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16/10/14

La nemesi del fango

Grillo contestato nella sua Genova 

Non sò quanti abbiano letto quest'articolo. Ma la lucidità e la spietatezza con cui Merlo smaschera questo rancoroso sciacallo,  è davvero da non perdere..

By Francesco Merlo 15 ottobre 2014 la Repubblica

Peggio di una sconfitta elettorale, peggio di un fiasco a teatro. La rabbia di Genova, la città che meglio conosce Grillo , non è cieca come l’acqua che infanga. Nella prima rivolta popolare contro di lui, nel primo vaffa al vaffa, la rabbia ha infatti individuato e travolto il ghigno comico dell’antipolitica: “come gli altri”, “venite qui solo a parlare”. E mai Grillo era apparso così poco teatrante, così fragile e vero nel suo smarrimento come quando, protetto da una cintura di braccia robuste come tronchi d’albero, ha inforcato il motorino. In una città incollerita e impraticabile è stato come scappare in ambulanza.
Il comico del malumore è stato smascherato come l’ ultima impostura della politica. “Noi siamo dalla vostra parte” ripeteva con il disagio del leader tradito dalla folla nella quale era andato a ‘bagnarsi’ per quel bisogno di consenso che spinse Berlusconi tra i terremotati dell’Aquila, travestì da spazzaneve il sindaco di Roma Alemanno, e in Sardegna costrinse i ministri Passera e Barca a scappare in elicottero dai minatori del Sulcis che erano andati ad abbracciare. Per Grillo è peggio, perché non è governo. E’ anzi l’ opposizione antisistema. Eppure, prima di essere contestato, andava in giro – bisogna ricordare queste immagini – carezzando sulle guance tutti quelli che incontrava, come un politicante che sogna di riempire il grande vuoto d’autorità con il rituale della propaganda, della seduzione, del patetico consolatorio. Mai si erano viste le coccole del populista arrabbiato.