Visualizzazione post con etichetta Elettronica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Elettronica. Mostra tutti i post

20/04/22

Il mondo Esoterico di Bill Nelson

Un visionario del suono e dell'immagine. Bill Nelson ha avuto una lunga e prolifica carriera, e nonostante tutto, quasi misconosciuto in Italia. Proveniente dalla classe operaia britannica, è stato l'antitesi dell'archetipo della rock star tutto alcoll, droga, sesso e rock'n'roll. Appassionato di arte, letteratura, fantascienza, buddismo, e misticismo, ha riversato tutta la sua intelligenza e i suoi interessi nei suoi testi spesso ironici. Ispirato dal surrealista Jean Cocteau ha collaborato con artisti del calibro di David Sylvian e Japan, Harold Budd, Roger Eno, Cabaret Voltaire, Gary Numan e Yellow Magic Orchestra. Arriva al successo con i Be‑Bop Deluxe alla fine degli anni '70, prog, glam, new wave, sono le aree in cui la band può sedersi comodamente.
Negli ultimi quattro decenni Bill ha costantemente dimostrato di essere uno dei musicisti più originali e creativi della Gran Bretagna, esplorando una sorprendente diversità di stili musicali, spingendo costantemente i confini musicali e guadagnandosi l'ammirazione di legioni di fan in tutto il mondo e critici illuminati allo stesso modo. Come chitarrista, Bill è considerato una figura eccezionale e dotata di un talento unico, ma questa piccola selezione eclettica di brani sotto mette in evidenza anche il suo lavoro di cantautore e compositore strumentale.

Sempre inventando, sempre in evoluzione e sempre guardando alla prossima cosa (e alla cosa dopo), il chitarrista e cantautore con sede ancora nello Yorkshire, nel Regno Unito, ha trasformato se stesso e il suo leggendario primo ensemble Be-Bop Deluxe in un'anomalia dal loro primo disco. Nelson va avanti e si concentra sul lavoro solista ispirato a Cocteau, un'altra band (Red Noise), collaborazioni con compagni di viaggio nella musica elettronica sperimentale e una serie di album ambient fatti in casa e altre esplorazioni sonore, tutto alla luce di una feroce indipendenza come artista e come produttore.

E' la dualità, la fusione di arte alta e bassa, cultura popolare e cultura esoterica, che gli interessa. Nelson è stato sempre affascinato dalle forme ibride, la scintilla che si crea quando gli opposti si scontrano. È un'interessante giustapposizione, per esempio, con le influenze drum & bass che permeano After The Satellite Sings: dopo averlo ascoltato, andate a riprendere Earthlings di David Bowie, che è apparso più tardi, e noterete l'enorme influenza dell'album di Bill. Cocteau Twins, Wire e XTC inoltre hanno tutti una sorta di debito con la musica di Bill Nelson.

Nei primi anni '90 Nelson ha attraversato un brutto periodo, senza un soldo, viveva con sua madre, al centro di una disputa con la sua ex moglie che chiedeva i suoi soldi, e un altra con il suo ex manager, che rifiutava di dargli i nastri di tutta la sua produzione.
Il manager ha poi restituito tutto due giorni prima dell'inizio del procedimento giudiziario intentato da Nelson, ma a quel punto gli avvocati avevano riscontrato così tante "anomalie contrattuali" - che il procedimento è continuato, fino a quando non è stata pronunciata una sentenza in suo favore nel 1994, che ha permesso di ripubblicare il suo intero catalogo e assicurarsi una vecchiaia meno problematica. E che catalogo! Si stima che il numero totale di album che ha pubblicato finora, sia a suo nome, sia con Be‑Bop Deluxe, Red Noise o Orchestra Arcana, sia pari a circa 110. Noi lo ricordiamo soprattutto per il materiale più vecchio, in questo caso pubblicato tra il 1981 e il 1991 per la sua etichetta Cocteau.

Immergetevi nella musica di Bill Nelson, e scoprirete.. un mondo!











17/07/18

Jewel




Propaganda

Album: A Secret Wish

Data di uscita: 1985


1-2-3-4!!

Eye to eye stand winners and losers
hurt by envy, cut by greed
face to face with their own disillusion
the scars of old romances still on their cheeks
and when blow by blow the passion dies sweet little death
just have been lies the memories of gone by time
would still recall the lie

the first cut won't hurt at all
the second only makes you wonder
the third will have you on your knees
you start bleeding I start screaming

it's too late the decision is made by fate
time to prove what forever should last
whose feelings are so true as to stand the test
whose demands are so strong as to parry all attempts
and when blow by blow the passion dies sweet little death
just have been lies the memories of gone by time
would still recall the lie

the first cut won't hurt at all
the second only makes you wonder
the third will have you on your knees
you start screaming I start bleeding

the first cut
the second cut
the third cut

Ah!

the first cut won't hurt at all
the second only makes you wonder
the third will have you on your knees
you start bleeding, I start screaming
the first cut won't hurt at all
the second only makes you wonder
the third will have you on your knees
you start bleeding, I start screamiiiiaaaaaaaaaaaaa !!!!!!!!!!!!!



01/02/18

My Best of: TV On The Radio

"Se ascolto le pop-radio , non mi sento come se dovessi sfrecciare su una motocicletta o farmi di qualche droga o combattere un poliziotto. Mi sento come se dovessi comprare le candele alla vaniglia. Prima era sesso, droga, rock'n'roll. Ora è caffè, e-mail, e rock'n'roll. E presto, sarà fibre, massaggi naturali ... e rock'n'roll."

