14/09/15

Sovversivi, surreali, selvaggi. Dadaisti, Beats? No, The Damned,

La mia cronologia musicale inizia da qualche parte alla fine degli anni '50 con Chuck Berry e si irradia fino ai nostri giorni, includendo strati di Brit pop, Garage americano, Psichedelia, R & B, punk e substrati di blues, pochissimo folk, quasi niente jazz. Come tutti i fissati per la musica e in particolare per il R'n'R, misuro la mia vita non tanto attraverso il tempo, ma attraverso capodanni e epifanie scandite da musica, arte, sex and drugs and... - una serie di petardi cosmici, scintille della realtà ultima di quel che si diventa. Tutto modellato dalle cose che amo. Mi piace il rock and roll. E mentre ancora spasimavo dietro i dinosauri del rock, qualcosa di epocale, qualcosa di frizzante ed esilarante in lontananza esplose e puntò dritto al cuore: una raffica di ferocia punk chiamata The Damned. "New Rose" arrivò nella mia vita quando ancora ero alla ricerca di quale fosse la mia arte. Mi resi conto che volevo essere uno scrittore, perchè tutti dicevano che scrivevo bene, ma mi ero stancato dell' atto solitario della scrittura. Che era, ed è per me, un atto rivoluzionario. E l'unica rivoluzione invece era accaduta nei bar e per le strade.

Nel corso del '77, gruppi come The Damned, Patti Smith Group, The Ramones, The Stranglers, Talking Heads, The Clash, Television suonavano una musica che era sovversiva, surreale, strana, selvaggia e imprevedibile. Erano come se i dadaisti o i Beats avessero imbracciato le chitarre e formato delle rock band. Le porte si spalancarono e tutti furono invitati. Fu una vera esplosione che ha cambiato per sempre il rock. E che mi ha cambiato. Di Wes Orshoski, The Damned: Don't you wish that we are dead è il primo documentario che esplora la storia intricata della più seminale punk band della Gran Bretagna, e lo fa in profondità. E' crudo, divertente, intimo e a volte struggentemente triste. Orshoski aveva un accesso totale al gruppo, era amico sia dei membri attuali che di quelli passati, e le complesse e altamente disfunzionali relazioni che hanno separato i membri fondatori in due campi antagonisti è uno dei racconti veramente tristi di un matrimonio rock and roll diventato.. tossico. Il film ha certamente il suo lato oscuro, ma è anche un resoconto dell'impegno totale ed esaltante, che nella vita di un rocker è tutto. I Damned hanno fatto a modo loro fin dalla loro formazione e ancora sono su questa strada. Pieno zeppo di riprese dal vivo e di interviste, meravigliosamente argute e pungenti con Captain Sensible, Rat Scabies e Brian James, tra gli altri, il film è emotivamente intenso e divertente. Ancora punker 40 anni dopo il loro primo incontro da adolescenti, The Damned sono l'incarnazione di uno spirito senza compromessi che è tanto ammirevole quanto estenuante da sostenere. Mentre gli altri gruppi dell'ondata del 77 hanno continuato con una certa fama e fortuna, loro non hanno mai realmente avuto quello che meritavano. Orshoski veniva da un lavoro eccezionale fatto documentando la vita del frontman dei Motörhead Lemmy (2010) e la sua abilità nel far aprire gli artisti e farsi raccontare la loro vita in modo sincero è particolarmente evidente nel film sui Damned. A volte l'intimità può sembrare eccessiva. Quando Rat Scabies o Captain Sensible abbassano la guardia, i risultati possono sembrare un potente mix di amarezza, rabbia e una sorta riluttante di amore. La gelosia, il risentimento e i cattivi rapporti d'affari, tutto quel che ha diviso il gruppo è parte della rottura che, se guarita, potrebbe vedere ancora la band suonare di nuovo insieme, con tutti i suoi membri originali. Certo, era quasi impossibile all'epoca che Captain Sensible, che se ne stava nella comune dei Crass a leggere il Socialist Worker potesse andare d'accordo con Brian James, che voleva fare la rock star in limousine. Ormai di quel periodo non girano più tante band. Non ci sarà nessuna Clash ri-unione e The Ramones sono andati per sempre. Ma i Damned camminano ancora in mezzo a noi. Dave Vanian e Captain Sensible sono attualmente i The Damned. Rat Scabies e Brian James spesso fanno concerti dal vivo eseguendo le canzoni Damned. Ma sono trascorsi quasi 25 anni dall'ultima volta che i quattro hanno suonato insieme ed è un vero peccato non vederli ancora riuniti. Dopo aver prodotto musica tra la più furiosa dell'intera storia del rock, pisciato e vomitato sul pubblico, dopo essere stati condannati per crimini reali e immaginari, aver appiccato incendi negli hotel, aver picchiato ed essere stati picchiati chissà quante volte, e pur essendo stati i primi a fare quasi tutto quel che un punk potesse anche solo sognare (primo singolo, primo album, primo tour negli Stati Uniti, primo split etc...) dopo tutto questo, quelli che Captain Sensible chiama "gli anni del caos", dovevano ancora venire. Bisogna ammettere, quasi con tristezza, che i Damned erano una band con quattro frontman, l'unica forse che, senza un contratto, senza una etichetta per produrre musica, in occasione dei loro concerti la coda di pubblico girava attorno all'isolato: a Londra, la gente si arrampicava su tre piani di impalcature per poi entrare dal tetto, ma al New Musical Express avevano l'ordine di non parlare della band.

