26/01/15

Technopolis: la Yellow Magic Orchestra

SPECIAL: YMO
Ancora Giappone, ancora Tokyo.. Sol Levante.
Pochi artisti hanno avuto un' influenza sulla musica elettronica e basata sulla tecnologia come i nipponici della Yellow Magic Orchestra. La portata dell' influenza si estende agli angoli più profondi del sottosuolo del hip-hop, ai numerosi ceppi della cultura dance, alla New Wave e al sinth rock, e in definitiva alle più brillanti melodie pop di tutto il mondo. Formati nel 1978 dal cantautore, bassista, e cantante Haruomi Hosono, l'obiettivo originale della YMO era di pubblicare un album tecnologico di esotica (exotica), con sonorità orchestrali caraibiche, latine e naturalistiche e rendere omaggio ai talenti musicali di Martin Denny e Les Baxter, due bandleaders di exotica americani i cui album strumentali hanno il fascino del sound post-seconda guerra mondiale, anticipatori della musica etno e lounge. Questo album, Yellow Magic Orchestra, fece enorme scalpore in Giappone e con la sua gamma diversificata di talento e scintille di vera ispirazione trovò terreno fertile negli ascolti dei giovani occidentali, un ponte ideale tra la nuova musica d'oriente e la fame di musica nuova che attanagliava l'occidente. I fan casuali non sanno che la YMO non era una band di musicisti dilettanti che cercavano di farsi strada relativamente attraverso le nuove tecnologie, ma erano tutti esperti e alcuni già veterani al momento della loro formazione. Nel corso della loro carriera hanno continuato a sperimentare le nuove tecnologie, trovando il modo per fondere queste innovazioni con le classiche canzoni pop da classifica.

Hosono inizialmente era salito alla ribalta come un membro degli Happy End, uno dei primi gruppi rock giapponesi degli anni '60 e primi anni '70 dove scriveva canzoni nella loro lingua madre, piuttosto che limitarsi a scimmiottare gli stili e le mode occidentali . Il desiderio di dare una forte identità culturale alla propria musica portò alla creazione di un pop cosmopolita, che poi è sfociato direttamente nel vibrante "technopop" che Hosono portò in cima alle classifiche giapponesi, con l'aiuto del batterista e cantante Yukihiro Takahashi, (in precedenza nel gruppo glam rock dei Sadistic Mika Band, che andò in tour in Europa con i Roxy Music!) e un talentuoso giovane studente universitario di nome Ryuichi Sakamoto, che contemporaneamente utilizzava il suo talento di tastierista come turnista, produttore, arrangiatore per un certo numero di artisti pop nell' orbita di Hosono. Hosono e Sakamoto in particolare sono stati sempre ossessionati con l'identità culturale giapponese. Il nome della band è uno scherzo malizioso, e riguarda l'ossessione del Giappone per la magia nera ("yellow magic" era a metà strada tra magia bianca e magia nera", spiegò Hosono. "In realtà, è un nome stupido, vero?"), E la band continuò a esplorare nozioni di asiaticità, exoticisation e orientalismo.
Hosono era l'uomo delle idee, Takahashi il divulgatore, il comunicatore, mentre Sakamoto ha fatto la teoria, tanto che veniva chiamato "il professore."
Quando gli chiesero perché la band si sciolse nel 1984, Hosono dichiarò: <<"Ci eravamo tanto odiati">>.




Dietro le quinte c'era il programmatore Hideki Matsutake, che aveva imparato il funzionamento dei primi sintetizzatori analogici mentre lavorava come assistente del compositore elettronico Isao Tomita e le cui conoscenze inestimabili aiutarono il gruppo a rimanere all'avanguardia nel diluvio delle nuove tecnologie che arrivavano in quel periodo. Insieme, i loro rispettivi talenti dominarono gran parte del sound in Giappone nella prima metà degli anni '80, e le cui scosse di assestamento si avvertono ancora oggi nel pop e nell'underground di tutto il mondo.
Mentre i loro coetanei a Düsseldorf e a Detroit iniziavano ad usare la tecnologia dei sintetizzatori per creare una tetra visione distopica del futuro - un mondo di robot senza volto e brutali paesaggi post-industriali - la YMO vedeva la tecnologia come qualcosa di gioioso e liberatorio. Nelle loro mani, il sintetizzatore era quasi un giocattolo, uno strumento per niente stravagante.

