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09/10/15

Omaggio, tributo o talento: le cover di successo

Che siano un omaggio a un mito o un "collega" del passato (o del presente), un tributo alla bellezza e alla potenza della canzone che sembra perfetta, o solamente una ciliegina alla torta del successo raggiunto, le cover dal vivo o in studio sono la dimostrazione di un talento in grado di spaziare in altri campi e generi. Esistono tuttavia differenti casi - e qui se ne leggono alcune pensando agli esempi più famosi ed eclatanti - di rock band o solisti che hanno raggiunto le vetti delle classifiche (e talvolta artistiche) proprio grazie a una cover, che assurge a marchio di fabbrica, quasi a oscurare quanto di valido si faccia prima, durante o dopo. Ad esempio..


The Kingsmen, Louie Louie (1963)
Suonavano nel garage di casa, i Kingsmen,  quintetto di Pordand (Oregon), quando decisero di registrare la cover, incisa nel 1957 da Richard Berry, un calypso venato di r’n’b, sulla scia di Havana Moon di Chuck Berry (nessuna parentela fra i due).  Il pezzo ha una struttura semplice, quasi proto-punk, e piace subito ai ragazzi, centra in pieno l'obiettivo: i testi sono quasi incomprensibili e vennero giudicati osceni dalla borghesia dell'epoca, che ne proibì la diffusione presso alcune emittenti locali, il canto è rauco, il ritmo battente, con un solo e breve assolo, incontrò subito il favore dei dj radiofonici e di tantissimi adolescenti, facendo dei Kingsmen uno dei più duraturi complessini degli anni Sessanta.

The Animals, The House Of The Rising Sun (1964)
Il brano risulta, da tempo, inestricabilmente legato alla popolarissima cover dei cinque Animals, mentre le versioni precedenti, benché valide o imponanti, vengono quasi di colpo rimosse o trascurate.In origine il pezzo é un motivo popolare, scoperto dal musicologo Alan Lomax, che lo tirò fuori da alcune registrazioni degli anni Trenta.
The House ofthe Rising Sun viene in seguito ripresa e moditicata da un vasto numero di artisti, dal blues di Josh White e Leadbelly al folk di Pete Seeger e Joan Baez, da Bob Dylan al beat africano di Miriam Makeba. Ma è la versione del folksinger Johnny Handle ad attrarre la curiosità degli inglesi Animals, che la fanno propria con arpeggi di chitarra elettrica, con il ritmo scandito dall’organo e con il vocalismo strozzato dal whisky di Eric Burdon in chiave rock blues: gli Animals faranno della canzone un inno dei giovani, del beat e della British Invasion.

The Byrds, Turn, Turn, Turn (1966)
Pionieri del folk rock, David Crosby e Roger McGuinn cominciano a studiare le possibilità di incrociare i due mondi (il folk e il rock, appunto) partendo dalle chitarre. Da un lato McGuinn sceglie un'inglese Rickenbacker 12 corde perché il beatle George Harrison ne suona una; dall’altro Crosby sceglie numerosi pezzi del Bob Dylan acustico per il nascente quintetto. L’album di debutto Mr. Tambourine Man (1965) non a caso ha ben quattro cover dylaniane (title track compresa) con la band che va ancor più in profondità nel costruire un nuovo folk: in questa cover da Pete Seeger - che la scrive negli anni Cinquanta ma l'incide solo nel 1962 - David e Roger aggiungono inedite armonie corali, un suono chitarristico tintinnante, che va al la dell’aspetto meditativo originale. La cover dei Byrds vola al numero 1, mentre, negli anni successivi, molti original, firmati anche dagli altri membri' Gene Clark e Chris Hilhman, vantano successi inferiori, giacché i cinque "Uccelli" non raggiungeranno mai la top ten con una loro canzone.