Mi stavo proprio chiedendo perché su questo blog non si era ancora parlato dei TV on the Radio, band con sede a Brooklyn e Los Angeles, nell'underground uno dei più acclamati gruppi art-rock degli ultimi dieci anni. Intrecciando chitarre indie, voci soul moderne, trip-hop, elettronica, e influenze jazz, in  mix vorticoso di generi musicali, il loro suono è unico, inequivocabilmente cool. Con l'acclamazione da parte della critica e con un seguito magari non popolarissimo ma di culto, sono arrivate amicizie enormemente influenti, e a noi particolarmente.. care: uno dei sostenitori di lunga data è stato il compianto Bowie, definito da David Sitek come l' Obi-Wan Kenobi della band. (Lo troviamo in  Province, contenuto in Return to Cookie Mountain, secondo album). C'è poi il nostro amato Peter Murphy dei Bauhaus, che si esibisce spesso con il gruppo dal vivo.
Nel 2011, colpisce un po' tutti la morte del bassista Gerard Smith.
La mancanza di immaginazione degli artisti odierni commerciali, in questa atmosfera di festa perpetua in cui si finge che tutto sia meraviglioso, ma dove realmente e inevitabilmente poi si piange di notte, TV on the Radio è un turbinio di aria fresca, creatività, e con uno strato di credibilità che resiste nonostante il decennio ormai sulle spalle...
Seeds del 2014 è un disco meraviglioso, che da solo avrebbe meritato una playlist.

My Best TV on the Radio









 

27/05/17

Project-TO, dal collettivo torinese trip-hop,dark ambient ed electro-techno



Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Project-TO – Roger

Ritmica incessante che fonde trip-hop con astrazioni interplanetarie in perenne andirivieni tra stratificazioni dark ambient ed electro-techno: il collettivo elettronico torinese presenta il secondo video-single estratto dall'apprezzatissimo esordio “The White Side, The Black Side”.
Genere: techno, electronic, dark ambient, trip hop
Label: A21 Productions / Machiavelli Records
Release Date: 15.05.2017






Roger è il brano che chiude il primo lato di The White Side, The Black Side, elogiatissimo album di debutto di Project-TO, collettivo elettronico torinese composto da Riccardo Mazza (Battiato, Chick Corea, Gaber), Laura Pol e Carlo Bagini (Statuto, Righeira, Rettore).
Anche il video, parte integrante della videostory, conclude in modo simbolico il percorso onirico della protagonista, che dopo aver affrontato viaggi temporali e spaziali, essersi rapportata con l'altro e con il proprio doppio, affronta le paure più recondite rappresentate da un'invasione di insetti digitali. Il richiamo ai viaggi nello spazio esprime il superamento dell'angoscia esistenziale nello slancio verso il cosmo.


The White Side, The Black Side
https://soundcloud.com/project-to/sets/the-white-side-the-black-side

Project-TO nasce da un’idea di Riccardo Mazza (compositore, docente presso la Scuola di Alto Perfezionamento Musicale di Saluzzo, artista multimediale specializzato nella ricerca sonora sperimentale e nell’interactive design) e la fotografa e videomaker Laura Pol. E’ un progetto “autoriale" di musica elettronica e visual che, insieme al tastierista Carlo Bagini già noto per aver collaborato insieme a band come gli Statuto, Righeira e Rettore, si sviluppa dall'interazione di elementi puramente elettronici con composizioni originali eseguite dal vivo insieme agli elementi visivi anch’essi eseguiti in tempo reale durante il live set. Un progetto in continua evoluzione che trasforma lo spazio in cui vive, generando performance live differenti ad ogni esibizione.


Contatti
www.project-to.com
www.facebook.com/projectto




20/01/17

Trip Hop: un intruglio che diventa il sogno di una nuova utopia sonora

Piaccia o no, il Trip-Hop è un movimento, una corrente, uno stile . Un termine che fu coniato nel giugno del 1994 da Andy Pemberton, in una articolo per Mixmag, e utilizzato per descrivere il cambiamento stilistico dell'etichetta Mo' Wax. Pemberton annunciò il trip-hop come un intruglio di psichedelia fuso nell' hip-hop, e il tentativo di contrastare il predominio musicale americano, rappresentato allora dall'ondata straripante del grunge.

Il DNA di trip-hop è più complesso rispetto alla sua riduzione a sigle. L' hip-hop, che aveva nutrito la fantasia musicale di una nuova generazione per oltre un decennio, si mescola alla cultura rave, che aveva fornito ulteriori possibilità stilistiche con la sua fusione di drum macchine, break, campionamenti e sintetizzatori. Sound system, digging, dub, chill-out room, la globalizzazione e la tecnologia presto hanno anche agito, connettendosi come tante molecole a una nuova idea di ciò che hip-hop poteva essere. Trip-hop è stato la logica evoluzione in un decennio, durante il quale tutti erano tornati da un immenso party per affrontare la realtà che l'hip-hop e la dance venivano cooptati dal mainstream. E' stato il sogno di una nuova utopia sonora, schiacciata dall'assalto implacabile del capitalismo. Proprio come la techno era diventato sinonimo di musica dance, il trip-hop divenne presto una stampella per i giornalisti ed esperti di marketing che volevano indicare l'hip-hop senza i rapper. In particolare, è diventato sinonimo del sound di Bristol, con band come Massive Attack e Portishead. Nel 1998, il New York Times sancì che il primo album dei Massive Attack Blue Lines fosse il punto di inizio del genere. Il sound genuino di una nuova generazione di musicisti che cercavano la libertà di sperimentare. E 'stata (ed è..) la musica per persone che consideravano l'hip hop, ( non il rap old school) troppo pericoloso per le proprie corde. Abbiamo preso a prestito e a spunto dalla classifica stilata da FACT MAGAZINE, dei migliori 50 best Trip-Hop Album, per esprimere la nostra opinione, a volte coincidente, altre ampliata e corretta rispetto al magazine: come si noterà, la nostra è sbilanciata a favore della contaminazione, soprattutto del dub e del Sound System britannico, il Trip Hop essenziale dei Massive Attack, Kruder & Dorfmeister, Smith & Mighty Dub Crooklyn...


