10/02/15

This is England: Polizia vs Controculture


(Hannah Ewens.)
A nessuno piace finire nelle grinfie della polizia, soprattutto—come per il recente caso dei Juggalo, che non sono riusciti a convincere i giudici a fare marcia indietro sulla definizione di "gang" affibbiatagli dall'FBI—quando la tua unica colpa è ascoltare una forma relativamente impopolare di hip hop e sfoggiare un occasionale trucco da clown.
Il fatto è che la stretta dell’FBI sui juggalo non è affatto una novità; i rappresentanti delle autorità di tutto il mondo sono impegnati da tempo immemore in uno scontro con le sottoculture giovanili, e nel caso britannico la storia che lega i due mondi è particolarmente affascinante. Prendete l'ex deputato dei Jocelyn Cadbury, che attribuì al punk-rock la colpa dell'aumento della criminalità nei primi anni Ottanta. O il governo conservatore dei primi anni Novanta, che studiò delle norme per impedire alla gente di ritrovarsi nei campi per passare la notte ad ascoltare musica e abbracciarsi.

E' il dottor Chris A. Williams, professore di Storia Urbana, e il dottor Andrew Wilson, professore di Sociologia con una specializzazione in droghe e sottoculture, a farci una panoramica soddisfacente sull’accanimento delle forze dell'ordine inglesi contro le sottoculture giovanili.



SCUTTLER
Nati nei quartieri poveri di Manchester alla fine del diciannovesimo secolo, con ogni probabilità gli scuttler sono stati la prima sottocultura giovanile inglese—sempre se menarsi con cinture legate ai polsi può dare luogo a una "cultura". Equipaggiati di zoccoli con le punte di acciaio, pantaloni scampanati e fazzoletti al collo, gli scuttler appartenevano a varie bande e si sfidavano nella lotta (o “scuttling”, come si diceva intorno al 1873) nel tentativo di dimostrare agli avversari chi comandasse.
Per qualche ragione, alla polizia non piaceva l’idea di ragazzetti che si prendevano a randellate per strada, e decise di intervenire contro chiunque fosse anche solo vagamente coinvolto. “La reazione era basata sulla paura e su un livello di violenze oggi inaccettabile,” mi ha spiegato il dottor Williams. “La polizia non perdeva troppo tempo a documentarsi, né doveva avere la certezza che fossero scuttler. Somigliavano a tutti gli altri ragazzi della classe operaia.”
A causa delle aggressioni della polizia, le sentenze particolarmente dure e l’emergere di club sportivi e associazioni giovanili—che diedero loro la possibilità di incanalare le energie sul terreno di gioco e simili—a inizio del ventesimo secolo gli scuttler erano pressoché scomparsi.


SKINHEAD
Prima ancora che il look degli skinhead venisse copiato da razzisti e stilisti olandesi, le autorità decisero di tagliare le gambe a questa sottocultura relativamente pacifica e apolitica con la scusa della sicurezza pubblica—perché rasarti la testa e indossare le bretelle è un chiaro segno della volontà di menare a sangue degli sconosciuti. Come nota il dottor Williams, molta di quella violenza iniziale è stata perpetrata dalla polizia stessa. “All'epoca le forze dell'ordine avevano un'ampia base operaia,” ha spiegato, “e a loro creare problemi piaceva eccome.”
Il dottor Wilson ha aggiunto che l'identificazione degli skinhead avvenne in modo piuttosto rapido. Alle partite di calcio dovevano togliersi i lacci delle scarpe, così da non poter scappare né prendere a calci altre persone. “La moda skinhead prevedeva un pezzo di stoffa nel taschino,“ racconta. “Quando ti presentavi all'ingresso di un locale con il pezzo di stoffa nel taschino non ti lasciavano entrare. Più tardi molti avevano iniziato a indossare cravatte rosse, e questo costituiva un segnale. Questa politica dell’abbigliamento era implacabile.”