Aretha Franklin, Respect (1967)
Nella versione originaria di Otis Redding del 1965, il brano è una hit di proporzioni modeste che non va oltre il numero 35 della Billboard Hot 100, ma un giovane quartetto, i Vagrants - ne fanno un exploit locale, nel 1967, con una versione garage rock -  il testo del soulman su onore e fedeltà aumenta il tasso di misoginia. Ci vuole un’altra grande Voce r'n’b, Aretha Franklin, per trasformare Respect da standard pop a personalissimo biglietto da visita musicale. Lavorando sul pezzo di Redding per l’album I Never Loved a Man the Way I Loved You, Aretha opta per un mutamento cruciale della prospettiva letteraria, assicurandogli un ruolo simbolico determinante come inno non ufficiale , dell'emergente movimento femminista. Sostenuta dalle sorelle Enna e Carolyn, - la Franklin esige rispetto anche nella giusta ripartizione della cover medesima, confermando che, sebbene Otis Redding scriva Respect, la canzone appartiene pure ad Aretha Franklin

Joe Cocker, With a Little Help from My Friends (1968)
Il brano viene scrirto dai Beatles ( Lennon/McCartney) con l'idea di dare qualcosa da cantare anche a Ringo Star per l’album Sgt.Pepper's Lonely Hearts Club Band (1967) affibiandogli, come sempre, i motivetti più facili e più stupidi. Ma, nelle mani di un ancora sconosciuto bluesman di Sheffield, il pezzo viene musicalmente stravolto da cima a fondo, diventando un lento rabbioso che monta in testa alle classifiche nel Regno Unito, facendo girare il nome di Joe Cocker all'estero, fino alla consacrazione iconica nella lunga performance a Woodstock. La versione di Cocker impressiona favorevolmente i Beatles che gli concedono la licenza a eseguire altri due loro pezzi per il secondo album, la stella di Joe continua a brillare <<con un piccolo aiuto>> di questi e altri amici (il  jamaicano Jimmy Cliff per esempio) grazie ai quali offrirà splendide versioni delle loro canzoni.L'immagine e la carriera del vocalist fricchettone però, rimarranno  per sempre legate alla sua.. Friends.

Ike and Tina Turner, Proud Mary (1970)
All'epoca in cui registra il celebre pezzo dei Creedence Clearwater Revival, il duo soul afro - americano ha già alle spalle oltre un decennio di carriera e circa venti album a proprio nome. Ma, nonostante diversi tentativi in direzione pop, il successo si rivela quasi sempre effmero per i coniugi Turner, quando passano dal r’n’b al mainstream. Fresca dell’esperienza come supporter per i concerti dei Rolling Stones, l‘anno prima, la grintosa coppia non è estranea alle cover di notissime melodie rock: ecco quindi per Ike & Tina il biglietto da visita con l'eccitata ed eccitante interpretazione (soprattutto nella provocatoria sensualità della vocalist) della hit che i Creedence incidono un anno prima. Proud Mary in chiave black raggiunge il quarto posto nella hit parade, vendendo, come singolo, più di un milione di copie, guadagnando l'apparizione all'Ed Sullivan Show, cosi come la vittoria di un Grammy per la migliore performance di r’n’b vocale nel 1972.

Elvis Costello, (What’s So Funny about) Peace, Love and Understanding (1970)
In veste di cantautore rock, Elvis Costello è l’artefice di alcune tra le più belle composizioni dell'era post post punk, da Alison a Pump it Up, da Almost Blue a Everyday I Write the Book. Ma la canzone che meglio lo rappresenta (e per la quale è conosciuto in tutto il mondo) viene scritta nel 1970 dall'amico e produttore Nick Lowe, il quale é anche il primo a registrarla con la propria pub band nel 1974. (What's So Funny 'bout) Peace, Love and Understanding nell’immenso songbook costelliano vanta dunque la vita piu lunga, il che è tutto dire considerando la feroce concorrenza di ben altri pezzi dello stesso geniaccio londinese.

Joan Jett, I Love Rock’n’Roll (1979)
Stando agli unanimi consensi attorno alla band, il nuovo singolo degli Arrows dovrebbe essere il colpo grosso per tutto il 1975: presentato in un noto show televisivo inglese (come pure negli States), non basta per risalire nelle classifiche britanniche. Invece, Joan Jett, che vede il gruppo negli Stati Uniti da spalla al tour delle Runaways, é folgorata da I Love Rock'n’Roll che subito incide assieme a musicisti come SteveJones e Paul Cook dei Sex Pistols. Il brano originariamente appare quale lato b di You Dont Own Me, ma Jett non è soddisfatta e quindi lo registra di nuovo nel 1981 assieme al proprio quartetto The Blakhearts: la grinta hard rock della cover vale la cima di Billboard e la carriera solista della bruna cantante di Filadelfia.