Tricky
Maxinquaye
(Island, 1995)
Il numero uno, davvero. Tricky ha dato al suo primo album da solista il nome di sua madre, Maxine Quaye, il che dovrebbe già indicare quanto personale sia questo disco. Dopo aver affinato le sue abilità come membro di Massive Attack (alcune delle sue rime da Blue Lines sono state riprese qui), il suo materiale da solista è alla portata, se non superiore, dei suoi ex collaboratori. Tricky con le sue rime rauche, i suoni contorti e originali di questo album ha sdoganato il termine strano applicato alla musica elettronica, tanto che in quegli anni divenne "di moda". Martina Topley-Bird, sua compagna all'epoca, contribuisce non poco alla realizzazione del progetto.Tricky odiava essere etichettato come trip-hop ( "Questo non è un album scritto a tavolino. Non credo che si possa ascoltare a cena...perché non lo chiamano Tricky-hop?") , non ha avuto con la stampa un buon rapporto da allora, ma non ci può essere alcun argomento che, nel bene o nel male, possa negare che Maxinquaye abbia lasciato un segno indelebile nella musica britannica, elettronica e non. Il tempo non ha offuscato l'impatto di questo disco straordinario. Tricky ci porta attraverso i meandri della sua psiche, come ruminazione filosofiche che però sfociano in attacchi di verità e in brutali auto-esami ( "Bevo finchè non sarò ubriaco e fumo fino a perdere i sensi.. "), e mentre Tricky e Martina slittano intorno alle questioni di identità e di percezione, la musica è tutta un tappeto, con continui cambiamenti di umore. E 'un disco di sussurri, un flusso sonoro di coscienza e questa complessità ripaga a pieno un piccola sensazione di già sentito in alcune canzoni


Massive Attack
Blue Lines
(Island, 1991)
In una recensione del 1998 del New York Times, Blue Lines viene eletto come il modello fondamentale per il trip-hop. E Blue Lines merita quest'attribuzione grazie ad un mix di idee: l'innamoramento dei musicisti inglesi per il sound system; il congedo dalla stagione Summer of Love, del 1989; e il dominio del nascente hip-hop estetico e rapace. Blue Line era tutte queste cose e altro ancora. Nel 2009, Daddy G: "Quello che abbiamo cercato di fare è stato creare musica dance per la mente, piuttosto che per i piedi." Una dichiarazione di intenti per l'intero movimento, se mai ce ne stata una. . Quando Del Najas, Grant "Daddy G" Marshall, e Andrew "Mushroom" Vowles stavano registrando Blu Lines, il sottogenere chiamato trip-hop non era stato ancora inventato. Ma Blu Lines in fondo è un disco di hip-hop, con venature di soul, dub, musica dance e rock psichedelico. Blue Lines è come leggere un vecchio romanzo di William Gibson, che descriveva allora il prossimo futuro, che ora, (soprattutto ascoltando il re-master dell'album) è il presente, con una precisione inquietante. Non meno importante, secondo noi, Mezzanine: i Massive Attack aggiornano e ampliano ulteriormente il sound di band post-punk come PiL , e in qualche modo aggiungono una lamina di violenza e di freddezza al loro sound dub-soul della, mescolando le pesanti linee di basso e le voci dub alle chitarre post-punk e ai sintetizzatori.

 

Kruder & Dorfmeister
DJ Kicks: Kruder & Dorfmeister
(! K7, 1996)
Sono stati i pionieri dello slow-beat e i principali protagonisti della scena downbeat di Vienna e sono tra i produttori più caldi dell'universo dance. Nonostante questo, il duo austriaco Kruder & Dorfmeister non ha mai pubblicato un album, ma grandi nomi come Count Basie, Bomb The Bass, Alex Reece o United Future Organization hanno avuto alcune delle loro tracce remixate da questi produttori eccezionali. Grazie a queste produzioni e il loro EP di debutto, G-Stoned, che sono arrivati alla fama. Il loro contributo alla serie DJ Kicks del 1996 ha catturato i solchi smussati dell'chill-out e i grooves della jungle, un approccio che avrebbero perfezionare due anni più tardi con The K & D Sessions. Le loro produzioni su Ninja Tune, SSR e Wall Of Sound sono considerati pietre miliari per quanto riguarda il genere trip-hop, e alla domanda su quali fossero le influenze che hanno caratterizzato i loro remix e loro radici musicali  citano artisti come Miles Davis, Sly Stone, Brian Eno, Serge Gainsbourg o Bill Laswell. La loro miscela mozzafiato di trip-hop, dub, ambient e drum'n'bass li colloca tra i nostri preferiti, in assoluto.
 
 

15/07/15

Ama o muori: Susumu Yokota (In memory)

Di nuovo quì a commentare e ricordare un musicista per noi importante, e di cui avevamo già parlato. Lo sconcerto è che Susumo Yokota, musicista, produttore e artista a tutto tondo giapponese ci lascia ad appena 54 anni. La scomparsa risale al 27 marzo dopo un lungo periodo di malattia ma la notizia della sua morte è stata annunciata dalla sua famiglia solo questa settimana. Un periodo davvero nefasto per la musica: solo l'altra settimana siamo stati costretti a commemorare il grande Chris Squire, anche lui scomparso a causa di un male incurabile.

