21/05/15

Everlong e Dave se ne và

Ieri sera il suo talk show è andato in onda per l'ultima volta, a tarda notte. Parliamo di David Letterman e so bene che forse non frega molto a nessuno e che solo chi si occupa di televisione e di media in generale ha coperto la notizia in un modo o nell'altro.. L'intera extra-lunga puntata è stata triste per tutti i fan di lunga data di Letterman , e i momenti finali mi hanno commosso non poco, e comunque più di ogni altro spettacolo visto in televisione. La band preferita di Dave, i Foo Fighters, la cui canzone "Everlong" era stat dedicata a Dave per il suo quinto bypass applicato nel 2000, è tornata ad essere l'ultimo ospite musicale nella sua carriera, lunga ben 33 anni. La performance di "Everlong" aveva sullo sfondo un montaggio che attraversava tutta la storia, una rapida corsa fiammante attraverso il passato: anche se non sono abbastanza vecchio per avere visto i suoi primi anni alla NBC, posso solo immaginare come si sentivano le persone in questo momento, dopo tutti questi anni.

Io non voglio cercare di mettere in parole il motivo per cui questa cosa mi ha colpito così duramente. Ho già una sorta di prevenzione nei confronti di Everlong, anche se non sono neanche un super fan dei Foo Fighters. Ma sento che ho bisogno di commentare e condividere come Dave mi ha catturato: tutta la sua umiltà e autoironia, sostenendo il suo personaggio di eterno brontolone, il suo saper essere provocatorio e mai zerbino, il suo progressismo bonario, il suo amore per le cose che ci piacciono, la musica e il cinema, in particolare. Gli devo anche la scoperta di alcumi artisti, ospitando il meglio del rock e della musica alternativa per ltre 30 anni. Dave Letterman era divertente, e è stato portatore di una cultura popolare, ma mai "populista", non ha mai cercato facili consensi, semmai il contrario. Mi ha tenuto compagnia durante le notti insonni, strappandomi sorrisi e buon umore anche quando sarebbe stato difficile anche per il re dei clown. Un ottovolante di emozioni! In Italia solo Luttazzi ha tentato un esperimento simile, cercando di ricreare l'atmosfera che ha caratterizzato il Late Show sotto la guida di Letterman, ma abbiamo visto come è finita.

Tornando allo show finale, certo, si è abbandonato fino all'ultimo alla cultura della celebrità invitando alcuni suoi amici divi per la top ten conclusiva, ma in qualche modo è riuscito ad evitare facile sentimentalismi, tanto che fino agli ultimi quindici minuti o giù di lì sembrava una puntata regolare del Late Show, ed era quello che mi aspettavo: il David Letterman che ho conosciuto non avrebbe mai voluto fare un grand polverone (su se stesso) per il finale della sua carriera.
Oggi abbiamo la fortuna di avere You Tube, è possibile quindi rivederlo negli anni '80, dove forse risiede la sua roba davvero migliore: è un assaggio della cultura che regnava in quegli anni a New York, e che piano piano si è estesa in tutto il mondo, ed è abbastanza affascinante da rivivere.
Quindi oggi rendo omaggio a questo innovatore, che ha saputo mantenere il suo ego sotto controllo, a lui e al suo equipaggio, gli autori, e la piccola l'orchestra che lo ha sempre accompagnato: con la sua band preferita che suona la sua canzone preferita, mentre la commedia più importante degli ultimi 35 anni che ha balenato nelle nostre TV è andata per l'ultima volta in onda...