Kim Carnes, Bette Davis Eyes (1981)
Scritto nel 1974 da Donna Weiss e Jackie DeShannon, quest'ultimo musicista di talento che nel 1964 apre la tournée americana dei Beatles e poi compone brani assieme a Jimmy Page e Randy Newman - il brano trae ispirazione dal film drammatico e proto-femminista Perdutamente tua (1942), grazie alla scena in cui Paul Henreid accende una sigaretta a Bette Davis. Diversi anni dopo, Weiss porta la canzone a un’amica, la cantante e autrice Kim Carnes: e dopo che il tastierista Bill Cuomo ripulisce la melodia con alcuni synth, Bette Davis Eyes è pronta a decollare, restando al n° 1 per nove settimane nelle classifiche e vincendo sia il Grammy Award sia il Record of the Year del 1982.

Soft Cell, Tainted Love (1981)
Nel 1976, la cantante soul americana Gloria jones - già corista nei T. Rex, nonché fidanzata del loro epico frontman Marc Bolan - riregistra questa canzone già incisa nel 1964: e proprio durante i Sixties il meditabondo e cadenzato inno strappalacrime resta un punto fermo dei dj inglesi di gusto northern soul. Ma Tainted Love diventerà famosa nel mondo nel 1981, quando il duo inglese con Marc Almond e David Ball ne offre una versione tecnopop arrivando in testa alle patrie classifiche e all'ottavo posto negli Stati Uniti. A proprio vantaggio, i Soft Cell non giocano sulla fedeltà o sulla nostalgia: la cover è di proposito lenta, misteriosa e sensuale, un inno dancefloor duraturo che contesta l'idea che i sintetizzaton tipici della new wave debbano per forza apparire freddi o spersonalizzanti.

Sinead O’Connor, Nothing Compares 2 U (1989)
La versione originale resta sostanzialmente dimenticata, benché venga eseguita da The
Family, un progetto utilizzato da Prince (e con ex membri di The Time) come valvola di sfogo per il copioso songwriting di Minneapolis. Rimasto nel dimenticatoio per due-tre anni, dunque vicino al fallimento commerciale, il brano viene però riconsiderato dal manager di Sinead O'Connor che lo suggerisce, quale single, alla giovane cantautrice irlandese, che, a sua volta, lo muta nel maggior successo di una lunga e impegnativa carriera. Grazie a lei Nothing Compares 2 U ispira una vagonata di nuove cover, con Prince che inizia a suonarlo dal vivo, fino a farne una propria versione nell'album Hits. Resta tra l’altro la canzone che spinge la calva dublinese verso i riflettori del mainstream, un genere in cui si trova spesso a disagio sul piano esistenziale.

The Lemonheads, Mrs.Robinson» (1992)
Sulla scia di Nevermind dei Nirvana che fa impazzire l'industna musicale dei primi anni Novanta, le grandi major americane propongono contratti favolosi a qualsiasi giovane band il cui credito indie rock sembri vagamente commerciale. Solo dopo la firma sugli anticipi, lo show business si accorge che in fondo i vari gruppi alternativi, salvo rarissime eccezioni, non vanno al di la di audience specialistiche. Infatti l'eccellente album It's a Shame about Ray del trio di Boston originariamente non include la cover dell’ormai classicissima ballata di Simon & Garfunkel, ma quando le <<teste di limone>> registrano un video per il 25° anniversario del film Il laureato (dove Mrs. Robinson è di fatto il leit-motiv), la nuova versione (molto più rock) decolla. E l'Atlantic ristampa quasi subito It’s a Shame about Ray con l'aggiunta della cover. Il tutto funziona, anche perché Mtv offre alla fresca Mrs. Robinson molto più spazio di quanto faccia con gli altri pezzi dell‘album. Ma né prima né dopo i Lemonheads riescono a conseguire tanta attenzione mediatica.

Jeff Buckley, Hallelujah (1994)
Per molti, l’Hallelujah dello sfortunato Jeff Buckley (morto giovane come il padre Tim, anch’egli cantautore) è la versione deiinitiva del brano stesso, ignorando che non si tratta di un original, bensi della cover di una cover. Buckley s’ispira difatti alla versione del 1991 dell’ex Velvet Underground John Cale, il quale, a sua volta, pesca da quella autentica composta dal canadese Leonard Cohen nel 1984, comunque già famosa nei toni poeticamente oppressivi e deprimenti. In circa trent’anni le cover di Hallelujah sono quasi seicento in almeno venti lingue e’ nel 2008 vantano oltre cinque milioni di copie vendute nelle interpretazioni di Buckley, Cohen, Cale, come pure di Rufus Wainwright o anche di me dell‘uragano Sandy.

