Sotto la guida di Mozgovoy il reparto Prezrak, nome originale delle Ghost Brigade si è distinto come un modello, in grado di fornire aiuti alla popolazione civile per la sopravvivenza in condizioni difficili, sotto l'assedio di Kiev, come riporta un rapporto di Amnesty International: l'abrogazione da parte dell' Ucraina dei fondamentali diritti umani in Donbass, il blocco degli aiuti umanitari, cibo e medicinali, fuori della regione, torture sui prigionieri.

Recentemente era anche stato potenziato con l'aggiunta di un reparto umanitario, "Angel", che si è unito a Prezrak questa primavera. La reazione in Ucraina al suo assassinio è ondivaga; alcuni l'hanno accolta con enfasi, e questo è certo, ma i nazionalisti ucraini hanno visto il suo assassinio come un errore. La sua è stata tra le voci più chiare in difesa della pace in Donbas, e del rispetto reciproco per i prigionieri.

Dopo l'assassinio del comandante delle Ghost Brigade Alexei Mozgovoy, fatto saltare in aria mentre era alla guida lontano dalla linea del fronte, si sono sollevate immediatamente le speculazione e le accuse sulle lotte interne ai gruppi ribelli nella Repubblica popolare di Luhansk (LPR), uno dei due autoproclamati stati autonomi nell'Ucraina Orientale. Ma è molto più credibile che si tratti molto probabilmente di una operazione dei Servizi Speciali ucraini, con l'obiettivo di fermare quello che era conosciuto come il progetto per la costruzione di Novorossia (Nuova Russia), una federazione ipotetica di stati nel sud-est dell'Ucraina, che si estenderebbe da Kharkiv a Odessa, in Crimea. Mosgovoy era stato visto come un forte sostenitore e una figura primaria in questo progetto. Mozgovoy è l'ultima vittima di una serie di attentati, sia andati a segno come per Alexander Bednove ucciso in un agguato il 1 gennaio, sia falliti, come un certo numero di sopravvissuti testimoniano negli ultimi mesi.

Alexei Mozgovoy era anche il responsabile dell'accoglienza degli internazionalisti provenienti un pò da tutta Europa, compresi una cinquantina di italiani giunti in Donbass nell'ambito della Carovana Antifascista organizzata dalla Banda Bassotti.

Un personaggio, un combattente che entra di diritto nelle storie di Interzone, anche lui come il comandante Givi, impegnato sui difficili palcoscenici della guerra al nazi fascismo e alla ricerca della pace. Come si può credere al presidente ucraino che afferma che la Russia vuole invadere tutta l'Europa? Solo un malato di mente può affermare una stupidità come questa..

<< "La nostra più grande vittoria sarà se creiamo un governo che pensa al popolo; Non vittoria nella guerra, ma la vittoria su noi stessi, e sulle nostre menti.>>
"Alexey Mozgovoy"