Susumo Yokota era un economista prestato all'arte e alla musica, inizialmente come techno dj e compositore. Nei primi anni 1990 era molto noto nei locali di Tokio, e come DJ aveva sviluppato un sound che univa techno e housecon sonorità jazzy, prima di dedicarsi completamente alla musica ambient e all'elettronica . Diversi gli album diventati punti di riferimento per tutto il movimento ambient: Sakura e Grinning Cat inclusi. Considerato un classico della musica ambient anche The Boy and the Tree. Sono stati anche dischi che hanno rappresentato i migliori risultati a livello commerciale per le varie etichette con cui ha collaborato, in particolare per la Leaf e la Sublime. Sia con il proprio nome o con lo pseudonimo di 246, Yokota ha pubblicato molti dischi nel corso della sua prolifica carriera su etichette come Leaf, Lo Recordings, Reel Musica, Sublime, e la sua Skin Tone. Dreamer, il suo ultimo , è stato pubblicato dalla Lo nel 2012.
Il successo che i lavori di Susumo avevano riscosso è stato ancora più straordinario per il fatto che a malapena li aveva promossi: ad esempio, in Europa aveva suonato dal vivo pochissime volte. Amo Susumo Yokota perchè la sua musica è sempre stata del tutto personale, individuale, esoterica e mai però indulgente. La creazione di gioielli musicali, intricate basi e tessuti sonori hanno scintillato come pochi. Non l'ho mai visto dal vivo e non c'è dubbio che la sua reputazione sarebbe di gran lunga superiore a molti dei suoi contemporanei, se la gente avesse avuto modo di poterlo ascoltare in esibizioni live. Ci mancherà molto, anche questo, senza ombra di dubbio...

Ripubblico il piccolo post che gli avevamo dedicato tempo fa, integralmente. Il video della sua versione di Golden Years di Bowie è scomparso da Youtube, ma sarà mia cura e premura di costruirtne uno nuovo e caricarlo sul mio account video.


Già, centra sempre Bowie, non c’è che dire. Così scovai una raccolta di artisti emergenti che rifacevano alcuni dei suoi successi e quello più convincente fu la rivisitazione di Golden Years fatta da Susumu Yokota. Artista nipponico poliedrico, musica, pittura, installazioni multimediali.. quella cover di Bowie mi colpì tanto da rovistare nel suo vasto catalogo (il primo lavoro è del 1992) senza, tra l’altro, nessun rimpianto. House, techno, ambient, sperimentazione con variazioni orientali, originale e affascinante. Grinning Cat è più che altro musica classica d’avanguardia, rarefatta e tecnologica, romantica e decadente, concentrata fortemente sul pianoforte, in alcune parti fortemente campionato. Un disco minimale , con alcune tracce inquietanti e tristi ma dieci brani sinuosi e molto differenti tra loro, anche se non sembra. Da ascoltare con i primi scrosci di pioggia autunnali. (O mentre si osserva la città illuminata di notte, fumando sigarette dalla finestra d'ospedale). La ricerca continua..
Grinning_Cat.rar








07/07/15

Sentirsi come scienziati, pazzi: Chrome

Space rock, proto industrial, noise, elettronica, garage rock.. quando mi capitò tra le mani Alien Soundtracks davvero sembrava che stormi di astronavi stesse planando sulle nostre teste. Dopo Half Machine Lip Moves (1979): collage sonoro, aggressività punk, chitarre acide a dimostrazione che nel rockla "psichedelia" non deve essere gravata per forza con tristi connotazioni flower power, e non deve necessariamente essere nemica naturale del punk. Damon Edge e Helios Creed sono stati gli artefici dell'avventura Chrome, sinceramente troppo avanti in termini di ideazione, sperimentazione musicale, sfumature, e di stranezze avanzate. Con i Residents, Tuxedomoon e MX-80 sono stati l'avanguardia del "quadrato di San Francisco" alla fine degli anni settanta, tutti sotto etichetta Ralph Records fondata dagli stessi Residents. Il progetto Chrome va avanti fino alla separazione alla metà degli '80, quando i due fondatori intraprendono progetti solisti di scarso peso. La prematura morte per infarto di Damon Edge porta alla rivendicazione del nome Chrome da parte di Creed: che continua a pubblicare album Chrome su varie etichette fino al 2002, quando apparentemente il gruppo si ferma fino al 2014 e al magnifico Feel like a Scientist, caratterizzato dal lavoro alla chitarra di Creed, proprio come la sua produzione solista, e sulle orme dei vecchi lavori insieme a Edge: sicuramente uno dei migliori dischi di tutta la decade.

Se trovate i Chrome ineriti in qualche festival in giro, non perdeteli: oltre che Feel it like Scientist lo show si appoggerà pesantemente sul materiale classico della band..
Grazie a Neonblitz 1968, che ha messo su Youtube un recente concerto dei Chrome ad Amburgo.










Chrome Feel it like scientist.rar
Chrome Box Set.zip
 

21/06/15

La pioggia prima della tempesta: Earthling, David Bowie

Buttate tutto. Tutti i dischi di Drum 'n' Bass, Jungle, Electronic dance, Breakbeat, Electrostep, Big Beat.. Avete altro da aggiungere a questa lista? Buttate tutto e ascoltate Earthling di Bowie, e per prima Battle for Britannia (Letter). Versione in studio e quella dal vivo, in particolare quella nel concerto per i festeggiamenti dei 50 anni di Re Bowie. Earthling è un disco dello scaffale, ma di quelli di prima linea. Ci sono ritornato dopo la sbornia di fine anni '90, e l'ho riscoperto ancora più bello, intenso, innovativo. Commovente, a pensare che i contemporanei musicali attivi di Bowie, almeno quelli più vicini, sarebbero i Rolling Stones: è stato il solo della sua generazione (e forse, anche, della generazione a seguire nella sua scia), che ha continuato a indagare nuovi territori, resistendo a qualsiasi tentazione di rilassarsi su il suo infinito catalogo.
"Non mi sarei mai aspettato di avere un tale appetito per la vita, a questo punto. Avevo pensato, come gli eroi poeti romantici che avrei bruciato tutto. Ma nulla si è spento. Sento ancora il fuoco."
Ogni tanto ci riprovo, sapete, a fare quei divertenti grafici per ogni cosa: qual'è l'argomento preferito dei libri che posseggo, l'artista di cui ho visto più concerti, gli argomenti dei post che pubblico. E in quello del musicista o del gruppo più ascoltato, c'è poco da fare, lo spicchio di torta più grande è sempre il suo: Bowie. Anche Last.fm me l'ha confermato.

