10/04/15

Dressed to Kill: Vivienne Westwood

Dalle donne nelle sottoculture degli '80, a quelle dedite alla regia, dalla giovane combattente curda Arin Mirkan a Monica Ertl che vendicò il Che, passando per Mary Shelley, Jenny Marx e Marianne Faithfull, fino a Iris Chang e Anna Mae Aquash, eroina dell'American Indian Movement e tante altre, abbiamo reso omaggio a donne molto lontane da quelle che i media e la televisione sempre più ci raccontano, stereotipi e corpi finti, stereotipi da inseguire, lontani dalla realtà e dalla vita di tutti i giorni. Nel nostro immaginario donne d'eccezioni, necessariamente emotive, capaci di determinate azioni, e incapaci di altre per coraggio. Donne lontane dal controllo e la sorveglianza della religione, dalla politica, addirittura delle scienze, capaci di vivere i propri amori, e i propri ideali, custodirli, coltivarli senza obblighi e pregiudizi imposti dall’alto.

Vivienne Westwood ama cucinare. In qualche modo, è difficile immaginare la donna, l'artista, la designer che ha sugellato con la moda la nascita del punk, e che è stata anche la compagna di lunga data di Malcolm McLaren, creatore e manager dei Sex Pistols, a casa e in un grembiule, appollaiata vicino a una stufa calda . Eppure la signora Westwood, 70 anni, crede davvero nei più semplici dei piaceri; cucinare, leggere (non riviste, solo libri) e attraversare Londra, esclusivamente in bicicletta, con il marito e direttore creativo della sua impresa Andreas Kronthaler. Dalla sua prima collezione, la Pirate collection - in linea col movimento New Romantic negli anni '80 - all'ultima, intitolata World Wide Donna, glitter dorato, tulle e colori di guerra, continua a sfidare lo status quo con le sue creazioni e disegni stravaganti. Qualche settimana fa, la signora Westwood ha aperto il suo primo negozio US; non a New York, ma una boutique di tre piani a Melrose Avenue, Los Angeles. Tutta la facciata porta la firma della designer, calde luci al neon rosa, naturalmente. Vivienne Westwood discute di ribellione, cucina, e di Jane Fonda, e per farlo al meglio, prima 15 minuti di yoga, come tutte le mattine. La signora Westwood in fondo è molto cambiata dal periodo in cui viene ritratta nelle fotografie sotto.

Pensa che gli uomini siano molto più insicuri rispetto alle donne. Nella storia, le donne hanno avuto molto più potere e influenza, dalle prostitute greche alle donne che gestivano i salotti di destra fino alla prima guerra mondiale. Pensa che le femministe hanno decisamente sottovalutato il ruolo che hanno avuto storicamente. E' convinta che sarebbe molto insicura se fosse un uomo, per la troppa pressione che questi devono sopportare. L' hotel che preferisce è lo Chateau Marmont di Los Angeles, quello di Bowie e di molte altre star, e non conosce molte celebrità che gli piacerebbe vestire: questo è stao forse il vero motivo, in realtà, nella creazione del negozio a Los Angeles. Amava Pamela Anderson, e ora Christina Hendricks, gli piacerebbe davvero molto vestire Jane Fonda, anche se ancora gli rimprovera di quando si faceva chiamare Hanoi Jane. (Jane Fonda si recò in Vietnam, durante la guerra, e fece visita al quartier generale dei Vietcong di Ho-Chi-Min. Da allora, venne soprannominata Hanoy Jane..ndr). George Clooney, così accessibilmente bello, e Robert Redford: per cercare di rendere il mondo un posto migliore, dice. Ama molto i disegni di Jean-Antoine Watteau alla Royal Academy e vorrebbe vivere a Parigi,  avere un piccolo appartamento: è più veloce raggiungere la capitale francese da Londra che cercare di andare da Londra a Oxford. Il piatto forte della signora Westwood è il manzo Wellington.
Dal matrimonio dice giustamente che non bisogna aspettarsi nulla, il segreto di una buona unione risiede tutto nella tolleranza.

