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17/03/15

P.L.U.C.K: Chi si ricorda più dello sterminio degli armeni?

© Armenian National Institute, Sybil Stevens 
La storia é cosa troppo importante per lasciarla agli storici.

<<Fin da quando ci siamo formati avevamo in mente di fare una musica non di solo intrattenimento, dove potevamo parlare delle nostre origini. Parlo spesso di queste cose ai concerti, di controinformazione, delle cose che non vengono a galla così facilmente. Noi facciamo metal e in armenia di solito questa musica non è suonata. La musica tradizionale armena è drammatica, come la nostra. C'è una cosa che molti non sanno : il nostro popolo è stato massacrato, c'è stato un genocidio pari quasi quanto quello degli ebrei nella seconda guerra mondiale... e molti non lo sanno. Morti su morti dimenticati dal mondo e questo non ci sembra giusto. L'ingiustizia commessa dallo stato turco è stata una dei punti che mi hanno caratterizzato fin da ragazzo per questo ho sempre cercato di interessarmi di cosa succede nel mondo, perchè le ingiustizie ci sono e vengono nascoste, e questo mi ha fatto aprire gli occhi. Ma questo si sente nella nostra musica, questo ci motiva; Alcuni dicono che noi facciamo "rock armeno" ma questo non ci dà grande orgoglio, perchè facciamo qualcosa di diverso dalle musiche armene, ma le nostre origini sono una componente essenziale di noi stessi: L'armenia è un influenza più o meno presente in ogni nostra canzone. La questione armena è spiegata in P.L.U.C.K, è una canzone rivoluzionaria, che ti deve far pensare, di come le ingiustizie vengono commesse e come non vengono fuori>>. 
Serj Tankian, System of a Down 




<<Chi si ricorda più dello sterminio degli armeni?>>. Le parole che sinistramente riecheggiano, furono pronunciate da Hitler – anche se non ne è rimasta traccia scritta, in realtà - nel 1939, alla vigilia dell’invasione della Polonia, per incoraggiare i suoi a non avere remore morali nella guerra contro le popolazioni slave. Degli armeni, oltre che Serj Tankian e i System of a Down si ricordano  due libri, il primo di Marcello Flores, Il genocidio degli armeni (Il Mulino “Biblioteca storica», pp. 328, € 22,00, corredato da un ampia serie di fotografie storiche) e Guenter Lewy, Il massacro degli armeni Un genocidio controverso (Einaudi <<Storia», traduzione di Piero Arlorio, pp. XVI-394, € 25,00), che tentano di mettere ordine in una vicenda che fino ad oggi è incentrata più su interpretazioni che sulla scienza esatta basata su documenti.