Run-D.M.C., Walk This Way (1986)
Non c'é dubbio che i Run-D.M.C. abbiano un posto assicurato nella storia della musica anche senza la cover del pezzo hard rock degli Aerosmith uscito nel 1975, ma il successo commerciale del trio hip hop inizia (e per certi versi si conclude) con il rifacimento black di Walk This Way undici anni dopo. Il brano - prodotto da Rick Rubin con la partecipazione di Steven Tyler e Joe Perry, i due leader del quintetto di Sunapee - risulta il primo rap in assoluto nella top five di Billboard, confermandosi, alla distanza, fondamentale nella messa a punto del 'cosiddetto rap rock (e la clip ne rappresenta simbolicamente l'incontro/scontro).

Los Lobos, La Bamba (1987)
Los Lobos, insieme dal 1973, con oltre venti album alle spalle, è il sestetto tex-mex (o rock Chicano) più noto in assoluto e osannato nel mondo per le singolari versioni del repertorio folk messicano. I <<Lupi>> vengono chiamati per la musica di Richie Valens nel biopic La Bamba di Luis Valdez, nella cui soundtrack si ascoltano sei canzoni dello sfortunato cantautore, morto a diciassette anni nell’incidente aereo in cui perdono la vita anche Buddy Holly e Big Bopper. E La Bamba originale, che rilanciata postuma nel 1959 si piazza al numero uno in otto paesi (compresi Stati Uniti e Gran Bretagna), e assunta e pensata da Los Lobos quale omaggio al genio precoce del losangelino, che dal quartiere multiemico di Pacoima, rima in chiave pop rock, una song latina di solito cantata in occasione di matrimoni e battesimi nello stato di Veracruz. L' originale, un po' piu lento rispetto alle due cover, è documentata fin dal 1830.


29/04/15

Le Armi di Oliver e l'incidente del '79: Elvis Costello

"Non bisogna essere gentili e meravigliosi per fare dischi"

1977/79 La musica di quel periodo aveva il gusto spento delle melanzane troppo cotte. Lasciando da parte punk e la nascente New Wave, la scena era dominate da stars auto soddisfatte che suonavano una musica da sala d'attesa. L'elite nauseabonda del rock and roll faceva il giro del mondo e i loro nomi apparivano regolarmente nelle colonne dei pettegolezzi. lmprovvisamente, in mezzo al torpore e alla superficialtà generali, una specie di Clark Kent con occhiali, ruppe lo specchio compiacente. Questo nuovo personaggio non era bello; non aveva i capelli lunghi accuratamente pettinati, non portava pantaloni stretti, né nulla di chiassoso, non prometteva il paradiso e non cantava canzoni dolci che ti facevano venire il diabete appena le sentivi. Era Elvis Costello, un uomo furente e scontento di molte cose.

La prima volta che ho ascoltato una canzone di Costello, qualcosa in me si è mossa. Dicendo a me stesso: "Ecco questo dovrebbe essere il rock", sentivo che una collera mi gonfiava le vene. Il furore del primo Costello era contagioso. La sua musica era quella delle vittime della società, di quelli che cercano invano dei sentimenti profondi e sofferti tra dischi anestetlzzanti e droghe che si comprano quando non si può piu sopportare la pressione. Costello aveva un messaggio: invece di evitare la tensione, bisogna guardarla in faccia, gridando la propria opposizione e stringendo i pugni. Gulp!!

Il superdotato (come allora veniva chiamato) viene sbattuto negli uffici di uomini d`affari superalimentati e strapagati, davanti ai quali suona dei pezzi in diretta. l dolori di debuttante gli lasceranno in bocca un gusto amaro. Costello non dimenticherà mai l’ingiustizia. Finalmente, nell`agosto 1976, un amico, Nick Lowe, (che conosceva dai tempi dei Brinsley Schwarz, un gruppo per il quale era stato roadie non-dichiarato), gli suggerisce di proporre i suoi nastri ai direttori della Stiff. Rimangono entusiasti e gli offrono immediatamente un contratto, un amplificatore, un registratore ed un nuovo nome.. Declan Mc Manus diventa Elvis Costello.
Le canzoni dei suoi primi tre albums, possono esser classificate in tre categorie: quelle in cui parla delle donne che lo maltrattano, invece di capirlo e di apprezzare la sua sensibilità e il suo bisogno di dolcezza, quelle in cui sbraita contro la società e contro gli indefinibili <<Loro>> che invadono e dirigono la nostra vita, scegliendo a caso le vittime che perseguiteranno eternamente; e, infine, quelle in cui parla del music business, dell'industria del disco, sua nemica mortale. A volte, riuniva i tre nemici in una sola canzone.