Earthling vide un altro cambiamento di direzione, e fu una mossa destinata a portarlo al fianco di contemporanei (di quegli anni, parliamo della seconda metà dei '90) come Goldie e The Prodigy. E' importante affermare che Earthling era ben lungi dall'essere solo un altro stantio, e non creativo album dance.

Sono invece 9 brani che offrono una sorprendente quantità di piacere a quegli ascoltatori che hanno una spiccata e grande apertura mentale. Chi possiede un minimo di ritmo musicale nel sangue, davvero non può resistere a un pezzo come Battle for Britannia, non può restare fermo. Ma in generale Earthling è geniale rispetto al Drum'n'Bass tradizionale perchè fu il primo a fondere strumenti tradizionali con quelli elettronici: i tamburi sono una combinazione di campionamenti e ritmi dal vivo, stratificati l'uno sopra l'altro; le chitarre sono altrettanto meditate - i riff furono registrati live e poi messi nel sintetizzatore in modo che potessero confluire elettronicamente, creando l'approccio a una miscelazione perfetta tra suoni reali e costruiti. Earthling è il disco di Bowie che più mi piace dai tempi di Scary Monsters del 1980. Le tracce sono legate dal potere delle chitarre di Gabriel Reevers, grandissimo, sovralimentate; dall'energia e l'intensità dei ritmi drum-and-bass e dai testi che si combattono in una guerra tra lo spirituale-tecnologico. Si ritorna al tema dello spazio, una fascinazione per Bowie dai tempi di "Space Oddity", ed era il 1969 . "Looking for Satellites": "C'è qualcosa nel cielo / che brilla nella luce / Ruota lontano". E' sempre quello, il tentativo di riconciliare il progresso tecnologico con la crescita spirituale.
Infine la firma, con la voce croon/baritonale di Bowie. Un'esplosione di sferraglianti beat e stridore di elettronica: da il via il drammatico singolo, "Little Wonder."

Earthling ha colto lo stato d'animo della cultura popolare degli anni '90 - dall'angoscia del rock industriale all'estasi della musica dance britannica. Anni ormai passati, anni lontani...





My, my, the time do fly
When it's in another pair of hands
And a loser I will be
For I've never been a winner in my life

I got used to stressing pain
I used the sucker pills to pity for the self
Oh, it's the animal in me
But I'd rather be a beggarman on the shelf

Don't be so forlorn, it's just the payoff
It's the rain before the storm
On a better day, I'll take you by the hand
And I'll walk you through the doors

Don't be so forlorn, it's just the payoff
It's the rain before the storm
Don't you let my letter get you down
Don't you, don't you, don't you, don't you

My, my, but time do fly
When it's in another pair of pants
And illusion I will be
For I've never been a sinner, la di da

Don't be so forlorn, it's just the payoff
It's the rain before the storm
Don't you let my letter get you down
Don't you, don't you, don't you, don't you

nwod uoy teg rettel ym tel uoy t'nod

Don't you let my letter get you down, down, down, down
Don't you, don't you, don't you, don't you
Don't you let my letter get you down, down, down, down
Don't you, don't you, don't you, don't you

Down, down, down, down, down, down
Down, down, down, down, down, down
Down, down, down, down, down, down

DAVID BOWIE's  band: guitarist Reeves Gabrels; keyboardist Mike Garson; bassist Gail Ann Dorsey and drummer Zachary Alford



28/04/15

Odissea Elettronica. Prima dei Kraftwerk: 10 best '50 & '60

Non tutto è iniziato con i Kraftwerk. I grandi album di musica elettronica degli anni 1970, Tangerine Dream, Cluster, Klaus Schulze e il resto della squadra Krautrock più le sperimentazioni dei primi Cabaret Voltaire e Throbbing Gristle e, naturalmente, il meticoloso robot pop dei Kraftwerk hanno segnato gli anni più felici per l'elettronica in musica. Ma prima? Le cose tendono a diventare un po 'più nebbiose.

Esperimenti di musica elettronica si registrano in realtà a partire dal 1940 . Già dalla metà degli anni 1950, erano stati prodotti commercializzati e venduti LP elettronici, anche se a un pubblico abbastanza ristretto. Mezzo secolo dopo, molti di questi dischi ancora presentano un suono fantastico. Alcuni sono vere e proprie reliquie affascinanti con molto da dire all'ascoltatore contemporaneo; altri suonano incredibilmente in anticipo sui tempi.

La carrellata che presentiamo è limitata ad album di singoli artisti, niente compilation o raccolte. I nomi più importanti, quelli forse più facilmente associati al regno della "musica artistica" - Pierre Schaeffer, Pierre Henry eil gruppo GRM; Edgard Varèse; Karlheinz Stockhausen; Iannis Xenakis; James Tenney; Alvin Lucier; Luciano Berio e molti altri - sono rispettosamente messi da parte. Allo stesso modo, sono stati privileggiati album che hanno impiegato per primi nuovi strumenti (come il sintetizzatore) mentre anche alcuni album eccezionali (come il capolavoro di Terry Riley A Rainbow in Curved Air, o il Live di Steve Reich Electric Music ) e lavori che flirtano l'elettronica con il pop vengono omessi.



