15/01/15

Gipi: Charlie Hebdo, la satira, la religione.

Come falchi sono piombati anche su #jesui­schar­lie, c’è stato "l’orgasmo mul­ti­plo dei com­plot­ti­sti di tutto il mondo" : dopo l'11 settembre questa è la mes­sin­scena hol­ly­woo­diana di pro­por­zioni epi­che. I nostri rappresentanti, in maggioranza dirigenti dei 5 stelle, non hanno perso tempo e si sono distinti come sempre: un mare di caz­zate spa­rate senza alcuna cognizione di causa, teo­rie del com­plotto, gli illumi­nati, le scie chimiche, la Cia, bilderberg.. facili verità senza possibilità di poter essere smentiti. Segnaliamo a questo proposito di leggere il divertente  "LaScia o Raddoppia", sottotitolo <<Complotti e cospirazioni nella politica italiana: storia delle #sciechimiche dal centrosinistra ai grillini>>, prefazione di Fulvio Abbate. Si inizia nel lontano 2003, con l'interrogazione sulle celeberrime scie chimiche del parlamentare DS Italo Sandi, poi il complottismo diventa mainstream: Piero Pelù, Gianni Morandi, gli esperti Paolo Attivissimo e Massimo Polidoro,  il M5S in forze,  e  i complottisti per eccellenza  come Domenico Scilipoti ( Forza Italia) e il Divino Otelma!



scie al circo massimo, in onore del capo
 

Gipi, invece, come noi non crede a complotti e cazzate varie, e mercoledì 14 gennaio ospite a Le Invasioni Barbariche, il talk show televisivo di La 7 condotto da Daria Bignardi racconta del suo rapporto con la religione, con Dio, e di come ha vissuto l’attentato terroristico a Charlie Hebdo. Su quello che è accaduto Gipi ha precisato:

<<Io non credo a nessun tipo di complotto, mi danno fastidio tutte quelle teorie. Loro sono morti per blasfemia, sono morti per aver offeso qualcosa di invisibile. È inconcepibile che oggi qualcuno possa morire per un motivo del genere. Io sono profondamente democratico, chiunque può adorare ciò che preferisce ma non può imporre la sua visione a terzi. Personalmente ho grossissimi problemi con la religione e con Dio. Se esiste un Dio è inconcepibile per l’uomo: tutto ciò che viene definito tale oggi è stato palesemente ideato e viene spiegato dall’uomo per l’uomo>>.

Sulla satira ha aggiunto:

<<La satira secondo me c’ha una regola sola: che deve andare dai deboli verso i potenti. Chi fa satira deve appartenere a una minoranza, o essere in una condizione di debolezza, e deve lavorare su quelli che sono più forti o che hanno il potere. [...] Quando il potente o chi lavora per il potente fa satira su chi il potere non ha, non fa satira, è un’altra cosa. Quella cosa è prepotenza, è fascismo>>

Nel video l'intervista completa a Gipi della Bignardi..



Gipi (Gianni Pacinotti) è del 1963. Vignette, racconti, storie a fumetti. Collabora con Cuore, con il mensile "Blue" e con altre testate e giornali italiani. Oggi è  illustratore per il quotidiano "La Repubblica"e collaboratore del settimanale "Internazionale". I libri: escono Esterno Notte e Appunti per una storia di guerra, premiato come Miglior fumetto dell'anno al Festival internazionale di Angoulême nel 2006, sempre per la  Coconino Press. Ancora, Questa è la stanza, la serie Baci dalla provincia, S., La mia vita disegnata male, l’antologia Diario di fiume e Verticali. L'ultimo terrestre, prodotto da Fandango, è il suo film d'esordio.