Nemico N° 1: Le donne
Un giorno, parlando di Costello, un'amica disse: "In questa industria, ho solo un grande timore, che scriva una canzone su di me. Le sue donne sono cattive".
“My Aim Is True", infatti, é pieno di canzoni che raccontano la frustrazione e la confusione di Elvis di fronte al gentil sesso.
(Abbiamo visto troppe cose per chiamarlo sesso debole). Miracle Man racconta la storia di un ragazzo inesperto che ha una relazione con una donna che ha avuto un numero incalcolabile di amanti. Qualsiasi cosa faccia, egli non riesce mai a soddisfarla; lei vuole sempre qualcosa di piu: <<Perché devi sempre dirmi che c’é sempre qualcuno che lo sa fare meglio di me? Non pensi che sappia che anche se cammino sull’acqua, non sarò mai per questo un uomo miracoloso?>>, canta.
Le sue canzoni dipingono delle immagini di sogni spezzati e di abusi incomprensibili talmente tristi che era difficile immaginare Elvis felice in amore. Eppure, la sua fede era ben visibile nelle copertine dei suoi tre primi albums. Se era vero che Costello aveva finalmente trovato una donna pronta a dividere la sua vita con lui (hanno anche un figlio), risulta che la loro relazione non era esattamente l`immagine della felicita matrimoniale.
l problemi sentimentali di Elvis riemergono nel suo secondo album "This Year’s Model", il primo che usci con la nuova etichetta di Jake Riviera: la Radar Records.
Questo disco descrive la disgregazione del suo matrimonio. Lui era in tournée, lontano da sua moglie. Non riuscendo a prender sonno, egli passa le notti a rivalutare la loro unione tentato dai frutti nuovi e meno recalcitranti che gli si offrono.

Nemico N° 2: Solo contro tutti
Sin dalla prima canzone del primo album, Elvis canta la sua impotenza di fronte alle diverse forze incontrollabili del sistema, Egli accetta il fatto che, nel corso della storia, la burocrazia abbia sempre avuto bisogno di zimbelli, ma invece di arrestarne il processo, Elvis tenta di non essere il bersaglio dl queste forze. Anche se Costello vuole farci credere di essere solo un testimone distaccato e che in questo mondo “tutto significa meno che niente", egli cerca malgrado tutto di aver successo.
lnnanzitutto, accetta di essere dlstrutto da <<Loro» sentendosi inadeguato, lui stesso, non il sistema: <<Potevo esser qualcuno se non avessi permesso a molte cose di bloccarmi la strada>>, canta su Pay it Back, <<Cerco in tutti i modi di essere me stesso ma continuo a sparire.>>
Costello era gia piu avanti della maggior parte dei suoi conntemporanei; sa quali sono i suoi amici, In Night Rally ci i avverte dei pericoli della manipolazione dei media e delle immagini subliminali. Queste forze che trasformano gli attivisti radicali degli anni sessanta in venditori di assicurazioni degli anni settanta.
Più dei due albums precedenti, “Armed Forces»" è quello in cui Costello se la prende col mondo intero. Contro l‘istituzione militare e il sistema educativo. Un album intelligentissimo, pieno di giochi di parole e di sorprese grammaticali. Sembra che, dopo essersi sbarazzato della collera romantica degli inizi, liberi ora una creatività particolare. Armed Forces è anche un avvertimento per i piu giovani: Elvis colloca “Senior Service" in un liceo, questo microcosmo della vita adulta dove decidiamo del nostro avvenire e dove impariamo a giocare i giochi della società , del sesso e del potere... Costello illustra perfettamenle la scena di questi giochi e la passione degli adolescenti sotto l'influenza delle trasformazioni chimiche che avvengono in loro.