KID BALTAN & TOM DISSEVELT
The Fascinating World of Electronic Music
(Philips, 1959)

Alcuni utenti canny YouTube ha etichettato una traccia da l'affascinante mondo della musica elettronica come "acid house dal 1958", facendo segnare un quarto di milione di opinioni nel processo - e, come accade, non sono troppo lontano il denaro Kid Baltan è l'alias di artista olandese Dick Raaijmakers, un teorico culturale, compositore teatro musicale, docente e tecnico, la cui uscita enorme si estende in profondità nel 2000. Tom Dissevelt, nel frattempo, ha iniziato la sua vita musicale in big band e orchestre - una situazione simile a innovatori della prima ondata, come Raymond Scott, il cui lavoro come compositore apparso nei cartoni animati Looney Tunes, e vari membri della BBC Radiophonic Workshop.Raaijmakers e Dissevelt attraversato percorsi di lavoro al Royal Philips Electronics, il laboratorio con sede a Eindhoven, che sarebbe poi sfornare le prime cassette e compact disc. Lì, la coppia ha iniziato a produrre speculativa musica pop elettronica, costruito in toni oscillatore a strati e sorgenti sonore acustiche. Le loro fatiche hanno prodotto 'Song of the Second Moon' 1957 di - una traccia propulsiva basata su trattati rumori Ondes Martenot, e probabilmente il primo disco pop elettronico mai fatto.Baltan e Dissevelt della musica di questo periodo è stato rilasciato in numerose edizioni e in diverse forme, ma l'affascinante mondo della musica elettronica è la prima versione a tirare loro fine del 1950 composizioni sotto un unico tetto. I risultati - vertiginose, pezzi elettronici cinguettio, disposti come dipinti punti divisionista con uno spiccato senso del ritmo - sono ancora assassino. Sorprendentemente, gran parte di questi sono stati prodotti anche senza alcun tipo di tastiera o synth a portata di mano. Legacy Raaijmakers 'non è stato dimenticato - Thurston Moore e Mouse on Mars sono tra quelli ad aver reinterpretato la sua opera




15/02/15

Gary Numan: nouveau philosophe dell'elettronica. ‘Farewell’ live 1981

Tre dischi in un anno (due con i Tubaway Army) per questo <<nouveau philosophe>> del rock elettronico inglese. Replicas il secondo, fu  in testa alle classifiche di vendita britanniche; The Pleasure Principle, un tantino meno bene, ma sempre in vetta.
La sua musica robotica, cibernetica, esanguemente decadente aveva il pallore della nuova gioventù non solo inglese (in Italia è stato sempre molto amato..) e la sfarzosa lucentezza delle discoteche di mezzo mondo. Gary Numan era giovanissimo, appena ventun’anni e era un pò fragilino psicologicamente, lunatico, coerentemente mutante ed era affetto da una forma iniziale di sindrome da .. bottoni.
Impertinente figlioccio dei vari Eno, Neu, Bowie, Kraftwerk iniziò nel 1977 assieme al bassista Paul Gardirier e al batterista Jeff Lidyard in alcuni locali londinesi.
ll suo primo singolo, That's too Bad venne registrato per la Beggars Banquet, allora nascente, il secondb 45 giri, Bombers, portò allo scioglimento. Si ripresentò l'anno successivo con <<TubawayArmy>>, il suo primo album. Nei gennaio del ’79 <<Replicas>>; il disco che lo lanciò nelle charts inglesi. <<Are Friends Elettric>> il singolo che ne viene
tratto riscosse successo e consensi. Poi The Pleasure Principle» e lunghe tournée sempre con ospiti illustri (Billy Currie degli Ultravox..)..

Proprio al culmine del successo, nel 1981, Gary Numan annuncia il suo ritiro dalle performance dal vivo. La sua ultima esibizione è programmata alla Wembley Arena: i biglietti furono venduti così rapidamente che si aggiunsero due spettacoli per accogliere tutti i fan che volevano vederlo per l'ultima volta.

Non ho mai capito perchè, nonostante e forse a causa del suo successo, Numan era sempre stato oggetto di un massiccio dileggio dalla stampa musicale britannica, e l'annuncio del suo ritiro dalle scene alla veneranda età di 23 anni alimentò ulteriori accuse di presunzione e pretese. Numan però tornò ai live appena due anni dopo.
Ma a parte questa storia, gli spettacoli erano.. incredibili. Nel live di Wembley, quì sotto, Numan naturalmente, suonò materiale da Replicas, The Pleasure Principle e da Telekon, ma la scelta dei brani fu così ben fatta (vedi la setlist), che il risultato fu di due ore di musica elaborata, visionario synth-pop, con il supporto del violinista Nash Slash (RIP, maggio 2014) e il mimo / dance Shock. Fortunatamente uno degli shows venne registrato. La produzione, furono delle scenografie impressionanti: piramidi rotanti, enormi banchi di pannelli luminosi, la famosa auto di "Down in the Park" (cercate in Urgh! A Music War), diede l'impressione che nessuna spesa fu risparmiata.

