17/04/15

Gimme Shelter: il cinema verità di Albert (e David) Maysles

Chi ama la storia della musica, del cinema e della sociologia, dovrebbe vedere i film dei fratelli Maysles. Per noi, un lavoro superbo che ha reso alcuni dei loro documentari gli esempi migliori di quello che viene chiamato cinema verità. 

Albert Maysles, il documentarista conosciuto per Gimme Shelter, Grey Gardens e Salesman (Il Commesso) è morto all'età di 88 anni. Maysles sarà ricordato come un narratore pionieristico, ma tutta la sua storia sarà per sempre segnata dalle riprese di un assassinio, mentre filmava  probabilmente il suo documentario più famoso .
Aveva iniziato a fare documentari nel 1960. David (scomparso nel '97) si occupava del suono, Albert faceva le riprese, entrambi firmavano la regia. A loro non interessava intervistare la gente, preferivano riprendere quello che accadeva nel frattempo. Niente sceneggiature e set e nessuna struttura narrativa, solo su una costante e rigorosa ricerca della realtà soggettiva e verità oggettiva.  I loro film,  sono davverotutti da vedere. I più famosi, insieme a Salesman, sono Gimme Shelter (ormai cult movie sul tour dei Rolling Stones che culminò con l’omicidio di Altamont, 1970) e Grey Gardens (l’incantevole storia delle due Edie Bouvier Beales, madre e figlia, nella loro decaduta casa negli Hamptons, 1976). Meno famosi ma altrettanto belli e da non perdere decine di altri documentari: su artisti come Christo,  su musicisti come il primo tour dei Beatles in America del 1964, (recentemente aveva filmato Paul McCartney e il concerto in memoria dell’11 settembre, The Love We Make), su attori, Meet Marlon Brando, del 1965,  scrittori comeTruman Capote, con From Truman With Love, del 1966), e sportivi, l'entusiasmante Muhammad and Larry, sull’incontro Muhammad Ali vs. Larry Holmes, del 1980. 

Maysles guadagnava facilmente la fiducia dei suoi soggetti, permettendo loro di essere partecipanti attivi nel plasmare il racconto dei suoi film. "La gente è molto più disposta a rivelare più che mantenere un segreto", era una delle sue massime. L'indipendenza, l'autorevolezza e l'abilità come regista non sono stati il risultato di un ego smisurato. Piuttosto, richiamano l'attenzione sulle fortunate collaborazioni che hanno contribuito al successo dei suoi film. "Un vero documentario dipende interamente da molteplici forze", aveva detto a Interview. E nell'intervista Maysles ha parafrasato Alfred Hitchcock: "In un film di finzione, il regista è Dio. In un film di saggistica, Dio è il regista. " I fratelli Maysles notoriamente hanno sempre insistito sul fatto che Charlotte Zwerin, che aveva curato e prodotto Salesman e Gimme Shelter, dovesse avere il credito come co-regista dei due lavori, un evento estremamente raro nel cinema americano. Maysles ha sempre respinto la cultura della celebrità, nonostante avesse a volte lavorato con soggetti famosi. "Quando filmo una persona famosa, è come filmare una persona comune. E poi si entra in comunanza, noi tutti, ricchi o poveri, celebrità o meno." 