N° 3: L’industria
Costello ha inoltre sempre mantenuto la sua attitudine anti music-business e anti-rock-star-ricchissima. <<L’industria nel suo complesso, la sua ignoranza crassa, mi disgustano profondamente. Qualunque sia il grado di successo che raggiungerò, questo non cancellerà mai la merda che ho dovuto attraversare all’inizio>>..
Si cominciò a capire il suo odio quando si mise a rifiutare le interviste. Fedele al suo stile metodologico, tipico del suo astio, Costello teneva aggiornata in un libro nero, una lista di nomi di personaggi dell'industria che. in un modo o nell'altro, lo hanno maltrattato.
Perche raccontare tutto alla stampa? I suoi testi sono i piu personali che siano mai stati cantati da molto tempo a questa parte. Le sue sofferenze e le sue passioni sono
talmente chiare e dettagliate che un'intervista sarebbe uguale ad una delle sue canzoni senza musica. Su "Radio Radio", se la prende piu precisamente con gli onnipotenti programmi radio degli Stati Uniti, <<La radio é in mano a molti imbecilli che tentano di anestetizzare quello che sentite (...) Voglio mordere la mano che mi nutre, vorrei tanto morderla...>>

L'incidente
Una sera del 1979, Bonnie Bramlett, §tephen Stills ed Elvis si ritrovano in un bar di Columbus, Ohio. Nel mezzo dell`animata discussione, la Bramlett lancia <<Dobbiamo
tutto a James Brown>». Elvis nega che la sua musica debba qualcosa a James Brown. Bonnie insiste e continua: <<Ray Charles é il piu grande>>. Costello, che partecipa
sempre a concerti spesso pericolosi del Rlock against Racism, esclama: <<Ray Charles é solo un nigger' ignorante e cieco e James Brown é un jive` ass nigger>>. Sembra che la Bramlett, a quel punto, gli abbia tirato un pugno. ln seguito, lui denuncia il fatto alla stampa. James Brown, interrogato sulla frase di Costello dice, <<E allora? Mi hanno chiamato jive ass nigger tutta la vita. Tutto quello che chiedo é che compri il mio prossimo album>>.

La stampa che Elvis ha ignorato durante tutta la torunée, non aspettava che questo. A New York, il Village Voice pubblica le osservazioni proferite da Elvis e la pressione diventa allora talmente forte (si annullano i suoi concerti) e talmente minacciosa (lo si minaccia di morte) che egli decide di organizzare una conferenza stampa che ha luogo il 30 marzo nel grattacielo della CBS di New York.
Non si vedeva tanta rabbia negli Stati Uniti fin dalla famosa dichiarazione di John Lennon: <<Siamo piu celebri di Gesù...>>
Durante la conferenza, Costello, che porta un badge con su scritto Desire Me, parla rapidamente e fa del suo meglio per controllarsi di fronte al mucchio di ingiustizie che
dei giornalisti ai quali mancano gli spunti tentano di addossargli. (Ha dovuto trovare bizzarro il fatto di vedersi attaccato e trattato da razzista da giornalisti bianchi
scontenti del suo rifiuto delle interviste, essendo stato lui stesso attaccato dal Fronte Nazionale lnglese per aver menzionato il leader Mosely in Less Than Zero e da giornalisti neri che non solo ammettevano di non aver mai sentito le sue canzoni, ma che non consideravano razziste riviste come Ebony o Sepia, riservate a personalità nere).