Dopo questi concerti, Numan continuò a suonare dal vivo. Anche se i successivi album, Dance e I, Assassin, erano sempre su buoni livelli, la sua popolarità non è mai tornata come a quei tempi. Negli anni '90, la sua musica è diventata più dark, e più dura, trovando una rinnovata energia nella scena goth industriale, pubblicando l'eccellente Exile nel 1997. Impressionante, il suo Splinter (Songs From A Broken Mind) del 2013, forse davvero uno dei suoi migliori, che è anche una testimonianza del suo duraturo talento. Le sue prestazioni, ormai a 56 anni, in realtà rivaleggiano con quelle della sua giovinezza. Eravamo tutti troppo giovani per i concerti di Wembley, ma per fortuna, esiste questo video.. Buona visione, e ascolto. E soprattutto..buona notte.
The Pleasure Principle



Setlist:
This Wreckage
Remind Me to Smile
Moral
Me! I Disconnect From You
Conversation
The Aircrash Bureau
Airlane
M.E.
Everyday I Die
Films
Remember I Was Vapour
Trois Gymnopédies (First Movement)
(Erik Satie cover)
She's Got Claws
Cars
I Dream of Wires
I'm an Agent
The Joy Circuit
I Die: You Die
Cry the Clock Said
Tracks
Down in the Park
My Shadow in Vain
Please Push No More
Are 'Friends' Electric?
We Are Glass
Outro


26/01/15

Technopolis: la Yellow Magic Orchestra

SPECIAL: YMO
Ancora Giappone, ancora Tokyo.. Sol Levante.
Pochi artisti hanno avuto un' influenza sulla musica elettronica e basata sulla tecnologia come i nipponici della Yellow Magic Orchestra. La portata dell' influenza si estende agli angoli più profondi del sottosuolo del hip-hop, ai numerosi ceppi della cultura dance, alla New Wave e al sinth rock, e in definitiva alle più brillanti melodie pop di tutto il mondo. Formati nel 1978 dal cantautore, bassista, e cantante Haruomi Hosono, l'obiettivo originale della YMO era di pubblicare un album tecnologico di esotica (exotica), con sonorità orchestrali caraibiche, latine e naturalistiche e rendere omaggio ai talenti musicali di Martin Denny e Les Baxter, due bandleaders di exotica americani i cui album strumentali hanno il fascino del sound post-seconda guerra mondiale, anticipatori della musica etno e lounge. Questo album, Yellow Magic Orchestra, fece enorme scalpore in Giappone e con la sua gamma diversificata di talento e scintille di vera ispirazione trovò terreno fertile negli ascolti dei giovani occidentali, un ponte ideale tra la nuova musica d'oriente e la fame di musica nuova che attanagliava l'occidente. I fan casuali non sanno che la YMO non era una band di musicisti dilettanti che cercavano di farsi strada relativamente attraverso le nuove tecnologie, ma erano tutti esperti e alcuni già veterani al momento della loro formazione. Nel corso della loro carriera hanno continuato a sperimentare le nuove tecnologie, trovando il modo per fondere queste innovazioni con le classiche canzoni pop da classifica.

Hosono inizialmente era salito alla ribalta come un membro degli Happy End, uno dei primi gruppi rock giapponesi degli anni '60 e primi anni '70 dove scriveva canzoni nella loro lingua madre, piuttosto che limitarsi a scimmiottare gli stili e le mode occidentali . Il desiderio di dare una forte identità culturale alla propria musica portò alla creazione di un pop cosmopolita, che poi è sfociato direttamente nel vibrante "technopop" che Hosono portò in cima alle classifiche giapponesi, con l'aiuto del batterista e cantante Yukihiro Takahashi, (in precedenza nel gruppo glam rock dei Sadistic Mika Band, che andò in tour in Europa con i Roxy Music!) e un talentuoso giovane studente universitario di nome Ryuichi Sakamoto, che contemporaneamente utilizzava il suo talento di tastierista come turnista, produttore, arrangiatore per un certo numero di artisti pop nell' orbita di Hosono. Hosono e Sakamoto in particolare sono stati sempre ossessionati con l'identità culturale giapponese. Il nome della band è uno scherzo malizioso, e riguarda l'ossessione del Giappone per la magia nera ("yellow magic" era a metà strada tra magia bianca e magia nera", spiegò Hosono. "In realtà, è un nome stupido, vero?"), E la band continuò a esplorare nozioni di asiaticità, exoticisation e orientalismo.
Hosono era l'uomo delle idee, Takahashi il divulgatore, il comunicatore, mentre Sakamoto ha fatto la teoria, tanto che veniva chiamato "il professore."
Quando gli chiesero perché la band si sciolse nel 1984, Hosono dichiarò: <<"Ci eravamo tanto odiati">>.




Dietro le quinte c'era il programmatore Hideki Matsutake, che aveva imparato il funzionamento dei primi sintetizzatori analogici mentre lavorava come assistente del compositore elettronico Isao Tomita e le cui conoscenze inestimabili aiutarono il gruppo a rimanere all'avanguardia nel diluvio delle nuove tecnologie che arrivavano in quel periodo. Insieme, i loro rispettivi talenti dominarono gran parte del sound in Giappone nella prima metà degli anni '80, e le cui scosse di assestamento si avvertono ancora oggi nel pop e nell'underground di tutto il mondo.
Mentre i loro coetanei a Düsseldorf e a Detroit iniziavano ad usare la tecnologia dei sintetizzatori per creare una tetra visione distopica del futuro - un mondo di robot senza volto e brutali paesaggi post-industriali - la YMO vedeva la tecnologia come qualcosa di gioioso e liberatorio. Nelle loro mani, il sintetizzatore era quasi un giocattolo, uno strumento per niente stravagante.

Mentre la discografia di ogni membro è vasta e meritevole di un approfondimento, mettiamo quì a disposizione interamente quella del gruppo, a partire dal 1978 e fino 1985, anno dello scioglimento, più i dischi live e alcuni best. Sakamoto, chiaramente ha avuto il più alto profilo internazionale, collaborando con David Sylvian, e gli XTC di Andy Partridge, prima di andare a lavorare con artisti diversi come David Byrne, Iggy Pop e Talvin Singh. Ha scritto opere, colonne sonore per i film di Hollywood (The Last Emperor), e anche recitato in Merry Christmas Mr Lawrence con David Bowie. Hosono e Yukihuro hanno continuato a fare musica in Giappone, e hanno collaborato come duo nei Sketch Show.