SOULIE
Agli esordi, la scena dei soulie consisteva sostanzialmente in un gruppo di teenager con gli smanicati e i pantaloni larghi che rubavano l'anfetamina ai farmacisti. Il dottor Wilson, che ai tempi era gli stesso un soulie, ricorda che “i furti si facevano nei giorni feriali,” in preparazione del weekend, prima che le pillole clandestine prendessero piede, a partire dalla metà degli anni Settanta, come alternativa un po’ meno sfacciata.
La polizia iniziò da subito a insistere sul fatto che i seminterrati in cui si ascoltavano i dischi della Motown erano anche pieni di gente strafatta di speed; nel 1971 il il Twisted Wheel Club di Manchester, l’epicentro della scena, fu chiuso dopo numerose pressioni da parte delle autorità locali.
“Era un continuo giocare al gatto col topo,” dice Wilson. “I poliziotti ti prendevano da parte e ti puntavano una torcia negli occhi per vedere quanto erano dilatate le pupille. Se non passavi il test dovevi metterti da una parte e aspettare. Se lo passavi, ti buttavano fuori. Era un vero rituale.”

HIPPIE
Il movimento hippie è stato la prima sottocultura non derivata dalla classe operaia a cui la polizia ha davvero rivolto le proprie attenzioni. Perché sebbene battersi per la pace nel mondo e condividere l'herpes non era illegale, la produzione di massa e il consumo di LSD lo erano. Questo ha fatto sì che gli hippie si siano ritrovati al centro delle prime operazioni di polizia sistematiche contro una sottocultura; in pratica, i poliziotti non si limitavano più soltanto a menare qualche ragazzo dall'aria scalmanata. “Un sacco di squadre antidroga decisero di iniziare a operare sotto copertura,” racconta Williams. “Gli agenti si facevano crescere i capelli e si camuffavano da hippie per mesi con il solo obiettivo di pizzicare la gente sul fatto.”
Questi travestimenti diedero i loro frutti a metà degli anni Settanta, nel corso dell’operazione Julie. Puntando a due dei maggiori circoli di spaccio e consumo di LSD, decine di poliziotti finto-hippie duramente addestrati allo scopo furono mandati a svernare in una fattoria gallese da cui si vedeva il cottage appartenente a uno dei sospettati. Dopo 13 mesi di sorveglianza furono perquisite 87 case tra Inghilterra e Galles, arrestate 120 persone e sequestrati 1,1 milioni di tavolette di LSD.

PUNK
All'inizio la polizia non agiva direttamente contro i punk come avvenuto per altre sottoculture, ma non ci volle molto perché i media cominciassero a prendere i loro sputi e le bestemmie per manipolarli e scatenare il panico morale a livello globale (nonostante tutta la cultura fosse nata dagli studenti di una scuola d’arte che volevano semplicemente vendere più abbigliamento bondage e t-shirt con la svastica). Detto questo, la polizia li teneva d’occhio in virtù del fatto che, come ha specificato Williams, "le comunità punk e post punk erano fortemente schierate a sinistra; è il caso, per esempio, della solidarietà espressa ai minatori."
Come prevedibile, organizzare un concerto punk era impresa tutt'altro che facile. A dicembre del 1976, Sex Pistols, Clash e Johnny and the Heartbreakers si imbarcarono nell’Anarchy Tour, una serie di date in tutto il Regno Unito. Molti di questi concerti vennero cancellati dai proprietari dei locali dopo che la polizia aveva pubblicizzato alcuni incidenti piuttosto irrilevanti che coinvolgevano alcuni punk. La stampa aveva così colto l'occasione per rincarare la dose, facendo sapere a chiunque che le band e i loro fan non erano esattamente il tipo di persone che vorresti si ubriacassero in uno stabile di tua proprietà.