Mentre la discografia di ogni membro è vasta e meritevole di un approfondimento, mettiamo quì a disposizione interamente quella del gruppo, a partire dal 1978 e fino 1985, anno dello scioglimento, più i dischi live e alcuni best. Sakamoto, chiaramente ha avuto il più alto profilo internazionale, collaborando con David Sylvian, e gli XTC di Andy Partridge, prima di andare a lavorare con artisti diversi come David Byrne, Iggy Pop e Talvin Singh. Ha scritto opere, colonne sonore per i film di Hollywood (The Last Emperor), e anche recitato in Merry Christmas Mr Lawrence con David Bowie. Hosono e Yukihuro hanno continuato a fare musica in Giappone, e hanno collaborato come duo nei Sketch Show.

Dai Duran Duran, a Van Halen, da Whitney Houston agli Human League, Afrika Bambaataa (il primo a campionare la loro musica) e gli Underworld, Depeche Mode e gli stessi Japan di D. Sylvian per tutti gli '80s hanno dato splendore futuristico all'elettronica: si dice che il pop sintetico sia stato creato dai Kraftwerk e dai Devo, ma i veri padrini sono i musicisti della Yellow Magic Orchestra Giapponese, tanto da guadagnarsi l'adorazione di alcuni dei massimi esponenti del synth pop come Ultravox, John Foxx, Gary Numan.. Il produttore e musicista Todd Rundgren ha avuto per anni un album della YMO sulla parete del suo studio di registrazione; l'improbabile cover della loro Behind the Mask di Eric Clapton è stato un enorme successo internazionale; in Giappone, erano più famosi e stimati dei Beatles, tanto che Sakamoto dichiarò di odiare la sua band perchè sempre inseguita dai paparazzi e le ragazze gli avrebbero strappato i vestiti di dosso, se avebbero potuto. <<"In Italia, il pubblico cominciò a discutere durante il nostro concerto", disse Hosono. "C'erano questi uomini molto seri, con barba e capelli lunghi, che organizzarono un simposio sulla nostra musica mentre stavamo suonando.">>
Sakamoto:<< "Sembravano filosofi greci o romani. E' stato così divertente...">>

Nella storica reunion che si tenne al Royal Festival Hall - il loro ritorno in UK dal 1980 - i tre membri originali sono stati coadiuvati dai Massive Attack.

Mentre i pari teutonici Kraftwerk erano rigidi e robotici, la YMO era capricciosa e bizzarra, chi ascolterà i loro dischi sicuramente riconoscerà, nei meandri, tanti motivetti disco che spopolavano nelle radio e nelle classifiche di quegli anni, e gli renderà onore per aver contribuito alla nascita di tanti gruppi elettronici e electro pop e per aver plasmato quello che sarebbe diventato il moderno J-pop.. Ancora oggi, il sound pioniere della YMO costituisce spesso il legame comune di generi, dalla dance (di Rihanna "We Found Love") all' indie (dei Foster the People di "Pumped Up Kicks") fino al pop ("Sexy and I Know It" di LMFAO). Inoltre, chi aveva i primi giochi Sega, e i campioni di giochi arcade come Space Invaders si accorgerà che le musichette di sottofondo furono affidate proprio alla YMO, che già negli anni '70, aveva combinato gli strumenti come la gloriosa batteria elettronica programmabile Roland TR-808 (è stata la prima band ad usarla) e il sintetizzatore Polymoog, alle sonorità tipicamente giapponesi.

Yellow Magic Orchestra_Complete 2GB


Oltre al video della reunion (sopra) questo è un mix di alcuni punti salienti della band, materiale di ascolto ideale mentre si legge: