29/05/15

Crime Rock: delitti ed errori giudiziari, materiale per canzoni

Rubin Hurricane Carter
La criminalità non paga, ma può fornire buon materiale per scrivere canzoni. Oltre le ballate su omicidi, che vanno dal folk all' indie pop al rap. che spesso erano solo un lavoro di finzione, quì una lista di canzoni ispirate a fatti e personaggi del crimine della vita reale: killer seriali, truffatori, e anche innocenti erroneamente accusati, ma che hanno realmente fatto parlare delle loro storie..

1. Bob Dylan, “Hurricane”
Una delle più famose canzoni di protesta di Bob Dylan, ispirata dalla ingiusta detenzione del pugile Rubin "Hurricane" Carter nel 1960. La canzone di Dylan portò il caso all'attenzione del pubblico e, insieme con la Rolling Thunder Review, mise sù uno spettacolo di beneficenza a sostegno della liberazione di Carter. Oltre alla sua rilevanza storica, "Hurricane" è una prodezza di narrazione e ritmo, e incoraggiata dal drammatico violino di Scarlet Rivera, è una canzone che racchiude la capacità della musica di diventare qualcosa di quasi cinematografico, fungendo anche da catalizzatore per la giustizia sociale.




2. Nirvana, "Polly"
Una ragazza adolescente chiede e accetta un passaggio dopo un concerto rock nel 1987.
La ragazza viene rapita, e stuprata e del caso, conosciuto come il Green River Killer, viene accusato Gerald Friend. Kurt Cobain legge la storia sul giornale e scrive "Polly" con i Nirvana nel 1989, per l'album di debutto, Bleach. L'arrangiamento acustico, in contrasto con la versione abrasiva di Bleach, non viene fatta fino al 1991, quando viene pubblicata su Nevermind. Certamente non è necessario sapere come è andata poi la storia, per rilevare la desolazione della canzone, ma "Polly" tanto più fa riflettere, una volta che si comprendere la realtà delle torture a cui allude il testo.




3. Elvis Costello, “Let Him Dangle”
Derek Bentley aveva 20 anni quando il 28 gennaio 1953 fu impiccato nella prigione di Wandsworth a Londra. Derek, che da piccolino aveva contratto l’epilessia in seguito ad una brutta caduta, vide aggravarsi le proprie condizioni di salute quando, durante la seconda guerra, una bomba nazista distrusse la sua casa lasciandolo gravemente ferito. A causa dei danni ricevuti, lo sviluppo mentale di Derek era pari a quello di un bambino di 11 anni. Nel 1952, insieme ad un amico, tentò una maldestra rapina. Scoperti e raggiunti dalla polizia, il complice - tal Christopher Craig di 16 anni – sparò uccidendo un poliziotto, Sidney Miles. Benchè non fosse nemmeno armato, Derek fu condannato a morte al posto di Christopher, cui non poteva essere inflitta la pena capitale perché minorenne.
La condanna si basò su una frase ambigua che Derek esclamò durante la rapina, “let him have it, Chris”. Nonostante le proteste, la condanna fu eseguita.
Nel 1998, 45 anni dopo, il povero Derek Bentley, maltrattato dalla vita e assassinato dalla “giustizia”, è stato ufficialmente riabilitato.
Elvis Costello, incise con uno dei suoi consueti testi al vetriolo degli anni '80 “Let Him Dangle”, inserita nell'album Spike. Anche Ewan MacColl con Peggy Seeger dedicherà al caso un brano.




4. Johnny Cash, "Mr. Garfield "
Johnny Cash registrò questa canzone tradizionale che racconta l'assassinio del presidente Garfield da parte di Charles Guiteau nel 1881 per il suo epico concept album del 1965 Johnny Cash Sings the Ballads of True West. Invece di raccontare i dettagli macabri del delitto, Cash concentra la sua attenzione sulla lotta della nazione per riaversi quando questa si trova alle prese con la perdita del proprio leader.




5. The Smiths, “Suffer Little Children”
I Moors Murders ("omicidi delle brughiere"), sono una serie di delitti che sconvolsero l'intera Gran Bretagna negli anni sessanta, compiuti dalla coppia di serial killer Ian Brady e Myra Hindley tra il luglio 1963 e l'ottobre 1965, nella zona di Greater Manchester, in Inghilterra. Le vittime furono cinque tra bambini ed adolescenti di età compresa dai 10 ai 17 anni, di cui quattro furono anche violentati. Definita dalla stampa dell'epoca "la donna più malvagia d'Inghilterra", Myra Hindley presentò diversi appelli contro la sua sentenza d'ergastolo, asserendo di essersi riabilitata e di non costituire più un pericolo per la società, ma furono tutti respinti. Morì nel 2002, all'età di 60 anni. Ian Brady venne dichiarato insano di mente nel 1985, e da allora è rinchiuso in un manicomio criminale. Ha affermato più volte di non voler essere rimesso in libertà, e ha chiesto ripetutamente di essere messo a morte.
Non vi è carenza di riferimenti a questo episodio di cronaca nella musica rock. Un lamento straziante e liricamente complesso, "Suffer Little Children" degli Smiths è la canzone di chiusura del notevole debutto degli Smiths nel 1984 . Introdotta dalla chitarra ingannevolmente piacevole di Johnny Marr, procede con elogio di Morrissey delle giovani vittime. La risata disincarnata di un bambino verso la fine della canzone è un esempio di orrore in un ambiente musicalmente improbabile.



6. Rory Gallagher, "Philby"
"Philby", è un altro classico lungo la linea delle canzoni riguardanti personaggi ai margini della società del bluesman irlandese Rory Gallagher, di cui Interzone ha stima...inestimabile. La canzone allude a Kim Philby, l'agente britannico che agiva per conto dei sovietici durante la Guerra Fredda, che Gallagher usa per esprimere il suo senso di dislocazione. Fa diventare la sua alienazione più appetibile inserendo nella canzone un raro Coral sitar elettrico stile anni '60 .




7. Sonic Youth, "Death Valley '69"
Tantissimi artisti hanno scritto canzoni su Charles Manson e la famiglia, tanto da giustificare una lista separata. Tra le più belle comunque c'è questo duetto dei Sonic Youth con Lydia Lunch, in un puro stile "creepiness". Il testo è talmente squilibrato che insieme alla voce da alla canzone un alto livello di follia. E il video di Richard Kern è uno dei momenti più macabri in tutta la storia dell'indie rock .




8. Interpol, “Pioneer to The Falls”
Il cadavere di Imette St. Guillenvenne venne trovato per strada a Brooklyn il 25 febbraio del 2006. I testi di Paul Banks, frontman degli Interpol sembrano direttamente usciti dal suo subconscio, e la canzone non è specificatamente sull'omicidio di Imette, ma il titolo, Pioneer to The Falls, sembra più che una coincidenza, dato che si riferisce allo spostamento della ragazza, da un bar di New York (il Pioneer) a un altro (The Falls).
La canzone serve come esempio agghiacciante di come la tragedia possa arrivare nella vita reale di chiunque, anche se è lontanissima dai pensieri che albergano nel nostro cervello.
Per lo stupro e l'omicidio di Imette St. Guillenvenne Darryl Littlejohn, buttafuori di 44 anni è stato condannato all'ergastolo.