15/07/15

Ama o muori: Susumu Yokota (In memory)

Di nuovo quì a commentare e ricordare un musicista per noi importante, e di cui avevamo già parlato. Lo sconcerto è che Susumo Yokota, musicista, produttore e artista a tutto tondo giapponese ci lascia ad appena 54 anni. La scomparsa risale al 27 marzo dopo un lungo periodo di malattia ma la notizia della sua morte è stata annunciata dalla sua famiglia solo questa settimana. Un periodo davvero nefasto per la musica: solo l'altra settimana siamo stati costretti a commemorare il grande Chris Squire, anche lui scomparso a causa di un male incurabile.

Susumo Yokota era un economista prestato all'arte e alla musica, inizialmente come techno dj e compositore. Nei primi anni 1990 era molto noto nei locali di Tokio, e come DJ aveva sviluppato un sound che univa techno e housecon sonorità jazzy, prima di dedicarsi completamente alla musica ambient e all'elettronica . Diversi gli album diventati punti di riferimento per tutto il movimento ambient: Sakura e Grinning Cat inclusi. Considerato un classico della musica ambient anche The Boy and the Tree. Sono stati anche dischi che hanno rappresentato i migliori risultati a livello commerciale per le varie etichette con cui ha collaborato, in particolare per la Leaf e la Sublime. Sia con il proprio nome o con lo pseudonimo di 246, Yokota ha pubblicato molti dischi nel corso della sua prolifica carriera su etichette come Leaf, Lo Recordings, Reel Musica, Sublime, e la sua Skin Tone. Dreamer, il suo ultimo , è stato pubblicato dalla Lo nel 2012.
Il successo che i lavori di Susumo avevano riscosso è stato ancora più straordinario per il fatto che a malapena li aveva promossi: ad esempio, in Europa aveva suonato dal vivo pochissime volte. Amo Susumo Yokota perchè la sua musica è sempre stata del tutto personale, individuale, esoterica e mai però indulgente. La creazione di gioielli musicali, intricate basi e tessuti sonori hanno scintillato come pochi. Non l'ho mai visto dal vivo e non c'è dubbio che la sua reputazione sarebbe di gran lunga superiore a molti dei suoi contemporanei, se la gente avesse avuto modo di poterlo ascoltare in esibizioni live. Ci mancherà molto, anche questo, senza ombra di dubbio...

Ripubblico il piccolo post che gli avevamo dedicato tempo fa, integralmente. Il video della sua versione di Golden Years di Bowie è scomparso da Youtube, ma sarà mia cura e premura di costruirtne uno nuovo e caricarlo sul mio account video.


Già, centra sempre Bowie, non c’è che dire. Così scovai una raccolta di artisti emergenti che rifacevano alcuni dei suoi successi e quello più convincente fu la rivisitazione di Golden Years fatta da Susumu Yokota. Artista nipponico poliedrico, musica, pittura, installazioni multimediali.. quella cover di Bowie mi colpì tanto da rovistare nel suo vasto catalogo (il primo lavoro è del 1992) senza, tra l’altro, nessun rimpianto. House, techno, ambient, sperimentazione con variazioni orientali, originale e affascinante. Grinning Cat è più che altro musica classica d’avanguardia, rarefatta e tecnologica, romantica e decadente, concentrata fortemente sul pianoforte, in alcune parti fortemente campionato. Un disco minimale , con alcune tracce inquietanti e tristi ma dieci brani sinuosi e molto differenti tra loro, anche se non sembra. Da ascoltare con i primi scrosci di pioggia autunnali. (O mentre si osserva la città illuminata di notte, fumando sigarette dalla finestra d'ospedale). La ricerca continua..
Grinning_Cat.rar