Questa è la descrizione che Binky Philips scrisse per il debutto americano dei Damned: <<Erano i primi giorni di aprile del 1977, al CBGB. The Damned salirono sul palco del CBGB per il loro debutto americano, una vera prima. Eppure, mentre si forma una vera e propria folla, il posto non era pieno. Avevo ragione e sono rimasto immediatamente colpito dalla band quasi da cartone animato, mentre casualmente passeggiavano sul palco pensando che stessero facendo il soundcheck.A dire il vero, impressionato non è la parola giusta. Ero, infatti, diventato loro fan nel giro di 30 secondi. Era come se l'intera serata era in bianco e nero e improvvisamente loro l'hanno trasformata in Technicolor. La sensazione di novità e di un evento glamour, insieme a quella di pericolo immediatamente attraversò tutto il club. La band di apertura, The Dead Boys aveva fatto una set ringhioso, grande, pieno di volgare piscio e aceto, con le chitarre impostate per lo stordimento. Ma, prima di una sola nota è stata suonata, semplicemente camminando sul palco, i Damned hanno fatto sembrare i Dead Boys una band piccola, provinciale, addomesticata, e innocua.

Dave Vanian, cantante , era vestito come nel 19 ° secolo nero-nero-nero, sembrava un incrocio tra un Dracula vittoriano e un becchino in Wild Wild West. I suoi capelli erano pettinati all'indietro, come li portava il grande e sinistro Peter Lorre e sembrava un cadavere, con quel make up sottile che lo faceva sembrare in piena cancrena. Brian James, il chitarrista, in jeans standard, t-shirt scura, e Chuck Taylors neri , sembrava inciampare in giro nel suo piccolo mondo.
Rat Scabies, il batterista, era in quello che era lo stile punk classico , ma quella sera, sembrava selvaggiamente fashion. La sua brillante giacca rossa/ruggine era coperta con distintivi e piccoli strappi, la camicia a brandelli, i capelli erano la versione nido di topi di un pazzo nel classico taglio Jeff Beck Mod.La presenza del bassista Captain Sensible, tuttavia, è stata il coronamento della loro realizzazione visiva . Indossava un berretto beatnik, occhiali da sole comicamente ripugnanti, i capelli di un rosso totalmente artificiale, una giacca da capitano di Love Boat e .. un tutù. Mentre camminava sul palco sembrava completamente e maniacalmente impazzito, una sorta di lungo Joker alla Heath Ledger.
Dopo essersi pavoneggiati sul palco e apertamente sbeffeggiato la folla di New York, improvvisamente, senza preavviso, si sono catapultati in "I Feel Alright" degli Stooges. Non è stato l'inizio di una canzone, è stata una Detonazione! La loro potenza, energia, e il volume, era tutto semplicemente mozzafiato. Hanno suonato il riff principale (una specie di versione accelerata di "Spoonful"), con una ferocia frenetica e quasi disperata. Posso vividamente ricordare che in tutto il CBGB si percepiva sorta di "Holy Shit!" collettivo, senza fiato. Meno di un minuto dopo questa canzone di apertura, Vanian ha iniziato cercando di allentare la sua cravatta, fantasia dell'era Dickensiana, e trascorrendo l'intero resto dello show cercando di artigliare e strappare il colletto e di strangolarsi. La sua voce stranamente scontrosa, abbinata al suo atteggiamento da senza controllo lo faceva sembrare un posseduto.Brian James girava in cerchio senza badare a niente ea nessuno. Guardava verso il pavimento e poi verso il soffitto, fissando il suo amplificatore, come se non lo avesse mai visto prima, e suonava la chitarra in modo micidiale. Sensible ha trascorso così tanto tempo a mezz'aria sul palco che è stata solo pura fortuna che non è caduto / volato giù dal palco...
..Alla fine dello spettacolo, niente aveva più importanza: la rivoluzione punk era ufficialmente iniziata.. >>

Abbiamo parlato dei Damned:

The Damned: 35th Anniversary Tour

Damned, Init Club Roma marzo 2009

The Phantom Chords

 

Londra 2015

Dave Vanian è di natura notoriamente riservato. Così, quando i Damned dopo un concerto ad Austin al Fun Fun Fun Fest nel 2011, non era presente mentre la band firmava autografi ai loro fan. E quando Captain Sensible ha visto un fan che era agghindato con il Vanian look, lo afferrò, facendolo impersonare il solitario frontman dei Damned. Nonostante una differenza di età di 20 anni tra il fan e il suo eroe, nessuno dei cacciatori di autografi si accorse dello scherzo. Passò più di un'ora firmando manifesti, copertine di dischi e t-shirt come Dave Vanian..

Wes Orshoski from J. Sprig on Vimeo.