Edie Beale
Maysles aveva anche i suoi detrattori. Alcuni critici di Grey Gardens trovarono che il film fosse uno sfruttamento dei suoi soggetti, Edith Bouvier e sua figlia, la piccola Edie Bouvier Beale, i parenti eccentrici di Jacqueline Kennedy Onassis. Ma queste accuse furono mitigate dai soggetti stessi, che si espressero solo positivamente a proposito del film, esprimendo profonda fiducia e ammirazione per i fratelli Maysles. Gimme Shelter, il documentario che seguì nel 1970 i Rolling Stones in tour, fu un'altra storia. Numerosi critici condannarono il film, che fu commissionato dai Rolling Stones ed fu in parte finanziato dalla band - anche se Mick Jagger rifiutò di firmare una liberatoria diversi mesi dopo il completamento delle riprese - definendolo come una pubblicità poco favorevole e trasparente. Gimme Shelter negli anni ha raggiunto lo status di leggenda e notorietà mondiale per contenere il filmato di una morte per accoltellamento: un membro degli Hells Angels accoltellò il 18 enne Meredith Curly Hunter, che, (si dice)  aveva estratto una pistola nel concerto gratuito a Altamont Speedway, San Francisco. Alcuni critici credevano e affermarono che i musicisti e il regista erano in qualche misura complici nella morte di Hunter, a causa di una credenza ancora diffusa che tutto era stato organizzato con l'intento di essere filmato per il documentario. (Che non fosse così è chiaro, ma l'accusa fu contestata da Maysles in un resoconto dettagliato di Michael Sragow in Salon). Ancora a proposito di quella storia, la leggenda narra che il managere dei Grateful Dead Rock Scully chiamò gli Hells Angels per conto dei Rolling Stones, pagando loro 500 dollari in birra, presumibilmente come pagamento per garantire la sicurezza del concerto.  Subito dopo, anche una rivista come Rolling Stone attaccò il documentario: "Può sorprendere molte delle persone che erano a Altamont e che hanno sofferto per la morte di Hunter, scoprire che erano, in effetti, attori extra non pagati in un film a colori in piena produzione", si legge nel suo resoconto della tragica violenza contenuta in Gimme Shelter. Ma secondo Maysles  un buon documentario è “un’ode alla realtà”: i documentari sono potenti,  “hanno il potere di far capire le cose alla gente, e di cambiare le cose”. La gente è felice quando li guarda, “perché i protagonisti sono gente comune, e non attori. Sono esattamente come loro”.

Queste alcune delle regole fondamentali per girare un buon documentario:
1. prendi distanza da un punto di vista; 
2. ama il tuo soggetto; 
3. riprendi eventi, scene, sequenze; evita interviste, narrazione, conduttori; 
4. lavora col meglio del talento che hai; 
5. fanne un’esperienza, e filma l’esperienza in modo diretto, senza messa in scena né controllo; 
6. c’è un legame tra realtà e verità: resta fedele a entrambe.

Salesman è del ’68. È la storia di quattro venditori di bibbie porta a porta. I due fratelli Maysles (Albert e David) li seguirono nel New England e in Florida e trasformarono quelle giornate on the road in un film di culto. Quasi mezzo secolo dopo, vedendolo non si può non definirlo un capolavoro.

I Beatles arrivano, loro li seguono per tutto il tour usando apparecchiature talmente silenziose da diventare quasi invisibili, in pochi giorni sono amici. Non li intervistano, semplicemente riprendono. Poi i Beatles vanno ospiti all’Ed Sullivan Show e ai fratelli Maysles non viene permesso di entrare in studio.  Cosa fanno i Maysles? Entrano in una casa qualunque e seguono l’Ed Sullivan Show riprendendo due ragazzine e la loro famiglia e lo schermo della tv con sopra le immagini dei Beatles. Non è un intuizione più che geniale?

Un pò di Link:
Sul sito del Maysles Institute è possibile trovare tutte le informazioni sulla scuola e il cinema, mentre sul sito della Maysles Films ci sono maggiori informazioni su Albert Maysles e i suoi film.
Qui il trailer originale di Salesman, quello di Grey Gardens, alcuni minuti di outtakes di The Beatles: The First U.S. Visit e il trailer di Muhammad and Larry.
Tra i tanti video su youtube c’è un breve documentario su Albert Maysles, diverse interviste tra cui una di Regina Weinreich e un paio di minuti della Harlem intorno al Maysles Institute.

Riferimenti su Interzone ne La parabola di Hunter S. Thompson