RAVER
Alla fine degli anni Ottanta, polizia e governo non si erano ancora fatti un'idea precisa di come gestire i raver; secondo il dottor Williams ciò era dovuto alla loro elusività rispetto ad altre sottoculture maggiormente riconoscibili. “La gente che andava ai rave acid house non aveva necessariamente l’aria di qualcuno che si appresta a fare una cosa del genere. Non dovevi vestirti in modo ridicolo per essere parte della sottocultura.”
Poi, nel 1994, arrivò il Criminal Justice and Public Order Act, un ordine di restrizione contro le feste illegali nelle campagne. I rave si spostarono al chiuso, e ciò significò che il governo avrebbe potuto tassare a livelli assurdi ogni singola cosa, mentre la polizia aveva la possibilità di irrompere nei locali in cerca di spacciatori e consumatori di droghe.

La polizia attacca un  peace convoy a Stonehenge
IL PEACE CONVOY
È difficile pensare a qualcosa di più minaccioso di un gruppo di hippie ben educati che vanno in giro per il paese fumando canne, mangiando lenticchie e facendosi il bagno nei fiumi. Probabilmente è per questo che ai deputati conservatori piaceva paragonare questi traveller New Age ai “briganti medievali”, i gruppi di criminali che facevano imboscate e derubavano la gente che si avventurava per i boschi. La polizia fece la sua comparsa in questo reame allo Stonehenge Free Festival del 1985, in un attacco poi soprannominato “la battaglia del campo di fagioli.”
La retata degenerò nel caos, e la stampa rese conto delle orribili brutalità della polizia. Kim Sabido, reporter dell'ITN, disse che quello a cui aveva assistito era stato “uno degli episodi di violenza di polizia più brutali di tutta la mia carriera.” I poliziotti si giustificarono dicendo che avevano agito in risposta ai bastoni, alle pietre e addirittura alle Molotov brandite dagli hippie. Queste affermazioni, stranamente, scomparirono nel nulla e non furono mai più menzionate nei processi che seguirono.
Secondo Williams quella fu “la prima volta nella storia britannica in cui si aveva una sottocultura non necessariamente e apertamente politica. Eppure, ogni suo elemento venne concepito come criminale.”

GRIME E GARAGE
Secondo Williams il grime e il garage hanno dato molto filo da torcere alla polizia. Gli agenti non potevano costringere un locale a impedire un evento grime, ma “poteva minacciare di ritirare le licenze. In più, potevano fare in modo che per un locale diventasse praticamente impossibile ospitare un artista considerato problematico.” Un esempio non troppo lontano è stato il Just Jam al Barbican di Londra, nel quale si sarebbero dovuti esibire artisti come JME e Big Narstie. L’evento è stato cancellato la sera prima con la scusa della “sicurezza pubblica”. Che, tradotto, significa che i proprietari si sono arresi alle pressioni della polizia.
Tutti questi controlli ruotano attorno al Form 696, un regolamento sulla valutazione dei rischi che determina il potenziale di pericolosità presso un dato evento. In passato c'era una sezione del regolamento che includeva un quesito sulla presenza di una qualsiasi minoranza etnica tra il pubblico; nonostante questa chiarissima espressione di razzismo sia stata rimossa, la cosa è ancora presente a livello implicito.

IL FUTURO
“Negli ultimi vent'anni la polizia ha acquisito molto più potere nei controlli sull’ordine pubblico,” dice Williams. “Sono ad ogni evento.” E Williams ha ragione—ora tenere a bada la situazione è molto più complicato rispetto a quando fare un rave all’aperto equivaleva a macinare chilometri e sperare di trovare qualcosa nel luogo prefissato. "Oggi la polizia ha delle idee abbastanza precise su dove si svolgerà il prossimo rave o raduno."
Ma a cosa serve tutta questa sorveglianza? Il movimento Occupy—se può essere classificato come sottocultura—si è dissolto con la stessa rapidità con cui si è formato. L’ultima vera sottocultura inglese sono stati gli emo—o i new rave, per chi è cresciuto in un'area servita dalla metropolitana—e l’unico impatto registrato è stato un paio di titoloni del Daily Mail e la proliferazione di ragazzi con i lobi delle orecchie penzolanti.

Hannah Ewens, Twitter: @hannahrosewens
(Vice.com)