Dai Duran Duran, a Van Halen, da Whitney Houston agli Human League, Afrika Bambaataa (il primo a campionare la loro musica) e gli Underworld, Depeche Mode e gli stessi Japan di D. Sylvian per tutti gli '80s hanno dato splendore futuristico all'elettronica: si dice che il pop sintetico sia stato creato dai Kraftwerk e dai Devo, ma i veri padrini sono i musicisti della Yellow Magic Orchestra Giapponese, tanto da guadagnarsi l'adorazione di alcuni dei massimi esponenti del synth pop come Ultravox, John Foxx, Gary Numan.. Il produttore e musicista Todd Rundgren ha avuto per anni un album della YMO sulla parete del suo studio di registrazione; l'improbabile cover della loro Behind the Mask di Eric Clapton è stato un enorme successo internazionale; in Giappone, erano più famosi e stimati dei Beatles, tanto che Sakamoto dichiarò di odiare la sua band perchè sempre inseguita dai paparazzi e le ragazze gli avrebbero strappato i vestiti di dosso, se avebbero potuto. <<"In Italia, il pubblico cominciò a discutere durante il nostro concerto", disse Hosono. "C'erano questi uomini molto seri, con barba e capelli lunghi, che organizzarono un simposio sulla nostra musica mentre stavamo suonando.">>
Sakamoto:<< "Sembravano filosofi greci o romani. E' stato così divertente...">>

Nella storica reunion che si tenne al Royal Festival Hall - il loro ritorno in UK dal 1980 - i tre membri originali sono stati coadiuvati dai Massive Attack.

Mentre i pari teutonici Kraftwerk erano rigidi e robotici, la YMO era capricciosa e bizzarra, chi ascolterà i loro dischi sicuramente riconoscerà, nei meandri, tanti motivetti disco che spopolavano nelle radio e nelle classifiche di quegli anni, e gli renderà onore per aver contribuito alla nascita di tanti gruppi elettronici e electro pop e per aver plasmato quello che sarebbe diventato il moderno J-pop.. Ancora oggi, il sound pioniere della YMO costituisce spesso il legame comune di generi, dalla dance (di Rihanna "We Found Love") all' indie (dei Foster the People di "Pumped Up Kicks") fino al pop ("Sexy and I Know It" di LMFAO). Inoltre, chi aveva i primi giochi Sega, e i campioni di giochi arcade come Space Invaders si accorgerà che le musichette di sottofondo furono affidate proprio alla YMO, che già negli anni '70, aveva combinato gli strumenti come la gloriosa batteria elettronica programmabile Roland TR-808 (è stata la prima band ad usarla) e il sintetizzatore Polymoog, alle sonorità tipicamente giapponesi.

Yellow Magic Orchestra_Complete 2GB


Oltre al video della reunion (sopra) questo è un mix di alcuni punti salienti della band, materiale di ascolto ideale mentre si legge: 
 




23/12/14

Volano asce: i Suicide

Di storie strane, buffe, oltre che drammatiche ce ne sono nel mondo del rock'n'roll. Questa ha davvero dell'incredibile, unica forse nel suo genere. La storia di una carriera di un duo innovativo, underground nel vero senso del termine, amato da moltissimi esponenti di primo piano della musica alternativa, la storia di una carriera che proprio quando sembrava aver avuto una svolta.. è finita. 
Ladies and Gentlemen..i Suicide

"Fu durante uno show a Glasgow nel 1978, che qualcuno lanciò un'ascia che mi sfiorò la testa", dice Alan Vega con ammirevole concretezza. "Eravamo in tour con i Clash, aprivamo i concerti e credo che eravamo troppo punk anche per un pubblico punk. Ci hanno odiato. Li ho insultati con 'Stronzi dovete passare attraverso di noi per arrivare alla band principale.' Questo è quando la scure è stata lanciata verso la mia testa, e mi ha mancato per un soffio. Era surreale, il tipo. Mi sentivo come se fossi in un film in 3-D di John Wayne. Ma questo era niente di insolito. Ogni spettacolo dei Suicide era come fosse scoppiata la terza guerra mondiale. Ogni notte pensavo che potevo essere ucciso. Quel giorno, il più lungo, pensai 'Molto probabile che sarà stasera.' "




Vega, ora 59 anni, è seduto con il suo amico di lunga data e componente dei Suicide Martin Rev (età riservata, ndr) nella reception del ramo est del Holiday Inn di Londra. Vega appare meravigliosamente sinistro nelle sue sfumature di street-fighter con berretto. Rev, in giacca di pelle e occhiali da sole, sembra uscito dal set di Mad Max 2. E 'giusto dire che non si confondono per niente con i turisti e gli studenti svedesi che sono nel foyer.


23/09/12

Double Vision - Lusine, A Certain Distance

Lusine

Alias Jeff McIlwain, produttore techno di Seattle.Un disco, A certain Distance, che unisce pop, melodia e ritmo, in una forma del tutto nuova e coraggiosa. Entra in un campo sonoro e in una direzione completamente nuova nell'ambito dell'elettronica moderna e della computer-music. Melodie e loop sofisticati e voci affascinanti (vocalist Vilja Larjosto) su alcuni dei brani, al di fuori del territorio familiare del genere. Suoni d'ambiente preferibilmente da ascoltare in cuffia..

Il disco, piacevole e rilassante, è del 2009


A Certain Distance