08/09/15

Ragazzi di famiglia: Martin Scorsese

Quei bravi ragazzi (The Goodfellas) o Mean Streets? Toro Scatenato o The Departed - Il bene e il male (The Departed) ? Taxi Driver o Casinò? Non ha senso un discorso del genere nel caso di un regista, un uomo di cinema come Martin Scorsese, per gli amici.. Marty. Non fosse stato per la musica rock suonata a tutto volume e per i cazzotti dei teddy boys, oggi avremmo probabilmente un prete in più e un regista in meno: vista paradossalmente in chiave di stretta casualità biografica, la carriera di Scorsese sembra essere nata soprattutto dalla confusione materiale. E' per via della confusione che regnava a Little Italy nella seconda metà degli anni '50 infatti che il ragazzo Martin decise di cambiare strada, abbandonando gli studi religiosi per diventare sacerdote, orientandosi verso la settima arte. Non una semplice lettura di dati biografici, come sempre quì su Interzone, ma un piccolo omaggio ad un artista che ci ha aiutato con le sue operenella ricerca della nostra coscienza, di noi stessi, alla scoperta delle relazioni profonde tra i comportamenti umani e i condizionamenti ambientali. E' l'approccio diretto e spontaneo all'essenza delle cose il modo più efficace per avvicinarci a una concezione di cinema che sta tra il documento e lo spettacolo: i suoi ritratti credibil di vita non solo americana, i suoi personaggi sempre dediti in qualche maniera al culto rituale della tradizione familiare e ligi a un senso dell'onore che non ammette deroghe, il suo scandagliare in profondità i problemi esistenziali e le lacerazioni di coscienza, il suo a volte eccesso di realismo, l'amore per l'underground e per la musica fanno di Martin Scorsese colui che ci ha fatto capire che il cinema non è solo "divertimento" e uno dei pochi registi capaci di imporre un diverso stile filmico e di ricostruire le forme di base del cinema, come dimostrano i suoi lungometraggi girati in bianco e nero e i tanti documentari. Scorsese insiste sul fatto che si debba inventare nuove forme di distribuzione, infrastrutture, mostre, tecnologie che possano garantire la sperimentazione. Ha dato la possibilità a tanti nuovi registi di venir fuori ed è proprio da quì che iniziamo, da Colin Levy che ha avuto la fortuna di conoscere e collaborare con il grande Marty..

Martin Scorsese crea un elenco di 39 Essential Film stranieri per un giovane regista americano

Otto di anni fa, il giovane regista Colin Levy ha avuto l'opportunità della vita. Un incontro con Martin Scorsese. Levy aveva vinto il premio nazionale YoungArts - e, con esso, la possibilità di chattare con il regista di Quei bravi ragazzi, Taxi Driver e Toro scatenato. Dopo un tour personale nell'ufficio di Scorsese, vi è stato l'incontro: "E 'stato un momento cruciale nel mio percorso di regista", ha poi scritto sul suo blog.
Martin Scorsese è stato intimidatorio, per non dire altro. Ma molto gioviale, loquace, e mi ha preso sul serio. (O mi ha convinto di questo, almeno.) Ho praticamente tenuto la bocca chiusa. Ogni 30 secondi si è parlato di un titolo di film, di un attore, produttore, regista di cui non avevo mai sentito parlare prima. Sono rimasto colpito solo per il fatto di essere in sua presenza. Gli è piaciuto il mio film. «Come hai fatto le piccole creature?" Ho cercato di spiegare come ho capito le basi dell'animazione 3D. I suoi occhi si sono illuminati e ha iniziato a parlare degli effetti digitali in The Aviator.
La giustapposizione delle scale era insopportabile. Mi sentivo come se fossi in un film. Perché ha trascorso così tanto tempo con me non lo so, ma è stato incredibile per solo il fatto di averlo incontrato. Qualche settimana dopo, gli ho inviato più di un biglietto di ringraziamento, nel quale ho espresso l'impressione che non ne so abbastanza di nulla. Non conosco abbastanza la storia del cinema e del cinema straniero. Ho chiesto se avesse qualche suggerimento per cominciare...>>

Un paio di settimane più tardi, l'assistente di Scorsese gli ha inviato una manciata di libri e una lista di 39 film stranieri, personalmente scelti dal regista.
Sono un affascinante spaccato di tutto quanto ha influenzato il regista. Diversi film sono classici perenni, da scuola di cinema: capolavori neorealisti italiani come Ladri di biciclette e Umberto D, Nouvelle Vague francese, come I 400 colpi e All'Ultimo respiro. Più inaspettata e sorprendentemente è la scelta di film del dopoguerra giapponese e del Nuovo cinema tedesco. Sia Akira Kurosawa che Rainer Werner Fassbinder sono citati con tre film ciascuno. E mentre troviamo alcuni film piuttosto eccentrici, vi sono anche alcune inclusioni italiane inaspettate - come Rocco e i suoi fratelli e Il Sorpasso -. Ci sono però anche alcune omissioni piuttosto sorprendenti; grandi nomi come Ingmar Bergman, Robert Bresson e per gli italiani Federico Fellini. In ogni caso, questa lista è un ottimo punto di partenza per chiunque regista americano che voglia saperne di più sulla cinematografia mondiale, secondo il maestro Scorsese.



Martin Scorsese rivela i suoi 12 Film preferiti

Il cinema come lo abbiamo quasi sempre conosciuto - "Edison, i fratelli Lumière, Méliès, Porter, e tutto il percorso che va da Griffith fino a Kubrick" - è "davvero andato." 
E' sempre Martin Scorsese, che nel suo recente saggio per il New York Review of Books, "The Persisting Vision: Reading the Language of Cinema" sostiene che le forme tradizionali della cinematografia sono "stati travolti da immagini in movimento che vengono verso di noi per tutto il tempo e assolutamente ovunque, anche più veloci rispetto alle visioni che arrivano all'astronauta" in 2001 Odissea nello Spazio di Kubrick:  "Non abbiamo altra scelta che trattare tutte queste immagini in movimento che vengono a noi come una lingua. Dobbiamo essere in grado di capire quello che stiamo vedendo e trovare gli strumenti per risolvere tutto "
E' naturale che Scorsese, avrebbe fatto riferimento a Kubrick, il suo predecessore generazionale nella promozione instancabile di una nuova visione cinematografica.  
Questa è la lista che Scorsese ha compilato per la rivista Suono, i suoi 12 best film, quelli che lo hanno più influenzato, che inizia proprio con un film del grande Kubrick:

2001: A Space Odyssey (1968) – Stanley Kubrick
8½ (1963) – Federico Fellini
Cenere e Diamanti (Ashes and Diamonds)  (1958) – Andrzej Wajda
Quarto Potere (Citizen Kane)  (1941) – Orson Welles
Il Gattopardo (The Leopard)  (1963) – Luchino Visconti
Paisà (1946) – Roberto Rossellini
Scarpette Rosse (The Red Shoes)  (1948) – Michael Powell/Emeric Pressburger
Il Fiume (The River)  (1951) – Jean Renoir
Salvatore Giuliano (1962) – Francesco Rosi
Sentieri Selvaggi (The Searchers)  (1956) – John Ford
I racconti della luna pallida d'agosto (Ugetsu Monogatari)  (1953) – Mizoguchi Kenji
Vertigo (1958) – Alfred Hitchcock