Vivienne non ha mai perdonato allo scomparso Malcom McLaren di averla lasciata, appena lei ebbe compiuto i quarant'anni. La lasciò con un figlio, Joe, Malcom era più giovane all'epoca, di sei anni. Vivienne era una piccola e altezzosa donna del nord con i capelli ossigenati, risoluta e dura. Nessuno la lasciava, otteneva sempre quello che voleva. Quest'autorità morale la traeva dal fatto che era ostinata, ma soprattutto perchè non era una persona decadente come sono i londinesi: lei è sempre stata virtuosa, rigorosa. La sua era una famiglia cristiana e puritana, tanto che vedevano Malcom come un ebreo alieno dai capelli rossi. Vivienne fu attratta dal mondo di cultura che Malcom gli offrì, fuori dalla chiesa cristiana e dal catechismo che in quegli anni frequentava. Quello che McLaren gli ha sempre rimproverato è quello di non avere senso dell'umorismo: dominava benissimo la cultura che gli veniva offerta, ma non sapeva ridere di se stessa.

Si può dire che ogni singolo elemento dello stile, dell'attitudine, delle idee politiche, della musica e dello stesso esercito del punk sia uscito dai due piccoli negozi di vestiti su Kings Road, nel quartiere di Chelsea. Questi due negozi erano Acme Attraction, un sottoscala al 135 di Chelsea Antiques Market, e SEX, al civico 430, nel distretto piu a ovest, il World's End.
SEX. Negli anni Sessanta, era una calamita per gli hippie, prima chiamato Hang On You, poi Mr. Freedom. Tra i clienti abituali c'era anche una coppia di squattrinati: Malcolm McLaren, studente d'arte a vita, e Vivienne Westwood, supplente a tempo perso. Subissato dai debiti e dai problemi di droga del proprietario del negozio, Malcom e Vivienne ne presero le rendini e lo ribattezzarono Let it Rock.
Arredato some un salotto di periferia degli ainni Cinquanta, Let lt Rock era molto più che un semplice negozio. Sembrava di entrare nel set di un B»movie, trovavi regolarmente vecchi teddy boy, nani e gente deforme.
Passati 18 mesi, Malcolm McLaren e Vivienne  si erano già stancati della clientela di Let lt Rock. Quindi, trasformarono il look del negozio omaggiando i ton-up, i primi rocker inglesi degli anni Sessanta. Let It Rock ora si chiamava Too Fast To Live Too YoungTo Die. Poco tempo dopo, lo spirito irrequieto dei due trasformò ancora il look: abbigliamento e oggettistica fetish, bondage e sadomaso, l'ingresso del negozio era sovrastato dalla parola SEX fatta con lettere di gomma rosa alte un metro: così nacque quello che cambiò per sempre il look delle rockstar e dei loro fan.
Fare shopping al 430 di Kings Road era sempre stata un'esperienza quasi proibitiva, si trattava di una boutique al limite dell'anti commercio. Ma la fama del punk aveva in ogni caso attirato nel negozio intere compagnie di ragazzi, che spesso prendevano a calci la facciata di ingresso, o la riempivano di graffiti. C'era un'atmosfera di assedio, proprio come per i Sex Pistols, che subivano attacchi fisici per strada o venivano banditi dai locali.
<<Credo che i ragazzi desiderino fortemente fare parte di un movimento estremo, coraggioso, aperto a tutti, proprio come i vestiti che vendiamo qui>>.

Poco tempo dopo, i vestiti punk erano ormai disponibili in negozi come Miss Selfridge o per corrispondenza, pubblicizzata su riviste musicali. Ancora una volta, fu Vivienne ad avvicinarsi al movimento new romcmtic. Vivienne Westwood (come per altro Malcolm McLaren) ha mai mostrato il minimo interesse a reclarnare diritti di copyright sul commercio mondiale nato intorno alle sue rivoluzionarie creazioni.
<<Nelle varie incarnazioni del negozio, ho sempre realizzato vestiti che sembravano rovine, Creavo cose nuove distruggendo quelle vecchie. La mia moda non era merce, ma un ideale.>> Un ideale talmente eversivo da avere effetti anche a oltre quarant'anni di distanza.




Al Nashville Rooms, Londra, il 23 aprile 1976. Hervé Labyre: "Vivienne Westwood iniziò una rissa con alcuni fan, (voci asseriscono che tutto si scatenò perché si sentiva" annoiata " e perchè uno dei ragazzi del pubblico aveva i capelli lunghi..) ed è così che andarono le cose. McLaren poi entrò nella mischia, e ancora la band di seguito. Esiste una registrazione bootleg dello show, dove si può ascoltare chiaramente la gente gridare all'arrivo della polizia durante Pretty Vacant.
Sullo sfondo Dave Vanian dei Damned osserva insieme a Sid Vicious.



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