<<Buon pomeriggio; non avrei mai creduto di trovarmi in questa situazione. Hanno riportato di un incidente, una disputa che ha avuto luogo a Columbus tra me e altri artisti. I dettagli sono un po’ confusi e mi hanno citato nettamente fuori contesto. Nel corso di questa discussione, é stato necessario offendere quella gente nel modo più offensivo possibile perché volevo liberarmi della loro presenza. Ha funzionato. Sono convinto che a tutti sia capitato di arrivare agli estremi e di dire cose alle quali non si crede... chiedete a Lenny Bruce. Sono desolato che molte persone abbiano reagito male e si siano urtate. Sono qui per mettere fine a quelle voci, e per dichiarare che non sono razzista >>.
Domanda: <<Non ho sentito “Armed Forces", ma ho sentito che fai riferimento a “Checkpoint Charlie, a scatti nervosi", "niggers bianchi", Palestina, Johannesburg etc... è vero?
Elvis:<<Si, ma di nuovo, queste parole sono state scelte totalmente fuori del contesto>>.
D:<Cosa è successo esattamente in quel bar, eravale ubriachi?
E:<<Penso che lo fossero anche perché da quello che hanno raccontato, ho capito che essi non ricordano l’incidente meglio di me.>>
D:Vorrei sapere quello che è successo e perche é successo, affinchè possa prendere una decisione valida.
E:<<Non vi capisco. Se fossero stati appassionati d’arte, avrei detto loro che Toulouse Lautrec era un nano, solo per irritarli. Avete capito ora?>>
D: Qual`e l'argomento che ha scatenato il tutto?
E:<<Avevamo delle opinioni contrarie sulla musica e sul modo di lavorare. Non era una conversazione profonda. E'per questo che dico che é molto ridicolo il fatto che voi siate qui e che io risponda alle vostre domande.>>
D:ln un`intervisla con l`NME a Londra, hai detto di non essere una persona molto equilibrata e matura.
E:<<Si, ma non ci sono leggi che dicono che per registrare dei dischi bisogna avare un diploma che attesti che sei un essere gentile e meraviglioso...>>
D: Eri pazzo quando hai fatto queste dichiarazioni?
E: <<Penso di essere sempre pazzo...>>
D: C`e un malinteso che può essere chiarito qui. Dicendo “Non sono razzista", non credo che riuscirai a convincere molta gente, soprattutto i Neri...
E: <<Quante volte ve lo devo ripetere? Ho dello quella frase senza crederci. Non posso essere piu chiaro. Quello che penso non interessa a nessuno. Volevo solo offendere delle persone in un bar. Cos’altro volete? Volele che vi reciti tutta la conversazione? Sono desolato, ma non ricordo le parole esatte.>>
D: Non potevi parlar male di artisti bianchi?
E:<< Ho dello tantisslme cose sui Bianchi. Ma la stampa ha riportato solo quello che ho detto sui Neri perché fa più notizia. Non hanno pubblicato quello che ho detto su Crosby, Stills e Nash e non hanno pubblicato quello che ha detto Bonnie: “Tutti gli inglesi sono impotenti"..>>
D: Fino a che punto questo incidente ha danneggiato la tua carriera?
E: <<Direi che dei danni ci sono stati. La tournée rischia di essere annullata e non voglio più passeggiare circondato da milioni di guardie del corpo. Sono qui per dire che non sono razzista. Voglio sopraltutto scusarmi con Ray Charles e James Brown o con chiunque abbia creduto che quella fosse la mia opinione. A tutti quelli che si sono irritati, hanno fracassato la televisione o hanno bruciato il giornale, voglio dire che é stato inutile perché quella non era la verità... ed e tutto quello che voglio dire...>>



La lettera di papà
E questa è la lettera che il trombettista Ross MacManus, padre di Costello, scrive e spedisce alla rivista Rolling Stone, difendendo il suo povero, perseguitato dalle accuse di razzismo Troviamo divertente che una rock star di 25 anni ha un suo papà che scrive ad una rivista una lettera zeppa di elogi per il figlio ...

<<PRIMA DI TUTTO, la ringrazio per la recensione dell' LP di mio figlio . E 'la più perspicace di tutte le recensioni. Oliver's Army" è un disco importante per me, e il vostro recensore, Janet Maslin, ha rapidamente raccolto il significato "white n*ggger". Mio nonno era un cattolico dell'Ulster, e da bambino, ho vissuto in una zona dove il bigottismo era molto diffuso. Quindi siamo quelli white n* ggers.
Questo mi porta agli articoli inquietanti che descrivono Elvis Costello come un razzista. Niente potrebbe essere più lontano dalla verità. Il mio background ha fatto sì che io sono contrario a qualsiasi forma di pregiudizio basato sulla religione o razza. E la madre di El ed io eravamo entrambi bollati come teste calde e marxisti o anarchici.

Così noi non siamo dei radical chic, dagli atteggiamenti liberali bianchi (che El ha pubblicamente disprezzato molte volte). Questa è l'acqua dove Elvis è nato e cresciuto, e in cui nuota nel modo più naturale come un pesce rosso. Sua madre proviene dalla zona multirazziale dura di Liverpool, e credo che andrebbe fuori di testa se la sua ortodossia fosse in dubbio.>>
Ross MacManus
Twickanham, Inghilterra

Elvis Costello - This Year's Model (1978).rar

Elvis Costello and The Attractions - Oliver's Army.flac